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L'appuntamento ideale

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Arturo ha preparato il suo appuntamento con la morte nei minimi dettagli. La vasca da bagno è pronta, le ultime volontà sono sul tavolo e dalle vene aperte esce sangue. Si addormenta cercando la soddisfazione finale, il famoso riassunto di una vita intera, e sperando di morire. Si risveglia però in una bianca stanza d’ospedale dove, insieme a un enigmatico interlocutore, inizia il viaggio attraverso i suoi ricordi, alla ricerca dei pezzi del puzzle per ottenere le risposte perse.

L’appuntamento ideale è un romanzo che racconta quei piccoli dettagli a cui spesso diamo scarsa importanza, ma che in realtà rappresentano le basi su cui crescere. Un inno alla vita partendo dal suo punto più basso.

CAPITOLO I

Sapete, ho sempre pensato che avrei visto scorrermi davan-ti tutta la vita, prima di morire. Una musica dolce di sottofon-do, il mio sguardo fisso nel vuoto e lei, che incurante delle mie condizioni, passa frame dopo frame, ricordo dopo ricordo.
Un attimo che vale l’eternità.

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L’ho sempre immaginata come l’ultima carezza tra due amanti dopo una notte di passione. Entrambi sanno che sta per finire, ma il calore del passato scalda ancora il loro cuore. Pagherebbero qualsiasi cifra per riassumere tutta la notte in quegli attimi. O almeno è quello che credo si possa provare con il vero amore. Io non so, non chiedete.
So, invece, come essere una delusione e come non affrontarle, le delusioni. Il mancato riassunto della mia esistenza è soltanto l’ultima di tante. Come a volermi ricordare che anche invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia.
Rimango sempre io: solo, annoiato e deluso.
Sembra triste, vero?
A vederla così non potrei darvi torto. Un ragazzo-uomo di ventitré anni che si abbatte sulle prime pagine del suo libro. Smetterei di leggere anche io. Invece non dovreste arrendervi, perché la storia è tutta in salita, ma che spettacolo una volta in cima.

È un sabato sera come altri. Mi sono organizzato abbastanza bene. Ho apparecchiato il mio appuntamento con la morte con premura, facendo valere tutti gli anni di ragazze e conti salati. L’acqua nella vasca è calda il giusto, da dare il colpo al primo tocco, coccolandoti poi per il prosieguo del bagno.
Le mie ultime volontà sono piegate sul tavolo della cucina, con di fianco la descrizione del mio funerale. How to save a life dei The Fray è la canzone scelta per salutarmi. Per quanto il titolo dica il contrario, l’ho sempre ascoltata durante i periodi più tristi. La tradizione non si può rompere.
Il profumo di pino selvatico avrebbe riempito il mio cammino, mentre con le braccia disegno cerchi rossi sott’acqua. Sarei stato lì ad aspettare la morte e me ne sarei andato all’opposto di com’ero venuto: pulito, profumato e sereno.
Risparmio i dettagli sanguinolenti dell’operazione. Basti sapere che non è doloroso come si può pensare. Una volta passato l’ostacolo della prima incisione, è tutta in discesa. È come quando assaggi un cibo nuovo dall’aspetto raccapricciante, per poi scoprire che il gusto non è come l’aspetto. Mai giudicare un raccolto dall’inverno, diceva mio nonno. Se la metafora è permessa, direi che nel freddo della mia vita avevo giudicato la morte come qualcosa di doloroso. Per questo ho cercato di attenuarne le fitte il più possibile, per poi scoprire quanto fosse dolce, vicina, a portata di mano, di lama. Ero troppo abituato a vederla come un traguardo lontano, freddo e oscuro per capire che in realtà poteva essere dietro l’angolo, nella vasca di casa. D’altronde c’è morte dappertutto, non è mai stata relegata in lontani campi di battaglia. La morte bussa alla porta mentre facciamo il bagno.
Così voglio andarmene. Con l’acqua che si colora di rosso, il profumo che mi riempie il petto e il riassunto cinematografico della mia vita che mi scorre davanti agli occhi. La mia personale bomba da bagno, senza schiuma o effervescenza, davanti a uno schermo immaginario.
Mai avere aspettative, puntualmente vengono deluse, diceva qualcuno.

