Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Lo spiritoso nell'arte

Lo spiritoso nell'arte
55%
90 copie
all´obiettivo
62
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Agosto 2021
Bozze disponibili

Cosa ci fanno una psicanalista e il suo paziente in un breve romanzo che vuole raccontare l’arte contemporanea? E, al contrario, cosa ci fa l’arte contemporanea in una storia d’amore fra una psicanalista e il suo paziente? In questo viaggio umoristico, scopriamo di come l’arte, spesso considerata straniera alla vita, ci permetta, in realtà, di vedere non solo belle forme e bei colori, ma ci insegna a vedere il mondo, la vita e a saper cogliere le diverse sfaccettature che colorano la nostra esistenza.

Perché ho scritto questo libro?

Per avvicinare le persone ad appassionarsi all’arte contemporanea perchè in grado di fornire un ottimo strumento di conoscenza e di sensazioni sulla vita. Provando a smontare i pregiudizi che la attanagliano da sempre ho provato, nel mio piccolo, a far capire che anche l’arte contemporanea, si muove nella stessa direzione di quella antica, e che , pur cambiando il linguaggio parla sempre di noi esseri umani, delle nostre paure, fragilità, dubbi, sentimenti ed emozioni.

ANTEPRIMA NON DISPONIBILE

PREMESSA

Mia madre me lo ripete sempre specialmente quando mi rivolgo a chi non conosco: “Prima di iniziare a parlare presentati, dì chi sei!”. Non l’ho mai capito questo avvertimento però ormai ci ho fatto l’abitudine. In genere non cerco guai, specialmente con le madri e a maggior ragione con la mia. Onde evitare qualsiasi problema o discussione assecondo quello che viene detto pur di non cercare rogne e quindi mi presento. Mi chiamo Nikos Huxley, ho 25 anni, sono per metà greco e per metà inglese. Un po’ come le creature mitiche che sono per metà cavallo e metà uomo o metà pesce e metà donna, ecco, io sono metà greco e metà inglese. Non so però se sia la parte superiore o quella inferiore a essere greca, non saprei, dovrei chiedere al mio amico Athos, lui se ne intende di queste cose. Studio Neuroscienze cognitive del linguaggio applicato, una facoltà che, come tutti i corsi, ha un nome astruso solo per mostrare che si studiano cose complesse. In realtà gli esami sono facili, ci sono le solite domande da generazioni.

Continua a leggere

Continua a leggere

Ho da poco terminato il tirocinio in Italia presso lo studio di mia zia: la Dottoressa Huxley, la zia psicanalista che vedo solo in occasione di funerali di parenti. Il tirocinio è durato 3 mesi e per la maggior parte del tempo chattavo su Instagram, o guardavo serie tv su Netflix. Sembrava filare tutto liscio ma c’è un problema: odio la privacy. Tutto ciò che mi viene nascosto o che viene riservato solo ad alcuni mi urta e mi innervosisce. Capite che questa mia indole mal si concilia con uno studio di psicanalisi dove il rapporto dottore-paziente deve seguire il massimo riserbo. Ho resistito a tutti i pazienti. O meglio, ho resistito a tutti i pazienti tranne uno. Avvertivo che questo signore di mezza età, di bassa statura, con gli occhiali, molto magro, un po’ stempiato e un po’ gobbo che vestiva solo con abiti di colore beige, crema o verde pisello, mi nascondeva qualcosa in più degli altri e così ho piazzato delle cimici nello studio di mia zia e nel suo telefono da lavoro e ho registrato buona parte del trattamento. Ora, so che molti di voi come me non riescono a rispettare la privacy e si comportano da veri e propri “stalker” innocui quindi, se leggete questo, tenetevelo per voi e non fatene parola con nessuno. Non tanto perché è illegale registrare senza un consenso formale ma perché mia zia se scoprisse una roba del genere mi metterebbe alla gogna. E come vedrete, non è di certo una donna tranquilla.

1.

C’è soltanto una cosa che vale nell’opera d’arte ed è quella che non si riesce a spiegare

Georges Braque

«Buongiorno!»

