Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Profumo di ricordi

Profumo di ricordi
44%
113 copie
all´obiettivo
66
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Luglio 2021

Pur non sapendo cosa le sarebbe aspettato dalla vita, non avrebbe permesso a nessuno di toglierle il suo sorriso incorniciato da due fossette che avrebbero fatto perdere la testa a tanti ragazzi.
Era così Sara: forte e dolce, bionda e alta, non la sicula perfetta.
Era felice per aver raggiunto il suo sogno: viaggiare per lavoro.
Ma le era mancato vivere l’amore in maniera continuativa. Nonostante si fosse impegnata, non era riuscita a superare la paura di amare. Cosa custodiva gelosamente nel suo animo dopo la fine delle sue relazioni?
Il profumo degli uomini che aveva conosciuto, quello che si attacca all’anima e che avrebbe portato sempre con sé. Fu proprio in una giornata primaverile, che trovò, come un segno del destino, una scatola in cui erano contenuti oggetti e lettere che aveva dimenticato: fu in quel pomeriggio che pensò al fatto che nessuno al mondo, è davvero solo se custodisce nel proprio cuore, ricordi meravigliosi.
E lei, di ricordi, ne era piena.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro come riflesso di un moto interno, con l’obiettivo di rendere attraverso immagini iper-descrittive il tema dell’amore legato alla paura. Con una scrittura immedesimativa, ho voluto trasporre in parole i sentimenti che cambiano nel corso della crescita personale e che plasmano l’animo umano. I racconti parlano di istinto, passione, ricordi. Il tema del ricordo, infatti, mi è molto caro e riconoscendone il valore, ne ho voluto esaltare il significato.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Come facesse a essere così figo neanche lei lo sapeva. Come mai si meravigliasse ogni volta quando sul suo viso si stampava un sorriso, neanche riusciva a spiegarselo. Le chiese di non avvicinarsi troppo: non voleva fare spoiler culinari e le chiese di sedersi sul divano. Sarebbe arrivato tra qualche secondo. Lì sul tavolino una bottiglia di vino ancora da stappare che sapeva già si sarebbe sposata benissimo con il piatto di tre crostini di pane con salmone e salsa guacamole, salmone e melanzane grigliate e stracchino, salmone e lattuga e mele caramellate. Colori stupendi da “instagrammare” per le sue storie sul social Instagram. Lui arrivò con i calici e dopo un appassionato bacio, le versò il vino. Lo assaggiò prima lui e a quel punto le fece l’occhiolino. Aveva gli occhi vispi e tanta adrenalina. Voleva fare bella figura perché quella serata sarebbe stata magica e tutti e due se la sarebbero ricordata.

Continua a leggere
Continua a leggere

Le disse che era stupenda, e lei arrossì.

Gli disse che stava bene con il grembiule e lui si mise a ridere.

Era questa la loro semplicità e in essa ci stavano bene. Parlarono di come avessero passato le giornate mentre erano lontani, anche se durante quel tempo si fossero sentiti. Lui le spiegò come fosse facilissimo preparare la salsa guacamole con l’avocado e i pomodorini, che aveva cercato le ricette con cura, facendo attenzione alla composizione e al colore. Che aveva finito uno shooting impegnativo e che avrebbe cominciato a modificare le foto solo quando lei, dopo due giorni, sarebbe andata via.

Le tornò l’impegno in mente ma non disse nulla.
Tuffo al cuore.

Colpita e affondata.

Si baciarono con grande entusiasmo e passione. Lei non voleva pensarci. Fu tra una chiacchiera e un bacio che arrivò il momento del piatto forte. “La invito a seguirmi, madame.”

“C’est un plaisir, monsieur” gli rispose con quell’accento francese che le riusciva benissimo e per cui lui andava pazzo.

Si sedettero e quando spostò la carta stagnola che copriva la pirofila, vide che le lasagne erano ricoperte di besciamella proprio come piaceva a lei, e il pesto che Carlo aveva fatto con le sue mani il giorno prima, dimostrando una certa attenzione e cura per i prodotti genuini, aveva un profumo da far venire immediatamente l’acquolina in bocca. Lei mangiò la prima porzione con gusto. Poi fece anche il bis. Sapeva perfettamente che nonostante tutto non c’era nulla che potesse farla ingrassare.

Fecero molti brindisi: alla vita (un classico), al lavoro e ai risultati raggiunti e da raggiungere (pure), ai suoi capelli piastrati che sembravano più lunghi, al piccolo neo di Carlo sulla mandibola destra, al buco sul naso mai completamente richiuso e che aveva lasciato il segno del piercing dopo che l’aveva tolto per fare l’hostess, alle foto scattate a Fuerteventura il Natale prima, incorniciate e ancora da appendere, all’allegria e alle risate, a chi ha la testa tra le nuvole e a chi ha i piedi ben saldi a terra, a chi si innamora e a chi scappa dall’amore. Ecco. Questo ultimo brindisi gli costò tanto a lui. Bevvero guardandosi negli occhi senza dirsi nulla. Fu a quel punto che lui si alzò dal tavolo, le spostò i capelli e cominciò a baciarle il collo. Sensazioni uniche, profumi nuovi, emozioni da scoprire. La fece alzare e le baciò l’orecchio e le guance, il decolletè e le mani stringendole alle sue. Erano fortemente intrecciate. Le strinse forte e la avvicinò a lui. Era robusto e delicato, come se un mix tra le due cose la facessero sentire inerme ma libera. Camminarono verso la stanza da letto e prima di sdraiarsi lui accese l’impianto stereo e mise quella playlist di musica che aveva composto per quell’occasione. La baciò ancora e ancora. Lei gli morse un lobo e cominciò a leccarlo sul collo gustando il sapore del suo profumo che lo faceva così uomo da eccitarla. Poi non aveva peli e sbottonargli la camicia baciandogli il petto per lei fu una scoperta incredibile. Non c’era stata, fino a quel momento, occasione di svestirsi, per diversi motivi, ma quella situazione si capiva che avrebbe portato a qualcosa di intimo e da cui non si sarebbe potuto tornare indietro. Fecero l’amore all’inizio delicatamente, sfiorandosi e dandosi piacere con gentilezza ma poi il trasporto prese il sopravvento e da lì i loro corpi si avvinghiarono e si diedero piacere. Era stato un tripudio di emozioni, una collisione tra galassie, un incontro tra passione e tenerezza. Finchè i loro corpi stanchi e paghi, si sdraiarono indeboliti dalla scintillante fatica. Stesero in silenzio ad aspettare che i loro respiri tornassero regolari e che il loro cuore pulsasse senza fretta.

“ È stato unico e voluto da tanto tempo. È stato fantastico. Tu sei fantastica Sara”.

“ È stato fantastico e speciale anche per me Carlo.”

“Grazie per esserci e per rendere la mia vita più allegra e più piena. Buonanotte, profumo di vita e di primavera.”
“Buonanotte anche a te Carlo.”
Pensava che finalmente, appagata dalla fantastica serata, quelle dolci parole la cullassero nelle braccia di Morfeo. Era serena e stava bene sotto quelle lenzuola fresche e profumate di sapone di marsiglia. Le ricordava il profumo delle lenzuola stese al sole nel terrazzo di sua nonna e di quando da piccola, in Sicilia, passava tra questi enormi pezzi di tessuto bianco mossi dal vento. Si sentiva come tra le nuvole, come se quel suo correre con le braccia aperte fossero un piccolo suggerimento per un futuro già segnato.
“Aspetta un attimo. Ho una domanda importantissima da farti. Cosa mangi a colazione solitamente visto che domani sarà la prima volta che ci sveglieremo insieme? Che gusto ti piace di brioche? Il bar all’angolo ne fa di buonissime.”

Sorrise. “Gradirei un Ginseng e una brioche farcita con la crema, signore. Se non c’è anche al cioccolato va benissimo. Grazie mille”.

Lui la baciò dietro al collo. Lei gli fece un sorriso che lui non avrebbe più rivisto. Si addormentarono nel silenzio della notte uno stretto all’altra.

Si svegliò e non lo vide dietro di lei. Sul cuscino che aveva ancora la forma della sua testa solo un bigliettino:” Sono andato a prenderti il ginseng e la brioche. Aspettami che ho voglia di sentire ancora il tuo profumo e assaggiare il sapore delle tue labbra. Carlo.”

