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Il pianeta degli arcobaleni

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Diciotto anni vissuti sul pianeta Terra scavando buche, rincorrendo uccellini e cagnoline al parco, condividendo con Martin e Serena innumerevoli coccole pelose. Questa è stata la vita di Alioth: dai primi tempi insieme a mamma pelosa e a nonnobuono alla rinascita con Serena e Martin, alias Mami e Papi. Quando Alioth si ammala, Martin, che non riesce ad accettare la condizione dell’amico a quattro zampe, crea una macchina del tempo che li porterà a vivere incredibili avventure stellari e a inventare un nuovo finale per la vita di Alioth.

1. VIBRAZIONI

«Mio Dio, cos’ha?» dice Mami.

Il busto si alza di scatto, si siede sul letto, guarda la sveglia: le tre di notte.

Il suo incubo, io. Mi guarda fisso, porta le mani giunte sotto il naso. Strattona Papi per svegliarlo.

Urla: «Martin, guarda, svegliati!».

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Ho diciotto anni, sono vecchio, perché sono un cane. Non pensavo potessi finire così: una massa di peli elettrizzati con denti serrati e zampe che scalciano a pagaia in una sequenza fuori controllo. Ho il muso teso verso l’alto, cerco disperatamente l’aria.

Il letto vibra, è un tremolio insolito, come se le lenzuola si fossero animate.

Le sento avvinghiarsi addosso e non riesco a liberarmi.Li ho svegliati.

Ancora assonnati, poggiati allo schienale, si girano, si guardano confusi.

Papi cerca di capire che succede mentre scalcio ancora nel letto, aggrovigliato come non mai.

Quasi sveglio dice a Serena: «Non si è mai mosso così. Non è cosciente, hai visto?».

«Certo che ho visto, tu invece sei cosciente?»

«Smettila! Cos’ha? Cosa dobbiamo fare? Scusa, ho fatto un sogno strano, non ci sto capendo nulla.»

Papi si alza in preda all’ansia, non si orienta un granché.«Dov’è il telefono? Chiamo il veterinario? Dammi il numero!»

«Sono le tre di notte Martin! Il numero dovresti averlo. Quale sogno? Il telefono è nel soggiorno!»

«No, aspetta.»

«Aspetta cosa?»

«Che si fermi, non chiamare.»

«Non si ferma, lo vedi?»

«Ora si ferma, aspetta.»

«Sono mesi che sei in quella stanza a studiare, a progettare… ma cosa? Hai perso qualche neurone per caso?»

«Ci sarà un pronto soccorso, no? Lavoro per il bene di Alioth in quello studio, e stanotte ho sognato i miei criceti! Una me-daglietta che brillava.»

«Che significa per il bene di Alioth? Guarda come sta adesso!»

«Serena, dov’è il mio ansiolitico? Hai nascosto di nuovo la boccetta, maledizione! E fallo smettere!»

«Non ho nascosto niente! Non servono le gocce, Martin! Non puoi trangugiarle ogni volta che vai nel panico! Cosa c’entra Alioth?»

Se continuano così, sono fritto.

Mami prova a fermare le mie zampette con le mani, cambia il tono della voce e di nuovo dice a Papi, con la faccia di fronte alla sua e lo sguardo fisso negli occhi: «Come faccio a farlo smettere? Ma lo hai guardato bene? Non ti fa pensare nulla?».

«Pensare cosa?» dice lui intimidito.

Mami alza la voce, il tono mi preoccupa: «Ci tieni a sapere cos’ha? Davvero ci tieni? Be’, penso sia l’inizio della sua fine; diciotto anni sono un’infinità di tempo per un cane! Augurati sia una crisi passeggera».

2021-05-20

Aggiornamento

Ringrazio tutti i sostenitori della campagna. Nella foto c'è il mio amato cane al quale ho dedicato questa opera. Paolo
2021-05-12

Evento

Instagram - Diretta 'Il pianeta degli arcobaleni' incontro con l'autore Rispondo a domande sul mio romanzo in crowdfunding presso la casa editrice bookabook. Vi aspetto
2021-05-12

Aggiornamento

A breve sarà disponibile un'anteprima dei primi cinque capitoli del romanzo Buona lettura e passa parola. Paolo Suriano

Commenti

  1. Enrico Grossi

    (proprietario verificato)

    Ho già letto le prime pagine dell’anteprima, della copia che ho acquistato, sto aspettando il resto della storia tra le mille storie dia animali…questa mi è piaciuta , gli animali non sono giocattoli e ne oggetti da abbandonare quando non piacciono più altrimenti lasciate perdere…lo dice un che aveva una piccola azienda agricola, dove gli animali vivevano liberi, in una dimensione famigliare , e aveva un cane oggi vivo solo, faccio un altro lavoro, e non me la sento di tenerne uno. Bravo a chi ci riesce. Bravo Paolo . Certo che l’attesa e lunga

  2. (proprietario verificato)

    Ho acquistato la mia copia che attendo con gioia. Il compimento di un viaggio lungo, non poche sofferenze ma tanto coraggio e voglia di continuare ad amare. Daniela

  3. Paolo Suriano

    Giulia, grazie.

  4. Giulia Borzumati

    (proprietario verificato)

    L’anteprima mi ha subito convinta: ho acquistato la mia copia e attendo di leggerlo quanto prima. Si sente tutto l’amore, la cura e l’affetto che solo un’intesa “animale” sa dare!

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Paolo Suriano
classe 1960, ha frequentato i corsi di Scienze della comunicazione presso l’Università degli studi di Roma. Ha fondato Photonline, la prima agenzia fotogiornalistica digitale in Italia e ha collaborato come art photo editor con Vespina Edizioni. In Germania ha conseguito un master in Sistemi operativi e applicazioni. Attualmente insegna fotografia, informatica e web marketing presso istituti privati. È appassionato di filosofia antica e di psicanalisi.
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