24 agosto 2020

Aggiornamento

La campagna ha raggiunto i 200 preordini. Il video dei ringraziamenti: https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10222252032600672
16 agosto 2020

Aggiornamento

Dodicesimo capitolo di un diario di una campagna di crowdfunding: https://www.linkedin.com/pulse/diario-di-una-campagna-12-mattia-russo/?published=t
09 agosto 2020

Aggiornamento

24 luglio 2020

Aggiornamento

Ritorna l'appuntamento a voce alta come ogni venerdì: https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10222005021265543
20 luglio 2020

Aggiornamento

I lettori rispondono alla prima domanda sul libro: https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221970114672900
10 luglio 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta":
https://www.instagram.com/p/CCc_lj7iybw/
06 luglio 2020

Aggiornamento

I lettori rispondono alla prima domanda sul libro:
https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221854796630021/
03 luglio 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta":
https://www.instagram.com/p/CCK70LwKDn-/
29 giugno 2020

Aggiornamento

Continua il format Domande Scomode, dove i lettori mi rivolgeranno tutte quelle domande che non si fanno alle presentazioni: https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/vb.1561150629/10221782062171705/?type=2&theater&notif_t=video_processed&notif_id=1593412206049504
28 giugno 2020

Aggiornamento

26 giugno 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta".
https://www.instagram.com/p/CB42jPniVAF/
22 giugno 2020

Aggiornamento

Continua il format Domande Scomode, dove i lettori mi rivolgeranno tutte quelle domande che non si fanno alle presentazioni: https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221718344298798/
19 giugno 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta".
Vi siete mai trovati in una rissa? Non è come si potrebbe immaginare:
https://www.instagram.com/p/CBm2PCyCzpU/
15 giugno 2020

Aggiornamento

Continua il format Domande Scomode, dove i lettori (o presunti tali) mi rivolgeranno tutte quelle domande che non si fanno alle presentazioni: https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221655927538418/
14 giugno 2020

Aggiornamento

Ho deciso di tenere un diario della campagna sulla mia pagina Linkedin, dove poter scrivere come ho organizzato la campagna, che strategia ho adottato, come creo i contenuti e cosa sto imparando da essa. Un resoconto del dietro le quinte.
Quinto capitolo: https://www.linkedin.com/pulse/diario-di-una-campagna-mattia-russo/?trackingId=reKPHchAQ9qwrqml3SrJAA%3D%3D
12 giugno 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta".
Questa volta si parla del sogno del protagonista, immerso nella vasca dei suoi errori.
https://www.instagram.com/p/CBUuS5HCqmf/
08 giugno 2020

Aggiornamento

Con l'inizio del secondo mese di campagna inizia anche un nuovo format. Questo format è per tutti coloro che hanno sempre desiderato rivolgere domande di ogni sorta allo scrittore appena letto:
https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221595474187122/
07 giugno 2020

Aggiornamento

Ho deciso di tenere un diario della campagna sulla mia pagina Linkedin, dove poter scrivere come ho organizzato la campagna, che strategia ho adottato, come creo i contenuti e cosa sto imparando da essa. Un resoconto del dietro le quinte.
Quarto capitolo: https://www.linkedin.com/pulse/diario-di-una-campagna-4-mattia-russo/?trackingId=wMHoiNQAR7eqETdDPc%2FuiQ%3D%3D
05 giugno 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta".
Questa volta si parla di una rottura amorosa e del dolore da essa provocato.
https://www.instagram.com/p/CBCskbhCbaM/
01 giugno 2020

Aggiornamento

Ogni lunedì rispondo a una domanda sul libro e su di me, con il format di brevi e simpatici video, montati a simulare un'intervista.
Riassumere il libro in tre parole?
https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221532173084634/
31 maggio 2020

