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Nelle sue ossa

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Durante un restauro, nella cantina di una villa sul lago vengono trovate ossa umane. Sono lì da almeno quarant’anni e nessuno ha idea di chi possano essere. La giornalista Benedetta Allegri si imbatte nella vicenda e spera che possa essere l’occasione per rilanciare la sua carriera precaria. Aiutata dall’affascinante commissario Giuliani, scopre che le ossa sono di Giulia Ferrari, una studentessa scomparsa nel 1978 che nessuno ha mai veramente cercato. La procura ha fretta di archiviare il caso e cerca di far ricadere la colpa su quello che all’epoca era il fidanzato della ragazza.

Benedetta, però, intuisce che la sua tranquilla cittadina di provincia nasconde molti segreti ed è pronta a tutto pur di giungere alla verità e ottenere giustizia per Giulia.

C A P I T O L O 1

L’aria fresca delle prime sere d’autunno èuna carezza sul viso. Le foglie rosse e gialle, come un tappeto, attutiscono i passi, mentre cammino spedita sul lungolago di Pallanza. I cigni osservano altezzosi i passanti e la luce gioca con la superficie dell’acqua, creando sfumature di fuoco e di azzurro. Tutto sembra al suo posto.

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Il momento perfetto, però, finisce subito dopo la curva che preferisco, a picco sul lago, dove le onde si infrangono sugli scogli e sembra quasi di essere al mare.Due camion dei vigili del fuoco e le volanti della polizia, con i lampeggianti accesi, sono parcheggiati di fronte all’ingresso di Villa Camelia.Il primo istinto è di girarmi e tornare indietro.Ho sempre voluto diventare una giornalista, sognando una vita ricca di colpi di scena e di avventura, come nei romanzigialli che ho iniziato a divorare fin dalle scuole medie, svegliandomi poi di notte a causa degli incubi.Oggi ho trentacinque anni e un lavoro precario da collaboratrice esterna in un giornale locale online. Vengo pagata “a pezzo”, come si dice in gergo,e leggere il saldo del mio conto corrente mi ricorda la sensazione che si prova quando in alta montagna, per sbaglio, l’occhio cade sul precipizio a lato del sentiero.Tuttavia, sono e resto una cronista di nera. Così, anche se gran parte delle mie illusioni è sparita con il passare del tempo, decido di andare a vedere cosa è successo, ripromettendomi di cavarmela in pochi minuti. Sicuramente non è nulla di grave. Qui sul lago non succede mai niente.Villa Camelia è un palazzo dell’Ottocento o forse addirittura di un’epoca precedente, chiuso da anni. Spesso, durante le mie passeggiate, mi fermo a sbirciare tra le sbarre di ferro della recinzione, ormai invasa da rampicanti e rami ribelli del giardino che non viene curato e amato da troppi anni.Qualche volta mi immagino lì, seduta a leggere sulla panchina di pietra sotto al salice piangente, o a camminare per le ampie stanze dai finestroni oggi sbarrati e chiusi in malo modo con assi di legno quasi marce.Avvicinandomi, aumenta la curiosità di scoprire cosa abbia spinto quegli uomini in divisa a violare le porte chiuse e a calpestare con gli scarponi pesanti i pavimenti che conservano ancora le tracce di un passato di ricchezza, ma anche poesia e romanticismo. Chi si è costruito una villa così non poteva non essere un amante della letteratura e della bellezza. Ne sono sempre stata convinta.Con indifferenza e cercando di non farmi notare dagli uomini al lavoro, scatto qualche foto e giro un video di pochi secondi. Invio tutto tramite WhatsApp a Silvia, la caporedattrice del giornale online, con uno stringato “non so ancora niente” per prevenire la tempesta di domande che, inevitabilmente, si scatena in casi come questo.Riconosco subito Luca, una delle mie fonti tra i vigili del fuoco. Mi avvicino con un sorriso.Uno sguardo minaccioso del caposquadra che compare alle sue spalle raggela entrambi. Luca mi fa un cenno di saluto con la mano e torna verso il camion. Noto che non è il solo a evitarmi. Anche altri colleghi con i quali di solito scambio qualche battutasi tengono a distanza da me.Quando arriva il furgone delle pompe funebri Cordiali, capisco perché tanta freddezza. C’è un morto.Si fa buio e l’aria è fredda e umida. I vigili del fuoco salgono sugli enormi mezzi rossi e se ne vanno. Resta la polizia. Non vedo altri giornalisti. Per il momento la notizia è solo mia.Già, ma cosa scrivere?Il tempo passa. Mi sta venendo freddo. Mando un messaggio su WhatsApp a Luca, sperando che in privato sia più propenso a darmi informazioni, ma non ricevo risposta.Dalla redazione mi chiedono di inviare poche righe, giusto per pubblicare la foto e raccontare che è successo qualcosa a Villa Camelia. I tempi dell’informazione, all’epoca dei social, sono sempre più serrati. Ora non dobbiamo più stare attenti solo a battere sul tempo i colleghi, ma anche qualsiasi passante che con il suo smartphone può scattare una foto e “postarla”.Passa almeno un quarto d’ora. Provo a chiamare il questore, che mi risponde che non può dire nulla. Un uomo in tuta da lavoro esce dal cancello,accompagnato da due poliziotti, e si allontana.Poco dopo, probabilmente grazie alla notizia che Silvia nel frattempo ha pubblicato, arriva la collaboratrice del quotidiano locale, Il Maggiore, che abbiamo ribattezzato Sua Maestà per il suo fare da eternaprima della classe. Appare infastidita. Non nego che la cosa mi renda felice. Deve essersi presa una bella strigliata dall’Isterico, il caporedattore con il quale ho avuto la fortunadi collaborare quando ero ancora giovane e indifesa e che mi aveva quasifatta finire dallo psicanalista. Sua Maestà inizia a fare domande come “Ma si sa chi è?” ai poliziotti che piantonano l’ingresso −che nemmeno sono entrati e che sicuramente non parlano con i giornalisti davanti ai loro superiori −con il risultato di innervosire tutti e rischiando di farci pure mandare via.Dopo altri minuti interminabili, escono dalla villa il capo della squadra mobile, il commissario Stefano Giuliani, i suoi uomini e, per ultimi, gli agenti della scientifica che chiudono l’ingresso con nastri di plastica rossa e bianca, come quella dei cantieri. Niente strisce gialle alla CSI. Attaccano alla porta un foglio che indica che la villa è sottoposta a sequestro dalla procura della Repubblica.Giuliani fa capire con un cenno che è a nostra disposizione. Bello, alto, palestrato, la mascella decisa, i capelli castani rasati e gli occhi scuri. Meglio concentrarsi sul lavoro.«Gli operai che stavano lavorando per risolvere un problema di allagamento nel seminterrato dell’edificio, di proprietà di una famiglia milanese che nella villa non viene mai, hanno trovato dei resti. Inizialmente hanno pensato fossero ossa di animali, ma quando hanno tolto il fango per controllare meglio hanno capito che forse si trattava di uno scheletro umano. Si sono fermati e ci hanno chiamati.»«Avete un’idea di chi possa essere?» chiedo sovrastando volutamente la voce cinguettante di Sua Maestà, senza alcun rispetto per la sua nobiltà.«Al momento non posso dire nulla a riguardo. Speriamo di ricavare dalle ossa elementi utili per identificare i resti. Il medico legale ha effettuato un primo sopralluogo e domani farà un esame più approfondito in obitorio. Per ora non sappiamo altro.»Giuliani si volta e si allontana verso la Punto grigia che lo aspetta con il motore e i fari accesi. Sua Maestà lo insegue sperando di carpire qualche altro dettaglio che so già non arriverà.Io resto ferma, immobile, a fissare la villa che si staglia davanti al lago.La luna si riflette sull’acqua. Il giardino a quest’ora èinquietante. Per un istante, che non dura nemmeno una frazione di secondo, mi sembra di scorgere qualcuno che si muove tra gli alberi.Deve essere solo suggestione, perché subito dopo non vedo più nulla. Mi chiedo quale segreto sia nascosto –e chissà da quanto tempo −fra quelle mura. Nessuno però mi risponde dalle finestre sbarrate e dalla vegetazione incolta, pronta a inghiottire ospiti indesiderati.Alle mie spalle avverto la presenza dell’Hotel Paradiso, un tempo albergo di lusso, semi distrutto da unincendio di una ventina di anni fa e ora abbandonato. I ruderi invasi dalle piante e dall’edera sono illuminati dalla luna, che filtra dalle finestre dei muri rimasti in piedi.Il silenzio viene rotto dalla vibrazione del mio cellulare. Sarà l’ennesimo messaggio della redazione che vuole sapere se ho altre notizie. No. Peggio. Mi sono dimenticata che sarei dovuta uscire a cena con Andre, che mi sta chiedendo dove sono. Per fortuna faccio ancora in tempo.

