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Le avventure di Orlando. Un piccolo scudiero

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Consegna prevista Marzo 2021
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Un bambino coraggioso, un fratello adolescente furbo e combattivo, un nobile cavaliere che si prende cura di loro e una città marinara in fermento dove sta per accadere qualcosa di grosso, molto grosso. Le radici di un evento storico realmente accaduto nell’Italia del 1547 viste dagli occhi ingenui di un bambino che cela un segreto e che farà di tutto per trasformarsi da piccolo passero a splendido falco.

Perché ho scritto questo libro?

Dalla nostalgia e la voglia di portare con me un ricordo che è stato importante per la mia vita; un’esperienza che ha ispirato uno stralcio di racconto che negli anni è stato arricchito da idee e una trama che è divenuta la scusa per parlare di una faccenda di cavalieri, Baroni, Conti e congiure.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Cap.1

Era veramente una bella cittadina; anche se un po’ piccola secondo lui.
Non aveva le imponenti mura di Genova, casa sua, o le belle strade e le maestose chiese; però non aveva neppure gli strettissimi e soffocanti vicoli, né la puzza di pipì di gatto per le strade, i ratti o il mare sporcato dal porto.
Il verde estivo che circondava la cittadina di pietra faceva da corona con i suoi rami freschi, le bandiere riempivano i merli delle mura sventolando allegre e colorate al vento in un cielo blu, lucido come la seta.
Orlando restò incantato contando tutte le differenze che c’erano con la grande città scordandosi che anche lui ci era nato in un piccolo borgo come quello, piccolissimo a dire il vero, tre casolari e una chiesetta; non aveva sempre vissuto e servito in una bella casa in una ricca città.
Ma, anche se amava Genova, questo era il tipo di posto nel quale avrebbe voluto vivere.
il piccolo Orlando camminava per la salita dolce lastricata a pietra invasa da colori e profumi di banchetti del mercato di ogni genere; stoffe colorate, giocattoli di legno e dolci di tutti i tipi esposti dai mercanti accorsi lì per l’evento a vendere la loro bella merce sul ciglio della strada.
Carri venivano pigramente trainati dai muli e già le ricche case dei nobili si intravedevano dalle fronde degli ulivi.
Voltò la testa e, dietro di se, vide il mare; una striscia verde blu che riempiva l’orizzonte.
Una mano impaziente lo acchiappò per la collottola strattonandolo per farlo camminare, e anche in fretta!
“Muoviti Orlando! Non abbiamo tutto il giorno per aspettare te!”
Chi lo trascinava era un giovane biondo come lui e con gli stessi identici occhi azzurri ma molto più alto e più grande.
Un grosso cane dal lucido pelo nero li seguiva al piede; Fenrir si chiamava e pareva guidare il bambino e il giovane che se lo trascinava dietro piuttosto che il contrario.