Aggiornamento

Ho deciso di tenere un diario della campagna sulla mia pagina Linkedin, dove poter scrivere come ho organizzato la campagna, che strategia ho adottato, come creo i contenuti e cosa sto imparando da essa. Un resoconto del dietro le quinte.
Terzo capitolo:
https://www.linkedin.com/pulse/diario-di-una-campagna-3-mattia-russo/?trackingId=G4rU%2FUJlT8ipsAO1kiiR%2Bw%3D%3D
29 maggio 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta".
Questa volta si parla dello sfogo di Arturo dopo il divorzio dei suoi genitori.
https://www.instagram.com/p/CAwp-hSCTmf/
25 maggio 2020

Aggiornamento

Ogni lunedì rispondo a una domanda sul libro e su di me, con il format di brevi e simpatici video, montati a simulare un'intervista. Quanto è autobiografico il libro?
https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221470315178225/
24 maggio 2020

Aggiornamento

Ho deciso di tenere un diario della campagna sulla mia pagina Linkedin, dove poter scrivere come ho organizzato la campagna, che strategia ho adottato, come creo i contenuti e cosa sto imparando da essa. Un resoconto del dietro le quinte.
Secondo capitolo:
https://www.linkedin.com/pulse/diario-di-una-campagna-2-mattia-russo/?published=t&trackingId=bChOKsSNSueBI9MrWQ5Gqw%3D%3D
22 maggio 2020

Aggiornamento

Ritorna come ogni venerdì "L'appuntamento a voce alta".
Questa volta si parla di un primo appuntamento finito in maniera inaspettata.
https://www.instagram.com/p/CAfDiVJiYA5/
18 maggio 2020

Aggiornamento

Ogni lunedì rispondo a una domanda sul libro e su di me, con il format di brevi e simpatici video, montati a simulare un'intervista.
https://www.facebook.com/mattia.russo.965/videos/10221405658441847/
17 maggio 2020

Aggiornamento

Ho deciso di tenere un diario della campagna sulla mia pagina Linkedin, dove poter scrivere come ho organizzato la campagna, che strategia ho adottato, come creo i contenuti e cosa sto imparando da essa. Un resoconto del dietro le quinte.
https://www.linkedin.com/pulse/diario-di-una-campagna-1-mattia-russo/?trackingId=0LIkKCLzTMSqr3dxSl6qBg%3D%3D
15 maggio 2020

Aggiornamento

"L'appuntamento a voce alta" è un format dove settimanalmente una voce diversa legge passaggi del libro. Non si può che partire dall'inizio. https://www.instagram.com/p/CANFbLXgqyg/
11 maggio 2020

Aggiornamento

Video di presentazione della campagna su Instagram.
https://www.instagram.com/p/CACygbVA_Gc/
13 maggio 2020

Evento

https://www.instagram.com/camiferrario/?hl=it
L'evento di lancio della campagna lo farò su Instagram, durante il programma #NienteDiSerio, in cui nell'ora a disposizione, parlerò del libro, della sua genesi, del mio approccio alla scrittura e di molti altri temi che non sono sotto il mio controllo.

Commenti

  1. Yoana Stoimcheva

    Arturo, citazione a “L’isola di Arturo” di Morante, è un ragazzo ventitreenne la cui vita, per quanto potrebbe essere quella di un ragazzo qualunque, merita di essere raccontata. Imbandisce un appuntamento con la morte immergendosi nella vasca da bagno tinta del proprio sangue. L’attenzione cade su una piastrella diversa dalle altre, ciascuna raffigurante un fiore tra cui un unico crisantemo bianco, bianco come l’ambiente a cavallo tra sogno e realtà dove verrà catapultato. È il bianco di un ospedale a cui si contrappone il grigio di sigaretta e la trasparenza dell’acqua che si rigenera da sola.

    Il maggior contrasto è tuttavia quello del nero appartenente alla figura di un damerino rapace e psicanalista, a Freud, l’appellativo che Arturo gli affibbia. Sarà lui/lei una guida introspettiva che lo condurrà a ripercorrere e narrare le situazioni della sua vita. Parlerà di infanzia, famiglia, amici, ragazze, studio e lavoro attraverso vari e simpatici riferimenti culturali. Per Arturo nessuno di questi aspetti rappresentava un’ancora a cui aggrapparsi, era stato tutto un errore, e ora, paradossalmente, li rivaluta. Buffo che per apprezzare la vita gli sia servita la morte. La sua è un’analisi dalla durata confusa: dorme pochissime volte, nonostante il rapido alternarsi dei colori delle stagioni al di là della finestra.

    Il vero sbaglio è per Arturo in realtà quello che non si rende conto di aver commesso, l’aver rinchiuso nel cassetto e abbandonato alla polvere una passione che l’autore ha invece coltivato dimostrando versatilità nello stile che si differenzia in uno dei capitoli conclusivi contente i “sei racconti del pistolero”. Il romanzo è pervaso da un’atmosfera misteriosa, messa in piedi argutamente per mezzo di dettagli macabri sparsi per la narrazione e scene raccapriccianti che tengono incollati alle pagine.

    Soltanto al termine del racconto Arturo scoprirà se potrà o meno risvegliarsi e porre rimedio a quell’errore che lo ha velatamente tormentato per tutta l’esistenza e che ora lo starà forse illudendo di esser sopravissuto. Tutto torna e così succede anche nella cruda circolarità del libro di Mattia Russo, in campagna di crowdfunding per Bookabook.

  2. (proprietario verificato)

    Racconto di una vita adolescenziale tortuosa nelle sue vicende e nei suoi pensieri che non si pensa che un ragazzo di cosi giovane età possa vivere.
    L’autore è stato bravo nel tramutare tutto questo in un testo, si articolato nella descrizione ma allo stesso tempo intrigante e avvincente, riuscendo a parlare di temi molti pensati e importanti con una totale leggerezza da far riflettere il lettore.
    Se siete in cerca di un libro che vi faccia riflettere su alcuni argomenti questo è il libro giusto per voi.

  3. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal libro, non è il genere di libro che leggo di solito e invece mi è piaciuto molto.
    Facile da leggere ma per nulla scontato, anzi profondo e introspettivo.
    La storia è interessante e il personaggio credibile.
    Attraverso la storia del protagonista sono stato costretto a riflettere su temi importanti non banali, ma al tempo stesso ero attratto dal libro non potendolo posare.
    Complimenti, lo consiglierei a chiunque.

  4. (proprietario verificato)

    Un libro dal gusto dolce e amaro allo stesso tempo. Un appuntamento con la morte che ha però il sapore di un inno alla vita, alla possibilità di non arrendersi e di ricominciare nonostante i buchi neri in cui cadiamo. Mai rinunciare ai “sogni perduti”… non è mai troppo tardi per abbattere quei muri che ci costruiamo da soli.. non è mai troppo tardi per ricominciare a camminare, passo dopo passo, sulla via della rinascita verso una nuova primavera. Libro che mi ha coinvolto fin dal principio, dandomi la possibilità di riflettere su tematiche delicate e quotidiane. Da leggere!

  5. (proprietario verificato)

    Finito in un soffio. In un attimo ti senti catapultata in un libro di Murakami per l’ambientazione onirica in cui si trova il protagonista. La crudezza e la spontaneità con cui vengono raccontate le sue esperienze di vita mi hanno stupefatto e fatto emozionare. Ho apprezzato molto la scelta di suddividere il racconto come fossero le quattro stagioni, ad indicare come la vita man mano che cresci diventa sempre più complicata e cupa, proprio come un gelido inverno. I due personaggi principali, entrambi così freddi e schietti, ti entrano dentro fin dall’inizio grazie alla curiosità che suscitano. L’intensità con cui lo scrittore descrive alcune scene mi hanno fatta rabbrividire, ma sono anche i punti che non mi hanno permesso di chiudere il libro per continuarlo il giorno dopo. La mia parte preferita, però, rimane la metafora del cannone: commovente e realistica al tempo stesso.
    Bello, bello ed emozionante fino alla fine, fin quando non scopri quale sarà il destino del protagonista: avrà una seconda chance o questo sarà il suo addio definitivo? Leggetelo anche voi per scoprirlo.

