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Mettitele rosa. Un amore hard-rock

Mettitele rosa. Un amore hard-rock
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Consegna prevista Aprile 2022

Il giovane avv. Gabriel Holtz incrocia, in un’auto, gli occhi di smeraldo di una donna. Riceve un telefonata del genitore che lo invita ad un party. È costretto ad andare, rinunciando ad un week-end di sesso, e inaspettatamente, incontra “occhi di smeraldo”, Adalie, figlia del Presidente High Court, ospite al party. La serata ha un risvolto imprevisto, la ragazza va in camera da lui. La mattina lei è ripartita. Passano settimane. Ha un’importante causa che l’oppone al figlio di un magnate dei diamanti, che ha ucciso un diciottenne perché ubriaco alla guida. Ha un offerta consistente per risolvere la causa, la rifiuta. Nel corso di una festa rivede Adalie, detta the virgin girl. Molti i colpi di scena. La relazione osteggiata con Adalie, di cui è follemente innamorato. Si scontrerà con il principe del foro Bloom. È deferito al Consiglio dell’Ordine, è aggredito nel suo studio, si trova coinvolto nel presunto omicidio del marito (gay?) della top model Liliana Burlando…

Perché ho scritto questo libro?

L’ho scritto per cimentarmi in una storia d’amore a luci rosse, che, a parte il lato erotico, contenesse problematiche che possono svilupparsi in una coppia dopo un ‘colpo di fulmine’. L’argomento collaterale trattato è quello di un giovane avvocato, integerrimo, che affronta le insidie derivate da chi è abituato, per posizione sociale, e ingente patrimonio a risolvere col denaro i comportamenti borderline. L’ho dedicato al rock di Bon Jovi che fa da colonna sonora all’intera vicenda

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il cuore conosce 

ragioni

che la ragione

non conosce

Proverbio

Guidavo distratto, il solito traffico di Londra, incanalato lungo il Tamigi, vagavo con lo sguardo dal finestrino che tenevo mezzo aperto, dall’altro lato mi si affianca una grossa vettura, un Suv elegante, butto l’occhio, bella macchina, uno degli ultimi modelli, una Lotus avevo visto passare la pubblicità in TV, colpito dal colore rosso scarlatto, al volante un autista in divisa, cazzo penso, una bomba d’auto, sotto al mio culo avevo una Cooper S in edizione limitata, la mia auto preferita, l’avevo voluta a tutti i costi,  (ho una Hyundai blu di spiccio, ed una Bentley di rappresentanza argento chiuse in garage), davvero speciale. I miei occhi seguono la Lotus ci muoviamo al rallentì nelle due opposte direzioni ed i miei occhi si trovano a fissare due pupille color smeraldo, battito di ciglia, una corona scura su quell’incredibile verde, mai vista una simile tonalità, ci fissiamo, ha un foulard che le copre i capelli, rimango letteralmente basito, e credo di aver spalancato la bocca, come un cretino di fronte a quegli occhi… sento strombazzare, proseguo, non posso fare a meno di sporgermi leggermente, leggo la targa 3X68 AJK, e devo andare avanti, clacsonano e pare si sia aperta la strada, schiaccio l’acceleratore supero il semaforo e svolto a destra, ho un appuntamento di lavoro nel mio Studio, mi occupo d’incidentistica, risarcimento danni, assicurazioni, siamo due soci,  Holtz&Harrolds, io sono Holtz Gabriel, l’altro Harrolds Mike che è il legale di un gruppo finanziario che ha diversi brand che vanno dalla produzione di autoricambi, ai tessuti, all’informatica con sede in Korea del Sud e filiale in Gran Bretagna, a Londra.

