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Il lume del rancore

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Consegna prevista novembre 2019

Alla fine degli anni ’90, nel mondo finanziario italiano sta salendo agli onori della cronaca un giovane e rampante dirigente bancario, Gianluigi Buriani.
Quando alcuni pericolosi fantasmi della sua giovinezza sembrano riemergere, rischiando di compromettere la sua brillante carriera proprio all’apice del successo, sarà costretto a inviare un suo collaboratore in una Genova inospitale e piovosa, per indagare su uno sconosciuto scomparso inopportunamente, tra loschi personaggi e locali malfamati dove delitti e perversioni si intrecciano fino a rivelare agli occhi dell’inedito detective la vera statura morale dei suoi stimati e potenti dirigenti.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro per vedere come sarebbe stato vedere la trasposizione nero su bianco di una di quelle storie, che noi tutti abbiamo più o meno nella nostra testa, e di cui pensiamo “però, ci sarebbe da farci un film… o un libro, magari” ma non sappiamo se saremo mai capaci di realizzarlo. Io ci ho provato, dopo aver frequentato alcuni corsi di scrittura e dopo aver letto parecchio. Quindi, curiosità. Ci ho provato. Alla mia veneranda età. Perché, dicono, “non è mai troppo tardi”.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Vittorio Rosso
Nasco a Gallarate, alle 8 di un lunedì mattina tra le sirene delle fabbriche in pieno boom economico. Una famiglia piccolo borghese, come si diceva una volta, che mi spronava a studiare prima di rendersi conto che forse non ero proprio tagliato per raggiungere lauree, toghe o scoperte scientifiche. Ho ottenuto il diploma di maturità classica, almeno quello, e poi l’opportunità del “posto fisso”, in banca. Tutta la mia vita ha avuto delle grandi colonne sonore, la musica ha sempre rappresentato un meraviglioso sostegno morale durante i momenti belli come in quelli brutti, pur non avendo avuto mai la possibilità e il talento per imparare a suonare uno strumento. Ci sono stati la musica Prog degli anni ’70 e i grandi cantautori italiani, tra tutti l’immortale De Andrè, al quale devo diverse citazioni e omaggi nel mio racconto, a cominciare dal titolo. Questo è il primo racconto che tento di vedere pubblicato.
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