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Le avventure di Gabriel Deep - L'inizio

Le avventure di Gabriel Deep - L'inizio
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Consegna prevista Agosto 2021
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In un mondo fantasy in cui la tecnologia ha fatto progressi, arrivando a scoprire la polvere nera e le armi da fuoco, un giovane ufficiale della Marina Imperiale, Gabriel Deep, scopre un mistero che lo riguarda e che lo rende unico. Da quel momento in poi la sua vita viene completamente stravolta. Stringerà amicizie con elfi, nani elementali e altri personaggi e insieme a loro affronterà guerre, intrighi e misteri. Nemici mortali daranno loro la caccia e li ostacoleranno in ogni modo possibile. In una corsa contro il tempo, in una lotta continua tra la vita e la morte, il
giovane Gabriel dovrà destreggiarsi tra poteri arcani e amori impossibili. Riuscirà a sopravvivere a tutto questo?

Perché ho scritto questo libro?

Da sempre sono un accanito lettore, leggo praticamente ogni genere di libro. I miei preferiti però sono i fantasy e i romanzi storici. Spesso mi è capitato, mentre leggevo e seguivo le gesta dell’eroe o eroina di turno, di desiderare che il personaggio facesse scelte diverse o si comportasse in maniera differente. Così ho deciso di provare a scrivere un libro, ovviamente di genere fantasy, ma con un pizzico di storia all’interno, in modo da comprendere i miei due generi
preferiti.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Quando girarono l’angolo si fermarono di colpo: il corpo martoriato del marinaio Pumb, riconoscibile dai suoi vestiti, giaceva riverso sulla strada. Il petto sfondato, il cuore mancante, gli arti mozzati sparsi intorno al busto a cui mancava anche la testa che però non era lì.

“ Ma che diav…” iniziò a dire Gabriel quando Aurora lo spinse via gridando “Attento!” La spinta lo fece sbattere contro il muro e cadere sui resti del corpo di Pumb. Una massa nera gli passò così accanto travolgendo in pieno i due marinai alle sue spalle. I due finirono gambe all’aria e prima che potessero anche solo riprendersi un enorme spadone tagliò in due il povero Sarchez. Parlof in preda al panico si voltò per fuggire ma fatti pochi passi cadde a terra con la testa mozzata.

A brandire lo spadone era un mostro dal colore nero come la notte, alto più di due metri, aveva un corpo possente e muscoloso. Una cotta di maglia gli avvolgeva la vita mentre il busto era completamente scoperto. La testa di forma caprina era sormontata da due corna dritte e affilate. Gli occhi di colore rosso acceso erano privi di pupille e lo sguardo malevolo ricolmo di odio.

Il mostro con estrema rapidità si voltò per fronteggiare Gabriel e Aurora, ruggendo la sua sfida. La prima a reagire fu l’elfa che scattò verso il mostro, la spada ancora chiusa nel fodero nella mano sinistra e la destra a impugnare l’elsa. A poco meno di mezzo metro da lui con un movimento fulmineo la estrasse. La lama fendette l’aria fischiando e lasciando dietro di sé un alone di luce azzurra. Il mostro non si lasciò sorprendere dalla rapidità dell’elfa e oppose la sua lama a quella di lei, che altrimenti l’avrebbe tagliato in due all’altezza della vita. Le lame cozzarono una contro l’altra con un forte clangore di metallo.

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Nel momento in cui la spada di Aurora toccò quella del mostro ci fu una piccola esplosione di luce azzurra che lo fece indietreggiare. Con estrema velocità l’elfa cambio impugnatura afferrando la spada a due mani e menò un fendente dall’alto verso il basso cambiando angolazione. Ma ancora una volta il suo avversario si fece trovare pronto e brandendo l’enorme spadone con una mano sola, come fosse leggerissimo, parò il colpo. Il contraccolpo fece balzare indietro la sua spada e costrinse Aurora a indietreggiare per riprendere l’equilibrio, che ritrovò prontamente mettendosi in posizione di guardia alta, con la spada impugnata a due mani.