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Le mie origini sono austriache, mio nonno paterno era di Innsbruck, una lontana ascendenza con gli Asburgo. Mio padre Franz si era trasferito a Londra ventenne per studiare l’inglese e proseguire i suoi studi di architettura ed ingegneria civile a Oxford grazie ad una borsa di studio, poi aveva conosciuto mia madre Aurore de Froux, figlia di un proprietario terriero, francese, origini aristocratiche, con la doppia cittadinanza, con molti immobili, alberghi, si erano piaciuti e…. bla bla bla.  Unico figlio, i miei abitano nel Kent  precisamente a Canterbury, io invece me ne sto  a Londra nel palazzetto di famiglia dove ho casa e ufficio, area Holborn e Inns Court dominio appunto di avvocati e giornalisti nei pressi della Royal Courts of Justice e la Inns of Court (collegio di avvocati). E naturalmente mi occupo delle questioni legali legate alle proprietà di famiglia. Sto in un giro che conta di professionisti avvocati, architetti, ingegneri, proprietari di fondi, ed un paio di amici giornalisti che lavorano al Sun, iscritti ad un Club dal banale nome di “Highsociety” dove andiamo a giocare a tennis, squash, e la sera a bere e fumare, o a feste, molti sono in coppia, i più sono single tra maschi e femmine, e ci diamo da fare… con moderazione. Non frequento una ragazza in particolare, sono allergico alle unioni, non fanno per me,  scopo allegramente, i miei amici giornalisti Ralf e Conan (non il barbaro) hanno un’agenda fitta di nomi, ragazze che come noi amano divertirsi senza impegno, che puntano alla carriera e non vogliono pargoli da spupazzare e mariti o mogli rompicoglioni.

Mi sistemo la cravatta nell’ascensore, mi guardo nello specchio della cabina, m’infilo le mani nei capelli castani tendenti al biondo, ho una fascia più chiara,naturale, alcune cretinette al club: “Ti fai le mêches Gabriel, stai da Dio”,  me la sistemo, mi cade sugli occhi, non mi piacciono i capelli troppo corti, li porto alla Bon Jovi,  sempre secondo le cretine, al quale dicono che un po’ somiglio, io non trovo, ma le donne cercano sempre di affibbiarti una somiglianza con i loro idoli, anche se quel Bon Jovi al quale mi paragonano e di parecchi anni fa, ora viaggia quasi sulla sessantina, ed io ne ho ventotto. Sono molto più alto, magro, occhi molto scuri e non porto orecchini, né braccialetti, o collane, solo un anello con lo stemma degli Holtz, un lupo, apparteneva a mio nonno Konrad, ed è il mio luckycharm (portafortuna).

Mi accoglie la segretaria, Alexandra, carina, brunetta, piccolina, molto efficiente, ha begli occhi screziati di verde.

“È già di là, gli ho offerto un caffè. Mike ha chiamato, era a Cambridge, non rientrava, è reperibile sul cellulare.”

Mike è molto diverso da me, è fidanzato da 10 anni, lei, Melody Kingston, è di origine nobile, baronessa o roba del genere, in carne alla Bridget Jones, ricca e con il pallino del vintage, sono simili… noiosini… genere casalinga… insieme sono perfetti, come io e lui un binomio perfetto per il nostro studio legale H&H.

Sir James Hotskins appena entro…

“Holtz la sto aspettando da un quarto d’ora… i miei affari…”

“Un traffico assurdo stamattina, lungo il Tamigi, sono in auto da un’ora…”

Ci immergiamo immediatamente nelle carte. Hotskins è un grosso cliente, ha una azienda di autotrasporti che consegnano in tutta l’Inghilterra ed all’estero e naturalmente gli incidenti e le coperture assicurative sono una costante, possiede tra l’altro due navi traghetto che caricano container e vanno e vengono dalla Manica, per cui dazi, dogana…

Mi distraggo, mi passa l’immagine di quegli occhi smeraldini e delle lunghe ciglia scure… ed il balzo al cuore… per quello sguardo che si è agganciato per un attimo al mio… ammaliante… “la voglio rivedere” già… la voce secca di  Hotskins mi riporta al presente…

Sto per andarmene, stanco, una giornata tra carte, computer, con solo un toast a pranzo, “Gabriel a telefono, suo padre” faccio segno ad Alexandra di andarsene, ci vediamo lunedì.

“Dimmi?” ed il mio tono è scocciato, papà vorrà certamente qualcosa e la mia paura e che il mio week-end vada a farsi fottere… sono 15 giorni che non passo da loro.

