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La terra dei colpevoli

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Consegna prevista Aprile 2021
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In un lontano futuro gli uomini sono condannati a lottare per la sopravvivenza, all’interno di un continente ormai abbandonato a contrasti tra bande indipendenti, cani sciolti e gruppi rivali. Due diverse idee di civiltà convivono con lo stesso obiettivo, ovvero quello di prevalere l’una sull’altra: da una parte la Ribellione Collaterale, povera e dallo stile di vita rurale, dall’altra il Governo Generale, economicamente più forte e militarizzato. Lo sfondo è la natura stessa dell’essere umano, immutata e inconfondibile: mafia, mercato nero, giochi di potere, vizi e intrighi politici fanno da contorno ad una storia in cui le vite dei protagonisti si intrecceranno e ci accompagneranno in un mondo senza più norme ben definite, che però racchiude ancora i retaggi della complessa e buia società che l’ha preceduto, con i suoi limiti, pregiudizi e credenze popolari. Azione e mistero faranno tutto il resto.

Perché ho scritto questo libro?

Ciò che mi ha portato a scrivere questo libro è il desiderio di rappresentare l’allegoria a tinte pulp di un futuro distopico, ambientato in un contesto parallelo in cui ogni protagonista fa le sue scelte, ciascuna con le sue motivazioni e inevitabili conseguenze. Ideare questa storia mi ha dato la possibilità di raccontare, attraverso il mio punto di vista, un’ambientazione in cui avventura e suspance si uniscono a rabbia, elementi crime e rivalità politiche.

ANTEPRIMA NON EDITATA

August Blues

Il mio nome è…nessuno. Se davvero stavate pensando che vi avrei rivelato il mio nome fin dal primo momento la vostra intelligenza non raggiunge minimamente quella di un piccolo spacciatore di quartiere. Io non sono un uomo, e non rappresento nemmeno la categoria più alta della classe dei gangster a cui appartengo. Io sono il simbolo di una generazione che non ha saputo combattere i propri pericoli e tagliare le erbe secche del suo cortile. Le pecore nere della Società degli Affari11 sono minuscoli vermicelli rispetto alle gigantesche azioni speculative che la mia organizzazione riesce a completare ogni fottuto giorno. Io non sono un uomo, sono un approfittatore. E si sa: gli approfittatori arrivano in cima alla piramide prima degli arrivisti. Avevo anche dei genitori, un tempo. Mia madre faceva la casalinga, puliva i pavimenti e cucinava il pollo mentre mio padre andava a riscuotere debitucci ai commercianti di Breeton Street. Si, il mio creatore era un usuraio, e magari fosse stato solo quello. Contrabbandiere, commerciante di pellicce e gioielli rubati, trafficante di droga e orfani per gli uomini più creativi12. Ora vi starete chiedendo: cosa pensavo di diventare io da bambino? Un insegnante. Quando vedevo i bambini normali andare a scuola – o quello che ne rimaneva – a sporcarsi le mani di inchiostro umido e fastidioso, cominciavo a riflettere su quanto potesse essere utile imparare qualcosa e trasmetterlo al prossimo. Poi mio padre mi mise in mano un coltello e compresi che era molto più semplice trasmettere alle persone la paura che la conoscenza. I miei morirono circa trent’anni fa, quasi strozzati da una dimensione sociale troppo divertente per degli ordinari gangster di periferia e troppo lussuosa per gente che non sapeva nemmeno leggere e scrivere.