«Buongiorno dottoressa, scusi il ritardo, ho ricevuto una chiamata mentre ero sulle scale».

«Non si preoccupi, odio la puntualità. Si accomodi pure Signor Binetto».

«Si, eccomi. Che giornataccia».

«Adesso ne parliamo, intanto si metta comodo e si rilassi che iniziamo la seduta».

«Bella quella piantina nuova, che cos’è?»

«Ah non saprei, spero solo che muoia il prima possibile».

«Ma no, perché dice così dottoressa Huxley?! E’ splendida, da un certo tono all’ambiente».

«Non la sopporto! Ho provato a sbarazzarmene ma pesa parecchio e coi problemi alla schiena che ho non posso sollevarla. E’ del mio segretario che ha il pollice verde anche se preferirei avesse il pollice opponibile.  Sa che non mi piace avere piante in giro per lo studio, però con la scusa che il suo appartamento ha poca luce, me l’ha portata e l’ha messa in quell’angolo vicino alla finestra. Dice che non disturba ma a me disturba e parecchio anche!»

«Lei è troppo intransigente dottoressa Huxley a me piace, prima lo studio era molto tetro, ora è più solare».

«E’ uno studio di una psicanalista mica un Saloon estetico. Non faccio lampade abbronzanti».

«Si, però da proprio un certo tono all’ambiente».

«Signor Binetto lasci stare la pianta e iniziamo la seduta! Dal tono di voce col quale mi ha chiamata ieri sera sembra una cosa diversa dal solito. Me ne può parlare, ora in tutta tranquillità, cosa le è capitato?»

«Ecco vede dottoressa Huxle-Etciù! Oddio aiuto!»

«E che sarà questa volta? Me lo segno, l’ipocondria ancora non è passata. Non passerà mai mi sa».

«Vado in dispnea! Un’ischemia cardiaca! Oddio la sento! Una stenosi laringo–tracheale! Aspetti dottoressa guardo sulla pagina Facebook “Dottorisempre” cosa dicono per questi sintomi!».

«Se qualcuno indicasse i sintomi dell’ipocondria tutti quei siti chiuderebbero».

«Cos’ha detto dottoressa? Un’ipo cosa? Oddio! Ipocapnia, ipotiroidismo, ipoalgesia, Ipo-…»

«Ipocondria. Lei Binetto soffre di ipocondria. Ne abbiamo già parlato svariate volte. E’ incline a somatizzare tutti gli eventi che le arrecano qualche disturbo e inizia a sentirsi male. In questo caso un banale starnuto».

«Cos’è l’ipocondria!? Una mancanza di cosa? Oddio! Cerco su “Medicisinasce” loro lo sapranno!»

«Allora Signor Binetto metta via il telefono»

«I–po–con–dria, medicisinasce, cerca!»

«Signor Binetto il telefono!»

«No aspetti, devo vedere questa ipocondria che già sudo freddo, poi se non scopro cos’è impazzisco!»

«Signor Binetto! Questo è requisito! Glielo metto qua sulla scrivania di fianco alle mie amatissime caramelle al caramello. A proposito ne vuole una?»

«No grazie, il caramello mi macchia i denti, mi gonfia e mi fa venire il diabete».

«Niente, allora, si metta un attimo tranquillo, faccia un bel respiro e incominciamo la seduta. Come sta sua ex moglie? I suoi figli? Non mi ricordo mai i nomi…»

«Stanno bene. Ma oggi non vorrei parlare di loro…»

«Ma come Signor Binetto?! Non mi vuole parlare di sua ex moglie di quanto ancora le è legato, dei sogni che fa in cui siete tutti beatamente al mare in spiaggia, come eravate 8 anni fa? Che è poi quello che mi dice a tutte le sedute da 8 anni, cioè da quando viene qui in analisi».

«No, è per questo che ieri sera l’ho chiamata. Stavolta non c’entrano la mia ex Elvira, e i miei due figli Aristide e Olmo».

