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L'OMINO DEL CERVELLO

L'OMINO DEL CERVELLO

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Ottobre 2021
Bozze disponibili

È la storia di un ragazzo che ha appena terminato gli studi all’Università, con una laurea in economia a pieni voti e che comincia ad affrontare con grande ambizione il mondo del lavoro. Ma non tutto va come il previsto: infatti, dopo una serie di fallimenti, il protagonista prova a rinascere e risalire a galla una sfida dopo l’altra, affrontando anzitutto i propri scheletri nell’armadio. L’incontro con R, il terapeuta, il Cammino di Santiago, sono soltanto due degli avvenimenti raccontati da questo libro e che riaprono il mondo del protagonista a nuove avventure che lo renderanno una persona migliore e più consapevole dell’ambiente in cui abita. Contornato di forti emozioni, spunti e riflessioni del protagonista, i fatti e gli avvenimenti di questo libro sono raccontati in forma di diario personale, che potrebbe appartenere a chiunque, con tanto di data, orario e luogo per coinvolgere il più possibile il lettore ed immergerlo nel contesto in cui essi si svolgono.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro perché ho sentito l’esigenza di dire che tutti hanno un omino del cervello, ma non tutti sanno di averlo!
Voglio che il libro sia strumento di aiuto a quelle persone che, una volta finiti gli studi, si scontrano con il mondo del lavoro, e che sia accessibile a coloro che stanno vivendo una situazione di difficoltà lavorativa e di forte cambiamento personale. E manifestare la gratitudine verso coloro che li ascoltano e che gli stanno vicino incondizionatamente.

ANTEPRIMA NON EDITATA

A miei nonni Donato e Maria, 

che per primi mi hanno fatto conoscere
l’amore incondizionato. 

 

“La libertà non è un beneficio della cultura:
era più grande prima di qualsiasi cultura
e ha subito restrizioni con l’evolversi della civiltà” 

Freud,il disagio della civiltà

  

Prologo 

Ho spesso paura di alcune pagine bianche, nonostante io abbia ben chiaro chi sia e dove stia andando. Chi sono direi un giovane ragazzo che, per tanto tempo, ha subito ogni influenza e messaggi esterni da parte delle persone e della società in cui viveva. Non saprei bene, a livello medico o filosofico, che cosa voglia dire questo, ma non mi sembra essere più così scontato quello che sto per dire. Quanto più non lo è per me. Ogni parola che dico ha per me un peso. Allo stesso tempo, ogni parola che viene detta da qualsiasi altra persona ha un peso e direi lo stesso delle mie.

Continua a leggere

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Recentemente, ho avuto modo di incontrare il bambino più piccolo che sta dentro di me; si lo so, forse ti sembrerà strano, ma credo che ognuno di noi ce l’abbia. A volte questo bambino è contento, altre volte saltella e gioisce, altre volte è  stesso ed è innamorato, altre volte è offeso, arrabbiato, abbandonato. Capire e comprendere chi abbiamo dentro di noi, e da quello che ho capito ci sono diverse parti di noi, ci dà la possibilità di interpretare al meglio le persone che incontriamo ogni giorno. E a questo lavoro non ci sarà mai fine! Non c’è, infatti, la possibilità di raggiungere un obiettivo finale: ogni giorno è una pagina bianca su cui scrivere e ad ognuno di noi viene data la possibilità di farlo. Una costante serenità dell’anima e del corpo sono diventate per me condizioni necessarie e sufficienti per vivere bene e andare avanti giorno dopo giorno; cerco di allenarmi quotidianamente e di leggere buoni libri, riflettere ed ascoltare video interessanti su YouTube per accrescere in qualche modo la consapevolezza di me e dei fatti che accadono nel mondo. Ogni giorno, infine, passo del tempo a scrivere in un Diario che ormai fa parte di me e su cui ogni giorno confido della Sua presenza. Posso dire che, ormai, ha raggiunto una sua personalità. Le mie sono riflessioni personali, come confrontarsi davanti ad uno specchio. Mi auguro di aver ampliato il mio sguardo e, in buona parte, sono convinto che sia così. C’è ancora tanto da fare, ma sono contento di dove sono arrivato e dell’opportunità di esprimermi e di esprimere ciò che provo e sento dentro. La reputo una grande fortuna e, per certi versi, guaritrice. So che sto facendo un bel lavoro e, anche se con un po’ di fatica, ci sto mettendo così tanta passione e tanto coraggio che voglio continuare a percorrere un piccolo centimetro in più ogni giorno. 

