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Note stonate di un carillon nella notte

Note stonate di un carillon nella notte
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Consegna prevista Aprile 2022
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Tutto inizia nella notte del 16 luglio 2019, quando, in una cantina buia e polverosa, si sentono le note stonate di un vecchio carillon.
Tutto inizia nella notte del 16 luglio 2019, quando il commissario Martelli viene buttato giù dal letto a seguito del ritrovamento di un cadavere orrendamente mutilato.
Tutto inizia nella notte del 16 luglio 2019, quando il commissario Martelli dovrà lanciarsi in una folle corsa contro il tempo per salvare tre adolescenti spariti in circostanze misteriose.

Ma forse tutto è iniziato qualche anno prima, quando la vita del commissario Martelli è cambiata per sempre.
L’unica certezza di questa storia è che nessuno è più al sicuro.
Se senti le note di un carillon, scappa come se avessi il diavolo alla calcagna, sperando che non sia troppo tardi anche per te.

Perché ho scritto questo libro?

Ci sono tanti motivi per cui ho scritto questa storia. Forse perchè da tempo mi frullava in testa il commissario Martelli o forse perchè volevo mettermi alla prova.
Ma non giriamoci intorno: questa storia mi ha salvato dalla solitudine e dalla malinconia del secondo lockdown, permettendomi di uscire, di tornare nei luoghi che amo e di immergermi di nuovo in una parvenza di vita normale.
Spero che questa storia possa aiutare te come ha aiutato me, quando ne avevo bisogno.

ANTEPRIMA NON EDITATA

PROLOGO

I cavallini del carillon sembravano danzare sulle note del valzer delle candele, che si spandevano in ogni angolo della cantina, buia e polverosa in cui si trovava.

Era un vecchio aggeggio appartenuto a sua nonna ed ogni volta che lo sentiva suonare quella musica – stanca e sicuramente ormai un po’ stonata – lo tranquillizzava.

Gli permetteva di fare al meglio il proprio lavoro.

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Accarezzò con delicatezza le lettere A e G incise sul bordo, lasciandosi trasportare dalla nostalgia del tempo che fu: sua nonna glielo aveva regalato quando i suoi genitori erano morti ed aveva voluto quell’incisione specifica, spiegandogli che ciò sarebbe servito a non dimenticarsi mai chi fosse, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Si avvicinò al tavolo degli attrezzi, fischiettando la sua musica adorata.

Mentre stava aprendo la borsa da lavoro, avvertì un mugolio di sottofondo.

Adorava quel rumore: era il suono della paura.

Significava che il suo lavoro, stava per iniziare.

Si voltò verso la fonte del suono.

Un ragazzino di circa 13/14 anni era seduto su una sedia di legno: i polsi e le caviglie legate ai braccioli ed alle zampe anteriori.

Saltando qua e là, per la stanza, quasi danzando in preda a una selvaggia eccitazione, l’uomo si avvicinò al ragazzino.

«Su su su. Non ti preoccupare più» e scoppiò in una fragorosa risata.

«Uno, due e tre» una nuova risata «il vecchio Pigio giocherà con te.»

«Ccccc… ccccchi sei?» biascicò il giovane.

«Sono il vecchio Pigio ed ora giocheremo insieme.»

Una fragorosa risata.

Il luccichio di un filo.

Il freddo sulla pelle.

E poi il buio. Nero ed infinito.

Capitolo 1 – L’inizio dell’incubo

L’estate del 2019 fu probabilmente una delle estati più calde conosciute a Perugia, seconda solo a quella del 2003.

La città sonnecchiava placida nel calore notturno, cercando invano un po’ di refrigerio, cullata dalla luce bianca della luna.

Non una macchina. Non un motorino. Non una voce.

Un silenzio irreale aveva avvolto il cielo e la terra, come in un sudario.

Qua e là solo il ronzio dei motori dei condizionatori e l’ininterrotto frinire di qualche grillo, ricordava ancora la presenza della vita.

Intorno alle 02.10 del 16 luglio si sentì uno squillo di telefono.