Continua a leggere

Lei morì di cancro, o forse era una semplice polmonite. Sta di fatto che ogni santo giorno la vedevo soffrire sempre più e non era mai un bel vedere. Mio padre, dal canto suo, resistette un anno in più finché un uomo gli sparò dritto in testa mentre usciva da un bordello di Cambridge Lone. Il motivo non l’ho mai appreso, forse per soldi o forse perché aveva suscitato qualche antipatia nel quartiere. Il quartiere era bello, sapete? Sempre sporco e grottesco, ma pieno di vita: noi ragazzetti con ancora la coda tra le gambe giocavamo a fare le guardie mentre le ragazzine si pettinavano e spettegolavano sulla bellezza o la codardia di ognuno di noi. Tanti miei amici erano nati codardi, pace all’anima loro che mi lasciarono prima del tempo.
Io, differentemente, nacqui pensatore. Leggevo tanto, e non ero stato addestrato a farlo. Un giorno conobbi questa ragazza, Fatima, di origini orientali. Lei mi insegnò a leggere e scrivere, quasi fosse un dovere morale farmi capire quanto è importante saperne qualcosa in più degli altri. Quando tornavo a casa leggevo in continuazione i racconti degli antichi uomini, colpevoli di avere rinnegato le proprie umili e selvagge origini a scapito di un’esistenza basata sul progressismo e l’evoluzione di tecnologie a sé stanti e funzionali al commercio. Ma cosa ci facevo, io, in mezzo a tutta quella criminalità? Cosa c’entravo io con il sangue cosparso per le strade e i coltelli sporchi nei cassetti? Semplice. Quando hai di fronte un destino tanto più forte rispetto ai tuoi sogni ti dimentichi di ciò che vorresti diventare e ti abbandoni all’idea di dover per forza contribuire al tuo errato futuro. Ed è proprio in quel momento che il tuo avvenire diventa identico a ciò che hai sempre cercato di combattere. E io combattei, molto. L’unico difetto che non mi accomunava a tutte quelle belve di strada è che io non volevo mai diventare grande. Tutti quei vestiti puliti e quei modi di fare da uomo d’affari non facevano per me, almeno durante la mia giovane età. Passavo metà delle mie giornate in bordelli e bar mentre i miei compagni portavano a casa la pagnotta.
Ah, a proposito, quasi dimenticavo. Io sono Todd Russo, capo di uno dei clan più potenti del Continente. E ora vorrete sapere pure il nome del clan? Non scherziamo. Avete ancora molto da scoprire. Il mio nome viene da una famiglia che ha sempre saputo quello che faceva e ha spesso compreso chi fosse gentiluomo e chi serpente. Nacqui in un ambiente in cui i soldi venivano guadagnati con la supremazia dell’istinto perché tutto quello che includeva chiacchiere e riflessioni era destinato ai topi di bottega e armaioli falliti. Poco dopo la morte dei miei genitori cominciai a effettuare qualche furto, tanto per ricavare una base di soldi abbastanza grossa da poter cominciare a investire. Ed è proprio quando cominci ad investire e guadagnare che giungi alla conclusione che in questo putrido mondo con denaro e sguardi minacciosi puoi comprare qualsiasi cosa. A Pentonville non era difficile investire alle prime armi: carichi di cadaveri destinati alle fosse comuni, tessuti nobiliari, grano, persino l’acqua delle pozzanghere da svendere al Mercato dei Rifugiati13 per gli orfani di Goodville.14 Ogni scusa era buona per fare soldi, gli affari andavano avanti ed io ero così ricco che pure i miei genitori stavano per rivoltarsi nella tomba per venire a tormentarmi di notte e rubarmi tutto. Il mio gruppo era fatto prevalentemente di uomini d’onore: Jack Comble, Billy Zielinsky, Matt Freemont (che brutta morte la sua, scaricato sotto un ponte a pezzettini come uno stufato di bue) Johnny Michigan, Harry Bravo… tutti confratelli uniti dalle stesse passioni: il denaro e ovviamente l’omicidio.
