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Oltre-luna: il vaso, il pugnale e la paura

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Era una famiglia normale, come quelle del mondo umano. Una regina madre che governava sulla luna e il mondo sottostante. Una regina senza re e che viveva con i suoi tre figli: l’uomo di luce, l’uomo di rosso e l’uomo di nero. Tutti e tre amavano moltissimo leggere libri. Ognuno di loro era attratto dagli incantesimi per cui era nato: l’uomo di Luce dalla magia del giorno, l’uomo di Rosso da quella del sole nascente e morente, l’uomo di Buio da quella oscura. Capita che l’uomo di Luce cede al fascino del buio. Da un vaso magico fa uscire gli spiriti benevoli che esaudiscono il suo desiderio: il sole scompare e tutto il paesaggio viene bagnato dai raggi lunari. Rimane una notte mite, consigliera e amica. Ristoratrice ma eterna che illumina il passo insicuro anche del viandante più stanco. Tuttavia, tra gli abitanti di quel mondo, la speranza che ritorni ancora la luce forte del sole è pur sempre vivida. Un giorno accade che la curiosità si presenta al cospetto dell’uomo di Luce. Chiude il vaso assieme a tutti gli spiriti. La notte diventa fredda, inospitale e la stessa luna perde di intensità. L’uomo di Luce rimane intrappolato nel suo stesso palazzo vicino al vaso in compagnia di un sonno cosciente. Passa il tempo e ogni cosa va in rovina: case, città e la stessa dimora del Signore di Luce. Tutto questo è il reame di Oltre-Luna.
Oltre-Luna è diviso in due zone di influenza: il mondo sottostante (popolato da persone vive ma anche di anime di morti. Ricco di foreste e insediamenti umani) e una luna vera e propria – detta anche il mondo sovrastante – dove il palazzo reale è circondato da crateri pieni di libri e magie. Alcuni di essi sono l’habitat naturale di spiriti buoni o malvagi. Di spiriti nati con la curiosità nel sangue e che, con un semplice gesto, possono cambiare ogni cosa sia nel bene che nel male. Pandora né è l’emblema assoluto. E’ l’arroganza ma anche il pentimento che sfocia nella devozione più assoluta verso chi ha subito le nefaste conseguenze dei suoi atti.
La casa danese è un edificio mastodontico: il grande colonnato, il tetto spiovente sopra la porta di ingresso e, in cima, la torre orologio dove le lancette – immobili – si rifiutano di segnare il tempo. Nessuno può accedervi tranne una ragazzina che ha deciso finalmente di affrontare le sue ansie.
Per Tina (il cui secondo nome è Pandora) non è vita facile. Divisa tra compiti e battibecchi in famiglia, un giorno scappa di casa dopo che i genitori decidono di separarsi. “Separazione” è una parola che non riesce a dire ed è una delle tante paure fatte finire dentro una casa immaginaria, stile architettura danese. Rimasta da sola nei pressi di un pozzo fatato, viene presa di forza da un demone dagli occhi gialli e gettata nel reame di Oltre-Luna. Lì incontra sua nonna, morta da tempo, che le spiega di essere stata la prescelta per aprire un vaso magico che si trova sulla luna di quel posto di modo da far uscire fuori gli spiriti della notte eterna. Ma prima, in compagnia del demone dagli occhi gialli dovrà affrontare i timori, le ansie che vivono nella Casa Danese.
C’è un demone che non abita in nessun luogo fisico ma sta riposto nella mente di Tina. Indossa una maschera di porcellana che copre il viso fatto di ombra e un paio di occhi gialli che vedono anche nel buio più opprimente. Il giorno in cui Tina scappa di casa, egli getta la maschera e l’aspetta nei pressi di un mulino abbandonato. E’ la prima volta che i due si guardano in faccia. Tina sta affrontando le sue stesse paure.
Il reame di Oltre-Luna è davvero vasto: c’è spazio anche per un giardino fatto di coltelli e stiletti davvero affilati in mezzo al quale – alta e orgogliosa – si innalza una statua che custodisce il pugnale più potente di tutti tanto magico quanto letale.
Anche per Giulio non è vita facile. Lui vorrebbe essere come un certo super-eroe in calzamaglia dalle orecchie a pipistrello per affrontare i bulli della scuola. Odia la matematica ma se l’è fatta piacere a forza con la speranza di avere approvazione da parte di un padre severo. Quando scopre che Tina è scomparsa, con l’aiuto di Astarow (l’emissario della bellezza) riesce a trovare un passaggio per Oltre-Luna. Giulio, secondo la profezia, deve liberare dalla prigionia L’Uomo di Luce. Ma prima deve recuperare il pugnale magico.
Una volta assieme, Tina e Giulio dovranno portare a compimento le missioni. Ma qualcuno ha manovrato questa “profezia” a proprio vantaggio: una madre e due figli che, millenni prima, hanno litigato con l’Uomo di Luce. Ma la tentazione del potere oscuro può essere sepolta ma non dimenticata. Questo, qualcuno lo sa e, alla fine, tradirà.
Un viaggio tra luoghi ricchi di colore e divertimento ma anche di posti dove l’oscurità è sinonimo di decisioni, di dolore e di sangue. Perché si può rimanere bambini e, allo stesso tempo, crescere e affrontare i drammi e le responsabilità a cui ci prepara la vita.

Perché ho scritto questo libro?

Qualunque storia che ti tiene incollato alle pagine, ti fa vivere, immaginare regalandoti energia e voglia di vivere, sorridere. Questo è il motivo per cui, prima di ogni cosa, mi sono avvicinato alla lettura e che mi ha spinto a credere in Tina (uno dei personaggi principali di “Oltre- Luna”.

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Gianluca Napolano
Ho sempre amato le storie fantasy. Vivo qui, a Sanremo, da trent'anni e l'entroterra della Liguria è stato sempre, per me, una fonte continua di ispirazione fantasy e non. Qui riporto le precedenti pubblicazioni: Hotel Angst: Ghost Story pubblicata sulla rivista Short Stories Edizioni Scudo; Mondo Cinico: racconto umoristico pubblicato sula rivista Progetto Babele; Sognando la California: racconto fantasy pubblicato sulla rivista Short Stories Ed.Scudo; Servire il proprio paese: Ghost Story pubblicato sulla rivista Short Stories Ed.Scudo.
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