Era il cellulare del commissario Martelli.

Il commissario si girò e rigirò nel letto, pensando si trattasse di un sogno.

Ma la suoneria continuava, imperterrita e senza pietà, a squillare: la luce bianca e fredda del display del telefono, poggiato sul comodino, illuminò la fotografia del volto di una donna.

Con uno sforzo quasi sovraumano Martelli aprì gli occhi, si girò, sollevandosi su un gomito e, afferrato il telefono, rispose svogliatamente «pronto.»

«Commissario buonasera. Sono l’ispettore Pagliacci, la disturbo?»

«Pagliacci… no stavo solo dormendo… certo che mi disturbi, che diavolo è successo?» sbottò rimproverandolo.

«Commissario è successa una tragedia: c’è il morto!»

Il povero Pagliacci era particolarmente agitato.

«Okay» ogni traccia di sonno era sparita dalla voce e dalla mente del commissario «spiegami tutto mentre mi preparo. Ti passo in viva voce» e così facendo si sedette sul letto.

«Siamo stati chiamati in zona Monte la Guardia. Ci hanno segnalato il ritrovamento di un cadavere.»

«Chi siete?» domandò Martelli.

«Siamo io e Marchesi» rispose Pagliacci.

«Avete transennato la zona e chiamato la scientifica?» chiese il commissario, passandosi stancamente una mano sulla fronte.

«Sì, sì commissario abbiamo fatto tutto. Abbiamo anche fatto venire giù un paio di volanti, per essere sicuri di tenere lontani i curiosi. Ma…» l’ispettore non riuscì a concludere la frase, con voce rotta.

Sentire la voce di Pagliacci così tesa e preoccupata, impensierì non poco Martelli.

Quando, ad inizio del 2015, l’ispettore Pagliacci appena ventisettenne venne assegnato al Commissariato “Libertà”, la prima reazione di Martelli non fu particolarmente entusiasta.

Ritrovarsi tra i piedi l’ennesimo novellino, fresco di concorso e per giunta fidanzato con un’avvocatessa, rappresentava per Martelli un vero e proprio incubo.

Non poteva non ricordare la prima volta che lo vide: avrebbe dovuto prendere servizio ad inizio aprile. Ma, verso metà marzo Martelli notò un ragazzotto, non tanto alto e con un fisico abbastanza atletico, che andava girando per il suo commissariato: tirato a lucido nel vestito buono della domenica, non sembrava qualcuno intenzionato a fargli perdere tempo con qualche inutile querela nè, tantomeno, aveva la spocchia di un avvocato.

Gli occhi, vivaci ed intelligenti, cercavano di carpire ogni dettaglio del luogo in cui si trovava e facevano trasparire la stessa emozione di un bimbo davanti al parco gioco più grande del mondo.

Incuriosito da quella strana figura, Martelli aveva comandato a Di Carmine di condurlo nel proprio ufficio.

Avevano parlato lungamente quel giorno. Da allora, Martelli aveva assegnato a Pagliacci ogni tipo di compito: turni notturni, doppi turni, strada. Gli aveva fatto fare tutto quello che gli altri non volevano. E Pagliacci non si era mai tirato indietro.

In poco tempo, quell’uomo, da bambino davanti al luna park si era trasformato nel più abile dei giostrai, diventando il più straordinario collaboratore che Martelli avesse mai avuto, dimostrandosi affidabile, leale, pragmatico al punto giusto, con una freddezza che raramente si incontra, con quel guizzo che lo avrebbe reso un grande poliziotto. Ed aveva dimostrato tutte le sue doti e capacità in occasione di quella storiaccia accaduta un paio di anni prima.

Ma accanto alla stima professionale, era cresciuta anche quella umana: il giovane, infatti, aveva perso il padre quando aveva poco più di dieci anni ed era cresciuto con una madre che cambiava compagni una volta all’anno. Trovarsi fianco a fianco di un uomo come Martelli – risoluto, determinato ed a tratti quasi arrogante nelle proprie idee e convinzioni – gli aveva riempito quel vuoto che si portava dentro da sempre. Il loro legame era diventato così stretto che per Pagliacci fu quasi naturale chiedere al Commissario di fargli da testimone in occasione del suo matrimonio.