  6. (proprietario verificato)

    Caro Mattia ho finito il tuo libro e l’ho letto attentamente.
    Bravo sei stato bravo. Non ho trovato alcun errore, forse una o due sviste ma niente di che, ed é difficile molto difficile non farne in 214 pagine.
    É scritto bene pieno di metafore e poesia.
    Hai trovato un giusto aggancio dividendo la tua vita in stagioni e devo dire che il primo capitolo mi é piaciuto moltissimo.
    Poi mi é scesa un po’ l’attenzione ma questo é dovuto alla mia età, perché inizialmente ho ritenuto i motivi futili, non sufficienti per arrivare al suicidio.
    Ho pensato a chi aveva davvero patito drammi forti e invece la separazione é sì un dolore per i figli ma ormai normale, la mancanza di dialogo coi genitori anche questo genera incomprensioni e sicuramente malessere ma, non tale da voler morire.
    Ma poi ho pensato che Arturo aveva una forma di depressione, una tristezza dentro che non riusciva ad esprimere, una insicurezza tipica dell’adolescenza che noi adulti ormai vecchi non ricordiamo più ma l’abbiamo avuta tutti.
    Ben pochi possono dire di essere stati felici durante l’adolescenza, eppure é il periodo più bello in assoluto della nostra vita, quello di cui ricordiamo tutto, le emozioni, i battiti del cuore, le sfide, le insicurezze, le amare delusioni, gli amori, la voglia di essere qualcuno e di non sapere ancora chi si é e cosa vorremmo diventare.
    É tutta un’altalena di emozioni talmente forti e devastanti che portano tanti ragazzi o ragazze al suicidio per un motivo banale come un’insuccesso scolastico o un commento sarcastico che li ferisce nel profondo.
    Per questo é importante il dialogo coi genitori perché sono loro a dover capire cosa agita il cuore di un figlio, ma non é così facile e non sempre ci si riesce.
    Quindi sono andata avanti e ho fatto molto bene perché l’inverno é quello che mi é piaciuto di più, quello in cui affondi di più la lama nel petto.
    L’incontro sul lavoro con un capo particolarmente duro che ti ferisce forse con l’intento di svegliare in te qualche interesse di cui ti vede privo ma ottiene proprio l’effetto opposto e fa sì che tu ti arrotoli ancora di più su te stesso, sulla tua insicurezza e
    Bella anche la figura di Freud che si capisce subito chi é, ed é un bell’espediente per raccontarti e analizzarti.
    E il capire, quando ormai non c’è più tempo per riparare, che la tua vita era piena di affetti, di amicizie, di progetti, di idee che tu non hai saputo vedere.
    Insomma che ti devo dire, sei stato bravo, hai persino messo dentro il laboratorio di scrittura e i tuoi racconti!
    Mattia ti faccio i miei complimenti, sono molto contenta di te e per te e credo che questo non sarà il solo libro che scriverai!

  7. (proprietario verificato)

    Splendida caratterizzazione di un perdente della vita, che ne ha preso coscienza e, forse troppo tardi, ha intrapreso un percorso di autoanalisi.
    Nonostante il tema apparentemente pesante, il libro scorre fluido e sembra di vivere le vicende di Arturo accanto a lui. L’analisi di sè stesso è fatta alternando riflessioni e fatti, e questo alleggerisce positivamente la lettura.
    Io l’ho letto nei miei lunghi viaggi in treno per andare al lavoro e quasi non mi accorgevo di viaggiare per l’immersione che è riuscito a creare il libro.
    Promossissimo e consigliatissimo!

  8. Arturo e’ un ragazzo di 23 anni che ha vissuto un’infanzia felice con la sua famiglia e un’adolescenza turbolenta con la famiglia disgregata.
    Le favole, la fantasia e i sogni rappresentano il sicuro rifugio da un mondo reale
    sempre meno avvincente e stimolante .
    Da qui cominciano una serie di fallimenti nel momento in cui deve confrontarsi con
    il mondo reale: la scuola, gli amici, l’amore il lavoro.
    Gli sta tutto troppo stretto e passa da un’esperienza all’altra senza riuscire a
    emergere in alcuna delle attività intraprese.
    La famiglia “scollata” non lo aiuta a ritrovare il bandolo della matassa e la sua
    insoddisfazione lo porta ad un’ultima fatale scelta: quella di togliersi la vita.
    Comincerà da qui un viaggio per certi versi onirico alla ricerca di se stesso,
    con l’aiuto di un fantomatico strizzacervelli/signore della morte, con cui intraprende
    un lungo dialogo introspettivo che lo aiuterà a capire se stesso e il valore della
    vita.
    Mattia Russo sfodera la sua penna con uno stile scanzonato, semplice ma
    efficace. Attraverso la storia di Arturo si intravedono tratti autobiografici che
    così bene mettono in luce le problematiche di tanta parte delle giovani
    generazioni dell’era post-ideologica.