 

 Prefazione  

L’obiettivo del libro è che sia strumento di aiuto a coloro che sono in procinto di, o hanno deciso di, iniziare un percorso di vita nuova. Non necessariamente un percorso di terapia con un terapeuta: semplicemente, che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di rischiare tutto. Di affrontare le proprie paure. 

Ringrazio Anna, che mi ha sostenuto e supportato nell’idea di trascrivere i miei diari e raccoglierli in un libro. Ringrazio Gabri, amico e compagno di viaggio, oltre che essere una gran persona. 

E ringrazio R. perché, senza di lui, tutto questo, non risiederebbe su una pagina bianca.  

30 giugno ‘20 

Lago di Garda 

Capitolo 1 

Salto nel vuoto 

Un buon racconto di un viaggio credo che debba includere anche il giorno prima della partenza e non solo il giorno in cui fisicamente si prende e si parte. Secondo me, infatti, anche il giorno prima, almeno mentalmente, lo si è; ipotizziamo quali saranno gli indumenti che indosseremo in tal posto, consideriamo le mille possibilità di viaggio, rivediamo la lista degli oggetti che riteniamo utili fino a che non l’abbiamo depennata del tutto. Quando partiamo per un mese solitamente abbiamo già salutato tutti, lasciando le chicche finali per ultime: stasera cenerò con la mia famiglia e, poi, verso le 9, vorrei incontrare Remo, uno tra i miei più cari amici. Voglio raccontarvi anche di come sono arrivato a decidere di fare il Cammino di Santiago, di come ho fatto a scaricare la versione gratuita di Spotify per 30 giorni per ascoltare musica lungo le tappe, a come ho deciso di iscrivermi ad Amazon Unlimited per leggere qualche pagina di libro su una grande scogliera che affaccia sull’Oceano Atlantico (Ah, anche questa è la versione gratuita per 30 giorni!). Ebbene, sono arrivato a fare una scelta del genere perché, prima, ho voluto un po’ spontaneamente e un po’ spinto dalle circostanze, fare un viaggio dentro me stesso. L’ultimo anno accademico, non in senso universitario ma perché ormai è passato quasi un anno dal giorno della mia laurea in Economia, è stato uno degli anni più intensi della mia vita, ricchi di esperienze e di nuovi incontri. Mi sono laureato con buoni voti, ho fin da subito trovato uno di quel lavori che consente di percepire un buon reddito che, al momento, non era così scontato. Ebbene, penso che sia stata una bella esperienza, eppure, nelle società di consulenza in cui solitamente è presente una gerarchia accentuata non c’è spazio per chi ha dentro di  grandi crepe dal punto di vista caratteriale e umano. Secondo me, bisogna avere una buona dose di autostima, avere anche le idee chiare su che cosa voler fare della propria vita e dove voler andare. Io penso di non aver saputo neanche chi fossi in quel momento: volevo, volevo e pretendevo. E nel mondo del lavoro, solitamente, le pretese che tu hai nei confronti degli altri si ripercuotono contro di te. E quello è il momento in cui devi avere due palle quadrate. Risultato: dimissioni dall’oggi al domani. Ciao a tutti, arrivederci, e forse neanche un grazie. Come se non bastasse, la ragazza con la quale ero fidanzato rientrò dall’Erasmus. Tempismo (im)perfetto: dopo circa 3-4 giorni di continue discussioni e litigi, ci lasciammo. Quello per me fu un giorno importante in cui ho riscoperto il perdono. Avevo sbagliato per così tanto tempo che non mi rendevo più conto di nulla. Ero talmente pieno di sensi di colpa che, smarrito profondamente, mi rifugiai in una Chiesa dietro al posto di lavoro. Non ci entravo da anni in una Chiesa, e non voglio parlare del tempo che non varcavo un confessionale. Ho pensato che, quel giorno, tutte le pietre con cui era costruito l’edificio mi sarebbero crollate addosso. – Scatenate le spade!! – avrebbe detto Dio ai Suoi angeli. – Dì un’Ave Maria e un Padre nostro – Mi disse invece il parroco. Ma come? Basta davvero così poco?! Affamatissimo di perdono, trascorsi almeno un’ora al giorno a messa (a volte mi è capitato di andarci due volte in un giorno soltanto). Per un momento ho creduto di stare bene; mi sentivo sul pezzo e, da quello che ho compreso leggendo diversi saggi religiosi, vissi uno di quei momenti di Santità Terrena, dove si vive un momento di silenzio e una forte quiete, una grande pace. Avevo trovato la mia roccia al di fuori di me. Mi iscrissi ad un corso d’inglese e nel giro di poco tempo ritrovai un lavoro, ovvero uno stage in un’altra società di consulenza IT per l’implementazione e la manutenzione dei processi aziendali. Volevo provare: mi era sembrato un ottimo colloquio, e le persone che avevo davanti mi sono sembrate due persone con le palle. – Ok, accetto!!-. Ero così contento quel giorno: ricordo di aver dormito di gusto durante il pomeriggio e la sera sarei uscito con degli amici e “amici di amici” a bere qualcosa.  

Eppure, alle 20:15 circa, scoppiai a piangere abbracciato al mio amico, dicendogli – Remo, mi ha scritto Lei. Dice che vuole vedermi. Che cosa vuole da me? Io non ci voglio più avere niente a che fare! – La mia determinazione durò giusto fino al pomeriggio del giorno dopo. Appena incontrata, mi sciolsi ai suoi occhi che, come avevo spesso il piacere di dirle, sorridevano. Poi ho scoperto che non sarebbe stato tutto rose e fiori. Il suo ritorno era dettato dalla condizione che – non mi sarei dovuto più arrabbiare con lei – Smisi di discutere, smisi di far valere le mie ragioni, smisi di provare emozioni, quindi smisi di vivere. Ricordo che nei giorni in cui tornammo insieme pensai più volte al suicidio. Non ce la facevo. La mia mente lavorava costantemente; era una turbina che girava a vuoto. Mi caricai di merda dentro per giorni. Non facevo nulla se non lavorare in Veneto, da lunedì a giovedì, e vivevo a Milano venerdì sabato e domenica. Vedevo gli amici e la fidanzata proprio in quei tre giorni. Non stavo bene con nessuno, ancor meno con me stesso. Avevo perso peso, e il sorriso. Non mi facevo neppure una canna perché sapevo come il mio corpo avrebbe reagito. Volevo chiudere la storia il prima possibile augurandomi che, poi, sarebbe andato tutto bene. Eppure, mi fermai: non ci capivo più niente. Il fatto che a lavoro preferivo il silenzio e che non volevo più espormi, mi fece capire che avrebbe influito di molto sulla mia carriera lavorativa. Perciò decisi di rivolgermi a un terapeuta che mi aiutasse, che cercasse di capire insieme a me che cosa mi stesse succedendo. Fu lì, in quel momento, che incontrai R. Nel frattempo, continuavo a dire ai miei amici che andava tutto bene. Ricordo le dure ma necessarie parole di uno dei miei più cari amici che mi guardò negli occhi e mi disse – Tu dimmi che va tutto bene ancora una volta e io non ti rivolgo più la parola -. La stessa sera ci incontrammo io e Lei per chiuderla insieme. Terminare una storia di sei anni e mezzo non è semplice, ancor peggio se hai uno schema cognitivo di tipo abbandonico1 alle spalle ( e comunque scoperto mesi dopo). Non presi bene lo stacco, ma in particolare non presi bene i giorni seguenti quando a Milano c’erano i Coldplay e noi avevamo comprato i biglietti insieme. Quella sera, la sera del concerto con il quale poi decisi di andare con mia sorella, sono morto dentro. Chi vi sta scrivendo ora è Francesco, la somma delle scelte e delle decisioni che ho preso da quel momento in poi.  

 

 Capitolo 3 

Sul cammino di Santiago  

06 agosto 

ore 00:47 

Milano Malpensa Aeroporto 

Inizia il viaggio. Sono arrivato in aeroporto circa un’ora fa, dove ho iniziato a leggere qualcosa e dopo un po’ mi sono stancato. Più che altro è che sono mesi che leggo e adesso ho proprio voglia di fare tutt’altro. Vorrei parlare con qualcuno, scambiare due chiacchiere in maniera molto serena, pacata e tranquilla. E mi sembra quasi strano di non riuscire a farlo. Quando ero piccolo, invece, mi piaceva stare addirittura nei correi del treno per poter incontrare persone diverse e provenienti da ogni parte di Italia, ognuno con la propria storia. Il treno era, per me, il posto perfetto dove ascoltare i racconti più bizzarri.

2021-04-15

Aggiornamento

Ultimo giro di boa!! Mancano infatti soltanto 10 giorni per poter acquistare la tua copia cartacea o e-book (come ti è più comoda) de L'omino del cervello. Un ultima remata, un ultimo scalino, l'ultimo estenuante passo dopo 90 giorni di difficilissima campagna, ma che come esperienza mi ha cambiato completamente la vita. Questo non sarebbe stato possibile se molti di voi non avessero deciso di sostenere questo primo progetto di scrittura, e per far sì che questa avventura si concluda nel migliore dei modi, vi invito a far girare il link del libro a chi è per voi più caro: se ciascuno di voi riuscisse a convincere anche solo una persona, beh le copie addirittura raddoppierebbero :) Spero che tu abbia anche la voglia di mandare un messaggio ad un tuo amic* o conoscente che credi possa essere interessato. Se ha dubbi, fallo approdare alla sezione commenti: molti di voi mi hanno lasciato dei commenti da urlo!! Grazie di cuore per il vostro sostegno, piccoli centimetri di felicità :) FM
2021-04-05

Aggiornamento

OGGI SUPER PROMO!! Non hai ancora preso il libro!? Oggi è un ottima occasione, infatti inserendo il codice PASQUA2021 otterrai ben il 15% in meno!! Con soltanto 8,50 € per il cartaceo e appena 6 € per la copia di ebook, avrai con te il romanzo LOMINODELCERVELLO!! Cosa aspetti? Clicca sul LINK in BIO e acquista la tua copia per te e per i tuoi cari!!
2021-03-10

Evento

DIRETTA INSTAGRAM VENERDì ALLE 21:00 CIAO !! Ti scrivo per invitarti venerdì 12 marzo alle ore 21:00 sul mio canale di Instagram , dove faremo due chiacchiere e festeggeremo insieme il primo giro di boa !! Infatti, abbiamo raggiunto insieme 100 copie e, cosa più importante, con riscontri e commenti decisamente più che positivi !! Alcuni infatti hanno deciso di leggere il libro già in formato digitale e sono stati davvero contenti, ed ecco perché non voglio fermarmi adesso, ma anzi questi bei feed back mi spingono a fare ancora meglio e a spingere la diffusione del libro ancora di più!! Ecco perché ti invito a suggerirlo a più persone possibili, a fratelli, sorelle, amici stretti o lontani, persone che hai conosciuto all'università o al bar vicino casa , al parco o a quell'evento. Un libro dai contenuti di valore bisogna diffonderlo, non ci sono dubbi !! Ti aspetto venerdì allora : alle 21 in diretta IG sul mio canale. Dai che ce la facciamo, ancora 100 copie in 50 giorni !! A presto, FM
2021-02-20

ILGLOBO

Oggi ho il piacere di condividere con voi un bellissimo traguardo. Infatti, Susanna, giornalista di ILGLOBO , mi ha dedicato parte del suo giornale per raccontare un fatto molto più grande di quello che il libro porta con sé: la fine del percorso universitario in Italia e il GRANDE BOH del dopo. La formazione dei giovani è un tema che mi sta molto a cuore ed essere un piccolo ambasciatore mi riempie di orgoglio. I fallimenti raccontati nel libro "L'omino del cervello" sono soltanto alcuni di quelli che un giovane laureato può incontrare al termine degli studi, ma tu ti sentiresti pronto ad affrontarli? Cosa faresti quindi se la tua bussola non è funzionante al 100%? Se un desiderio più grande ti spinge da tutt'altra direzione? Susanna mi riempie di gioia quando vede dal libro "la possibilità di cambiare sempre rotta, di andare anche contro corrente, e di fare il possibile per sentirsi vivi e in piena forza”. È questa la domanda che ti lascio: ma io, questa mattina, sono felice?

Commenti

  1. Federico Riccardo

    (proprietario verificato)

    Una sensibilità profonda. E ho solo sfogliato qualche pagina! Bravo Francesco!

  2. (proprietario verificato)

    Penso che questo libro possa essere d’aiuto a parecchie persone. Una storia vera ed emozionante. Francesco racconta di un periodo della sua vita molto duro e di come è riuscito con le sue forze a trovare una via d’uscita.
    Consiglio vivamente!!!

  3. (proprietario verificato)

    Ho letto il libro tutto d’un fiato! Un diario intenso e ricco di preziosi insegnamenti, un meraviglioso viaggio alla scoperta di chi siamo, dona serenità e tanta gratitudine per la vita! Grazie Francesco! Lo consiglio vivamente a tutti! Buona fortuna Francesco e complimenti!

  4. (proprietario verificato)

    Sono davvero sorpresa positivamente dal contenuto di questo libro! Semplice nel raccontare aspetti della vita quotidiana che a volte possono risultare complicati … è stato bello potersi immedesimare nel protagonista! Davvero tanti complimenti a Francesco per il coraggio nel mettersi a nudo in questo racconto! Consigliatissimo 😉

  5. (proprietario verificato)

    Francesco ha avuto molto coraggio a condividere con noi la sua storia, penso che questo libro potrà essere molto utile per coloro che stanno attraversando un periodo non facile della loro vita, ma non solo, anche chi attualmente è insoddisfatto di quello che sta facendo può trovare il coraggio di prendere in mano la situazione e cercare di cambiare! Siamo i padroni delle nostre vite e ci sarà sempre un modo per migliorare se stessi! Grazie a Francesco e a questo libro molte persone potranno capirlo e stare finalmente molto meglio! Lo super consiglio!

  6. (proprietario verificato)

    Sono sinceramente colpito dal libro!
    Spesso ho avuto la sensazione che Molfese parlasse con Franci, con il se stesso adulto, ma anche con me. E’ un bel libro che rispecchia dubbi e ansie della vita che solo pochi fortunati possono permettersi di non avere. Ognuno con i suoi problemi in dettaglio, ma tutti con quell’omino nel cervello, appunto, che ti chiede cosa fai, cosa farai e soprattutto perchè.
    Bravo Fra, ottimo lavoro!

  7. marta.aliu10

    (proprietario verificato)

    Un di quelle letture rare, che ti portano a scavare dentro, a guardare il bambino che c’è in noi e che spesso ci dimentichiamo di ascoltare.
    Un libro piene di gemme grezze da portare sempre con noi e da levigare.
    Il dialogo con noi stessi è forse uno dei più importanti.
    Si dice sempre che per amare gli altri, per stare bene con chi ci sta attorno dobbiamo prima essere sereni con noi stessi e io non avrei saputo trasmettere questo messaggio meglio di Francesco.
    È un libro che ti coinvolge emotivamente, ho provato un misto di tenerezza nei momenti in cui emergeva tra le pagine il piccolo Franci.
    Un libro di amici con sé stessi.
    Un libro di un viaggio infinito verso la scoperta delle proprie emozioni e del contatto con il mondo.
    Un libro che mi ha insegnato tanto e che consiglio a chiunque si senta perso e lontano da sé stesso.
    Grazie di cuore per averci portato nei tuoi pensieri più segreti.🌸

  8. (proprietario verificato)

    Questo libro é un aiuto concreto per tutte quelle persone che amano il cambiamento e non si arrendono di fronte alle difficoltà. Francesco é un ragazzo come tutti noi, che cammina attraverso ciò che la vita ci mette davanti. Il grande valore aggiunto del libro é che ciascuna persona può rivedersi in Francesco e, come uno specchio, prendere spunto dalle sue avventure, difficoltà, pensieri ed emozioni per migliorare il proprio mondo.
    Libro assolutamente da non perdere!!😃

  9. (proprietario verificato)

    Leggendo il libro riesco ad immedesimarmi e cammino anche io lentamente verso Santiago, riesco a sentire la forza dei passi, la solitudine delle cene e il rumore dei pensieri.
    Non vedo l’ora di poter leggere il libro interamente. Francesco non poteva raccontare meglio questo viaggio, che accomuna un po’ tutti, in qualche modo.

  10. (proprietario verificato)

    Libro incredibile!
    Con la trasparenza che lo caratterizza Molfese ha scritto un libro molto empatico.
    Si entra in contatto con lo scrittore e se ne percepisce l’essenza.
    Chi leggendo queste cronache ci si rivede, può trovare l’ispirazione per rompere la barriera che gli si è creata intorno.
    Altri troveranno un punto di vista ancora più prezioso in quanto diverso da quanto da loro vissuto ed estremamente arricchente.
    Consigliato a tutti!

  11. (proprietario verificato)

    In un momento in cui molti si stanno perdendo, sentendosi tormentati, senza trovare risposte e vie di fuga dalla realtà,

    Un ragazzo

    Decide di mettersi in gioco, abbandonando ogni sorta di schema imposto dalla società per quello che si può definire
    il viaggio “ alla ricerca della felicità”

    Un libro nudo e crudo in cui l’autore condivide i suoi pensieri e stati d’animo durante questo travagliato e “forse” meraviglioso percorso.

    Consiglio vivamente di abbandonarsi alla lettura di questo libro e chissà che possa essere di aiuto a modificare la nostra percezione della realtà che ci circonda.

  12. (proprietario verificato)

    Conosco Francesco da poco ma leggendo le pagine mi sembra proprio di sentire la sua voce. Si intuisce che le esperienze raccontate sono proprio vissute in prima persona , sulla sua pelle, lasciando poi segni e cicatrici. Come quello che succede a tutti noi, ma che spesso non riusciamo a condividere con gli altri e ci teniamo dentro. Un libro in cui ti puoi ritrovare, riscoprire e magari ritrovare coraggio, nonostante le difficoltà della vita. Si sente che è un libro scritto con il cuore e con questo è da leggere. Bravo Francesco, continua cosi!

  13. (proprietario verificato)

    Penso che se questo libro arrivasse alla persona giusta potrebbe cambiargli la vita…
    Francesco ha descritto perfettamente le emozioni che provava e come si sentiva, emozioni che probabilmente tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo provato ma che in molti non hanno la capacità di esprimere o non le riconosciamo.
    Consigliato soprattutto in questo periodo buio ma da cui si possono coltivare grandi cose.. grazie ad una guida come questa 😉

  14. (proprietario verificato)

    Consiglio questo libro!
    Ho percepito a pieno i sentimenti e le emozioni che ha provato questo ragazzo in un periodo buio della sua vita e alla fine é riuscito a trovare una via di fuga… sono proprio curiosa di leggere come andrà a finire, se è riuscito a trovare se stesso oppure no.
    Auguro un grande in bocca al lupo a Francesco.

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Francesco Molfese
Mi chiamo Francesco, ho 29 anni e sono un amante dei libri. Fin quando ragazzino, immergevo letteralmente la testa in romanzi classici italiani e russi che raccontassero di storie coinvolgenti e appassionanti.
Amante delle biografie di personaggi a cui mi sono sempre ispirato, come Jovanotti e Tiziano Terzani, provo a comporne una dove unisco i puntini tra quello che ho letto negli ultimi 20 anni e tento di portarne una nuova versione al post-moderno con un granello di verità e un racconto che è esente da ogni filtro, con la speranza che colui che leggerà il romanzo si tolga la maschera sociale e la poggi sul comodino, almeno per tutta la lettura del libro.
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