«Pagliacci che succede?» chiese Martelli, quasi preoccupato.

«Hanno ammazzato un ragazzino» sussurrò con un filo di voce.

Quella frase colpì lo stomaco del commissario con la potenza di un maglio ed un brivido gli corse su per la sua schiena, nonostante il caldo torrido.

Martelli ne aveva viste tante. E, soprattutto, nei due anni di periodo di servizio a Roma ritrovare cadaveri era quasi all’ordine del giorno.

Ma i bambini ed i ragazzini… beh i fatti che riguardavano i bambini su di lui avevano un effetto particolarmente pesante.

«Commissario… è ancora in linea?» si informò, preoccupato, Pagliacci.

«Sì, sì ci sono» rispose, passato lo stordimento iniziale «Pagliacci ascoltami bene: transenna tutto, impedisci a chiunque di avvicinarsi e, per la miseria, se vedo un giornalista a meno di tre metri dalla scena, ti friggo il culo!» esclamò Martelli.

«Non si preoccupi, commissario, ci tengo al mio culo» scherzò il giovane ispettore.

«Ah una cosa: il PM di turno chi è? Lo hai chiamato?»

«Siamo praticamente arrivati ora, giusto il tempo di transennare, sistemare e chiamarla. Il PM di turno è la dottoressa De Martini»

«La chiamo io mentre arrivo. Mandami un messaggio con la posizione, che in venti minuti sono lì. E fammi una cortesia…»

«Mi dica commissario»

«Chiamami Rispoli e quei due svitati di Tomarelli e Di Carmine. Voglio tutta la squadra pronta ed operativa. Fra venti minuti sarò là!»

Il commissario interruppe la conversazione senza aspettare la risposta di Pagliacci e, dopo essersi stiracchiato, si sedette sul bordo del letto con le piante dei piedi appoggiate sul pavimento: “oh fa così caldo che bollono anche le mattonelle” scherzò mentalmente.

Si voltò verso il volto di donna incorniciato sul comodino che, dietro a grandi e vivaci occhi cesi, sorrideva felice con le labbra color rugiada. Prese delicatamente la foto con ambedue le mani. Un sorriso sognante si formò sul volto dell’uomo.

«Adesso io vado, ci vediamo più tardi» sussurrò, sfiorando delicatamente con l’indice le labbra della donna.

Si avvicinò al mobile dove aveva lasciato preparati un paio di jeans ed una camicia.

Passò velocemente in bagno, per darsi una sciacquata al viso, provando a rendersi presentabile e a svegliarsi un po’.

Si guardò allo specchio: gli occhi, grigi e stanchi, si soffermarono sul percorso di un paio di rughe di espressione che solcavano le sue guance, sfumando nella fitta barba sale e pepe, che incorniciava il volto dalle tempie fino al mento. I capelli erano ormai un ricordo lontano.

“Non ho più l’età per queste cose. Mi mancano 15 anni per andare in pensione e devo ancora sopportare tutto questo” meditò tra sé e sé: nonostante avesse mantenuto un aspetto giovanile, grazie ai suoi 180 centimetri spalmati su un fisico asciutto ed ancora tonico, aveva già contato 48 primavere e la stanchezza cominciava a farsi sentire; “soprattutto non ho più voglia di essere svegliato alle 2.00 di notte per andare a raccogliere morti. Non è così che dovrebbe svegliarsi un uomo di mezza età” rifletté amaro.

Si asciugò il viso e lanciò, alla bell’e meglio, l’asciugamano sul bordo del lavandino. “Ci penserà la donna delle pulizie, almeno si guadagna lo stipendio” rimuginò tra sé e sé.

Attraversò rapidamente il piccolo soggiorno della casa, senza accendere la luce, cercando di raggiungere la porta prima possibile.

Uscì di casa e scese a due a due gli scalini della scala condominiale, fino a raggiungere il parcheggio.

Arrivato alla macchina, armeggiò nella tasca dei pantaloni per estrarre due cose fondamentali, sempre, e, in particolare, a quell’ora e dopo una telefonata del genere.

Le chiavi della macchina.

Il drum per rollarsi una sigaretta.

Per Martelli, la ritualità della preparazione della sigaretta, soprattutto la prima della giornata, era importante quanto, se non più, dell’atto di fumare.

Si fabbricò la sigaretta – le dita agili ed allenate ormai si muovevano da sole – e, come di consueto, si prese un secondo per controllare la fattura della sua opera, complimentandosi con se stesso per il talento che aveva raggiunto.

“Anche il vizio può essere un’arte” pensò, parafrasando il grande maestro Camilleri.

Accese la sigaretta, dando una grande tirata e assaporando appieno il piacere del primo fumo della giornata.

Martelli adorava il sapore del fumo: l’aroma e quel gusto acre che dalla bocca si irraggiano al naso ed ai polmoni, per raggiungere ogni capillare ed ogni millimetro del corpo; la sensazione di rilassamento che ne seguiva… beh per lui era qualcosa di irrinunciabile.

«Assistente chiama Dottoressa De Martini»

«Hai detto cerca cocktail bar per albini?» rispose gioviale la voce femminile del cellulare.

«Chiama Dottoressa De Martini» ripeté, abbastanza seccato, provando a scandire meglio le parole.

«Hai detto cerca borotalco per bambini» chiese la voce femminile, mantenendo la sua giovialità.

«Fanculo Assistente, faccio da solo» sbottò Martelli «mannaggia a me che compro ‘sti aggeggi e non li sò usare.»

Aprì la rubrica e, sgranando gli occhi cercando di mettere a fuoco tra i vari caratteri, cominciò a scorrere tra i contatti, fino a trovare il numero della dottoressa De Martini.

La De Martini era una giovane PM – non bella ma decisamente piacente, con un bel visino ed un fondoschiena da urlo – sulla trentacinquina, da poco trasferita a Perugia.

“Oh, ma possibile che quando succede qualcosa di strano, siamo sempre io e lei?” si domandò, ricordandosi di quando si erano conosciuti quell’inverno di due anni fa, nel corso di quella che si rivelò essere l’indagine che avrebbe cambiato la vita del commissario.

Martelli già si era trovato alle prese con indagini strane o particolarmente difficili.

Ma per lei, che veniva da una piccola Procura per i Minorenni, era la prima volta che doveva gestire un caso di omicidio così assurdo.

Ciò nonostante, nel corso delle indagini Martelli aveva avuto modo di scoprire come, dietro quel bel faccino, si nascondesse un vero mastino, giungendo alla conclusione che mai avrebbe voluto trovarsela come avversario.

Il telefono squillò. Una volta, due, tre.

Mentre Martelli pensava a quante maledizioni stesse ricevendo, al quarto squillò sentì una voca abbastanza assonnata provenire dall’altro capo.

«Commissario, cosa succede?» biascicò, con la voce impastata, la Dottoressa De Martini.

«Dottoressa mi scusi per l’ora» rispose con il modo più amabile che poteva, «ma abbiamo un problema che richiede la sua attenzione»

«Mi dica commissario» sbadigliò.

«Mi ha chiamato Pagliacci, uno dei miei ispettori. Hanno trovato il cadavere di un ragazzino in zona Monte La Guardia»

«Okay, si sa qualcosa di preciso?» ogni traccia di sonno era svanita dalla voce della PM.

«Al momento l’ispettore Pagliacci ed il vice ispettore Marchesi hanno messo in sicurezza la scena del crimine. Ho avvisato tutta la mia squadra che a breve sarà lì. Io stesso in meno di venti minuti li avrò raggiunti.»

«Bene, vengo anche io, mi serve di sapere dove.»

