Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Racconti da un mondo offeso

Svuota
Quantità

Oggetti, piante e animali hanno bocca, occhi e cuore nei racconti di Fiocchi, favole contemporanee che sostituiscono allo sguardo offuscato e alla voce spesso menzognera dell’uomo quelli, periferici e silenziosi, di soggetti insoliti, e perciò rivelatori: un libro, un gatto, una barca, una mosca e una pianta prendono la parola per trasportare il lettore in una dimensione apparentemente onirica, che disvela poi in maniera potente realtà tutt’altro che incantate della storia recente e presente. Realtà dolorosamente note di conflitto, militare, politico, sociale, esistenziale, che attraverso un punto di vista nuovo possono uscire dall’opacità e dalla freddezza dell’abitudine, per riacquisire problematicità, vitalità, umanità.

 

OPERNPLATZ

Vi sembrerà un discorso da idioti, ma per un libro essere
libro è la cosa più complicata di questo mondo. Sei convinto
che per fare il libro basti nascere libro, uscire da una tipografia,
passare per una libreria e finire in mano a un lettore che
ti accarezza con gusto e poi ti ripone in una scaffalatura insieme ai
tuoi consimili. Invece, all’improvviso, ti rendi conto
che dietro a quell’essere libro ci può stare tutta un’altra storia
d’amore e di odio che può avere più o meno a che fare con
le idee che tu trasporti, intendo con quelle cose che ci sono
scritte dentro di te, nelle tue pagine, e che possono piacere
o non piacere al punto da farti amare alla follia o detestare
come una creatura spregevole.Continua a leggere
Continua a leggere

