Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Non lo aveva nemmeno salutato

58%
85 copie
all´obiettivo
82
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Settembre 2021
Bozze disponibili

La signora Marta, un anonimo fumettista, Claudia l’eterna ragazza, Anna e la sua campagna, una bimba qualunque sono gli abitanti di questo libro, con le loro semplici storie. I racconti di “Non lo aveva nemmeno salutato” prendono spunto da situazioni reali, verosimili o autobiografiche per dare voce ai quei mondi interiori che non sempre abbiamo il coraggio o la forza di affrontare. Le immagini evocate dai sogni o dai desideri dei personaggi sono in tale forte contraddizione con le costrizioni della quotidianità che l’equilibrio spesso viene a mancare e i pensieri sconfinano nel mondo ideale, facendo percepire ai protagonisti la possibilità oltre al visibile. Vite normali, vite come la nostra, vite di menti acute che non accettano di farsi annichilire come un qualsiasi nessuno sotto la pressione di un mondo fatto troppo spesso di individui e non di persone.

Perché ho scritto questo libro?

Da sempre sono affascinata dal potere delle parole. Da tempo percepivo immagini concrete diventare visioni evanescenti che mi affluivano al cervello sotto forma di parole. Da tanto mio marito spingeva affinché dessi vita ai miei pensieri attraverso l’uso attento della lingua. Quindi ho capito che era arrivato il momento di dare voce alle sensazioni e ai tormenti interiori affidandoli ai pensieri di personaggi che parlassero per me attraverso le loro precise personalità.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Da dove si poteva cominciare? C’era così tanto di cui avrei potuto parlare…. Ma non sapevo proprio cosa avrei potuto dire, quale argomento tirare in ballo questa volta. Ero spiazzato dalla situazione, che sembrava non volermi lasciare scampo. Ero stato messo alle strette altre volte in precedenza e me l’ero sempre cavata riuscendo in qualche modo a deviare il discorso per portarlo su un terreno in cui lo avrei controllato meglio, in cui avrei avuto la possibilità di muovermi con maggiore sicurezza e senza il rischio di fare passi falsi o di cadere in quei tranelli che avrebbero portato a dover discutere del cuore del problema.

Continua a leggere

Continua a leggere

Da quando stavo con lei avevamo discusso non so quante volte, ormai, anche se poi il desiderio di una convivenza serena e il sentimento sincero alla base del nostro rapporto ci avevano sempre portati a trovare un compromesso o a chiederci scusa. Forse però non avevamo mai risolto del tutto i nostri problemi e i diverbi non erano mai stati appianati completamente… e questo ci aveva portati al punto in cui ci trovavamo in quel momento. Ultimamente mi ero sentito messo allo scoperto in diversi momenti e sapevo che avevo bluffato buttando lì frasi che la facevano sentire confortata e la distoglievano dal motivo della lite.

Stavolta però mi sentivo così tanto privo di scappatoie che avevo capito che non potevo sperare di cavarmela come al solito. Mi sarebbe toccato. Presi tempo cercando di farmi ripetere la domanda, nascondendomi dietro alla mia classica frase “non ho capito”, così da guadagnare una manciata di secondi per provare ad elaborare il mio solito piano B. Lei fece ovviamente la faccia scocciata che voleva dire “perché mi devi sempre prendere in giro fingendo di non capire domande che sono più che chiare!”, ma riformulò la domanda, accompagnandola con uno sbuffo e un’occhiataccia.

Decisi che avrei potuto provare a barare ancora una volta e ribattei un “non mi sembra che sia così…”, evidentemente poco convincente perché lei sembrò spazientirsi. Ok, non funzionava. Potevo provare ad espormi un po’, non troppo ovviamente, come era nel mio stile, ma dovevo buttarmi. Farfugliai qualcosa. Poi mi azzardai ad aggiungere un “come mai dici questo” del quale sperai di non dovermi pentire.

2020-12-07

Aggiornamento

Buongiorno (futuri) lettori! Grazie per la fiducia che mi avete dimostrato con i vostri pre-ordini... e per la pazienza di attendere tanti mesi per avere il libro! Voglio condividere con voi una buona notizia: sono state superate le 60 copie pre-ordinate (siamo a quota 70 circa) e quindi il libro verrà editato, stampato e inviato a voi che mi avete sostenuta! Cosa significa? Che per il momento solo voi potrete avere le copie perché stampa non significa pubblicazione. Per arrivare a quella servono le famose 200 copie... e allora vi chiedo un altro grande supporto: il passaparola! Se credete nel mio progetto (come immagino sia, visti i vostri pre-ordini), aiutatemi a spargere la voce per raccogliere nuove adesioni! Mancano 93 giorni, ma io sono già in ansia e allora tampino anche voi! Grazie ancora di cuore, have a nice day :)

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    L’autrice riesce a descrivere situazioni e luoghi in maniera così dettagliata da far vivere al lettore le situazioni descritte nelle pagine. La scrittura è fluida e molto avvincente; le pagine si divorano con la curiosità di scoprire cosa segue ed allo stesso tempo si vorrebbe rallentare per godere appieno della scrittura.

  2. (proprietario verificato)

    L’autrice riesce a descrivere situazioni e luoghi in maniera così dettagliate da far vivere al lettore le situazioni descritte nelle pagine. La scrittura è fluida e molto avvincente; le pagine si divorano con la curiosità di scoprire cosa segue ed allo stesso tempo si gode dei momenti descritti.

  3. (proprietario verificato)

    La brillante capacità descrittiva dell’autrice ci proietta in un’opera letteraria in cui i personaggi sembrano usciti da un quadro di Hopper.
    Infatti, quello che colpisce, nel leggere questi racconti, è l’abilità dell’autrice di dare voce al “silenzio”. In questa narrazione il “silenzio” ci parla, si descrive, si impone e si presenta come il vero protagonista di tutte le storie.
    In un’epoca caotica ed urlante come la nostra, immergersi nell’atmosfera ovattata di questi racconti è un toccasana per la mente e per lo spirito.

  4. Immergersi in questi racconti è un po’ come viaggiare nello spazio e nelle emozioni stando comodamente seduti nella poltrona di casa.
    La narrativa è fluida e accogliente e sa dipingere immagini molto vivide, facendoci partecipare al delicato quadro delle storie dei protagonisti.
    Un esordio che sa di vero e di buono!

  5. Dina Piccinini

    (proprietario verificato)

    Questi racconti portano il lettore in un luogo semplice, di riflessione, rilassante, senza malinconia. Una carezza dal passato! Non vedo l’ora di leggere di più dall’autrice.

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Daniela Giacomazzi
Sono nata all'inizio degli anni '80, quando il mondo guardava già, bramoso, al promettente Duemila ma portava ancora evidenti i segni del tempo passato. Questo passato è ancora molto presente nel paesello della bassa padana dove sono nata e vissuta, dove la parola "casa" ha il sapore della terra su cui hanno sudato i miei nonni, dove le nebbie e l'afa si mischiano dando vita a immagini oniriche e visioni lontane che svaniscono sotto il peso della quotidiana follia. Da questa terra ho cercato di fuggire, ma essa mi ha richiamato a sé potente e mi sono arresa: i sogni di gloria del liceo e le idee utopiche di giovane universitaria si sono tramutate nella più normale delle esistenze, con un marito e un figlio che mi fanno sentire la persona più speciale del mondo. E con buona pace di questi miei sogni, ho imparato ad amare la mia terra, di cui ora voglio regalare immaginifiche evocazioni.
Daniela Giacomazzi on FacebookDaniela Giacomazzi on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie