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Occidente

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Roma, Cimitero monumentale del Verano. C’è il becchino, la gattara, la salma, il fioraio. C’è uno che pensa di reincarnarsi in Adamo (quello di Eva), c’è un gatto nero, un finto parroco, un immigrato clandestino che guida un carro funebre.

Storie minori di un Occidente che dopo l’undici settembre sembra essere passato all’opposizione del mondo.

L’Occidente espelle i diversi; e loro si mettono in viaggio: coloro che per mestiere, speranza o per sconfitta poi alla fine salgono su di un treno. Il bigliettaio, il malato in cerca di cure, l’impiegato saturo in ferie, il vecchio innamorato della gioventù.

Gente che vive la propria ottica individuale come parte della propria geografia ristretta e ogni tanto proprio malgrado si incrocia. Storie di famiglia, dal matrimonio al loculo; storie di soldi; desideri e ambizioni contenute e confessate a preti per caso.

In questo Occidente si incrociano morti e vivi, tutte le guerre, l’Olocausto, il Sessantotto, la quotidianità sull’orlo sempre sorridente del baratro. Tutti combattono da piccoli Gattopardi per i loro dieci anni di futuro da conquistare. L’eternità, però, quella finisce: con apocalittico umorismo.

26/05/2017
Un'ascoltatrice della trasmissione Sunday Blues di Radio Popolare ha indicato "Occidente" come il suo libro preferito del 2016! Ecco l'audio per chi se lo fosse perso:

Commenti

  1. itlcarboni

    (proprietario verificato)

    Trovare la propria storia al Verano. Occhi per vedere se stessi, l’Altro, il mondo e per darsela la possibilità di vivere.

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Tito Gandini
Sono nato a Roma ed emigrato a Parigi, Den Haag, Zurigo, poi rientrato a Milano dopo quindici anni. Rimango sospeso nell’europeismo storico e politico, tra le letterature delle mie quattro lingue e la cultura pittorica di mio padre.
Il pianoforte è il collante di tutto: lingue, letterature, pittura, astrazione.
Il lunario lo sbarco come posso in banca, tra processi e cifre. Aggrappato alla realtà, la racconto negli articoli giornalistici e nei romanzi.