Lei in mezzo al letto, in una casa che vedeva per la prima volta alla luce del sole. Non sapeva cosa fare se non che la sera avrebbe dovuto prendere un aereo. Avrebbe voluto aspettarlo, spiegargli il tutto, che era stata benissimo quella notte, che il suo profumo era uno dei migliori che avesse mai sentito, che le sue labbra erano così morbide per smettere di essere baciate. Che la sua stravaganza, la sua intelligenza e la sua spontaneità erano incredibili. Che avrebbe voluto ancora e ancora stargli accanto, conoscerlo meglio, ma in quell’istante non riusciva a pensare ad altro che rivestirsi e tornare a casa, che non fosse sicuramente giusto ma inevitabile. Prese un post-it dalla scrivania davanti al letto.

Con molta fatica per gli occhi ancora un po’ chiusi e perché questa volta era più difficile, scrisse tutto velocemente ma sentendo dentro ogni parola, ogni lettera. Lasciò lì il tutto. Si vestì e uscì da quel nido che l’aveva accolta, senza voltarsi. Diede un’occhiata alla cucina e a quel divano su cui avevano visto film che le avevano fatto scendere alcune lacrime sperando, ogni volta, che non se ne accorgesse ma che, puntualmente, nonostante si sforzasse mordendosi il labbro inferiore, venivano giù.

E lui, con la dolcezza che lo caratterizzava, gliele asciugava sempre. Quelle stesse lacrime arrivarono senza preavviso. Scesero lungo le guance che lui aveva baciato tante volte, ma stavolta, non c’era lui ad asciugarle. Aprì la porta e la richiuse dietro di sé. Scese velocemente le scale senza mai voltarsi indietro.

Al volo, dalla fioraia sotto casa, Carlo le comprò delle fresie bianche e gialle. Le avrebbe detto che erano il simbolo del mistero, almeno nell’Europa del sud. E per lui, Sara era il mistero, perché pur standole accanto, non riusciva a coglierne la vera essenza, il vero significato, che rimaneva misterioso per il suo animo e per la sua mente. Ma più non riusciva a coglierne l’aurea, più lui voleva starle accanto.

E quella notte con lei era stata magica. Salutò Carolina, la sua portinaia abbracciandola in un gesto inaspettato per lei che nonostante tutto gli sorrise. Salì di fretta le scale, mise la chiave nella toppa ma si accorse che era aperta. Era sicuro di aver dato la doppia mandata. Entrò un po’ stupito ma era troppa la voglia di preparare la colazione, svegliarla con un tenerissimo bacio sulla guancia e invitarla in cucina.

Mise tutto sul tavolo della penisola alta e sistemò le tovagliette e i fiori. Aveva fatto un buon lavoro. Andò in camera da letto, aprì piano la porta per non disturbarla ma si stupì nel trovare il letto già rifatto. Sul cuscino notò subito un biglietto. Non aveva lo stesso colore di quello che le aveva lasciato. Si avvicinò con timore ma con velocità. Lo prese tra le mani e lo lesse. ” Scusami. Scusami tanto, ma sono andata via. Non penso sia il caso di rivederci. Proviamo a rendere il distacco non troppo traumatico. Mi sei entrato dentro ma devo andare via. Ora e per sempre.Vola sempre in alto e cerca di essere sempre felice. Sei speciale. Non dimenticarlo. Sara.”

Si dovette sedere in preda ad uno svarione. Lo rilesse da seduto. Nessuna parola era cambiata da quando l’aveva letto da alzato. Lo riflesse per la terza volta. A quel punto la sua testa fu così pesante che cadde dietro senza che i suoi muscoli cervicali potessero opporsi. Si ritrovò a guardare il soffitto in preda alla confusione, come se fosse ubriaco. Il suo cuore per un attimo che sembrò eterno batté più veloce del previsto, cominciando a pulsare e a fargli male. Quella sensazione di dolore al cuore non l’avrebbe abbandonato per giorni.

 

Dopo 9 giorni

Stava rientrando a casa dalla sua corsa mattutina.

Amava correre soprattutto quando aveva dei pensieri che voleva allontanare. Come se con la corsa potesse eliminarli come con il sudore.

Vide il postino avvicinarsi alla schiera dei citofoni e spingere verso il suo cognome.

Gli chiese se ci fosse qualcosa per lei. Lui le consegnò una busta grande e un po’ pesante. Lo ringraziò con il suo miglior sorriso e chiuse il cancello. Era curiosissima di aprirla, ma voleva farsi una doccia calda e aprirla davanti al primo caffè di quel giovedì.

Trovò una foto in bianco e nero che la ritraeva dormiente su un letto. Questa immagine la scosse moltissimo sia perché si stupiva di come riuscisse a dormire beata mentre c’era la luce dell’alba in camera (lei che adorava il buio pesto) sia perché per la prima volta si vedeva dall’esterno ritratta addormentata.
Immaginava l’attimo colto, il suo respiro in quel frame fotografico. Si chiedeva se in quel momento stesse sognando oppure no. Si vedeva bella nel suo essere rilassata e aveva un’aria dolce. In più quei raggi di sole che le colpivano sui alcuni punti delle cosce e del busto le stavano così bene, che avrebbe immaginato un vestito con strisce diagonali ad avvolgerle le forme. Si chiedeva che sguardo avesse lui mentre la fotografò prima di andare a prenderle la colazione al bar quella mattina in cui lei decise di andare via. Mentre l’ultima goccia di caffè usciva dalla macchinetta e raggiungeva la tazzina, le tornò in mente quella notte dove tutto era stato magico. Lui lo era stato e lei con lui. Prese il ginseng. Bevve il primo sorso prima di aprire il foglio che si trovava in quella stessa busta. C’era scritto:

“Hai acceso una scintilla nella mia anima. Sei stata e sei ancora parte di me. Mi scuso per tutte le vite precedenti in cui non mi sono girato a guardarti per strada, in cui non ti ho notato in quel bar, in cui ti avrei potuto regalare un sorriso e cogliere il tuo. Mi hanno sempre detto che le cose belle non durano, ma tu sei ancora qui, su questo letto accanto a me con quegli occhi pieni di mare e io, anche per un secondo, voglio pensare che da qualche parte, su qualche spiaggia, potremmo ancora incontrarci e regalarci quel giorno in più che non abbiamo vissuto e che forse sarebbe stato il primo giorno della nostra vita insieme. Non farò nulla per riprenderti. Ti basti sapere che a me avrebbe fatto piacere far parte del tuo sistema solare, facendo anche il Mercurio di turno. Portarti ancora a vedere mostre fotografiche e spiegarti i colori e vedere la tua testa ciondolare senza fermarsi, averti ancora alla mia sinistra, dal lato del cuore, con il tuo viso appoggiato sulla spalla, mentre seduti al cinema guardavamo un film e mangiavamo pop corn. Averti ancora stretta, semplicemente, tra le mie braccia.

Sono passati 37 giorni da quando ci siamo conosciuti.

9 giorni da quando sei andata via.

5 giorni da quando ho stampato la foto.

2 giorni da quando ti ho scritto questa lettera.

1 giorno da quando ho trasformato la rabbia in tristezza.

27 giorni da quando ho capito che mi sono perdutamente innamorato di te.”

2020-10-22

Aggiornamento

L'olfatto, il senso meno preso in considerazione forse ma uno dei più intensi e che riporta alla mente i ricordi, quei ricordi che parlano di luoghi, di emozioni, di persone.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Non vedo l’ora di leggere questo libro e immergermi in questo viaggio tra odori e sentimenti. La trama mi ha molto incuriosito.

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Viviana Franchina
Viviana Franchina nasce il 04.04.1984 in Sicilia e trascorre, guardando il mare, la sua adolescenza felice caratterizzata da un’insita curiosità. Frequenta la Facoltà di Architettura a Palermo e successivamente si trasferisce a Milano per diventare un’Interior Designer.
Si avvicina al mondo dell’arte e dell'organizzazione di eventi con il ruolo di Event Manager.
Attualmente insegna in un scuola di Milano
Ama il sushi e andare in bici e si definisce empatica e sensibile tanto da essere sempre attenta agli stimoli provenienti dalla vita e dalle persone.
“Profumo di ricordi” è il suo primo libro che presenta al pubblico la sua scrittura, che lei stessa definisce descrittiva e immedesimativa.
Viviana Franchina on FacebookViviana Franchina on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie