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Pumba, per gli amici Pumbino

Pumba, per gli amici Pumbino
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Consegna prevista Agosto 2022

C’era una volta un maialino ma che nei panni di un maialino proprio non riusciva ad entrarci. Lui capiva bene il linguaggio degli umani ma ancora più esperto era nel comprendere i loro sentimenti, tanto da diventare un terapista d’eccezione. Tutto iniziò in una fredda notte d’estate, nella stalla di un piccolo podere lontano dal mondo, chiamato “Angolo di paradiso”, lassù, sulle colline venete, dove mamma Gina diede alla luce Pumba, uno splendido maialino vietnamita, il cui destino sembrava già essergli avverso. Nato con un difetto genetico e allontanato dalla sua famiglia, Pumba lotterà sin da piccolo per sopravvivere al freddo, alla fame e alle risate beffarde dei suoi compagni a quattro zampe, finché un giorno, ecco che, a dargli una zampa ci pensa Charley, l’amico umano che lo accompagnerà nel viaggio più bello della sua vita. Dal dolore, imparerà a lottare, dal suo essere “diverso” a volare oltre la paura e dalla solitudine ad avere fiducia in se stesso .

Perché ho scritto questo libro?

“Pumbino, tu sai dare sollievo a un cuore infranto?”. Era l’11 novembre 2020 quando chiesi a Pumba una zampa, dopo una delusione. È bastato un grugnito via Instagram per avvicinare i 200 km che ci separavano. Quello fu il giorno in cui presi carta e penna per saperne di più del maialino “influencer” amato da grandi e piccini. Perché era così speciale? La sua vita travagliata dai risvolti sorprendenti è un esempio per chi perde la speranza, chi non trova il coraggio o non crede più in se stesso.

ANTEPRIMA NON EDITATA

In un Angolo di Paradiso, sulla sommità delle colline, tra vecchie mura di legno che odorano ancora di torta alle mele e biscotti appena sfornati, ha inizio la mia vita.

Una vita insolita per un maialino di appena 12 mesi, ma così sorprendentemente bella che merita di essere raccontata.

Mi chiamo Pumba, per gli amici Pumbino, figlio unico di mamma Gina e papà Frank e, come tutti i maialini che si rispettino, ho imparato presto a farmi strada tra i miei amici a quattro zampe. Il mio fisico non è dei migliori, è molto più piccolo rispetto alla normale stazza dei miei simili, diciamo pure che non è la tipica silhouette dei comuni porcellini di campagna che si vedono gironzolare nelle fattorie o nelle stalle di qualche vecchio contadino; al contrario, il mio corpo tozzo e compatto ricorda quello di un cucciolo di cane, mentre il mio aspetto è più una via di mezzo tra quello di un cinghiale e un maialino nano, per l’esattezza di un maialino vietnamita nano.

Dodici chili di peso per sette centimetri di zampette mi permettono di correre su e giù per i boschi della valle, dando sfogo al mio sport preferito, ovvero, la caccia alle castagne e in questa disciplina, vi assicuro, non mi batte nessuno.

In compenso, ho un nasino che, oltre ad essere un perfetto radar per il cibo è anche una vera e propria calamita per i baci e un musetto così appuntito da far impazzire nonna Alda, nonno Graziano e Charley, il mio fedele compagno a due zampe, a cui devo la vita.

Una vita, la mia, segnata da un “difetto di fabbrica”, così mi piace chiamare il mio essere diverso dagli altri maialini del quartiere, ma che l’ambizione ha trasformato nel mio più grande punto di forza : il coraggio.
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Nel mio mondo, si sa, vale la legge del più forte, o impari a stare in branco o sei spacciato; nessun “non posso” o “non riesco” è ammesso, la parola d’ordine per andare avanti è “Io sono il più forte” e ahimè, se non hai la nota giusta puoi dire addio al gruppo. Ma la verità sapete quale è? Niente è tanto forte quanto quel desiderio di riuscire in qualcosa chiamato ambizione. Fin da piccolo, ho imparato che nella vita, l’unico modo per non mollare è credere nelle proprie capacità. Io ce l’ho fatta!

E voi, vi siete mai chiesti in che cosa siete più bravi? Quale è la passione, un hobby, o lo sport, in cui non vi batte nessuno? Qui alla fattoria, per esempio, c’è chi è un campione nella corsa, come lo sono io che, al contrario, dovrei essere pigro e lento come vuole la natura di noi porcellini o chi, nonostante la pioggia, la neve e il vento, si impegna ogni giorno a deporre le uova migliori di tutta la valle, come le galline dell’aia di fronte alla mia stalla che, puntualmente, al cantar del gallo, si svegliano pronte ad affrontare una nuova covata.

E che dire di Angy, Dolly, Mario, Linda e Natalina, la squadra di caprette che vivono da noi? Da sempre considerati animali poco intelligenti si sono, invece, rivelate le compagne di viaggio più vivaci e brillanti che io abbia mai conosciuto, capaci di sentire gli umori e le emozioni di chi gli sta accanto, e di regalare il buon umore a Charley, quando si sente giù di morale. Violetta poi è un vero spasso, lei sì che da brava pecora sa come farsi rispettare dai ciuchini con i quali condivide il recinto, un ottimo esempio di come due razze così diverse tra loro possono convivere sotto lo stesso tetto. E se vi dicessi che conosco gli asinelli più obbedienti della valle? Al contrario di ciò che si sente dire in giro, in merito alla “testa dura” degli asini, Fiamma, Rosa e Albina sono più docili di un cagnolino; riescono a sentire il richiamo di Charley a chilometri di distanza, presentandosi puntuali davanti al recinto per dargli il buongiorno.

Ma soprattutto, conosco chi, nonostante la malattia, ogni giorno si alza e con tutte le sue forze e uno spirito da guerriero combatte la propria battaglia, come nonna Alda, ma di questo ve ne parlerò qualche capitolo più avanti.

Sapete, non è importante quante volte si cade, per raggiungere il proprio obiettivo, il dolore brucia ma poi passa, ciò che invece rimane è la forza con cui vi rialzerete, perché sarà la vostra alleata per ogni battaglia che combatterete nella vita. Purtroppo, ci sarà sempre qualcuno pronto a dirvi che non ce la farete, ma ci saranno anche quelle persone che faranno il tifo per voi, perché loro i sogni li hanno inseguiti davvero. Persino io, un maialino “tascabile”, ignorato dai miei simili e cacciato dalla mia specie, poiché ritenuto “non all’altezza”, sono scivolato nel fango e mi sono inzuppato sotto la pioggia che ha accompagnato i miei primi giorni di vita, ma ho resistito alla tempesta, mi sono rimesso in piedi e aggrappato a quello che sarebbe diventato il mio punto di riferimento: Charley. Semplicemente volevo vivere! Nessuno avrebbe scommesso su di me, Charley invece lo ha fatto, sussurrandomi all’orecchio : “Niente paura…io sono con te”.

E così, tra una caduta e l’altra per via delle mie zampette troppo corte e instabili, mi sono rialzato più e più volte, lottando tra un grugnito e la frenetica caccia al cibo. Ricordo ancora, con quanta difficoltà dovetti procurarmi il primo pezzo di pane, a sole poche settimane dalla nascita, mentre gli altri maialini mostrandomi una perfetta dentatura a quarantaquattro denti, si facevano prepotentemente strada per fare a gara a chi arrivava prima alla mangiatoia, spingendomi da un angolo all’altro del recinto o tirandomi qua e là per il codino che, ancora oggi, porta i segni di quei pizzicotti fastidiosi, causati dalla prepotenza del mio zietto Bob. Fu allora che decisi di averne abbastanza, così, giorno dopo giorno, mi sono fatto coraggio, facendomi strada tra gli animali più grossi della stalla che, con i loro modi poco attenti ed arroganti, gironzolavano indisturbati, in cerca di qualsiasi cosa fosse stata buona da mettere sotto i loro denti aguzzi.

Ad essere sincero, la sola idea di confrontarmi con uno di loro, mi faceva rizzare il pelo, ma sapevo che se mi fossi lasciato prendere dalla paura, avrei sicuramente inventato una nuova scusa per rinunciare al mio sogno. Il primo tentativo non fu un gran successo: cercando di stare al loro passo, mi imbattei in un bel ruzzolone che, anziché farmi avanzare di qualche metro, mi fece rimbalzare esattamente al punto di partenza concludendosi, così, con una sonora botta sul sedere. Dovetti allenarmi ancora un po’ prima di raggiungere il traguardo desiderato finché, dopo un duro lavoro e una buona dose di fiducia, sono ripartito là dove avevo fallito, e, oggi, posso finalmente dire di essere più forte e sicuro di me, tanto da sgambettare indisturbato anche tra i miei nuovi compagni, che presto vi farò conoscere.

Durante il mio primo mese in fattoria, ho vissuto spesso momenti di solitudine, in cui venivo lasciato indietro dal resto del gruppo, o perché troppo esile e lento per stare al loro passo, o perché ancora debole per sfamarmi da solo. Soltanto allora, ho avuto la possibilità di vedere la vita con gli occhi di chi non voleva arrendersi ma impegnarsi ogni giorno per diventare un maialino migliore. Da piccolo osservavo la vita senza capirci un granché, se non avessi avuto la possibilità di incontrare Charley e ascoltare i suoi consigli, forse oggi, non sarei qui a raccontarvi la mia storia, a dirvi che l’unione fa la forza e la forza fa guardare al futuro; forse se quel giorno nel fango, sotto le risate di quelli che credevo essere miei amici, non mi fossi rialzato, sarei rimasto lì in mezzo a loro, senza capire che gli atteggiamenti aggressivi e prepotenti sono quelli sbagliati e forse, alla fine, mi sarei comportato proprio come il branco.

Sognate, sognate, sognate, e più vi diranno che un sogno è impossibile, più voi sognate in grande e credeteci, sempre! Rincorreteli i sogni, che a camminare sono tutti bravi, e fidatevi di voi stessi seguendo il vostro fiuto… vi condurrà esattamente là dove vorrete arrivare.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Francesca Magni e Charley Rama
Ciao a tutti, mi chiamo Francesca e insieme al mio amico Charley abbiamo voluto dedicare a tutti i bambini la storia di Pumba, il maialino in carne ed ossa che nell' nell’agriturismo di Charley è il receptionist più amato dagli ospiti. Il mio lavoro di giornalista mi porta spesso a cercare storie curiose da raccontare. Mi hanno sempre appassionato quelle della gente comune, alle prese con la vita di tutti i giorni, con il proprio bagaglio di esperienze carico di gioie, dolori, sogni e paure. In punta di piedi mi piace scavare la corazza che spesso copre i sentimenti per avvicinarmi al cuore e toccare con mano le emozioni. Oggi, ho trovato la mia storia. Arriva da lontano da Bergamo, la città in cui vivo, precisamente da Altissimo, un paesino in provincia di Vicenza, dove Charley e la sua famiglia mi hanno aperto la porta di casa raccontandomi di un incontro che ha stravolto la loro vita.

Ciao mi chiamo Charley.
Ho 25 anni e assieme alla mia famiglia gestisco un agriturismo in provincia di Vicenza.
Sono un amante della natura e degli animali.
Per questo motivo ho deciso di raccontare, assieme a Francesca Magni, la storia del mio compagno di vita: Pumba.
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