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L’ormai superfluo

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Tutto è nato mentre sfogliavo un vecchio numero di un periodico. Stavo curiosando per vedere se mi era possibile mettere insieme una certa idea, quando vidi che una équipe di ricercatori aveva concluso che il primo maschio fosse apparso sulla Terra solo 84.000 anni dopo la prima femmina Homo Sapiens. La notizia fece da volano alla mia fantasia, per cui mi venne spontaneo formulare una ipotesi: chi potrebbe giurare che dal momento della nascita del nostro sistema solare non si siano sviluppati, nel corso dei millenni, più pianeti come la Terra?”

La Terra non è un pianeta per… Femmine, omosessuali, pacifisti, persone con valori quali etica, rispetto, morale, senso dello Stato, onore, dignità, integrità, altruismo; per gente aperta al mondo e che rispetta il prossimo.

Una e-mail del giornalista-scrittore Lore Medusa viene intercettata da una misteriosa organizzazione. Da qui scaturiscono una serie di incontri che rischiano di portare l’uomo alla pazzia o forse, come suggeriscono i suoi interlocutori, al successo.

Nella “Operazione Parallelife” in corso sul pianeta Tellus, si evidenziano le differenze fra questo e il suo gemello Terra. Tellus, mondo generato da una protostella identica a quella che ha dato origine al sistema solare finora conosciuto, abitato da esseri umani pressoché identici ai Terreni. Da sempre dominato però dal genere femminile; pianeta dove l’omosessualità non è altro che un modo di essere, come essere bruni o biondi; dove rispetto e morale sono concetti basilari, dove l’unica religione è credere in se stessi. I maschi di Tellus non furono colpiti da quel brutto cortocircuito neuronale subìto dai loro omologhi del pianeta Terra ai tempi in cui erano ancora dei primati. Fu in tale occasione che la forza fisica del maschio prese il sopravvento e fu quello l’inizio della fine della sacralità della Grande Madre e, successivamente, il debutto di una pletora di religioni imperanti ai quattro angoli del mondo. I maschi di Tellus sanno di essere destinati all’estinzione, prima o poi; diverranno superflui, non saranno più idonei allo scopo per cui erano venuti al mondo.

Un romanzo di confronto ipotetico fra la vita in questi due mondi. Un lavoro non per addetti ai lavori, bensì destinato alle persone comuni, senza pretendere di impartire lezioni, fatto nel tentativo di sensibilizzare la gente della porta accanto; destinato a tutti coloro che fanno parte del quotidiano; a persone giovani e meno giovani, etero e omo, di entrambi i sessi; a gente che si sia posta domande sulla religione, di cui qui vengono evidenziati alcuni esempi eclatanti di odio e violenza; a persone che magari tutto questo hanno pensato senza metterlo insieme, nero su bianco. Una sorta di instant-book che parla di alcuni problemi, piccoli e grandi, del momento ma non nati sul momento. Non una ricerca scientifica, ma una sorta di divertimento che prova, in modo semplice, a mettere in luce alcuni dei difetti di questi sciagurati Terreni.

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Vanni Labes
Sessantasette anni, pensionato. Da oltre un quarto di secolo vive col proprio sodale, alla luce del sole. Iscritto a Scienze Politiche, a suo tempo si laureò invece in Paternità (a 24 anni già due figli), quindi addio facoltà e giù a sgobbare fin quando alcuni infarti, alcuni cancri, alcuni interventi chirurgici lo hanno fatto desistere anzitempo. Ha lavorato in Italia e all'estero come Ispettore commerciale. Una volta in pensione, si occupa, con il ruolo di libero pensatore, di “massimi sistemi”, cioè nulla. Ha auto-pubblicato “L'uomo è una donna qualunque” - biografia di uno sfigato fortunato - e sta per dare alle stampe “L'ormai superfluo"– Non è un pianeta per...- Come un ipotetico pianeta gemello vede la Terra".
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