Ancora non so quanti uomini ho ucciso. Forse cento, centocinquanta. Ma chissenefrega se ho ucciso degli uomini. Chissenefrega se ogni giorno le mogli e i figli di quelli che ho cancellato dal mondo piangono mentre i loro cari defunti mi torturano nel sonno tirandomi i piedi fuori dalle coperte. Ogni giorno in questa vecchia fogna muore qualcuno; uomo, donna, bambino o neonato che sia. Ogni giorno uno stomaco schizza fuori dalla pancia come un petardo, mentre l’uomo che ha acceso la miccia si gode denaro e vino dentro uno sporco bar di JC15. Quanto a me e alle mie abitudini…beh: ogni santo commette i suoi peccati, l’importante è per quale motivo lo fa e i mezzi che utilizza. La brutalità di questo mondo è guidata dal fatto che ogni brutta azione non possa avere delle buone finalità, ma è una brutta azione semplicemente perché si usa un’ascia o una pistola.
L’altro giorno il parroco di Nubilia Street16 ebbe a che ridire con un povero corriere di Stampton Boulevard per un carico che il nostro caro sacerdote sospettava fosse pieno di gente armata anziché peperoni e kishna17. E allora io gli ho detto: “Sparagli. Che cazzo te ne frega? Sparagli. Se solo hai un minimo sospetto o quel ratto ha uno sguardo troppo sveglio per sembrare quello di un analfabeta che guida un furgone di trecento anni fa, fallo secco all’istante. Fagli saltare la materia grigia fuori dagli occhi finché non sputa dalla bocca pure la merda del suo culo da corriere bastardo. Ne troveremo un altro. Sai quanti stupidi orfani farebbero avanti e indietro per le terre di Pentonville come dei furetti per quattro spiccioli e un tetto sopra la testa? Andiamo, abbiamo tanti problemi ma quello delle risorse umane mi sembra il settore meno colpito. Dobbiamo guardare agli affari.” Detto questo il parroco, che ovviamente era stato colpito solo da un piccolo delirio paranoico ed ossessivo, prese l’innocente e sconosciuto corriere del giorno dopo e lo fece sbranare dai cani nel cortile dietro la canonica. Non contento, bruciò tutto e ci fece un bel falò. Quel fumo si avvistò pure dalla fottuta torre nord del Palazzo del Governo. Ricordo ancora che un mio informatore interno al Governo mi raccontò che il Governatore esclamò: “Venite a vedere! Che festa è? La gente festeggia!”. Ma perché mai ho deciso di darmi ai coltelli e non agli altari? Sapete che spettacolo sarebbe stato? Un sacerdote non si deve giustificare, ci mancherebbe, ma noi gangster sì. Appena esce allo scoperto un omicidio tutti a urlare e puntare il dito contro il crimine organizzato. Ma cos’è realmente il crimine organizzato? Ve lo dico io: solo una buffa congettura per trasformare una lecita attività di vendita in un gruppo di mercenari assassini. Il vero crimine organizzato è rappresentato da tutti quei diffamatori che passano le giornate a complottare contro il Governo confabulando morte e razzie mentre scrivono false storielle sulle nostre abitudini. La verità è che la gente dovrebbe preoccuparsi più del suo piccolo orto ribelle che della vita degli altri. Fare il ribelle a tempo pieno non serve?18 Si deve pure organizzare una caccia alle streghe contro chi vuol fare del bene proteggendo la propria famiglia e accumulando ricchezza? Ma non scherziamo. Coloro che pensano di essere nel bene sono sempre i peggiori, ma chi lo sfoggia nero su bianco è decisamente perduto e difficilmente verrà salvato dalla provvidenza del Creatore. Conosciamo così tanto noi stessi da poter permetterci di giudicare gli altri con altrettanta facilità e pessimismo? Un giorno mio zio Bonnie mi raccontò la storia del fucilatore Tirapiedi Knox, chiamato così perché amava fucilare i soldati del Governo a testa in giù. Ma perché, dico io? Perché torturare un uomo così miserabilmente e non ucciderlo in piedi mentre ti guarda esercitando ancora il suo diritto naturale di supplica? Dove andremo a finire con tutta questa ipocrisia? Non voglio nemmeno pensare a tutte quelle morti innocenti e tutte quelle corde sprecate per legare caviglie a tronchi e pali di acciaio. Almeno noi uccidiamo per soldi, loro per una stupida ideologia di libertà e rivendicazioni di “diritti perduti”. Si, così li chiamano loro: diritti perduti. Gli unici diritti perduti che conosco sono la scomparsa dei cessi di ceramica a favore dei buchi nel terreno. Un giorno cominciò a scarseggiare la ceramica, la gente cominciava a morire di fame, di conseguenza anche i produttori di ceramica cominciarono a sparire lentamente. Ne rimasero solo una decina, i quali vennero presi e messi al servizio dell’allora Governatore Gadwell – pace all’anima sua – che però da vero stachanovista ne uccise la metà perché considerati troppo lenti. I cinque rimasti continuarono a lavorare per lui fin quando un bellissimo e soleggiato giorno di settembre organizzarono una fuga per poi essere scoperti e giustiziati dagli scagnozzi governativi. Da allora i cessi cominciarono ad essere costruiti con il legno, poi con della plastica di fortuna, poi con delle tegole dei tetti, infine con dello spago (non chiedetemi come e perché) finché il problema dell’espletazioni organiche divenne tanto superficiale da non meritare nemmeno una soluzione comoda ed umana. Ecco perché oggi per strada si caga in un buco mentre nel Palazzo del Governo ogni volta che qualcuno deve adempiere ai propri bisogni fisiologici è una festa manco fosse capodanno.
Il colore delle monete è quello che mi aggrada di più, quel rosso sbiadito che ti fa subito pensare a tutto quello che hai costruito e tutto quello che verrà in futuro se non ti spareranno mentre sei seduto su uno sporco buco nel fango. Ho conquistato molti racket da quando sono a capo del mio clan, ma forse la fiducia di tutte le famiglie più potenti è l’unica gatta da pelare che finora non si è lasciata prendere ed accarezzare. Prostitute di Little Royal, gioco d’azzardo di mezza Capitale, estorsioni a qualunque povero decerebrato, per non parlare del giro di schiavi orfanelli che mi ha affidato il clan dei Muggino19 poco tempo fa. Tutti giri di affari che mi hanno fatto diventare quello che sono, oltre a libri e sguardo fiero. Tuttavia, mentre io sono a qui a vantarmi delle mie vittorie e contare i soldi nella cassaforte, là fuori c’è ancora qualcuno che complotta contro di me e che vorrei si trovasse già nei gelidi fondali del Goslov…20 piuttosto che vedermelo girare per le strade di quartieri distanti solo pochi chilometri da qui. Il rosso delle monete e il rosso del sangue. Il colore della grazia e la luce della follia. Elementi comuni di un’esistenza appesa ad un filo e strozzata da minacce e timori del prossimo, pronto a tagliarmi la gola alla prima occasione. Dei miei uomini mi posso fidare, certo, ma non è questa la mia preoccupazione: mercenari e ribelli di confine si muovono e confabulano rivolte dettate dalla fama di gloria e orgoglio. Ma una guerra più importante si sarebbe abbattuta nuovamente su di noi, e noi non avevamo ancora compreso che la nostra corruzione è nulla di fronte alla forza ideologica di fazioni che combattono per qualcosa di concreto, l’onore e il sangue nemico21. Gli affari vanno bene, si sa, ma nessuno è al corrente di cosa potrà succedere quando pure prostituzione e droga diventeranno ricordi in mezzo ad un deserto di morte e desolazione.

2020-10-07

Aggiornamento

Ed ecco le 200 copie, La terra dei colpevoli ha raggiunto il goal! Grazie a tutti coloro che hanno scelto di acquistare il mio romanzo permettendomi di pubblicarlo e distribuirlo! Il pre-order sarà comunque ancora disponibile qui fino al 17 novembre, per chiunque volesse, per darmi la possibilità di raggiungere i prossimi goal e far crescere sempre di più la nostra community. LTDC!
2020-09-21

Aggiornamento

Mancano solo 26 copie. "Pensi davvero sia tutto così diverso?" - "Sensazioni. Il mondo non è più lo stesso". - "E allora perché continuate a comportarvi come se non fosse successo nulla?" - "A volte il passato ci ricorda cosa eravamo e cosa potremmo essere, in futuro. Molto spesso ci azzecca, ma noi non impariamo mai".
2020-09-14

Aggiornamento

Il teaser trailer de La terra dei colpevoli è disponibile anche su YouTube! Scopritelo qui👉 https://www.youtube.com/watch?v=e1GZfTJxHFA
2020-09-13

Bresciaoggi

La terra dei colpevoli è sull'edizione odierna del Bresciaoggi! Una bella chiacchierata con Alessandro Gatta, con il quale si è parlato del romanzo e del bel lavoro di crowdfunding editoriale portato avanti da bookabook. Mancano meno di 50 copie al traguardo: ora serve lo sprint finale per darmi la possibilità di pubblicare il libro e raccontare la mia storia, il mio universo, i miei personaggi. Il 17 ottobre è vicino, sotto con i pre-ordini di LTDC! Grazie ancora a chi ha già contribuito e chi lo farà nei prossimi giorni.
2020-09-07

Aggiornamento

I luoghi di LTDC ci raccontano, pagina per pagina, i dettagli di un luogo pieno di atmosfere neo-noir e attitudini tipiche degli anti-eroi in conflitto con sé stessi, prima che con tutti gli altri. "L'unico modo per ingannare questa puzza di whiskey scadente: berne sempre di più".
31 agosto 2020

Aggiornamento

La pagina Facebook ufficiale de La terra dei colpevoli è ora disponibile! Qui potrete trovare news relative al libro, aggiornamenti da parte dell'autore e ovviamente contenuti legati al romanzo e al suo universo. Scopritela qui! https://www.facebook.com/laterradeicolpevoliromanzo/?notif_id=1598809791236518&notif_t=page_fan&ref=notif
27 agosto 2020

Aggiornamento

Ciao a tutti! Molti mi hanno chiesto il motivo della presenza di numeri dopo alcune parole all'interno dell'anteprima disponibile nella pagina della campagna. Niente paura! Nessun errore, nessun refuso: i numeri corrispondono a dei riferimenti specifici, delle vere e proprie note a piè di pagina che hanno il compito di raccontare ogni dettaglio o retroscena della storia nel corso della lettura. Questi elementi, ovviamente, saranno interamente disponibili all'interno delle bozze del romanzo non appena effettuerete il pre-order! Buon viaggio e buona lettura!
25 agosto 2020

Aggiornamento

Appunti dal Continente Riflessioni su Tom Knox "Era un uomo d'altri tempi Tom, uno di quelli che aspetta il proprio turno prima di parlare. Sembra scontato, ma la fretta aveva compromesso la naturalezza dei nostri rapporti. Un litigio, una rissa, un semplice confronto: ogni dinamica era finalizzata ad un solo e unico scopo, cioè quello di rompere i deboli equilibri del quotidiano. A morire non era stata solo la superficie del nostro mondo, ma tutto ciò che si nascondeva sotto".
31 luglio 2020

Aggiornamento

Ringrazio il blog "La Scrivania Letteraria" per aver fatto una segnalazione del romanzo ai suoi utenti! Potete trovare l'articolo qui: https://lascrivanialetteraria.com/2020/07/30/la-terra-dei-colpevoli-di-matteo-mario-segnalazione/?fbclid=IwAR1_DAs_2YTgyhQSm1aUB_VqHIdIEBp6f0wq3u2LHFJjgK76vyVyljB5StI
30 luglio 2020

Aggiornamento

Ciao a tutti, è l'autore che vi parla! Le parole sono potenti e coinvolgenti, ma con la musica tutto ha un significato diverso. Per questo ho deciso di creare la playlist Spotify ufficiale de La terra dei colpevoli: un mix di post rock, ballate e brani dedicati al romanzo, un perfetto soundtrack per catapultarvi ancora di più nella storia e farvi innamorare di ogni piccolo dettaglio. "La terra dei colpevoli - Sounds from the land" è disponibile qui: https://open.spotify.com/playlist/20XsPqPEQfn11plX83aBIH?si=kyx4IY1GSAKwcRnUQGCBaA Buona musica... E buon viaggio!
22 luglio 2020