“Buona sera papà, come stai papà, e la mamma…” il tono esacerbato e secco di mio padre…

“… scusami… sono stanco… una giornata impegnativa…”

“Mettiti in macchina, stasera una cena alla quale devi presenziare, qui, e… niente scuse…” e riattacca.

Sbuffo e risbuffo, lo sapevo, lo sapevo!! Dò una manata alle carte che volano a terra, ririsbuffando mi calo e le raccolgo. 

Infilo la giacca debbo salire sopra, nel mio appartamento, ho bisogno di una doccia leva stanchezza… cazzo… debbo chiamare Lise, eravamo d’accordo per un fine settimana di sesso e nulla più… Ha tette da sballo che mi piace un mondo succhiare… grosse, morbide… ed una bocca che quando la riempio con il mio superman mi fa veder… le stelle del firmamento.

Mi schiaffo sotto la doccia, ho acceso il mio hi-fi con le hit dei Maroon 5, Maps, Memories, e mi rilasso con l’acqua che mi scorre sulle spalle. 

Fare sesso mi piace molto, qualche volta con Ralf e Conan ci siamo lanciati in un paio di situazioni promiscue, fra di noi, è stato molto molto arrapante, io comunque preferisco a due, sono possessivo, e non amo condividere, ma le tipe erano solo per l’occasione, mai più viste. Un’esperienza che, come dice Ralf, un alfaman deve provare, e… rifabile… una tantum, … il mio pisello era esausto, ci siamo ritirati alle cinque di mattina ed ho dormito fino a mezzogiorno, mi ha svegliato il licking sulla faccia di Bobby il mio bulldog blù francese nano, affamato. Regalo di mia madre. “Ti fa compagnia” 

Per mia fortuna ho il mio house-keeper, Andy, un thailandese, gay fino alla punta dei capelli che porta pieni di gel, smilzo, ordinatissimo, mi leva la salute facendo scomparire le cose che lascio in giro nonostante lo avvisi che se le metto lì è perché devo tenerle sottomano… che si occupa anche di Bobby, e mi stira le camicie in modo perfetto, gli ho dato un piccolo appartamento a piano terra, era per la guardiania, quando nell’edificio c’era il portiere, ora ci sono i citofoni con la telecamera.

Arrivo a Canterbury che è buio.

La mia bella mamma esce e corre ad abbracciarmi. Somiglio a lei per i colori ed i capelli ribelli, lei li ha lunghi sulle spalle. Gli occhi scuri li ho presi da papà, fisico massiccio, alto, tipo teutonico, capelli grigi, folti, baffi. Entriamo. Mio padre mi viene incontro è in gonnellino… cena di rappresentanza, mi fa cenno “Vatti a cambiare” devo mettermi in gonna, salgo in quella che era la mia camera da adolescente, rimasta identica. Arredamento molto british, legno e pietra viva, tappeti, caminetti, quadri, piante e fiori, mano materna, librerie. Mamma mi segue significa che deve darmi… direttive di comportamento.

Sul mio letto, c’è la mise.

“Gabriel…”

“Hai ragione mamma, ma ho avuto un casino di lavoro, udienze in Tribunale, la causa dei Wittaker, sono riuscito ad ottenere che acquisissero agli atti la testimonianza del tassista, significa che otterremo l’incriminazione di quel pazzo che ha investito la ragazzina senza prestargli soccorso… che non sarebbe morta…

“Gabriel abbiamo a cena il Presidente della Supreme Court of U.K, Lord  Jordan Krueger-Fergussons, di lontana origine austriaca come tuo padre, pare che le loro famiglie, nonni e bisnonni si conoscessero, serata informale, il personaggio è un soggetto molto austero, viene con la figlia, è vedovo, e ci sono altri amici di tuo padre li conosci i  Gordons, i Chapman, i Dunn, gli Ashton, con le rispettive consorti, e la serata è dedicata a Sir Walter Scott, sai che tuo padre è un suo fervente ammiratore, ecco il perché del tartan e del kilt, per cui mi raccomando sii molto, molto compito”

“Mamma sono così stanco che spero di non addormentarmi… visto i commensali…” e le schiaccio l’occhio facendola ridere.