Il mostro sorrise maligno e pronunciò alcune parole in una lingua sconosciuta. Al suono della sua voce Gabriel alzò le mani a coprirsi le orecchie che improvvisamente gli dolsero, come se vi avesse ricevuto un colpo.

L’elfa partì nuovamente alla carica, menando una serie di fendenti in rapida successione cambiando continuamente l’angolo d’attacco, il mostro sempre ghignando continuava a pararli tutti e, ogni volta che le lame si toccavano, il lampo azzurro si riproponeva. I due combattenti erano in stallo, le loro rispettive difese impenetrabili.

Gabriel, ancora stordito per la caduta e con le orecchie che gli dolevano, si rialzò per correre in aiuto di Aurora ,quando qualcosa in lui scattò. Per puro istinto si spostò di lato evitando un colpo mortale che si fermò sull’acciottolato della stradina producendo una pioggia di scintille. Un secondo mostro era apparso alle sue spalle. Gabriel estrasse subito la sciabola e con movimento fluido la oppose alla lama avversaria che stava risalendo in un colpo dal basso. Nonostante la sua prontezza di riflessi, la forza del colpo lo sbalzò via facendolo andare a sbattere contro una parete di legno, che si infranse, portandolo a cadere in mezzo alle braci. Una stilettata di dolore si propagò in tutto il corpo quando i tizzoni ardenti morsero la sua carne nelle parti non coperte della divisa. Ma non ebbe il tempo di soffermarsi sul dolore, un altro colpo stava calando su di lui. Con un colpo di reni si rimise in ginocchio e, dandosi la spinta con i piedi, si lanciò in una capriola, portandosi fuori dalla traiettoria della spada. Riatterò sulla strada e senza perdere tempo si rialzò con un movimento rotatorio, facendo perno sul piede sinistro e portando avanti il braccio destro che reggeva la sciabola. La lama compì un movimento a semicerchio affondando nel fianco del mostro che, intralciato dalle macerie, non fu abbastanza rapido per pararla. Un fiotto di icore color nero sgorgò dalla ferita, seguito da un urlo di dolore.

Quel colpo fortunato non limitò il mostro che anzi si infuriò ancora di più, menando fendenti con forza poderosa. Gabriel, nonostante fosse un ottimo spadaccino, temprato da durissimi allenamenti sin da bambino, sapeva bene di non avere la forza per contrastare quei terribili colpi; l’esperienza di prima gli era bastata. Con abile gioco di gambe, invece che cercare di bloccare i colpi, portava la lama avversaria a scivolare sulla sua deviandone poi la traiettoria. Ma anche facendo così si stava stancando rapidamente. La vista gli si annebbiava a causa delle lacrime e il respiro risultava difficoltoso a causa del fumo.

Quì si mette male” pensò “devo trovare un modo per colpirlo, non posso restare sempre in difesa o questo grosso bastardo mi ammazza”.

Mentre deviava i colpi dell’avversario cominciò a osservarlo attentamente, cercando un’apertura nella sua difesa, da poter sfruttare.

Questo stronzo ha una forza impressionante, però i suoi movimenti sono troppo ampi e la spada troppo grossa per una stradina così piccola. Se riesco a sfruttare questo fattore a mio vantaggio potrei avere un’opportunità”. Mentre rifletteva su questo, il mostro capì che Gabriel non intendeva ingaggiare la sua spada, quindi menò un altro colpo e all’ultimo momento deviò la lama cambiandone la traiettoria. Colto completamente alla sprovvista, Gabriel non fu in grado di schivare e fu costretto ad intercettare il suo spadone imprimendo sulla sua lama tutta la forza possibile nella speranza di arrestarlo e di non venir sbalzato via. Le due forze contrapposte furono troppe per la sua sciabola che venne tranciata di netto. Il contraccolpo lo fece nuovamente cadere e, quella caduta gli salvò la vita. Lo spadone gli passò sopra la testa di un soffio.

Finito a terrà guardò lo spuntone di quella che prima era la sua sciabola. “ Cazzo sono morto” e rotolò sul fianco per evitare un altro colpo. Il mostro lo incalzava costringendolo a continue rotolate e capriole per non essere ucciso.

Aurora fissava il suo avversario, pronta a intuire i suoi movimenti e a intercettarli con la sua spada. Anche per lei la situazione non era rosea, calore e fumo le stavano causando grosse difficoltà mentre il mostro sembrava non risentirne minimamente. Lo spadone dell’avversario scattò in un affondo e l’elfa ingaggiò la sua lama con un movimento dal basso e, indietreggiando allo stesso tempo, deviò la traiettoria rendendolo vano. Con un po’ più di spazio tra lei e il mostro, decise di giocarsi il tutto per tutto. Si mise in guardia lateralmente, impugnando la spada a una mano e alzandola sopra la spalla destra con la punta rivolta verso l’avversario. Portò le labbra vicino alla lama, fece scorrere due dita della mano sinistra lungo di essa e silenziosamente disse “ex necessitate liberate”. La lama, che sino ad ora aveva brillato di un azzurro tenue, si illuminò di un rosso acceso splendendo come una piccola stella.

Il mostro indietreggiò ferito da quell’improvvisa luce e ruggì tutto il suo sdegno. Aurora scattò portandosi rapidamente vicina al suo nemico, che vedendola arrivare menò un fendente da sinistra verso destra ad altezza della sua testa, per costringerla a parare e ad arrestare la sua corsa. All’ultimo momento l’elfa interruppe la sua corsa trasformandola in una mezza scivolata. Portò il piede sinistro in avanti entrando nella guardia del suo avversario, abbassò il busto e impugnando la spada a due mani menò un fendente dal basso verso l’alto. Le due spade si incrociarono a mezz’aria, al loro contatto quella di Aurora sembrò brillare ancora di più. Le due lame rimasero bloccate per qualche istante, poi quella del mostro iniziò a fondersi nel punto di contatto con quella di lei. Lentamente ma inesorabilmente la sua spada affondava in quella dell’avversario sino ad attraversarla del tutto e a dividerla in due parti.

Libero ormai da ostacoli il colpo proseguì la sua traiettoria verso la testa del mostro che tagliò come burro , facendola esplodere in una pioggia di icore. Aurora portato a termine il movimento balzò indietro, mentre il corpo del suo avversario si abbatteva al suolo. L’elfa cadde in ginocchio, reggendosi con la spada che conficcò nel terreno. Con le ultime forze rimastele avvicinò nuovamente le labbra alla lama e disse “ Coactus est restaurata”, e la lama tornò a brillare di un pallido azzurro. Poi Aurora crollò esausta ignara di quello che stava accadendo alle sue spalle.

Con un ennesima capriola Gabriel evitò un altro colpo che avrebbe posto fine alla sua vita. Un’altra spazzata lo costrinse a tuffarsi nuovamente di lato, finendo contro il muro di mattoni che arrestò bruscamente la sua corsa, togliendogli quel poco fiato che gli rimaneva nei polmoni. Il mostro incombeva su di lui, le labbra ritorte in un ghigno malvagio, era pronto a uccidere la sua preda ormai in trappola. Vedendo la propria morte dipinta sul volto del suo aguzzino, Gabriel fissò quell’inferno rosso ribollente di odio e scherno che erano gli occhi del suo avversario. In preda alla disperazione iniziò a tastare il terreno con la mano sinistra in cerca di qualsiasi cosa potesse aiutarlo a uscire da quella situazione. La sua mano si chiuse su un pezzo di mattone crollato dal muro e mentre il mostro sollevava la sua spada per finirlo, lo lanciò con tutte le sue forze. Il mattone colpì in pieno viso, facendolo indietreggiare e sbagliare il colpo. Gabriel colse l’occasione al volo, balzò in piedi e caricò il mostro che già sbilanciato cadde supino.

