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Le ali della bicicletta

Le ali della bicicletta

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Aprile 2022
Bozze disponibili

Siamo portati a pensare che i grandi cambiamenti nella nostra vita, siano determinati da decisioni importanti. Ma in realtà spesso sono le piccole scelte a determinare inimmaginabili stravolgimenti, piccole scelte davanti alle quali non penseremmo mai di doverci assumere delle responsabilità, ancor meno di doverne valutare rischi, pericoli o conseguenze, perché fanno quasi parte della routine quotidiana e non ci sfiorerebbe mai il dubbio di dover procedere con cautela. Quale rischio si può correre nel fare una ricerca in internet, per conto di mia madre, per trovare dove fosse una comunità neocatecumenale a Milano? Cosa può esserci di pericoloso nell’iscriversi ad un corso serale di disegno? Ed infine, a quale grande rischio si può andare incontro decidendo di comprare una bicicletta?
Eppure questi tre gesti, banali ed apparentemente innocui, hanno avuto un ruolo tutt’altro che marginale nello sconvolgere la mia vita, inducendomi a mettere in discussione gran parte delle mie certezze.

Perché ho scritto questo libro?

Ho cominciato a scrivere tra le lacrime della mia vita andata in frantumi assieme a tutto ciò che avevo costruito, non per farne un libro, ma per dar sfogo a tutto il subbuglio di emozioni che avevo dentro. Ho avuto bisogno di riavvolgere il nastro della mia vita per capire cosa mia aveva portato ad arrivare nella situazione in cui ero. Scrivere mi ha aiutata a rialzarmi e ad andare avanti. L’idea del libro è nata per poter essere di incoraggiamento a chiunque si trovi in un momento difficile.

ANTEPRIMA NON EDITATA

“Allora? Che cos’è?” – Maria non vedeva l’ora di sapere se le sue preghiere erano state ascoltate e se il voto fatto alla defunta suocera aveva avuto esito positivo! Intanto i vagiti del neonato inondavano la sala parto della clinica “Santo Stefano”, nella zona collinare di Napoli.

“Mi volete rispondere? È una femmina?” – L’infermiera spazientita la guardò negli occhi – “Ho in mano un ago e sto cucendo la tua cosa! Dovresti mordere le lenzuola dal dolore!” – l’ostetrica con in braccio un fagotto di quasi cinque chili si avvicinò a Maria – “Quanti figli hai?” – “Due, ho due maschietti” – “È una femmina!” – disse sorridendo.

“Grazie, grazie!!!” – Maria fra le lacrime di un’indescrivibile gioia, ringraziò la defunta suocera per averle esaudito il desiderio e tenne fede al suo voto. “si chiamerà come sua nonna, Ermelinda”.

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“Ma perché la portate via?” – “Tranquilla Maria” rispose l’ostetrica, “la portiamo un po’in giro per mostrarla alle altre colleghe! Questa bimba non sembra nemmeno una neonata per quanto è grossa! E poi è così buffa con la testa completamene pelata!

Ermelinda però era un nome troppo impegnativo, anche per una patatona di quattro chili ed ottocento grammi. All’epoca della nonna non era un nome così insolito, e poi i suoi genitori avevano deciso di dare a tutti gli otto figli nomi che cominciavano con la lettera E: Ersilia, Esterina, Elvira, Ermelinda, Enrico, Ernesto, Eugenio, Eduardo.

Io, invece, per tutti, sono sempre stata soltanto Linda.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Mauro Gandini

    (proprietario verificato)

    Ho aspettato… e sono riuscito ad aggiudicarmi la 200ima copia!!! Ora spero di leggerlo presto! :-))

  2. Stefania D'Angeli

    (proprietario verificato)

    “Le ali della bicicletta” è quasi un diario personale, quasi una confessione in cui chiunque può identificarsi, seguendo i pensieri ed i tumulti interiori dell’io narrante.
    E’ la sincera autobiografia di Linda, una Donna che ha saputo guardare in faccia dolorosi cambiamenti ed si è orgogliosamente reinventata e trasformata. Perché si sa, scrivere di sé è la cosa più difficile, ma Linda l’ha fatto: la storia che sviscera fluida attraverso le pagine è la dimostrazione di come (cito l’autrice) “a volte siano i piccoli gesti a determinare i grandi cambiamenti nella nostra vita”, proprio come la bicicletta, per lei un simbolo di rinascita e di consapevolezza. Il suo romanzo introspettivo è un inno a questo cambiamento, un invito ad ascoltare il proprio io e le proprie necessità, ad imparare a perdere il controllo, se necessario, ma soprattutto è un invito a perdonarsi, con un epilogo dolcissimo e profondo che merita di essere incorniciato!

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Linda Pennone
Sono nata a Napoli, nel 1969, mi sono trasferita a Bergamo dieci anni fa, con mio marito ed i miei quattro figli. Attualmente lavoro come operatrice di front office all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Sono stata, da sempre, affascinata dai meccanismi della mente umana ed attratta da tutto ciò che ha a che fare con l'arte e la creatività. Sono appassionata di teatro, sia come spettatrice, sia, a livello amatoriale, come attrice ed amo moltissimo disegnare. Da sempre scrivo su quaderni o fogli volanti le mie riflessioni, spesso, per schiarirmi le idee su determinate situazioni o per dare sfogo alle mie emozioni nei periodi difficili. Questa è la mia prima esperienza di scrittura, intesa come racconto vero e proprio.
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