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Il ragazzo grande che trascinava Orlando voleva fare quello serio e fiero, un uomo fatto e finito, pronto per andare a combattere in guerra.
Ma proprio come il loro cane, che doveva trattenersi dal correre dietro ad ogni micio che sfuggiva fra i prati come il giocoso cucciolone che era, anche quel giovanotto sognava di allungare di nascosto una mano e rubare una golosa mela candita e trotterellare per le belle bancherelle come uno spensierato monello.
Ma era il più grande e doveva darsi delle arie, attirando gli sguardi dalle ragazze che ammiravano quel bel ragazzo alto e dai lunghi capelli biondi.
Orlando tirò fuori la lingua in una smorfia, stava per allungare un piede per fargli lo sgambetto quando rimbalzò sul petto del giovane fermo davanti a lui.
Un cavallo girò la bella testa nera guardandoli un attimo e sbuffando di disapprovazione; sopra il cavallo un uomo vestito di nero li guardava dall’alto della sua bestia.
Lorenzo, il più grande, diede uno spintone nella schiena di Orlando esortandolo a muovere le gambe; l’uomo in nero lo rimproverò
“Smettila Lorenzo, non trattare così tuo fratello, non è colpa sua se ha le gambe più corte delle tue”
Lorenzo smise subito ubbidiente
“Sì, maestro Giorgio”
Il cavaliere guardò con dolcezza i suoi due scudieri.
“E puoi anche smetterla di spintonarlo; siamo arrivati”
I due ragazzi alzarono gli occhi sul paese dove li avevano portati il loro padrone; borgo San Salvatore di Cogorno.
Il loro cavaliere si chinò su di loro
“Ora vedete di starmi vicino, cerchiamo il signore del posto per ringraziarlo dell’ospitalità”
“E per fargli capire subito chi si porterà a casa il premio del torneo? Giusto, andiamo!”
Trillò allegro Lorenzo.
Lorenzo non parlava molto ma quando lo faceva con le sue parole ci potevi tagliare la carta.
Un altro padrone si sarebbe sporto dalla sella e avrebbe tirato le orecchie a quell’insolente monello, ma non quel padrone.
Giorgio non tirò le orecchie al ragazzo; Giorgio rise.
“Ma sentitelo! e cosa credi di saperne tu su chi vincerà il torneo? Potrebbero esserci cavalieri più bravi del tuo maestro fra questi nobiluomini sai? Molti di loro sono più giovani, più forti di me” ma il ragazzo gli lanciò un’occhiata di sufficienza
“Se ne vedi fammelo sapere”
“Li sto già cercando” rispose l’uomo
“Cercherai per un bel po’ allora, maestro”
Giorgio sospirò, Lorenzo sorrise furbo.
“Tu credi davvero un po’ troppo nelle mie capacità, ragazzo mio” ma Lorenzo non si perdette d’animo e lo guardò sicuro.
“No, non è vero maestro, sei tu che ti credi troppo vecchio per fare ancora la bella figura che avresti fatto solo qualche anno fa; non sono io quello che ti sopravvaluta.”
“Renzo… sei ancora troppo giovane per conoscere gli acciacchi della vecchiaia”
“Perché? tu invece li conosci?” Giorgio, questa volta, gli allungò uno scapaccione a cui il ragazzo rispose con un guaito.
Ogni tanto temeva di aver sbagliato proprio tutto con quel ragazzo, se gli avesse rifilato una bella pedata nel sedere nei momenti giusti, anziché ridere delle sue impertinenze, forse avrebbe corretto quel suo dannato vizio di rispondere sempre per le rime.
Ma oramai era troppo tardi, ormai il ragazzo era grande, aveva diciassette anni compiuti ed il danno era fatto; aveva allevato una testa calda e ora se lo sarebbe dovuto tenere così.
E il piccolo Orlando?
Orlando si guardò attorno; ci avevano messo un giorno intero per arrivare fino a lì a cavallo partendo da Genova per arrivare in tempo al torneo per cavalieri a cui Giorgio voleva partecipare. C’erano in palio dei bei soldi e Giorgio avrebbe dovuto combattere contro altri cavalieri come lui per sport e la competizione aveva richiamato davvero un sacco di gente che ora affollava al strada di pietra e gli pestava inavvertitamente i piedi. Il sole di primavera era alto nel cielo e lo abbagliava; ovunque banchetti e persone, e gambe, e cavalli, le sue gambe corte lo avevano tradito di nuovo.
Era di nuovo rimasto indietro nella folla.
Orlando sbuffò e accennò qualche passo di corsa per raggiungerli immaginando, più o meno, in che direzione fossero; ma qualcosa si mise fra lui e i suoi e ci andò a sbattere contro dolorosamente.
Rotolò per terra come una noce, inzaccherandosi capelli e vestiti della polvere e della fanghiglia che riempiva il rigagnolo al centro della strada.
“Hey! Stai attento pulce!” Sentì il sapore forte del sangue che gli colava dal naso andargli in bocca; alzò gli occhi. Un garzoncello di forse quattordici, quindici anni sghignazzava malefico davanti a lui mostrando la mancanza di un incisivo sotto il grosso naso e occhi porcini.
Una faccia odiosa insomma, di quella da prendere a pugni subito, senza pensarci, e fu proprio quello che Orlando fece.

“Che fine ha fatto Orlando?” Lorenzo si voltò a cercare il fratellino
“È qui con me maestr…” No che non c’era!
Lorenzo sbarrò gli occhi; dove si era cacciato adesso quella piccola peste!
Fenrir, il loro cane, si voltò a puntare qualcosa dietro di loro prima di partire di corsa verso un punto fra la folla abbaiando; una zuffa, e urla poco più indietro.
Trovato!
“Toglietemelo di dosso! Mi sta’ morsicando!” Un pugno nello stomaco e il secondo garzone, che lo stava afferrando per i capelli, andò giù come un sacco vuoto. Orlando avrebbe rotto anche il naso al terzo se qualcuno non si fosse intromesso.
“Lasciate stare mio fratello, mocciosi!”
“Noi lasciare stare lui? Ma lo hai visto cosa ha fatto questo cucciolo randagio?!” Lorenzo subito guardò Fenrir e il cane gli ricambiò lo sguardo interrogativo per poi spostarlo sulla piccola canaglia sporca di fango fino alle orecchie che Lorenzo stringeva fra le mani e che ancora ringhiava.
Anche Fenrir ringhiava in direzione dei ragazzi che avevano aggredito il suo padroncino e quelli arretrarono di un passo tenendo d’occhio gli affilati denti del grosso cane nero.
“Buono, buono cagnone” Provarono a calmarlo.
Effettivamente guardandoli meglio Lorenzo notò che quelli più pesti erano loro, non suo fratello.
Dietro di loro la folla si spostò a lasciar passare un cavallo, un cavallo bianco.
I ragazzi abbassarono pronti lo sguardo togliendosi in tutta fretta i cenciosi berretti
“Che sta succedendo qui?!”
Orlando veniva tenuto saldo per le spalle quando vide l’uomo a cavallo; la prima impressione fu di trovarsi di fronte un grosso gufo bianco.
Il sottile naso e i grandi occhi tondi da uccello predatore.
Aveva occhi castani ma altezzosi e freddi; una piccola boccaccia rossa ricurva all’ingiù e non c’era nessun mento a terminare quel viso, al posto suo una brutta barbetta spelacchiata.
Orlando rimase affascinato da quanto era brutto quell’uomo
“È quello che stavo per chiedere anche io, allora, chi di voi a cominciato?”
Orlando si voltò per rispondere; ma occhi di un grigio scuro, severi e paterni, gli si piantarono addosso. Arrossì fino alle orecchie e non riuscì a dire nulla più di un timido balbettio davanti a Giorgio. Non aveva cominciato lui, però sapeva che al suo padrone non sarebbe interessato.
La stessa umiltà però non tocco nemmeno i tre garzoni che non persero tempo per frignare ai piedi del cavaliere in bianco in un coro di piagnucolose proteste.
“Padrone! Signor Conte! Questo marmocchio mi ha morso e ha rotto il naso a Guglielmo! ci ha assaliti per strada come un cane rabbioso senza alcun motivo mio signore!”
Come Lorenzo aveva interpretato male prima così anche il cavaliere guardò il grosso cane nero che, questa volta chiaramente offeso, diede una bella musata di rimprovero al cucciolo biondo che divenne rosso di rabbia.
Quasi scappò via dalle mani di suo fratello e una voce acuta e indignata, straordinariamente potente per lo scricciolo dal viso dolce e i biondi capelli d’oro che era, riempì la piazza e le orecchie dei garzoni e del loro padrone.