«Oddio che nomi, per fortuna non me li ricordo».

«Sono venuto qui per dirle che…»

«Che…»

«Che… mi sono innamorato di un’altra persona».

«Ma che meraviglia! E come mai tutta questa depressione? Non è estasiato? Non dovrebbe assumere la posa del “Pensatore” di Auguste Rodin, semmai dovrebbe essere come Santa Cecilia nell’”Estasi” di Raffaello, oppure come Santa Teresa nell’”Estasi” del Bernini. Dovrebbe avere quella leggerezza tipica dei dipinti di Fragonard, dovrebbe svolazzare come nella “Passeggiata” di Chagall, invece mi sembra più Marina Abramovic al termine della performance “Rhythm 0” o la reincarnazione della” morte di Marat” di David, o il “Corpo di Cristo Morto nella Tomba” di Hans Holbein il giovane. Ma perché Signor Binetto? Non mi dica che è ancora preoccupato per lo starnuto di prima…»

«Ma no, dottoressa Huxley, quello non è un problema per il momento, come lei sa, son seguito h24 da una equipe medica. Grazie a questo I-watch mando informazioni sul mio stato di salute in tempo reale ai medici e ogni 30 minuti mi arriva l’esito. Però lo sa, mi faccio prendere dall’ansia quando ho qualcosa…»

BIP! BIP!

«Cos’è che squilla così forte?»

«Ecco! Mi è arrivato l’esito della mia condizione di salute generale e in più il responso dello starnuto di prima, una semplice allergia alle graminacee, si vede che è periodo».

«Capirai, figurarsi senza equipe che succederebbe. Più che equipe medica lei dovrebbe leggere “Il malato immaginario” di Moliere, le farebbe bene. E allora cosa la turba Signor Binetto?»

«Vede dottoressa Huxley ho un problema».

«Fortunato lei che ne ha solo uno».

«Mi sono innamorato di questa persona, sia perché mi attrae fisicamente, ma soprattutto ne sono attratto per il carattere dolce ma acidulo, per la personalità forte perché fragile e per l’intelligenza, l’umorismo, la schiettezza dai toni misantropi…»

«Non capisco che male c’è, sembra bellissimo. Finalmente una donna come si deve!»

«Ecco vede. Lei è anche amante dell’arte, specialmente dell’arte contemporanea».

«Oh finalmente! Non se la lasci scappare una così! Se fossi uomo le darei la caccia al suo posto. Non faccia come me che ho il mio compagno che è ingegnere bio-medico, non aggiungo altro. Sa, quando andiamo insieme a vedere mostre, musei, chiese, città? Mai. Niente di niente. Dice che non gli piace, che si annoia, si stanca, gli vengono le vesciche a camminare più di 10 minuti. Negli ultimi anni siamo andati insieme a vedere solo una mostra. E per di più era una di quelle pseudo-mostre scientifiche che vanno tanto di moda sui cadaveri e gli organi, come si chiamano… le Bodies…»

«“Real Bodies”! Bellissima, ne vidi una a Milano due anni fa, davvero molto interessante».

«Si, una roba del genere! Lasciamo stare. Questo per farle capire l’interesse di mio marito verso l’arte, un disastro. Ah! Che bello sarebbe avere un compagno amante dell’arte! Nel tempo libero andremmo a visitare città, luoghi, musei non staremmo di certo in casa a vedere serie tv o partite di calcio! Non se la lasci scappare Signor Binetto mi raccomando!»

«Ecco vede dottoressa lei però mi deve aiutare. Il problema è che lei è amante dell’arte contemporanea e io non ne so nulla, anzi non capisco davvero come possa essere considerata arte. Mi sembrano dei viaggi mentali più che arte! Mi sembra che abbia a che fare più con la presa in giro che con la bellezza».