È andata proprio così. Voglio dire, è proprio il caso di questa
storia che sto per raccontare, per quanto – credetemi – per un
libro sia davvero difficile usare parole diverse da quelle che
contiene. Ma un libro che si rispetti, proprio in quanto invenzione
dell’uomo, coltiva in sé anche il germe della pazzia, ed è
questo che ci permette di parlare come se avessimo la bocca,
di guardare come se avessimo gli occhi e soprattutto di sentire
come se tra le nostre pagine battesse un cuore.
Vi dirò di più, un libro sente anche gli odori. Gli odori,
signori miei! E non sono gli odori come li sentono coloro che
hanno un naso per sentirli: per un libro gli odori sono una
cosa viscerale, un vortice di sensazioni che riempie tutto il
suo essere. Un libro sente l’odore delle mani che lo afferrano,
dei polpastrelli che lo tastano, di tutto quello strofina-sfo-
glia-piega-liscia-accarezza che lo travolge e gli fa perdere il
suo rigore di libro. Allo stesso modo sente l’odore della pelle
che sprigiona odio, delle mani sudate che strapazzano con
rabbia le sue pagine. Poi l’odore della cenere e, prima ancora
di questo, il terribile odore della carta quando incomincia a
bruciare.
Ma l’odore delle mani amiche è l’odore che più ci emoziona.
Per noi libri le mani dei lettori sono amore e ossessione. Sono
ciò che fa di ciascuno di noi un individuo, che ti fa uscire dalla
schiera delle centinaia di libri identici a te e ti fa dire: io sono
il libro che appartiene a quelle mani. E di una coppia di mani,
di quella particolare coppia di mani, un libro si può anche innamorare,
può perdere la testa che non ha. Finché non accade
l’irreparabile. «Scommetto che è quello che è capitato a te»
direte voi. Non c’è bisogno di scommettere, avete vinto.
Mi presento. Sono un libretto di centoquarantacinque pagine,
in brossura, copertina beige, al tatto vellutata come una
cute e attraversata da una trama di sottilissime scanalature
orizzontali che sembrano impronte digitali della carta. Per
un tempo indefinitamente breve, ma intenso, ho abitato sul
ripiano di una libreria in noce insieme ad altri miei simili.
Qui mi riponevano tutte le sere dopo avermi letto. Il tragitto
libreria-mani del lettore e ritorno comportava ogni volta una
leggera abrasione del pigmento beige dei miei profili. Ci ero
abituato, in un certo senso. Non riuscivo però ad abituarmi
all’idea che potessi finire in mani sconosciute. Ogni volta che
un’ombra si avvicinava furtiva, ero colto da un vero e proprio
attacco di panico. Chi era? Avrebbe scelto me? A chi appartenevano
le mani che mi avrebbero aperto, sfogliato, magari
spiegazzato? Finalmente riconoscevo le due mani amiche. Mi
toccavano, mi sfilavano dalla schiera di libri, mi sollevavano.
Sentivo il loro odore. Era un odore piacevole. I movimenti
delle dita sprigionavano un profumo di mela verde. I polpastrelli
accarezzavano le mie pagine, sfioravano la carta, scorrevano
docilmente indicando le lettere stampate, cercavano
qualche parola nascosta, perché gli occhi leggono, ma le mani
sentono. Sono le mani a stringere la vera amicizia con il libro.
E quelle che mi maneggiavano erano mani gentili, che sapevano
con quanta delicatezza vanno trattate le parole. Erano
mani di donna. Le avrei riconosciute tra mille, perché erano
state le prime ad aprire i risvolti della mia copertina e a
farmi sentire il brivido di una carezza. Erano mani che si erano
innamorate di me, e io di loro. Se avessi avuto una bocca, le
avrei baciate di continuo, avrei assaporato il loro odore
attraverso le mie labbra di carta, la mia pelle di libro sarebbe stata
un tutt’uno con la loro pelle, le sottilissime scanalature della
mia copertina si sarebbero fuse con le loro impronte digitali.
Non avrei mai voluto lasciarle. Ma questo è il punto.
Il destino di un libro è di passare di mano in mano. La mano del
tipografo, dell’editore, del rappresentante, del libraio,
del lettore. Quando poi non siamo addirittura frutto di un regalo.
Allora tra libraio e lettore si inserisce il donatore. Altre mani
che ci toccano. Come nel caso di Hans. Era stato lui ad acquistarmi
sulla Gendarmenmarkt, nella vecchia libreria all’angolo con la
Unter den Linden. Dalle sue mani di amante di libri
ero passato alle mani che profumano di mela verde.
«Chiudi gli occhi, è una sorpresa» aveva detto. Hans fumava
sigarette arrotolate a mano. Fece un tiro corposo e aggiunse:
«Il libraio l’aveva nascosto in una cassa nel retrobottega».
La donna dalle mani di mela verde riaprì gli occhi: «Non ci
posso credere, proprio l’edizione Fischer di tre anni fa! Quando si dice la fortuna…».
«La fortuna è tutta del libro: sarà accarezzato dalle tue mani.»
«Oh, Hans» disse sorridendo la donna.
Hans aveva ragione. Il contatto con quelle mani mi aveva
reso non posso dire felice – perché per noi libri sentimenti
di questo tipo non hanno nessun significato –, semplicemente
mi aveva reso un libro che aveva raggiunto il suo scopo di
libro. Per questo la sola idea di vivere la mia vita di libro
lontano da quelle mani che sapevano di mela verde faceva di me
un ammasso di cellulosa inservibile. Non avrei avvertito più
nulla. Non avrei visto più nulla. Né gli odori, né le luci, né l’an-
dirivieni degli occhi sulle mie righe di parole, né la pressione
leggera delle dita, né il vibrare del cuore di carta che pulsa tra
le mie pagine. Eppure sarebbe accaduto. Ma prima ancora, inquietanti
segnali mi avrebbero preavvisato della catastrofe e
avrebbero cominciato a insinuare tra le mie pagine un nuovo
sentimento: la paura.
Tutto iniziò un pomeriggio qualsiasi. All’improvviso apparvero le
mani amiche, preannunciate dal profumo di mela verde. Fu un attimo.
Mi afferrarono, mi estrassero dallo scaffale
e via di corsa sino alla camera da letto – là, ficcato sotto
il cuscino. Il buio era assoluto, il silenzio ovattato.
Lì sotto attesi. Il mio cuore di carta era pieno di strani presentimenti.
Non riuscivo a capacitarmi di quel comportamento. La sera,
del resto, non portò nessun chiarimento. Quando le mani di
mela verde mi raggiunsero sotto il cuscino le sentii fredde,
nervose, non avevano nessuna intenzione di tirarmi fuori di
lì. Qualcosa, forse il peso di una testa, schiacciò il cuscino, e
io rimasi lì sotto per un tempo interminabile, senza rivedere
la luce. Eppure le mani, quelle mani, mi accarezzarono prima
di dormire, come se volessero constatare più e più volte che
io fossi ancora lì, che continuassi a restare nascosto. Era
dunque per questo che mi trovavo sotto quel cuscino: per essere
nascosto. Ma da che cosa? Da chi?
Fu proprio lei a darmi la risposta, il giorno dopo, sollevando
un lembo del cuscino e passando una mano da brivido sulle
scanalature della mia copertina: «Richard non ti avrà. Può
andarsene al diavolo, lui e la sua Hitlerjugend».
La porta si aprì di colpo e la mano ebbe uno scatto. Era
Hans, qualcuno l’aveva introdotto in casa e lui era entrato
nella stanza, portandosi appresso il suo odore di sigarette
arrotolate a mano.
«Scusami,» aveva detto Hans «ti ho spaventata?»
«Oh no, no,» era stata la risposta della donna «temevo per
il libro, è sotto il cuscino.»
«L’hai nascosto lì? Non è prudente, riportalo dov’era. Da
quando Thomas Mann ha lasciato la Germania, i suoi libri
sono diventati l’incarnazione del male.»
«Il male? Non farmi ridere!» aveva risposto lei.
«C’è poco da scherzare. Richard l’ha visto, non vorrei che lo
raccontasse in giro. Finché lo trovano in mezzo agli altri libri,
non può succedere nulla. Ma nascosto sotto il cuscino…»
«Non lo troveranno.»
«Rimettilo al suo posto, ti prego, fallo per me.»
Le mani, le dolci mani dal profumo di mela, mi estrassero
da sotto il cuscino, mi aprirono a caso e le parole d’inchiostro
che contenevo si trasformarono in suono, e il suono in musica:
«In quell’istante accadde che Tadzio sorridesse: sorridesse
a lui, eloquentemente, confidenzialmente, carezzevolmente e
schiettamente, con le labbra che, nel sorriso, si schiusero solo
a poco a poco. Era il sorriso di Narciso che si piega sull’acqua
specchiante, quel sorriso profondo, incantato, prolungato, con
il quale egli tende le braccia al riflesso della propria bellezza
– un sorriso appena appena incrinato, incrinato dalla vanità
del tentativo di baciare le soavi labbra della propria ombra,
civettuolo, curioso e lievemente crucciato, sedotto e seducente.
Oh Hans, non possiamo lasciare al loro destino parole come
queste!».
«Tu sei pazza» disse Hans, e corse a baciarle il profumo di
mela delle mani.