Ha un rapporto speciale con sua madre, una donna moderna, che ama il ballo, la musica, la lettura, allegra, il suo spirito francese, si occupa di design d’interni ed è lei che ha gestito gli arredamenti dei loro boutique-resort gestiti da personale altamente qualificato che fa capo a suo padre.

Suo padre, un uomo tutto d’un pezzo, serio, ma non troppo, ha visto come balla con sua madre stringendola, di nascosto, quando ancora viveva in famiglia, li ha scorti baciarsi, appassionatamente e le mani di suo padre che sollevavano la gonna di sua madre, frugandoci sotto. Era scappato il cuore in gola ed un acuto senso di vergogna per quel momento d’intimità che gli aveva stretto la gola… un figlio non pensa mai ai genitori come un uomo ed una donna…

“Mi raccomando Gabriel, c’è la figlia di Krueger, la ragazza non è molto che è venuta a vivere qui, stava in un collegio molto prestigioso di Francoforte, ha studiato musica, suona il pianoforte, e la chitarra classica, ha compiuto studi di tedesco laureandosi con una tesi su Walter Benjamin”… ed ora il Conservatorio, un ulteriore degree, e Gabriel pensa “mi addormenterò di sicuro…” e con rammarico alla seratina by sex alla quale ha dovuto rinunciare. Serata all’insegna della pallosità, gli unici giovani sarebbero stati lui e la ragazza, certamente una secchiona, gli altri dell’età dei suoi, con figli non presenti perché due prestavano il servizio militare nella Royal Navy, gli altri accasati. 

Mezz’ora dopo, in gonnellina, scende nel salone per gli aperitivi, si avvicina al tavolo, ci sono gli uomini, il padre si gira “Gabriel!” si sorridono e lui gli fa cenno, prende per il braccio un uomo alto, quasi quanto lui, che è molto alto, “Sir Jordan mio figlio…” si danno la mano, l’uomo stempiato, sopraccigli folti, occhi chiari tra il grigio e l’azzurro, bocca carnosa, baffuto, aria truce che si rischiara quando sorride “Hai un bel figlio Franz”, si accostano gli altri si salutano e si servono degli aperitivi, le donne insieme alla madre li aspettano a tavola.

Mi soffermo insieme a papà con Sir Krueger che a dispetto del suo aspetto molto austero è un uomo spiritoso, parliamo di legge ovviamente, però lui stoppa il discorso e piglia a discorrere di letteratura e di Scott, di quanto gli piaccia il romanzo storico e soprattutto la figura di Ivanhoe e fa dei simpatici paragoni con l’attore che poi l’ha interpretato al cinema, Roger Moore, ed il fatto che sia scozzese ed accenna ai nostri gonnellini facendoci scoppiare a ridere “M’intriga molto il fatto che le donne desiderino sollevarli per sapere se sotto portiamo… le mutande”.

I domestici ci avvisano di passare nell’altro salone che è pronto e le signore ci aspettano.

Resto sorpreso le signore sono in costume dell’epoca, mamma è bellissima, e papà la raggiunge la prende per la vita baciandola e dà il segnale e tutti ci accomodiamo, con un cenno ed un sorriso mi saluto con le consorti dei nostri ospiti, la sedia di fronte alla mia è vuota, “Gabriel, mi avvisa mia madre, ora la tua dirimpettaia arriva, è la figlia di Lord Jordan…” interviene Krueger “È arrivata, mi scuso, ma aveva una lezione ed ha fatto tardi”

I domestici cominciano a portare a tavola.