“Sei uno sporco bugiardo! Tu mi hai spintonato al centro della strada facendomi cadere e i tuoi amici hanno cercato di schiacciarmi la faccia nella palta! Chi hai chiamato cane, porcaro?! Ti faccio mangiare il fango dal quale sei nat…” ma uno scapaccione doloroso lo zittì.
Orlando piegò la testa; un piagnisteo strozzato di stupore gli sfuggì mentre Giorgio lo fulminava con gli occhi, la mano guantata ancora alzata.
Assieme a Giorgio il suo fratellone lo guardava come se volesse pelarlo vivo.
Così, ingoiando la rabbia, Orlando abbassò la testa.
Il cavaliere dal cavallo bianco fece una smorfia come se avesse dovuto assaggiare qualcosa di marcio, investito dalla voce potente del piccolo; distolse lo sguardo dal piccolo scudiero e lo alzò sull’adulto a cavallo difronte a lui che lo guardava amichevole.
“Siete voi il padrone di questo…” un gesto di una mano come a non saper ben definire la creaturina infangata che aveva davanti
“Sguattero che ha aggredito i miei scudieri?”
“Il più piccolo è mio servitore signore, suo fratello maggiore mio scudiero. Ma con chi ho l’onore di parlare?” Chiese Giorgio; l’uomo-gufo frullò le ali gonfiando il petto
“Sono il Conte Gian Luigi Fieschi, signore del borgo e delle terre che calpestate, e.… voi sareste?”
“Cavalier Giorgio Andolius, da Genova. Per noi è un onore cavalcare sulle vostre bellissime terre, Conte. Ho sentito molto parlare di voi a Genova. Sono qui per il torneo indetto da voi e dalla vostra famiglia. Mi scuso per il disordine causato dal ragazzo”
L’uomo alzò un sopracciglio mentre Giorgio gli si inchinava davanti, le piume che si gonfiarono ancora di più.
Giorgio manteneva un tono gentile ma lo guardava dritto negli occhi.
Era alto Giorgio, forse non era molto attraente; era un viso normale, uguale a tanti altri, senza niente di speciale, a parte un bel naso lungo e ben equilibrato, buoni occhi grigi, i capelli castano scuro e corti un po’ stempiati sulla fronte alta e spaziosa, il viso perfettamente ovale, sempre così tranquillo. La morbida barba castana tagliata corta e fine incorniciava completamente la bocca dalle labbra sottili sempre sorridenti, le sopracciglia e il mento che creavano una curva perfetta senza spigoli; eppure quel viso aveva fascino, emanava qualcosa che faceva subito capire che era un uomo importante; un nobile, un cavaliere.
Orlando aveva sempre pensato che fosse per il modo in cui ti guardava; aveva un modo…tenero di guardare al prossimo e al tempo stesso così fiero, così sicuro di sé. Giorgio aveva lo sguardo maestoso di un Re.
Però “Conte” restava una carica nobiliare molto più alta del semplice titolo di Cavaliere, Giorgio lo sapeva molto bene.
E lo sapeva pure il Conte Gian Luigi, che sorrise.
“E il vostro servitore? Lui ha intenzione come voi di scusarsi?” Chiese con superbia; Giorgio rispose amabile
“Vi chiedo scusa per il mio servo Conte, ma l’ho allevato nell’onestà di dire da bravo cristiano sempre il vero. Coperto di fango com’è ha probabilmente reagito solo per difendersi, dunque spero che non ve ne abbiate a prendere, fra nobiluomini non ve da immischiarsi in litigi fra bambini” Le mani del Conte fremettero un attimo di nervosismo.
Si era offeso.