«Ma Signor Binetto noi due ci conosciamo da 8 anni. Da quando si è lasciato con la sua ex Elvira è venuto da me e abbiamo sempre parlato di lei, dei suoi due figli e di alcuni episodi. Quelle poche volte che non abbiamo parlato di questo argomento abbiamo discusso sulla sua avversione verso l’arte contemporanea che io amo e provavo ad argomentare le sue infondatezze sul tema, quindi non vorrei ripetermi. Non voglio convincere nessuno. Anche perché tutta l’arte, non solo quella contemporanea, non è una questione di fede ma di approfondimento, di sensibilità ma soprattutto di curiosità. Però si spieghi meglio Signor Binetto, non capisco. Lei, avverso ai linguaggi dell’arte, vuole comprenderli, perché si è innamorato di una donna appassionata d’arte?»

«Si! Esattamente!»

«Ma si può amare anche senza condividere tutte le passioni, non per forza ci deve essere un’affinità di interessi».

«Ah! Tutte idiozie! L’affinità scaturisce da una condivisione di interessi! Sennò è la fine! Ne sono più che convinto! Guardi quello che è capitato a me con la mia ex Elvira. Lei mi ha lasciato perché non mi piaceva la scherma subacquea!»

«Ancora con questa storia! Ma si figuri se l’ha lasciata perché non le piaceva la scherma subacquea…»

«No, non penso mi abbia mai tradito e nemmeno ora, anche se siamo divorziati da 8 anni, non l’ho mai vista con nessuno, mi è fedele. Però sapeva che detestavo la scherma subacquea. Con tutti quei movimenti rallentati in acqua immagino possa essere davvero uno strazio! E lei andava sempre in piscina, soprattutto nell’ultimo periodo…»

«Certo, e io sono una assaggiatrice di Cavolini di Bruxelles lessati, mi faccia il favore Signor Binetto, lei non vuole sentirsi tradito, sono 8 anni che le ripeto che se la fa con l’istruttore di scherma subacquea. Ma lei stenta a credermi, tanto sono 8 anni che glielo dico, non le entrerà mai in testa. E quindi lei pensa che se io la aiutassi ad avvicinarla all’arte contemporanea, questa donna non la lascerebbe mai?»

«Esatto!»

«Ahah! Divertente! L’arte come collante per delle relazioni! Lei sta delirando Signor Binetto!»

«Ma dottoressa anche lei mi dice che non sopporta più suo marito, che lo vuole lasciare perché non ha più niente in comune con lui?»

«Lasciamo stare la mia situazione personale, è lei in analisi, non io».

«Si però non è così? Lei è in collisione col marito perché non condividete più nessun tipo di interesse. Siete arrivati a quel punto in cui la relazione si appiattisce e diventa una pura formalità, una questione di inerzia non di amore. Onde evitare scombussolamenti rimanete insieme, ma non siete felici».

«Certo, Signor Binetto, è così. Dopo anni di matrimonio siamo cambiati non siamo più quelli di 10 anni fa, è vero. Però mi chiedo come mai lei si rivolge a me per avvicinarsi all’arte contemporanea?! Non capisco, io che sono una psicanalista e non uno storico o critico dell’arte. Vada da uno del settore e da me discuteremo degli sviluppi sentimentali della relazione con la sua “amata”».

«E cosa pensa, che non ci abbia provato? Sono quasi 8 anni che mi sono innamorato di questa donna. Appena dopo il divorzio con Elvira».

«8 anni? Ah si? E come mai non me ne ha mai parlato? Lei è da 8 anni che viene qui da me, poteva quanto meno accennarmelo».

«Ho provato a risolvere questo problema come ha detto lei da critici, storici, insegnanti. Ho seguito non le dico quante lezioni, ma nulla. Sono andato dai migliori del settore, dai più preparati, ho seguito non le dico quante pagine Instagram, Facebook, canali Youtube, Twitter, Tik Tok per essere sempre connesso e aggiornato anche quando sono in giro nel mondo per lavoro con la mia azienda di aringhe essiccate sottolio, ma niente, niente di niente. In 8 anni non ho imparato e compreso nulla. Non so più davvero che fare! Lei è l’unica che può aiutarmi! E ha una cultura spaventosa! Più di certi improvvisati “Art Influencer” che sono in grado solamente di farsi delle foto nei musei e nelle fiere e più del classico snobismo dei critici che si esprimono con un linguaggio tutto loro da “intellettualoidi della domenica”».

«Ma ecco Signor Binetto per me non c’è nessun problema, le dico solo, che probabilmente altri sono più specializzati di me. Io fin dal liceo mi son interessata all’arte per mio conto. E ho continuato negli anni ad approfondire sempre più i diversi linguaggi aiutandomi con libri scritti dai più grandi critici del settore ma soprattutto con una frequentazione assidua di mostre, musei e artisti. E’ un mondo per me estremamente affascinante ed enigmatico che mi ha incuriosito».

«Sa la cosa che più mi ha colpito in lei? E’ che quando parla di arte le brillano gli occhi, traspare la sua passione. Altri critici che ho avuto modo di seguire mi parlavano con estremo rigore scientifico, erano molto distaccati. Uno alle prime armi come me ha bisogno di qualcuno che lo pungoli a tal punto da incuriosirlo».

«Ah, va bene Signor Binetto, io non le garantisco nulla, però possiamo parlare di arte nelle prossime sedute ci mancherebbe.  A me fa solo piacere».

«La ringrazio dottoressa!»

«Non si aspetti sterili nozioni. Al giorno d’oggi le informazioni le trova tutte gratis in un nano secondo su Wikipedia o comunque su internet. Lei deve sviluppare una sensibilità artistica. Non c’è sensibilità artistica senza curiosità. Per questo io le darò solo qualche spunto di riflessione, in modo da incuriosirla, e vedrà che risolveremo questo “problema”».

«Si che meraviglia! Sono fiducioso dottoressa Huxley! Pregusto già la vita coniugale serena e beata con la mia amata!»

«Ahah! Lei la fa troppo facile Signor Binetto, fosse così semplice! Non mi ha detto il nome, come si chiama?»

«Chi io? Vanni Binetto!»

«Ma lo so, non dico lei, la sua amata, la sua “Beatrice”».

«No, non si chiama Beatrice, ecco il cognome non posso dirglielo perché vorrei ancora tenerlo all’oscuro, sa, per scaramanzia, le dico il nome, si chiama Dafne!»

«Dafne?! Proprio come me!»

«Ah si?! Non lo sapevo, io la conosco solamente come dottoressa Huxley».

2020-12-03

Aggiornamento

Ciao! Innanzitutto grazie che hai pre-ordinato "Lo spiritoso nell'arte", siamo a 90 copie alla realizzazione del libro! Ci manca davvero l'ultimo sforzo, quindi ti chiedo di aiutarmi nel passaparola, se hai qualche amico che ritieni possa essere interessato parlagli del libro, aiutami nel creare una community di lettori attivi e non solo passivi! Inoltre ti scrivo per segnalarti la mia apparizione televisiva di questa sera alle ore 20 sul canale 144 del digitale terrestre e 867 di Sky (Orler TV), parleremo, tra le altre cose, anche del libro! MI raccomando non mancare!

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Lo spiritoso nell’arte”

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Nicola Bigliardi
Sono Nicola Bigliardi, ho 25 anni, vengo da Reggio Emilia e sono dottore magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Al momento sto proseguendo gli studi universitari per ottenere un’altra laurea in Storia e Critica delle Arti e dello spettacolo presso l’Università di Parma e sto lavorando con la APS (associazione di promozione sociale da me costituita) All Art Contemporary alla programmazione annuale di mostre di arte contemporanea presso Palazzo Fontanelli Sacrati, palazzo storico del ‘400 sito nel centro storico di Reggio Emilia. Dal 2018 mi occupo di divulgazione di arte sui Social Network (Facebook, Instagram e sito web) con la pagina All Art contemporary che oggi conta 10k seguaci. Sono inoltre batterista di due band indipendenti: Anice (dal 2017) e Rumorarmonio (dal 2020).
Nicola Bigliardi on FacebookNicola Bigliardi on InstagramNicola Bigliardi on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie