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L'ultima cospirazione

L'ultima cospirazione
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Consegna prevista Novembre 2021
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“Adam Mckinley, l’attuale Presidente degli Stati Uniti, l’uomo che amo di più al mondo, è un serial killer”.
Nessuno crederebbe a queste parole, se non fossero state pronunciate dalla sua stessa moglie, poco prima della sua scomparsa.

Soltanto tre persone ne sono a conoscenza, tre persone all’apparenza comuni alle quali ha affidato la sua confessione. Non sanno spiegare perché siano state scelte. La loro unica certezza è che da quel giorno la loro vita non sarà più la stessa.

In possesso solo di pochi indizi, decidono di indagare su alcuni delitti irrisolti, da tempo dimenticati dalle cronache.
La loro ricerca li porterà ad imbattersi in una catena di eventi folli e inspiegabili, nella quale i colpevoli non si distinguono dalle vittime, e ogni nuovo tassello non fa che allontanare dalle risposte.

Presto si ritroveranno in un mondo che non riconosceranno, nel quale anche le cose più familiari nascondono pericoli. E a quel punto sarà troppo tardi per fuggire.

Perché ho scritto questo libro?

Per il piacere di raccontare la vita di tre persone comuni messe alla prova in situazioni più grandi di loro, oltre che per il desiderio di intrigare e appassionare il lettore con mistero e suspense.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prologo

Settembre 2022

L’uomo si guardò intorno disorientato. Stava guidando da ore senza sapere dove stesse andando. O forse erano trascorsi solo pochi minuti. In quel momento faticava a ricordarlo. Osservò l’interno dell’auto e realizzò di non averla mai vista prima.

Guardò l’orologio sul cruscotto. Sua moglie non lo avrebbe perdonato per essere uscito nel cuore della notte, senza avvertirla. Con una mano allentò il nodo della cravatta. La temperatura nell’abitacolo era soffocante. Si accorse di avere l’aria calda regolata alla massima potenza, e di solito non la sopportava. La spense con rabbia, cercando di controllare il senso crescente di panico. La confusione e lo smarrimento erano sensazioni ormai familiari, ma non si erano mai manifestate con tanta violenza. Cercò di individuare un punto di riferimento nell’ambiente circostante. In quel momento ricordò che non si spostava mai senza autista, e che non guidava personalmente da anni. Tutti i particolari della sua vita stavano riaffiorando uno alla volta, come al risveglio da un lungo sonno.

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La cosa peggiore di quella situazione era l’impatto che avrebbe avuto sulla sua reputazione. Si era perso, come un ubriaco uscito da una discoteca. Doveva tornare a casa subito e trovare un alibi perfetto per l’episodio, o avrebbe dovuto subire attacchi dalla stampa per mesi.

Sentì la gola bruciare dalla sete e la nausea crescere. Svoltò a destra e a sinistra a caso, senza capire perché lo facesse. Aveva ancora metà serbatoio a disposizione. Tra i pensieri sconnessi affiorò una consapevolezza che lo fece rabbrividire. Stava di nuovo per accadere il peggio. Riconobbe la sensazione, così come l’incapacità di reprimerla. Nelle ore che lo attendevano, ogni tentativo di pensare in modo lucido e razionale sarebbe stato inutile. Il suo corpo avrebbe agito senza controllo, come se stesse eseguendo degli ordini prestabiliti. Non poteva fare altro che attendere, e sforzarsi di restare aggrappato il più a lungo possibile alla parte della sua mente che poteva controllare. Quei momenti di attesa erano lunghi e strazianti. Lo portavano a provare disgusto e vergogna per sé stesso, fino al limite del sopportabile. Conosceva un solo modo per far cessare tutto. Lasciarsi andare.

Ad un tratto vide una piccola figura accovacciata su un marciapiede. Il resto della strada era deserto. Fermò l’auto. Era una ragazzina, seduta con le ginocchia raccolte al petto. Piangeva.

Abbassò il finestrino e lei si alzò in piedi.

«Buonasera…» balbettò.

«Buonasera.» rispose l’uomo. Fu un sollievo per lui udire la propria voce inalterata.

«Che ci fai tutta sola di notte in mezzo al niente? Dove sono i tuoi genitori?»

La ragazzina non rispose. Lo stava fissando con uno sguardo sospettoso. L’uomo si chiese per la prima volta se il suo aspetto fosse quantomeno accettabile.

«Ok, ok…» riprese. «È una domanda stupida. Se tu lo sapessi non te ne staresti lì. Come ti chiami?»

«Ashley.»

«Sai, è la prima volta che mi capita di aiutare qualcuno che si è perso. Comunque non sono un idiota, davvero. Sali, ti riporto a casa.»

Ashley scandì un «grazie», stavolta con voce ferma, e salì dal lato del passeggero. Le luci interne dell’auto si accesero e l’uomo poté guardarla bene. Aveva almeno tredici anni, capelli biondi, occhi azzurri e una insolita accozzaglia di vestiti di tutti i colori. Quando l’aveva vista sul marciapiede gli era sembrata più piccola. Le allucinazioni erano già cominciate.

«Sai chi sono io? Mi hai riconosciuto?» chiese l’uomo.

Lei lo guardò meglio per qualche istante.

«Mi dispiace, no. Lei è una persona importante? Un attore?»

«Una specie.» rispose lui sorridendo. «Qualche volta sono costretto a recitare anche io dei ruoli e non sempre mi piacciono.»

«Allora perché lo fa?»

«Perché sono necessari. Non voglio annoiarti, sei troppo giovane per interessarti al mio mondo. Voglio proprio vedere la faccia dei tuoi genitori quando ci vedranno insieme. Scommettiamo un dollaro che tuo padre mi chiede l’autografo?»

«D’accordo, scommettiamo.» rispose divertita.

«Allora, sai dove ci troviamo?» le chiese lui.

«Credo di sì. Perché?» replicò sorpresa.

«Devo confessarti una cosa. Mi sono perso.» rispose l’uomo fingendo imbarazzo.

Lei sembrò divertita.

«E come ha fatto a perdersi?»

«Ero distratto.» rispose evasivo.

«Siamo stati fortunati ad incontrarci.» riprese la ragazzina. «Facciamo un patto: io la aiuto a capire dove siamo e in cambio lei mi aiuta a trovare i miei genitori.»

«Mi sembra un ottimo affare. Dunque?»

«Qui vicino c’è un paese che si chiama Crowflew. Ero lì con i miei genitori e poi non sono più riuscita a trovarli. Lei lo conosce?»

L’uomo realizzò di non aver mai sentito nominare quel luogo, e di non ricordare come ci fosse arrivato. Si guardò bene dal rivelarlo alla ragazzina, che in quel momento aveva un’aria molto più matura di lui. La guardò di sfuggita. Il suo aspetto stava già cambiando. Le allucinazioni agivano molto più in fretta delle prime volte. Era già diventata una ragazza adulta, bellissima e provocante.

«Mi dispiace, non mi dice niente. Se mi ci fai arrivare ti porto dalla polizia. Ti aiuteranno loro a trovare i tuoi genitori.»

«E lei cosa farà?»

«Mi farò indicare la strada di casa.»

«Come? E la nostra scommessa? Voglio presentarla ai miei genitori.»

«Lo so, ma devo fare una cosa urgente a casa. Ti prometto che domani ti verrò a trovare e conoscerò i tuoi genitori, va bene?»

«Oh, va bene.»

«Sai arrivare a Crowflew anche con questo buio?»

«Credo di sì, ma lei dovrà fare esattamente quello che le dico, o mi perderò anche io.»

Dovrà fare esattamente quello che le dico…

L’uomo sentì un brivido scorrergli lungo la schiena. Anche la voce della ragazzina era diventata sensuale. Il suo aspetto era ormai di una donna matura, attraente e provocante. Non riuscì a trattenere un sorriso compiaciuto ma riuscì a nasconderlo nel buio dell’auto.

«Per prima cosa vada dritto fino alla fine della strada.» disse la ragazzina.

L’uomo riaccese il motore e ripartì. Sentiva la presenza magnetica della donna seduta accanto a lui, e non poté fare a meno di guardarla di nuovo. La trasformazione era completa. Il suo corpo era perfetto. Il suo sguardo un invito esplicito. Si sforzò di concentrarsi sulla guida, ma il modo in cui lei si leccava le labbra lo faceva impazzire.

Giunsero alla fine della strada. Davanti a loro c’era un bivio.

«Ora giri a destra.» disse la ragazzina.

L’uomo sorrise e sterzò bruscamente a sinistra.

«Ma che sta facendo?» protestò lei. «Avevo detto a destra!»

L’uomo scoppiò a ridere. Fu una risata roca, innaturale, raccapricciante. La ragazzina si voltò a guardarlo e spalancò gli occhi per la sorpresa.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Fabio Caron
Sono nato ad Arona, una città sulle sponde del Lago Maggiore, nel 1992. Ho iniziato a scrivere alle scuole superiori, per istinto, perché sentivo che quello era il modo in cui potevo davvero esprimermi. Nel frattempo sono diventato un programmatore informatico. Le persone che incontro si stupiscono del fatto che un programmatore sia anche appassionato di scrittura. Io penso che tra le due cose ci sia uno stretto legame, ed è il piacere di creare qualcosa dal niente, renderlo tuo e donarlo agli altri. Da diverso tempo scrivo racconti e romanzi e li pubblico su Wattpad, una piattaforma che mi consente di avere un confronto diretto con le opinioni dei lettori. Adoro riempire i racconti con tutte le mie passioni, dalla spiritualità alla tecnologia ai videogiochi. In ogni racconto non posso fare a meno di nascondere qualcosa di me, è uno degli aspetti che più mi divertono.
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