Aggiornamento

É l'autore che vi parla! La community de La terra dei colpevoli sta crescendo sempre di più! Sono passati 12 giorni dall'inizio della campagna ed è già stato registrato un buonissimo numero di pre-order, testimonianza della grande curiosità che sta suscitando il mio romanzo: per questo ringrazio tutti quelli che hanno già dato il loro appoggio e coloro che lo daranno nelle settimane a venire. Nei prossimi giorni vi terrò aggiornati sulle idee in cantiere, sia sui social che fuori, per farvi restare sempre coinvolti nel progetto. Perché la terra dei colpevoli é imprevedibile, un ambiente da scoprire in ogni suo crudo dettaglio. Vi invito a tenere d'occhio anche il mio profilo Instagram per tutti i nuovi contenuti sull'opera e il suo misterioso continente, pieno di insidie e fuoristrada a corto di carburante. Un saluto!
15 luglio 2020

Aggiornamento

Crimine, potere, omicidi: in un lontano futuro il mondo è cambiato, ma l'essere umano non ha fatto lo stesso e le parole gentili non sono ammesse. Il Governo controlla gran parte del continente, mentre la Ribellione vuole cambiare le carte in tavola e lavora sotto traccia. Nel frattempo, cani sciolti e gruppi autonomi vivono nel loro mondo di mezzo, cercando vantaggi da entrambe le parti. Mentre la violenza è diventata ormai un'affare di famiglia, cosa succederebbe se uno dei giocatori scoprisse le sue carte?
 

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ho letto solo una parte dell’anteprima disponibile ma mi sembra che il romanzo abbia un bello stile e soprattutto una storia molto interessante. Anche i personaggi paiono fin da subito ben costruiti, complessi e imprevedibili. Bella anche la prefazione . Curioso di leggere l’opera completa

  2. Loredana Mutti

    (proprietario verificato)

    Giusto aiutare un giovane e promettente autore come Matteo: una bella storia, affascinante e piena di colpi di scena già dalle prime pagine delle bozze . Da quello che ho potuto leggere è un libro che merita sicuramente il pre-ordine! Bravo!

  3. (proprietario verificato)

    Ho letto un po’ le bozze e devo dire che il modo in cui è stata sviluppata la storia mi piace molto. I personaggi raccontano in prima persona quello che gli succede attorno e le loro storie si intersecano, coinvolgendo il lettore e trasportandolo nell’ambientazione dell’opera. Ne vale la pena! Complimenti Matteo, sei stato una rivelazione.

  4. Dopo una lettura veloce ma attenta delle bozze disponibili non posso che consigliare “La terra dei colpevoli”. Si viene catapultati in un mondo crudo di cui si vuole sapere sempre di più. Non vedo l’ora di avere la mia copia tra le mani per vedere come si evolve la storia ma le premesse sono ottime!! Possibile must buy!!

  5. Davide Di Filippo

    (proprietario verificato)

    Leggere l’anteprima è stato come bagnarsi con l’acqua e sentire il mare. Libro di sicuro molto interessante, ma soprattutto possibile espressione di un nuovo approccio alla letteratura. Super consigliato per tutti coloro che amano nuotare nel mondo letterario.

  6. (proprietario verificato)

    Ho avuto la possibilità di leggere parte delle bozze disponibili in anteprima e ho trovato molto interessante il modo in cui sono stati descritti i tanti personaggi presenti nella storia, i dettagli sulle loro vite, i rapporti tra fazioni, l’elenco delle città e clan criminali. Consigliato anche per chi ama gli universi letterari!

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Matteo Mario
Giornalista pubblicista classe 1993, lavoro da tempo nel settore della comunicazione e collaboro come autore freelance per testate locali e web. Oltre a cinema, musica, sport e cultura pop, l'arte di scrivere e raccontare storie è sempre stata la mia più grande passione: credo che le parole siano più potenti di qualsiasi cosa, perché permettono di modellare la realtà, creare mondi, vite e dettagli, solo grazie alla nostra mente e all'intima atmosfera che si crea tra noi e una tastiera. Ultimamente c'è una teoria secondo la quale sarebbe diventato più complicato trovare nuove idee, perché come si dice "É stato già raccontato tutto". Io preferisco pensare che la vita e l'animo umano siano così imprevedibili da rimanere sempre grandi forme d'ispirazione: allo scrittore non resta che assistere e prendere spunto, lottando per stupire e rompere gli schemi.
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