«Se è d’accordo, le inoltro il messaggio con la posizione che mi hanno inviato.»

«Va bene, ci vediamo là. Datemi circa trenta minuti. Altro da aggiungere?»

«Dottoressa: L’ispettore Pagliacci è uno degli uomini più razionali e lucidi che conosca…»

«E quindi? So bene chi è. C’ero anche io l’altra volta, si ricorda?»

«Appunto. Parlando di due anni fa… beh, non lo sentivo così da allora.»

«Ok. Ho capito. Arrivo subito.»

«A fra poco.»

Martelli accese il motore della macchina e si lanciò nella notte alla velocità massima che la sua golf gli permetteva.

2021-09-13

Libri di cristallo blog

http://libridicristallo.blogspot.com/?m=0 Ringraziamo il blog "libri di cristallo" per il fantastico articolo.
2021-09-07

Aggiornamento

Alcuni estratti delle recensioni che hanno lasciato su facebook! Per vederle tutte clicca qua: https://www.facebook.com/pg/NoteStonate.FedericoMazzi/reviews/?ref=page_internal
2021-09-07

Aggiornamento

Il video integrale della presentazione tenuta al parco Chico Mendes di Perugia, con l'associazione Natura Urbana https://youtu.be/AJ7JVGk3fPs
2021-09-07

Perugiatoday

Parlano di Note stonate di un carillon nella notte: https://www.perugiatoday.it/attualita/libri-poliziesco-romanzo-perugia.html
2021-08-25

Aggiornamento

In poco più di 30 giorni, note stonate di un carillon nella notte raggiunge e supera l'obiettivo della campagna! Grazie a tutti gli amici che mi supportano e sopportano.
2021-08-25

Corriere dell’Umbria

Il Corriere dell'Umbria rilancia la mia presentazione
2021-08-27

Evento

Perugia - parco Chico Mendes Venerdì alle 18.30 all'ecomodulo del parco Chico Mendes presentazione del libro.
2021-08-07

Evento

Perugia - ex chiesa di Santa Maria della Misericordia Alcuni scatti della serata di ieri
2021-08-07

Evento

Perugia - chiostro di via Oberdan Nell'ambito del Perugia Art Festival, grazie agli amici della Confraternita del Sopramuro, sabato 7/8/21 alle h 19.30 presso il chiostro di via Oberdan, presenterò "Note stonate di un carillon nella notte" Vi aspetto
2021-08-05

Perugiatoday

Perlano di "Note stonate di un carillon nella notte" https://www.perugiatoday.it/attualita/libri-poliziesco-romanzo-perugia.html Grazie Perugia Today!
2021-07-27

Aggiornamento

"Note stonate di un carillon nella notte" raggiunge le 104 copie vendute in poco più di 7 giorni di campagna. Grazie a tutti i sostenitori e avanti tutta verso l'obiettivo delle 200 copie
2021-07-22

Aggiornamento

Il libro che non c'è supera i 60 preordini, in meno di 48 h! Grazie a tutti i sostenitori! Ed ora avanti tutta verso l'obiettivo dei 200 preordini

Commenti

  1. Pat Bia

    (proprietario verificato)

    Assolutamente una piacevole lettura e una gradita scoperta ,Mazzi un autore che non conoscevo ma che seguirò sicuramente

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Federico Mazzi
Nasce nel 1981, cresce, vede gente e fa cose. Proprio in questo momento è dietro di te, per verificare se hai comprato il suo primo libro (incredibile ti sei girato a controllare).
È soprannominato neurone perché “ce ne hai uno solo, nascosto dalle parti dell'alluce, ma quando parte ed inizia a funzionare diventa irrefrenabile”.
Tra i prossimi progetti: portare a termine il prequel di questo libro, portare a termine il sequel di questo libro. Nel mezzo, avviare la produzione di luccicanti pelapatate a pedale sia a pedale sia motorizzati e soprattutto vivere di rendita.
Quindi che aspetta: compra il libro ed aiutalo a realizzare i suoi fantastici progetti di vita.
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