2021-06-01

Evento

Villadossola, Teatro La Fabbrica Nel programma de "la Fabbrica di Carta" presentazione del libro "Nelle sue ossa" di Maria Elisa Gualandris. Modera Lara Fasoletti. Ingresso libero con prenotazione al link: http://fabbricadicarta.it/prenotazioni/prenota.php?prenota=17
2021-03-26

Vco Azzurra Tv

Servizio di Vco Azzurra Tv nel tg delle 19,30 dedicato a "Nelle sue ossa" https://www.facebook.com/VCOAzzurraTV/videos/3681265031971903
2021-03-18

La Prealpina

"Un giallo lacustre è l'esordio di Gualandris" articolo del quotidiano "La Prealpina" firmato da Ambretta Sampietro
2021-03-13

Radio Sound Bari

La mia intervista a Radio Sound Bari all'interno della rubrica "L'angolo dell'artista" a cura di Manuela Antonacci https://fb.watch/4eJHJ0wLrv/
10 luglio 2020

Vco Azzurra Tv

01 luglio 2020

Aggiornamento

Articolo su Eco Risveglio del Verbano
11 giugno 2020

Evento

Pagina Facebook, "Il Sogno di Giulietta"
Presentazione del romanzo Nelle sue ossa di Maria Elisa Gualandris con la partecipazione di Chiara Mostini, campaign strategist di bookabook. Modera Lara Fasoletti della libreria La Pagina di Villadossola (Vb). Organizza l'associazione culturale Il Sogno di Giulietta.
29 maggio 2020

Aggiornamento

"Un esordio con i fiocchi per Maria Elisa Gualandris"

Commenti

  1. Moreno Tizian B B

    Libro molto coinvolgente, una volta iniziato è difficile riuscire ad interrompere la lettura, la scrittrice ha davvero svolto un lavoro sopraffino. Davvero consigliato

  2. (proprietario verificato)

    Libro che si legge in un lampo, semplicemente perché la scrittura è scorrevole e mai noiosa. Viaggiando tra le pagine del libro non ci si trova solamente nelle ossa di Giulia, ma anche in quelle di Benedetta, di Viola e di tutti gli altri personaggi, che nel loro piccolo sono utili alla risoluzione del caso, e che non sono per niente banali (le sciure di paese poi tornano sempre utili 😉). Non è solo un giallo che punta alla risoluzione del caso, ma anche un racconto molto attuale di tutti i problemi che ci sono nel mondo del lavoro. I riferimenti alle varie problematiche proprie del territorio hanno solo arricchito il tutto. E poi c’è il lago sempre presente! Davvero un ottimo inizio per l’autrice!

  3. (proprietario verificato)

    Davvero un bel libro! Scritto molto bene, non scontato e molto scorrevole. Più lo leggi e più ti viene voglia di sapere come andrà a finire! Infatti l’ho terminato in pochissimi giorni! È stato bellissimo leggere un libro ambientato nei luoghi in cui sono nata e cresciuta. Interessanti anche i riferimenti storici citati ed il tema della precarietà del lavoro trattato. Spero tanto che l’autrice prosegua nella scrittura e resto in attesa del prossimo giallo!! Consigliatissimo!

  4. (proprietario verificato)

    L ‘originalità di questo avvincente giallo, in cui l Autrice ci tiene man mano sempre più incollato alle pagine,sta nel sapersi sapientemente giostrare tra il presente ,irto di difficoltà per la protagonista e un passato lontano un aspro contesto per le tensioni socio politiche di quel tempo ,che so autentiche per averle vissute. Il tutto si svolge nell aulica cornice naturale del lago Maggiore che l Autrice sa sempre sapientemente descrivere come scenario agli eventi che via via nella suggestiva narrazione prendono forma. Quindi lettura più che consigliata, non solo agli appassionati di gialli.