  9. Avvincente, onirica, tragica nell’accezione più antica ed alta del termine, l’opera prima del giovane Mattia Russo è sospesa tra l’atmosfera surreale de “Il processo” di Kafka, di cui c’è traccia nei suoi incubi e nel suo essere “colpevole” di esistere, e come, nel “Il settimo sigillo” di Bergman, quella iconografica del dialogo con la Morte, che non ha la falce in mano ma lo stesso rigore e gli stessi occhi come buchi neri del suo “Rapace”.
    Tutto parte dalla fine annunciata del protagonista Arturo e dalla vasca da bagno colorata di sangue, con sequenze cinematografiche crude e poco accattivanti, alla Quentin Tarantino, e immagini inquietanti uscite dalla felice penna di Donato Carrisi de “L’uomo del Labirinto” e si snoda, in un lunghissimo flash back, a ripercorrere la giovane vita di Arturo (Mattia?), fatta di disillusioni, di oblomoviana incapacità di portare a termine qualunque progetto di lavoro, qualunque sogno o velleità artistica.
    Il protagonista mi ricorda molto Meursault, in “Lo straniero” di Albert Camus, che non sa di amare la vita fino a quando non sta per perderla: è accusato e condannato principalmente per la sua apatia affettiva (non ha pianto ai funerali della madre) e si autoaccusa continuamente, non è capace di piangere, non sa di amare la vita e la vuole perdere.
    Il suicidio di Arturo appartiene alla categoria del suicidio “egoistico” (secondo Durkheim), nato dallo scontro tra desiderio forte di affermazione e reale impossibilità di realizzarsi affettivamente, socialmente ed economicamente.
    Nell’interregno tra la vita e la morte, che non dura un attimo e non si illumina dei momenti più importanti, Arturo, stanco, sempre assetato (bella l’idea della brocca eterna) e desideroso di fumare, imbastisce un dialogo potente anche se scarno con il Rapace.
    Questo personaggio è psicologo, giudice e confessore estremo e ha il potere (come è normale che sia dato il suo ruolo) di far ripercorrere al protagonista gli amori incompleti e inconclusi, le prove frustranti di affermarsi nel lavoro e nello studio, i suoi cambi di università, la ricerca di una passione appagante tale da dare un senso alla sua vita, il confronto con gli amici che si realizzano, a cui è legato da un amore sincero ma incapace di corrispondere nello stesso modo, il nodo irrisolto e doloroso della separazione dei genitori di cui non sente l’amore ma la sopportazione e la delusione per non avere concluso nulla nella sua esistenza.
    Dopo questo lungo excursus fatto di corridoi di ospedale, di feroci incubi, di una estenuante attesa della fine inevitabile, ma ora non più anelata ma solo accettata, torniamo alla vasca da bagno colorata di rosso.
    Il lettore ovviamente spera che quel bimbo che aveva smesso di sognare, deluso più da se stesso che dai risultati non ottenuti, torni a credere che non sia troppo tardi per ricominciare e riprendersi la vita ma, come in un spettacolo teatrale classico, il sipario si chiude con la scena iniziale: Arturo ha capito che la sua era semplicemente la vita e alla fine, come dice lui, l’appuntamento ideale esiste e paga il conto.

  10. Un viaggio, una guida, un protagonista. Arturo ripercorre la sua vita, fatta di sbagli ed insuccessi ma anche di piccole soddisfazioni, sullo sfondo scandito dalle stagioni e da descrizioni che abbattono qualsiasi tipo di superficialità, facendoci sentire immersi nella sua realtà. Affrontando tematiche delicate, e grazie a dialoghi scorrevoli e simpatici, l’autore è stato in grado di essere coinvolgente facendomi leggere questo scritto nel giro di poche ore.
    Un libro introspettivo che fornisce diversi spunti di riflessione. Molto apprezzato.