15 settembre 2019

Evento

Libreria Libri e Libri, via Italia 22, Monza. Romano Augusto Fiocchi incontra i lettori e firma le copie del suo libro.
08 luglio 2019

Aggiornamento

Beth Magazine, già Bollettino, la più antica testata ebraica italiana, segnala "Racconti da un mondo offeso" nello Speciale Libri di luglio-agosto, versione cartacea e online.
11 maggio 2019

Evento

Libreria Ex Libris, Vico dietro il Coro della Maddalena, 23/R, Genova Presentazione di “Racconti da un mondo offeso”. L’autore, Romano Augusto Fiocchi, incontra il pubblico di Genova.
05 maggio 2019

Evento

Negozio Guerci, piazza Cavour 40, Casteggio, presentazione di Racconti da un mondo offeso con Cinzia Montagna.
Letture di Enzo Arìa. Sottofondo musicale di Nicolò Torciani.
12 aprile 2019

Evento

Biblioteca Comunale Giuseppe Masinari, Castello Sangiuliani, Mede. Presentazione di "Racconti da un mondo offeso". L'autore dialoga con Claudia Pisani. Letture di Enzo Arìa.
30 marzo 2019

Aggiornamento

Partecipazione all'incontro letterario "Penne d’Oltrepò 2019", organizzato da acquasumARTE in collaborazione con la Biblioteca Comunale Gianni Rodari e l’Amministrazione di Bressana Bottarone.
15 marzo 2019

Evento

Biblioteca Comunale Carlo Vittadini di Lungavilla
Presentazione di Racconti da un mondo offeso nell’ambito della rassegna “Questa sera mi presento”, incontro con gli autori Romano Augusto Fiocchi e Walter Vai.
16 marzo 2019

Evento

BookPride 2019, Fabbrica del Vapore, Milano
Incontro con i lettori e firmacopie di Racconti da un mondo offeso presso lo stand di bookabook.
27 febbraio 2019

Evento

Biblioteca Università di Pavia, Strada Nuova 65, Pavia
Presentazione di Racconti da un mondo offeso presso il Salone Teresiano, Biblioteca Universitaria di Pavia. Con Luca Milite. Letture di Enzo Arìa.
12 febbraio 2019

Il Giorno

Presentazione presso la libreria Il Delfino, Pavia.
Articolo di Manuela Marziani per Il Giorno .
09 febbraio 2019

Evento

Libreria Il Delfino, Pavia
Presentazione presso la Libreria Il Delfino, piazza Cavagneria, Pavia.
Con Luca Milite e Marco Reali.
08 febbraio 2019