2020-09-16

Aggiornamento

La nostra bella locandina <3
2020-09-16

Aggiornamento

Per me è un onore mostrarvi la prima recensione di Orlando scritta dalla fantastica Stefania, che è poetessa, e si vede! ❤ Eccoci a parlare di un'autrice italiana che il caso vuole sia anche mia amica! Federica Ortica Saini ha scritto un libro per ragazzi che è attualmente in crowdfunding su bookabook, nota casa editrice che lavora per crowdfunding d'abitudine. Il libro si chiama Le avventure di Orlando, un piccolo scudiero, e il KS chiude tra ESATTAMENTE 14 GIORNI, SIGNORE E SIGNORI. AFFRETTATEVI! (Non scherzo, trovate il KS al seguente link: https://bookabook.it Quindi: autrice italiana, storia per ragazzi, avventura storica: ora vi racconto chi è Orlando. Vi presento Orlando “Ubbidienza al nostro Signore, in terra e in cielo; umiltà verso il mendicante come verso il potente; carità con il povero e il bisognoso, temperanza negli intenti, coraggio nelle azioni, pensiero nelle decisioni, cuore e fede, di questo è fatta la via del cavaliere.” Orlando è un ragazzino che vive a Genova con il fratello Lorenzo, detto Renzo. È il 1547 e lui è combattuto tra l'onore di essere lo scudiero dello scudiero di un cavaliere e la voglia di giocare e combinare marachelle come tutti i bambini della sua età. Quando il Cavalier Giorgio Andolius, il mentore di suo fratello Lorenzo, che li ha accolti in casa sua con lo scopo di crescere almeno un cavaliere, decide di portarli con sé al torneo d'armi indetto dal Conte Gian Luigi Fieschi, i due ragazzini sono entusiasti. Il paese non sarà bello come la loro Genova, ma promette feste per loro e ricchezza per il loro signore. Purtroppo le cose non vanno sempre bene e un incontro sfortunato costringerà i tre a prendere decisioni difficili. Il destino di Orlando sarà deciso in una manciata di ore, e il ritorno a casa porterà altre sorprese. Perché sostenere Orlando “Dimostra a tuo fratello che puoi farcela, dimostragli che sei un guerriero e combatti per questo. Non esiste fallimento nell'essere se stessi. E tu, Orlando, sei nato per essere un falco.” Le avventure di Orlando, un piccolo scudiero è una storia che introdurrà i vostri figli alla passione per il Rinascimento, li aiuterà a capire come fosse la vita nell'Italia del 1500 e renderà amichevole l'apprendimento scolastico. E poi ci sono brividi, frecce e spade di legno, duri addestramenti e monelli che sgattaiolano nelle cucine. Come si può non amarlo? Inoltre Orlando nasconde un segreto, come ogni eroe dell'Epica, e anche il lettore più attento rimarrà stupito dalla rivelazione. Grazie alla sensibilità data dalla vicinanza al tema specifico, l'autrice Federica Saini saprà deliziarvi con una storia non comune, molto attuale ma anche molto classica per l'epoca in cui è ambientata. La perseveranza e il tentativo di migliorarsi sono il cuore di questo piccolo romanzo, nella speranza che le virtù di un aspirante cavaliere possano essere d’esempio anche per i ragazzi e le ragazze di oggi. E quindi... E quindi, se volete sostenere un bel progetto, se volete fare il tifo per una di noi, se volete aiutare a far sì che questo libriccino arrivi alla pubblicazione, vi consiglio di investire questi pochi spiccioli, e non ve ne pentirete!" Stefania Ricco Lettrice, aspirante scrittrice, libraia. "Siamo tutti storie, alla fine"
2020-09-16

Evento

Salve a tutti aspiranti paladini! Fino a venerdì 18 settembre sarò a presentare il mio libro ospite di galleria Artefiori, via XX settembre 166 rosso. Venitemi a trovare!
2020-09-16

Aggiornamento

Una pagina facebook per conoscere meglio Orlando? Eccola! https://bit.ly/35E3bHd vi aspetto per farvi scoprire tutto su questo libro e sulla storia che lo circonda e che lo ha fatto nascere.
14 luglio 2020

Aggiornamento

Chi è Orlando? Cos'è Boolabook? Chi sono io? Queste e altre risposte nel mio video! https://www.youtube.com/watch?v=x3s64QOPr3U&t=66s

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Federica Saini
Io non sono una scrittrice, sono una fumettista; e questo temo dica già tutto quello che c'è da sapere su di me.
Ho passato la trentina, sono nata nella fredda Milano, ma ora vivo nell'accogliente Genova; non ho mai trovato un posto di lavoro fisso e questo mi ha portato a fare esperienza un po' dappertutto. Sono felicemente sposata, amo il gdr, l'horror, ho due blog e molte storie da disegnare e raccontare. Vivo d'arte, vivo d'amore.
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