  5. (proprietario verificato)

    Molto ben scritto e avvincente, con la giusta dose di suspence che ti ti accompagna fino alla fine .
    Il tutto reso ancor più piacevole dalla descrizione dei luoghi in cui sono nata e cresciuta.
    Ne consiglio assolutamente la lettura e mi complimento con l Autrice con la speranza di poter leggere presto una sua seconda opera .

  6. (proprietario verificato)

    Ho letto il libro tutto di un fiato. Questo mi succede quando non vedo l’ora di scoprire cosa avviene nel capitolo successivo. I luoghi sono a me conosciuti ed ho potuto ben inquadrare dove si svolge il misterioso ritrovamento, ma credo che siano descritti in modo tale che qualunque lettore li possa immaginare, anche se non fosse mai stato sul lago. La storia scorre sulle pagine e si rimane in attesa del colpo di scena, della risoluzione improvvisa del mistero. I personaggi “minori” sono ben tratteggiati, la trama è credibile, coinvolgente. Un libro che consiglio a chi ama il genere ma anche a chi ama semplicemente leggere.

  7. (proprietario verificato)

    I miei più vivi complimenti, un romanzo accattivante, ben costruito, per niente scontato e che lascia un senso di riscatto nel finale molto forte, cosa che non guasta mai.
    Un bel romanzo che ti coinvolge fino al finale e ha uno spaccato della realtà odierna. Lo vedrei bene come l’inizio di altre avventure per Benedetta Allegri.
    Super consigliato.

  8. Barbara Persio

    (proprietario verificato)

    Bellissimo libro da leggere tutto d un fiato. Scritto molto bene, mai pesante o scontato. Bellissima la descrizione dei luoghi, mi hanno fatto sentire lì e Villa Camelia mi ha fatto pensare a Villa Giulia, al suo bel parco e alla meravigliosa vista del lago.
    Grazie alla scrittrice x la citazione riguardo i frontalieri, che mi tocca da vicino. Consigliatissimo

  9. (proprietario verificato)

    Un romanzo molto bello, ottima scrittura, molto coinvolgente lo si legge con piacere. Belli anche i personaggi. assolutamente da consigliare

  10. (proprietario verificato)

    Un giallo avvincente che mi ha tenuta incollata al libro e che ho cercato di finire il prima possibile per “scoprire” chi fosse l’assassino. Lo consiglio perchè sono stata letteralmente assorbita da questo libro, scritto bene e con una trama molto ben studiata.

  11. (proprietario verificato)

    Un libro che ti coinvolge e ti prende. L’ho letto tutto di un fiato per arrivare a scoprire chi sia l’assassino di Giulia . Il personaggio di Benedetta è una fotografia del Precariato Lavorativo odierno in Italia e della realtà giornalistica attuale. Ambientato ai giorni d’oggi ma con interessanti salti nel passato . Lo consiglio.

  12. Sin dalle prime righe, il ritmo è coinvolgente. La sfilata dei personaggi è ben calibrata, instilla nel lettore la curiosità che invita a procedere nelle pagine, a farsi domande e a sperare di trovare più avanti le risposte. E poi mi piace moltissimo l’atmosfera, così autentica e ben rappresentata. Non vedo l’ora di leggere tutto il romanzo per sapere che cosa succederà.

  13. (proprietario verificato)

    Già dalle prime pagine entri in sintonia con il personaggio principale: Benedetta. Per nulla scontata, per nulla noiosa. Determinata a risolvere il caso in cui da giornalista si è imbattuta. Una storia che è contemporanea, anche se ambientata – a tratti – nel passato. Tutti i protagonisti sono descritti in modo tale che ti sembra di essere al loro fianco. Un romanzo che leggi d’un fiato perché ti appassiona e ti spinge a voler capire quale sarà la “svolta”. Consiglio senza ombra di dubbio.

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Maria Elisa Gualandris
laureata in Filosofia all’Università Cattolica di Milano, vive sul Lago Maggiore ed è una giornalista professionista. Scrive di cronaca nera e giudiziaria per diversi media locali. Ogni mattina conduce il programma “Giornale e Caffè” su Rvl La Radio. Nel 2016 ha creato il blog I libri di Meg per condividere la sua passione per la lettura. È stata finalista al concorso “GialloStresa” nel 2013 con il racconto Pesach, pubblicato nell’antologia Giallolago (Eclissi). Nelle sue ossa è il suo primo romanzo.
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