Sono infervorato in una discussione con Jeremy Dunn, avvocato matrimonialista, o per meglio dire divorzista, sugli affidi dei figli, dei problemi psicologici… una voce molto molto  melodiosa che si scusa… mi distolgo e di fronte a me con la coda dell’occhio… si sta accomodando una donna, mi giro e rimango senza fiato…  mi tende la mano, mi alzo di scatto, la prendo e le sfioro le dita, lei mi guarda… “Occhi di smeraldo” è lei, lei lo sguardo incrociato nella Lotus, borbotto qualcosa, il cuore mi è balzato nel petto, lei toglie di scatto la mano “Adalie, Adalie Krueger-Fergussons”, “Gabriel, Gabriel Holtz” e restiamo come due cretini a guardarci, poi lei abbassa lo sguardo con un leggero sorriso e scuote la testa gettando una ciocca di capelli dietro le spalle. Arrivano i camerieri con le portate, mio padre si alza e chiede un brindisi per Sir Jordan e la sua carica, fresco di nomina, solleviamo i bicchieri, ed io di sguincio dò un altro sguardo… ha un profilo molto delicato, ed i capelli lunghissimi, le arrivano oltre la vita, nell’auto aveva un foulard, hanno il colore della buccia dei kaki maturi, tenuti fermi da una coroncina in stile con l’abito antico, in velluto, verde oliva, fermato sotto il seno, deve avere delle tette strepitose, ne noto la curva, ha la pelle chiara luminosa… brindiamo… ci sediamo… ci guardiamo…

“Ho la sensazione di averla già vista” mi dice sommessa con la sua voce melodiosa, io deglutisco, i suoi occhi orlati dalle fitte ciglia scure brillano, non rispondo sono perso in quel verde, ammaliato, mi riscuoto…“Ha ragione, l’altro giorno, ci siamo incrociati, sul Tamigi, il traffico…” il visino le s’imporpora leggermente, “Gli occhi intensi di quel giovane” che si sono incrociati con i suoi, e le avevano dato un tuffo al cuore.

Sorride di nuovo e non risponde, fa girare la forchetta nel piatto, l’antipasto, con delicatezza infila il boccone tra le labbra, ed io ho un sussulto sotto il basso ventre, abbasso la testa nel piatto e mi preparo il boccone, e mi dò dell’imbecille… diavolo… che mi succede… Incrocio gli occhi di mia madre, conosco quello sguardo, “Comportati bene” dicono, li distoglie, il suo dirimpettaio, Henry Chapman le chiede qualcosa…

Siamo ritornati nell’altro salone, gli uomini possono fumare, i domestici servono caffè, whisky scozzese, dolcetti, e chiacchiere, difatti c’è brusio, ho appena spento la mia Stuyvesant, cerco con lo sguardo Adalie, non è vicino al padre, ma sta guardando assorta fuori il finestrone, ci sono le luci accese sul grande giardino alla giapponese, voluto da mia madre, giochi d’acqua e piante e fiori molto singolari… mi accosto…

“Adalie…” lei si gira 

“Gabriel…” e sentire il mio nome pronunciato in tono sommesso, sensuale, ed i suoi occhi… quegli occhi…

“È pensierosa, si annoia?”

Scuote la testa

“Ammiravo il giardino… meraviglioso…”

“Mia madre, l’ha fortemente voluto, l’aveva apprezzato nel corso di un suo viaggio in Giappone con papà” e mi esce quasi inconsapevole “I suoi occhi sono meravigliosi” e la faccio arrossire, ha un sorrisino imbarazzato, “Anche lei ha begli occhi, scuri, mi piacciono” e lo sguardo ardente che mi lancia mi scombussola, l’impellente voglia di pigliarla tra le braccia e ficcarle la lingua in quella bocca e mangiarmela facendole mancare il respiro.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Lady Ghost
LADY GHOST, nickname, nata e vissuta a Milano si è trasferita per amore di Napoli città dove risiede e scrive soprattutto vicende legate all'occulto, di cui ha pubblicato molti testi, uno recentissimo, di cui è la maggiore esperta italiana. Scrive dall'età di 16 anni, ha dato recentemente alle stampe il primo episodio di una saga che ha per protagonista un granduca inglese MYLORD. È una nota giornalista e scrittrice, i suoi protagonisti, quasi sempre inglesi. In un’altra vita… (secondo quanto rivelatole da un sensitivo) è stata un’aristocratica vissuta in terra d’Albione. Ed anche qui Gabriel il protagonista di “Mettiteli rosa” la sua erotic novel vive e lavora a Londra pur avendo origine.. austriache.
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