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L'India si è presa cura di me

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Ho uno zaino e un marsupio. Ho prenotato un hotel per tre giorni a Nuova Delhi, dove atterrerò, poi non so altro.
Gusterò ogni suono, colore, sapore e so che sarà un viaggio tanto fuori,
quanto dentro di me.
Non conoscerò solo una Terra lontana, ma conoscerò meglio anche me stessa.
Appena ho scelto di viaggiare, l’India mi ha chiamata come una calamita,
con un magnetismo che non potevo ignorare.

Nel 2016 Debhora ha 26 anni e ha già raggiunto tutti gli obiettivi personali e professionali che si era posta. Ma rimane la sensazione che qualcosa non vada, come se tutto quello che ha fatto finora dipendesse dalle aspettative degli altri e non dalla sua volontà.
Decide quindi di partire per l’India alla scoperta di se stessa. Per cinque mesi ha modo non solo di vivere tutte le difficoltà che un viaggio del genere comporta, ma anche la vita quotidiana del Paese in cui si trova. Attraverso le sue esperienze, riportate in questo diario, Debhora ha modo di riflettere sulla sua vita e capire finalmente i suoi errori.

INTRODUZIONE

Mi chiamo Debhora, ho ventisei anni e ho deciso di partire.

Tra qualche settimana vado in India, da sola, per cinque mesi e una settimana.

Parto perché sogno di viaggiare da sempre, ma volevo aspettare di finire gli studi, di vivere dove desideravo, di frequentare quel corso, di raggiungere quell’obiettivo o quell’altro.

Così sono pranoterapeuta, libera professionista da poco più di un anno. Vivo da sola a Manta, un paesino della provincia di Cuneo che adoro e che ho scelto principalmente per gli amici e la vicinanza con la sede della Croce Rossa. Sono volontaria dal 2004, una passione che porto avanti da tempo e da cui sono nati rapporti per me importantissimi.

A livello di amicizie mi ritengo davvero fortunata, ho molti amici e so di poterli chiamare a qualsiasi ora del giorno e della notte, per un qualunque motivo. Anche con la famiglia ho uno splendido rapporto, a partire dai miei genitori, passando per mio fratello, mia cognata, le mie splendide nipotine, i miei nonni e gli zii. Da circa un paio d’anni seguo anche un percorso di lavoro che ha a che fare con le costellazioni famigliari, chiamato Seconda Visione, e che mi ha permesso di conoscere meglio me stessa e la storia della mia famiglia, cosa che mi ha unita tantissimo a parenti anche più lontani. Sono grata di questo percorso perché mi sento proprio parte di questa Storia e vicina anche ai miei antenati, che fino a poco tempo fa neanche conoscevo.

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Parlo di “lavoro” su di me perché ho iniziato questa crescita personale all’età di sedici anni. Pochi mesi prima di quel mio compleanno ho frequentato il corso Genio in 21 giorni e ho scoperto la collaborazione. All’inizio ero affascinata da quella realtà perché vedevo che i miei istruttori e le persone che ne facevano parte erano felici, positivi, ottenevano risultati, non passavano le giornate a lamentarsi o a subire le circostanze, ma ne creavano di nuove. Sognavano in grande e rendevano quei sogni la loro realtà. Le mnemotecniche mi hanno permesso di credere di più in me stessa, perché le applicavo e capivo di potercela fare anch’io.

Quello che avevo visto nei miei istruttori, piano piano, in forma diversa, ho iniziato a vederlo in me. Ho collaborato per dieci anni con l’azienda, con un susseguirsi di corsi, esperienze, amicizie e alti e bassi che mi hanno formata e aiutata a diventare la donna che sono oggi.

A questa formazione con il tempo si sono affiancati altri percorsi che riguardavano soprattutto l’ambito energetico-spirituale, un campo che ha incrociato la mia vita quando avevo sedici anni, dopo aver scoperto di poter fare pranoterapia. Mi affascinava molto tutto questo e quando mi sono accorta che avevo una certa sensibilità anche per il mondo più “sottile”, tutto si è amplificato. Ero una spugna desiderosa di imparare, leggere, seguire conferenze che riguardassero la spiritualità, la medianità, l’energia in generale. Con gli anni ho avvicinato e poi rifuggito quel mondo molte volte, finché ho deciso di abbracciarlo e farne il mio lavoro. Sentivo di essere nata per quello e ho frequentato la scuola per essere certificata pranoterapeuta.

A dicembre 2015 ho iniziato ad analizzare la mia vita per cominciare, come ogni anno, a sognare quello successivo, stilando obiettivi e cose che avrei voluto fare. Per la prima volta però ho sentito delle emozioni che non mi piacevano. Mi sembrava di rincorrere qualcosa che non riuscivo a raggiungere, non mi sentivo completa, pienamente soddisfatta. Come avevo imparato durante gli anni di formazione, ho analizzato le aree della mia vita e programmato gli obiettivi per l’anno successivo, ma più andavo avanti più mi rendevo conto di questo: ero e sono immensamente grata della mia vita, ma mancava qualcosa. All’inizio pensavo si trattasse semplicemente di un compagno, ma poi ho deciso di essere sincera con me stessa e ammettere che in realtà non ero felice.

Avevo raggiunto tutto ciò che volevo: vivevo la vita che sognavo da anni, avevo rapporti meravigliosi, ero impegnata nel lavoro, nel volontariato e nella mia crescita, eppure non mi bastava. Dopo alcuni giorni mi sono resa conto che non potevo passare un altro anno così, non potevo fingere che andasse tutto bene. Niente andava male in realtà, ma non era sufficiente. Ormai avevo capito che c’era bisogno di un cambiamento. Ho cambiato così tante cose nel corso degli anni che l’idea di un nuovo stravolgimento, radicale, non mi spaventava, anzi! Mi eccitava, mi emozionava, mi esaltava tantissimo.

Dovevo solo capire come.

Mi sono presa qualche giorno per stare con me stessa e basta. Sono riuscita a capire che molte cose che stavo realizzando e sognando erano dettate dalle aspettative della società e del gruppo di persone che frequentavo. Ma io? Cosa desideravo io? Cosa pensavo che fosse giusto per me?

Io volevo una vita diversa. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di viaggiare e uscire dalla routine, ma non doveva essere una vacanza: quello che volevo era un vero e proprio viaggio. Per il mio rapporto con la spiritualità e l’energia ho scelto l’India.

Con l’inizio del 2016 ho chiuso la mia partita IVA e ricominciato a lavorare nel bar dove lavoravo mentre studiavo. Ho lasciato il mio adorato e tanto desiderato alloggio, vendendo i mobili e chiudendo negli scatoloni i ricordi di una vita. Con il passare dei mesi ho iniziato a comunicare a chi mi circondava questa mia decisione, ho fatto il passaporto e la procedura per il visto. In India il visto turistico dura sei mesi, così ho deciso che quello sarebbe stato il tempo che avrei trascorso lontana da casa. Per alcuni ritardi burocratici, a causa del contratto di affitto dell’alloggio, invece di partire a inizio giugno, partirò il 28. E quindi i sei mesi sono diventati cinque. Rientrerò in Italia il 5 dicembre.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Pur non rientrando nelle mie classiche letture, devo ammettere che questo libro mi ha coinvolto molto. Mi sento di consigliare questo “diario di viaggio” a tutti. Assolutamente da leggere!

  2. Elena

    (proprietario verificato)

    E’ anche vero che sono di parte: la mamma dell’autrice.
    Consiglio di leggere questo libro a chiunque, sopratutto ai genitori. I figli si creano, ma non sono nostri, sono del mondo. Una figlia di 26 anni che parte da sola con uno zaino in spalla, che ha come meta l’India, ha fatto vivere anche a me un viaggio. Ho letto questo libro in soli due giorni e mi ha coivolto molto. All’interno ci sono due tipi di viaggio. Uno nell’India, con i suoi abitanti ospitali, gentili, generosi e molto credenti. L’altro è stato nella persona che è Debhora, si è messa alla prova in mille modi, ma la prova vincente in tutto e per tutto è stata la fede. Vi assicuro che solo dopo aver letto questo libro ho capito quanto coraggio ci è voluto nel vivere determinate situazioni emotive, fisiche, psicologiche e spirituali. La fede ha permesso a lei di vivere quest’esperienza e a me, come mamma, di sapere che tutto sarebbe andato bene.

  3. (proprietario verificato)

    Leggere questo libro è come fare un viaggio in India in compagnia di Dobhora.
    Durante la lettura si riesce a vivere tutta l’essenza del viaggio e ci si immedesima nelle esperienze di Debhora incontrate durante il suo viaggio in India.
    Libro bellissimo si legge tutto d’un fiato.

  4. Abbiamo passato una giornata intera a chiacchierare e, parola dopo parola, Debby mi ha trasportato in un’atmosfera del tutto nuova.
    Sono convinto che la sua profondità d’animo e la sua visione della vita faranno in modo che il suo Viaggio proseguirà ancora a lungo… ?

  5. (proprietario verificato)

    Debhora è senz’altro una delle persone più belle e più ricche che io conosca. Una ragazza così straordinaria non può che aver scritto un libro straordinario!

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Debhora Casalloni
Debhora Casalloni è nata a Verzuolo il 10 dicembre 1989. Consegue il diploma da tecnico dei servizi sociali e nel frattempo fa volontariato presso la Croce Rossa e collabora con Genio in 21 Giorni. Inizia poi un percorso di formazione in Pranoterapia che porta a termine nel 2014.
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