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Piove a San Francisco

Piove a San Francisco
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Consegna prevista Giugno 2022
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Dana è una giovane cameriera che si trasferisce a San Francisco per trovare la sua strada. È convinta che ciò di cui ha bisogno sia un sogno da vivere a occhi aperti e quando incontra Jason è sicura di averlo trovato. Jason è un affascinante pubblicitario con cui Dana condivide la passione per la scrittura. I due iniziano a vedersi tutti i giorni nella caffetteria dove lavora Dana ma Jason è sempre misterioso, forse fin troppo. Dana inizia a sospettare che nei loro incontri ci sia qualcosa che non va e scopre che Jason ha una relazione con una donna dalla quale non si può separare senza perdere il lavoro. Dana non vuole rinunciare al suo sogno d’amore per nessun motivo al mondo, così inizia a studiare un piano per farli lasciare senza che questo abbia ripercussioni su Jason. Ma il piano non va come previsto…

Perché ho scritto questo libro?

Proprio come la protagonista del mio romanzo, sono una sognatrice. Il mio sogno era quello di scrivere un libro e di dare vita a quei personaggi e a quelle storie che da tempo mi frullavano nella mente come impazzite! Questo sogno, man mano che scrivevo, si è trasformato nel desiderio di condividere con i lettori qualcosa di me, di avere qualcuno con cui sognare e che potesse trovare nei miei personaggi qualcosa di nuovo, qualcosa che a me fino a oggi è sfuggito.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Capitolo 1

Quando arrivai a San Francisco sapevo che avrei diviso la casa con almeno un’altra persona. Gli affitti sono abbastanza cari quando non hai ancora trovato un lavoro. È così che ho incontrato Claire, la mia ex coinquilina. Ex, sì, perché ora lei si è trasferita a Los Angeles. Non avrei immaginato che da lì a un anno e mezzo mi sarei ritrovata in un appartamento tutto mio, invece è andata proprio così. Ho varcato la soglia della nuova casa con lo stesso zaino con cui ero partita da Modesto ma con un contenuto del tutto nuovo. Il sole che entra dall’ampia finestra del soggiorno illumina ogni dettaglio, i muri appena tinteggiati, il tappeto nuovo, il divano arancione a due posti, usato ma in buone condizioni. Tutto appare luminoso, dà un senso di speranza. Ho deciso di abbandonare la me insicura, quella Dana con gli scheletri nell’armadio e di abbracciare una città che mi ha da subito fatta sentire al posto giusto. Prima con Claire, poi con little Italy e China Town, con i locali fusion e i festival di strada. Ora che Claire mi ha lasciata da sola, per così dire, sono pronta a tirar fuori le unghie e a scoprire il mio vero potenziale!

Pezzo dopo pezzo, osservo il mio nuovo nido prendere forma. Ho chiesto due giorni di permesso a Ted, il mio datore di lavoro, per potermi dedicare completamente ai lavori di casa. Non che abbia grossi bagagli da sistemare, ma ogni cosa deve trovare la sua esatta collocazione. Così, la lampada comprata nel negozio vintage preferito di Claire, quella con i cristalli colorati, è andata a sistemarsi sul tavolino traballante dell’ingresso, quello con un depliant del ristorante cinese sotto una gamba per farlo sembrare un po’ più stabile. Dovrei buttarlo via, lo so, ma è il primo acquisto che ho fatto appena arrivata in città. Lo trovai in un mercatino dell’usato a buon prezzo e fu subito amore. La ragazza che lo vendeva stava racimolando soldi per partire per Toronto e, in qualche modo, nella sua storia ci ho rivisto me stessa.

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La stampa che riproduce “Il Bacio” di Klimt sopra il televisore, in modo che possa vederlo spesso, che possa sentire il calore di quel dipinto mentre sto accoccolata sul divano a vedere un film romantico.

È il turno dell’abbigliamento, ogni capo porta alla mente un ricordo. Come la pashmina, quella comprata sempre nello stesso negozietto vintage, il primo regalo ricevuto da Claire. È arancione e gialla, con dei fili dorati intrecciati. Orribile, mai indossata. Ma sullo schienale del divano sta davvero bene. Un tocco di colore in più. Un chiaro richiamo al sole, quel sole che vorrei che splendesse sempre nella mia vita.

Claire si è trasferita a Los Angeles e per la prima volta nella vita mi sento davvero sola. Non in senso negativo, non del tutto, per lo meno. Sola come qualcuno che non ha più una guida. Prima c’erano mamma e papà, poi la migliore amica al liceo, poi la coinquilina che ti porta in giro per la città e ti insegna a riconoscere un frappuccino fatto bene, che deve avere una quantità di caffè e panna perfettamente bilanciati, in modo da non risultare nauseante e che un sapore non prevalga sull’altro. La stessa coinquilina che ti ha procurato il lavoro alla caffetteria che ami tanto. È una di quelle amiche che ti porta a bere quando su facebook vedi la foto del tuo ex con la sua nuova ragazza e che ti fa scordare tutto a forza di risate. Perché Claire aveva quel potere, quello di farmi dimenticare le cose brutte della vita. Femminista incallita, futura zitella accalappia gatti, con un talento innato per il lavoro di squadra e la passione per la moda. Non ci impiegò molto a farsi notare in una città come San Francisco. Era stato il suo carattere deciso a farmi vedere in lei una guida, un mentore. Ma ora è l’alba di una nuova era! Deve esserlo. Basta paure, basta scheletri nell’armadio, basta rimpianti e rimorsi! Sono sola, pronta a vivere una San Francisco tutta per me!

Le lenzuola nuove, appena lavate, profumano di lavanda. Dicono che il profumo della lavanda riesca a calmare l’ansia, a portare un po’ sollievo alle anime tormentate. Le lancio sul letto, le guardo per un istante e mi ci tuffo sopra. Il materasso non è particolarmente comodo, ma è pronto a stringermi forte. Voglio che sia un amico, come qualsiasi altra cosa qua dentro. Lo copro di lilla, ci metto sopra qualche cuscino colorato, ed è pronto.

La cucina è piccola ma accogliente. Dalla finestra nel soggiorno entra una brezza tiepida, le tende danzano con gentilezza. Apro la scatola con le tazze e la teiera e metto su il tè. È l’ora di una meritata pausa! Tutto sta prendendo forma, la sento già mia questa casa. La sua anima inizia a parlare e a raccontare la mia storia.

Mentre il bollitore è sul fornello prendo il pacco di taccuini che ho comprato ieri. Sono quattro, ognuno di un colore diverso. Uno giallo, uno viola, uno blu e uno verde. Ho deciso di sondare il terreno, di vagare fra i corridoi della mia anima e cercare la mia dote. La scrittura è un buon modo per esplorare se stessi. Ero brava in scrittura creativa a scuola, perché non provare? Potrei diventare chiunque fra queste pagine. In fondo, ho solo ventisei anni. Sì, non sono più un’adolescente ma non mi sento nemmeno un’adulta. Chi decide a che età si avvia una carriera di successo? Ho già un lavoro che mi permette di mantenermi, ho un appartamento, mi manca soltanto un sogno.

Decido di usare il taccuino giallo, come il sole. Quale colore può rappresentare meglio un nuovo, raggiante inizio?

Il bollitore fischia. Nella tazza col manico a forma di gatto la bustina di tè attende ansiosa. Aggiungo un po’ d’acqua fredda così posso berlo subito, poi mi sistemo sul tappeto, poggio la tazza fumante, prendo il taccuino e inizio a scrivere, “una casa nuova. Una pashmina gialla come il sole. Tinta fresca. Muri freschi. Sole caldo. Un sogno.”

Sì, è un buon inizio. Non so esattamente dove mi porteranno questi appunti, ma è qualcosa.

Poso il taccuino sul tappeto e prendo un sorso di tè. Quel quadro è davvero bello. Con la schiena poggiata alla seduta del divano prendo a pensare. Mi perdo nelle pennellate, che in realtà pennellate non sono essendo quella una stampa, ma mi ci intrufolo ugualmente, come persa in un campo di granturco. L’amore, che strano mistero. Forse dovrei appuntare anche questo. L’amore.

Ciò che amo di più in questo dipinto è l’aria sognante. Di questo, come di tutti gli altri quadri di Klimt o dei film di Woody Allen. Mi danno l’idea di essere dentro un sogno. Qualcosa che mi affascina e mi rapisce. Non so esattamente cos’è, ma è la sensazione che stavo cercando e di cui non riesco a fare a meno. È la cosa più vicina all’amore che riesco a provare. Così, riprendo il taccuino e annoto, “un sogno. Un amore.” Senza sapere quale sogno o che amore.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Elisa Bassani
Mi chiamo Elisa Bassani e sono nata a Cagliari nell’ormai lontano 1992. Da sempre appassionata lettrice, fin da bambina ho sempre amato la scrittura e il cinema. Ho studiato scrittura creativa dal 2015 al 2019 e alcuni dei miei racconti sono stati pubblicati in diverse antologie. Sono un’appassionata di lingue e culture straniere e attualmente, dopo tanti anni dedicati alle culture dei paesi anglofoni, studio la lingua russa da autodidatta.
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