Atterrato sopra di lui, prima che il mostro potesse riaversi dalla caduta, Gabriel affondò ciò che restava della sua sciabola nella sua gola, appoggiandovi tutto il peso del corpo per aumentarne la penetrazione. Lo spuntone di lama si conficcò in profondità sino a trapassare la colonna vertebrale dal lato opposto, inchiodandolo al suolo. Con le mani che tremavano per l’adrenalina ancora strette sull’elsa della sciabola, e il nemico morto sotto di lui, Gabriel rovesciò la testa ed urlò tutta la sua rabbia e la sua paura. Un lungo urlo liberatorio che gli sgorgava dall’anima.

Scaricata la tensione si allontanò dal corpo esanime strisciando sul sedere, non prima però di aver sferrato un ultimo calcio al nemico a terra. Tossendo per il fumo, si asciugò le lacrime e si guardò intorno in cerca di Aurora. La individuò subito, la sua bellezza era in netto contrasto con la devastazione che li circondava. Il suo corpo sdraiato supino sembrava come brillare di una luce azzurra, guardandola così a Gabriel vennero in mente i raggi del sole che bucano una coltre di nubi dopo un fortunale. Con passo malfermo e tossendo ripetutamente le si avvicinò.

“Aurora stai bene? Sei ferita?” L’elfa aprì gli occhi, quei suoi occhi color del mare, e lo fissò:

“Sì sto bene, sono solo… molto stanca”.

“Grazie agli Dei, dai ti aiuto a rialzarti. Dobbiamo andarcene di qui e alla svelta”.

La sollevò delicatamente dalle spalle e l’aiutò a rimettersi in piedi, ma appena alzata le gambe di lei cedettero facendola cadere in ginocchio.

“Aurora che succede?” le chiese inginocchiandosi accanto a lei.

“Niente, tutto bene, sembra solo che io abbia speso più energie del previsto.”

“Capito, dai vieni ti aiuto io, appoggiati a me” e si mise un braccio di lei intorno alle spalle. “Andiamo, dobbiamo tornare dagli altri”.

“Aspetta, devo prendere la mia spada!”

“Ah sì, giusto, ci servirà, la mia si è spezzata” e si avvicino per prenderla.

“ Fermo è pericol…” cercò di dire Aurora, quando lui, stretta la mano sinistra sull’elsa, la divelse dal terreno. Era la prima volta che Gabriel vedeva quella spada fuori dal fodero e la trovò davvero bella, la lama che splendeva di un azzurro tenue era lunga poco più di un metro e per tutta la sua lunghezza seguiva una leggera curva. Aveva il filo solo su un lato e mostrava i segni di una lavorazione particolare. La spada nella presa di lui passò da un tenue azzurro ad un blu scuro, brillando minacciosamente.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Romanzo avvincente, intrigante, ti lascia la voglia, capitolo per capitolo, di vedere come va avanti, senza stancare, senza essere banale!
    Super consigliato!!

  2. Un libro che si è rivelato una piacevole lettura…molto bello,storia avvincente

  3. Ho iniziato a leggere la bozza con scetticismo, ma devo confessare che via via che leggevo il libro mi ha conquistata. Mi sono ritrovata a finirlo senza neanche accorgermene. Personaggi ben descritti e delineati, cura nelle descrizioni e una trama coinvolgente. Davvero un ottimo libro e una stupenda sorpresa. Se cercate un bel libro fantasy ve lo stra-consiglio.

  4. (proprietario verificato)

    La lettura è molto scorrevole e piacevole, la storia è avvincente e ti porta a leggerla tutta d’ un fiato
    Aspettiamo il prosieguo delle avventure di Gabriel

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Pasquale Andrea Di Paola
Mi chiamo Pasquale Andrea Di Paola, ho 39 anni. Nella vita ho fatto molte cose. Ho servito in marina all’Accademia Navale di Livorno, nei vigili del fuoco come discontinuo, ho studiato all’università e fatto molti altri lavori tra cui dirigere un negozio di war game, dove il fantasy è di
casa. Sono un appassionato di lettura, film, serie e giochi da tavolo e non. Il mio sogno è quello di diventare uno scrittore di romanzi fantasy, calcando le orme di mostri sacri come Tolkien, a cui ovviamente non oso nemmeno paragonarmi. Sono il papà di due splendidi bimbi a cui dedico il mio
lavoro.
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