  11. (proprietario verificato)

    Un libro scorrevole e di facile lettura, con spunti di riflessione e esperienze in cui chiunque potrebbe rispecchiarsi nel giovane Arturo. L’autore cerca di far cogliere anche i minimi particolari per far immedesimare il lettore nella scena e per catapultarlo nella pelle del protagonista. Se siete alla ricerca di un libro leggero, non impegnativo ma pieno di significato, non potete mancare a “L’appuntamento ideale”.

  12. (proprietario verificato)

    Una storia intima e coinvolgente, nella quale ognuno può immedesimarsi nel protagonista, il giovane Arturo.
    Un viaggio attraverso le stagioni dell’animo, che conduce il protagonista, e i lettori, a confrontarsi con l’unica persona dalla quale non si può fuggire: sé stessi.
    Battute brillanti e la giusta dose di sarcasmo danno respiro alle difficoltà che il protagonista è costretto a (ri)affrontare per completare la sua personale cerca.
    Un finale potente.
    Da leggere!

  13. (proprietario verificato)

    Libro particolare, particolare in senso assolutamente positivo, forse originale si addice di più alla trama. Arturo, un ragazzo che a primo impatto potrebbe essere chiunque, sotto la superficiale maschera pirandelliana, nasconde una personalità particolare, descritta in maniera minuziosa dall’autore. Racconto che intrattiene l’attenzione dell’autore dalla prima all’ultima pagina e che rende automatico e inconsapevole il passaggio da una all’altra.
    Inoltre arricchito da continue metafore che rendono l’immagine ogni volta più vivida e delineano l’emotività e gli interessi del protagonista a cui tutti ci siamo un po’ affezionati, Arturo.
    Bello lo stile con il quale l’autore ha voluto trattare questo enorme tema.
    Approvo e consiglio a tutti gli indecisi!

  14. Inaspettato. Arturo, un ragazzo che come molti altri si ritrova a dover fare i conti con una vita che sembra avergli voltato le spalle. Nonostante la giovane età porta dentro di sé le ferite inferte da numerosi fallimenti, anche quelli che in realtà non gli appartengono. Con questo racconto l’autore è riuscito a dare voce agli oscuri sentimenti che a volte i ragazzi nascondo al resto del mondo, gli stessi sentimenti che a volte spingono le persone a presentarsi a quel maledetto appuntamento. Assistiamo quindi ad un viaggio introspettivo che il protagonista intraprende per raggiungere alla fine una consapevolezza, qualunque essa sia, e noi questo viaggio lo viviamo con lui pagina dopo pagina. Perché infondo siamo tutti un po’ Arturo.

  15. (proprietario verificato)

    Non rivela verità universali, questo già ce lo annuncia l’autore nella sinossi, ma sicuramente rivela una propria visione della vita condizionata da svariati avvenimenti, talvolta anche usuali; la forza sta proprio in questo: l’usualità di alcuni avvenimenti permette a tutti di immedesimarsi nel protagonista che guida la riflessione su tematiche spesso date per scontato, ma di fondamentale importanza, come famiglia e amicizia. Il tutto reso coinvolgente dalla trama, questa tutt’altro che usuale, e dallo stile che accompagna per mano nella mente del protagonista attraverso la descrizione precisa dei suoi pensieri, pieni di sentenze riassuntive di ogni tipo: a primo impatto fanno nascere una risata, ma lette con cura racchiudono la verità più solida.
    Insomma, questo libro non rivela, ma apre al mondo rendendoci più consapevoli.

  16. (proprietario verificato)

    L’autore di “L’appuntamento ideale” inizia il suo raccontarsi con un dialogo a due particolare e continua con concetti e riflessioni, farciti di ricordi e di esperienze della propria adolescenza. Egli riporta su stampa quel genere di tributi che si pubblicano per amore di sé, per rendere tributo a se stessi e tanto da far sembrare che non è l’autore che abbia fatto il libro, ma il contrario. La questione della morte e della vita: un testo che non ha la pretesa di rispondere in modo esaustivo a tale questione ma che sicuramente aiuta a capirne le problematiche connesse.
    Un testo che riesce a dare delle tracce per un ulteriore approfondimento sull’argomento e in cui l’autore dà la sua posizione.

  17. (proprietario verificato)

    Un tuffo in un mondo che affascina. Un ragazzo che apparecchia il proprio appuntamento ideale con la morte, come fosse bere un tazza di tè. Ritmato, incessante e a tratti fluido. Vivido e senza compromessi. Una bella storia che ti attrae fin da subito e che non ti molla più, fino all’ultimo respiro!

  18. (proprietario verificato)

    Diretto, veloce, forte. Crudo, onesto, dritto al punto. Una mina pronta ad esplodere.
    Gli americani direbbero “disruptive”: talmente diverso che non può passare inosservato. Le immagini sono chiare, così nitide che in certi punti è come se fosse un film. La storia è avvincente, le pagine scorrono, la mente viaggia. Se volete un libro dirompente e che vi muova qualcosa dentro, siete nel posto giusto.

  19. Per quanto il tema sia “spinoso” e non esattamente nelle corde di tutti, il libro è gradevolissimo. Frizzante e scorrevole, non mancherà di strapparvi più di un sorriso. Il tutto tenendovi letteralmente incollati al racconto già dalle prime pagine. Consigliatissimo!

  20. Per quanto il tema sia “spinoso” e non esattamente nelle corde di tutti, il libro è gradevolissimo. Frizzante e scorrevole, non mancherà di strapparvi più di un sorriso. Il tutto tenendovi letteralmente incollati al racconto già dalle prime pagine.

  21. (proprietario verificato)

    Attratta dall’atmosfera cupa e di trepidazione del primo capitolo, ho letto gli altri tutti d’un fiato. Il libro racconta, anche in maniera cruda, le riflessioni di un giovane ragazzo sulla propria vita, riflessioni che possono toccare tutti, per cui immedesimarsi col protagonista e “tifare” per lui viene quasi automatico. Ho trovato il soprannome “Freud” non correttissimo considerando la branca della psicologia che lui ha fondato che non trova riscontro nell’approccio che ha questo personaggio con il protagonista, ma acquista senso considerando che è il protagonista stesso, col suo bagaglio culturale, a scegliere per lui questo soprannome.
    Lettura consigliatissima.

  22. (proprietario verificato)

    Lontano dall’essere il mio genere letterario abituale, sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa lettura e da come lo scrittore abbia affrontato delle tematiche così forti e delicate con una prosa e dei dialoghi snelli e vivaci.

  23. Marco Miodini

    (proprietario verificato)

    L’appuntamento ideale è un viaggio nella vita di un giovane, coinvolgente fin dalla prime pagine grazie alla capacità descrittiva dell’autore che mi ha permesso di empatizzare con il personaggio. Il libro risulta delicato e vero, in grado di trattare un argomento non semplice in modo positivo e interessante.

  24. Claudio Caci

    (proprietario verificato)

    Scorrevole, provocatorio, introspettivo.
    Avete presente quando leggete e le parole riescono a suscitarvi immagini molto nitide? Ecco, questo libro è riuscito a coinvolgermi, a farmi avvicinare al protagonista, a riflettere sulla vita da una prospettiva inusuale.
    Il tocco di classe che, per gusti personali, innalza l’intero romanzo, sono i racconti del pistolero.
    Che dire? Per essere il primo romanzo di questo scrittore, mi sento di levare il cappello in segno di grande apprezzamento.

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Mattia C. Russo
nasce un sabato di novembre nel numero più sfortunato per eccellenza. L’infanzia trascorre felice tra la scuola-parco giochi, la televisione-schiavista e il polveroso campo di un oratorio. Ha un’innata predisposizione ai guai, facendola franca più volte del dovuto. Finito il liceo perde cinque anni tra università sbagliate e lavori a vicolo cieco, prima di trovare la sua strada, laureandosi con il massimo dei voti. Accanito lettore, tentato scrittore e desideroso viaggiatore. “Esiste sempre un modo” è il suo motto.
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