La Provincia Pavese

Il quotidiano La Provincia Pavese segnala la presentazione di Racconti a un mondo offeso. Appuntamento alla libreria Il Delfino per sabato 9 febbraio, ore 18.00.
29 gennaio 2019

Evento

Liceo Scientifico Copernico, Pavia
Lettura con musica di "Opernplatz", da Racconti da un mondo offeso
Voce narrante: Isabella Ravetta
Musiche di: Riccardo Bertone e Dino Roccuzzo
Chitarra: Riccardo Bertone
Tromba: Dino Roccuzzo
Percussioni: Nicolò Torciani
Evento riservato agli studenti del Liceo Scientifico Copernico di Pavia nell'ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria.
Parte del video a questo link.
25 gennaio 2019

Il Sole 24 Ore

"Qualcosa da leggere in vista del Giorno della Memoria".
In un articolo suggestivo Francesca Milano parla di Racconti da un mondo offeso e del Giorno della Memoria.
Il pezzo è a questo link.
19 dicembre 2018

Tuono News.it

Dal rogo di Berlino a piazza Tienanmen. In libreria Racconti da un mondo offeso di Romano Augusto Fiocchi.
L'articolo del quotidiano online di Alessandria a questo link.
18 dicembre 2018

La Provincia Pavese

Ora in libreria il libro di Romano A. Fiocchi.
26 luglio 2018

L’Informatore

Articolo dedicato alla campagna Racconti da un mondo offeso uscito su L'Informatore vigevanese, a firma del giornalista e scrittore Davide Zardo.  
03 luglio 2018

Cabaret Bisanzio

Oggi su Cabaret Bisanzio si parla di "Racconti da un mondo offeso". Grazie a Enzo Baranelli.
27 maggio 2018

LA PROVINCIA PAVESE

La "Provincia Pavese" segnala la presentazione della campagna Racconti da un mondo offeso a Lungavilla, Pavia.
27 maggio 2018

Evento

In occasione della rassegna "Primavera in Festa", stand Biblioteca Comunale, Lungavilla (PV), lo scrittore pavese Romano Augusto Fiocchi parlerà del suo nuovo libro e dell'editoria ai tempi del crowdfunding. Con oltre 200 copie pre-ordinate via Internet, "Racconti da un mondo offeso" verrà pubblicato dalle edizioni Bookabook di Milano. Durante l'evento ci sarà la possibilità di pre-ordinare una o più copie e di riceverle direttamente a casa al momento della stampa, ovvero dopo le operazioni di editing, impaginazione e revisione da parte delle edizioni Bookabook.
17 aprile 2018

La Provincia Pavese

Articolo apparso sul quotidiano La Provincia Pavese a firma Gaia Curci. Buona lettura!
16 aprile 2018

Blog di Angelo Ricci

Un'approfondita analisi critica di Racconti da un mondo offeso dello scrittore Angelo Ricci uscita sul suo storico blog letterario. Leggetela qui!
11 aprile 2018

Recensione

Carla Casazza, giornalista freelance, scrittrice, editor e professionista attiva nel mondo dell’editoria, intervista Romano Augusto Fiocchi, l’autore di Racconti da un mondo offeso. Siete curiosi? Leggete qui!
03 aprile 2018

TuonoNews.it – Quotidiano online di Alessandria

Ecco un articolo apparso nelle pagine di Cultura e Spettacoli di "TuonoNews.it", quotidiano online di Alessandria: leggetelo a questo link!
04 aprile 2018

Bsfashion.net

Su Bsfashion una bella intervista a firma Rossella De Palo. Si parla di Racconti da un mondo offeso. Siete curiosi? Ecco il link!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Lettura di Pasqua. Romano Augusto Fiocchi sa scrivere, non c’è dubbio. E sa narrare. Cinque storie raccontate anzi da cinque narratori diversi e inusuali. Con dolente leggerezza mirano alle ingiustizie e ai paradossi del mondo, reagendo all’assurdo con l’assurdo. E fanno centro. Stile e misura. OpernPlatz (già premiato come inedito) il mio racconto preferito: struggente, tattile e olfattivo…

  2. (proprietario verificato)

    Ho il privilegio di conoscere Romano da anni; la sua passione per la scrittura, supportata da solide basi culturali, lo accende di un entusiasmo sincero e contagioso. È forse proprio nei racconti che trova la forma a lui più congeniale: la sua prosa spesso trae origine da episodi di un passato più o meno recente, che scatenano la sua fantasia in testi sorprendenti, mai scontati o banali. E da lì scatta la riflessione nel lettore e l’opportunità di fuga dalla routine quotidiana, che ci macina inesorabilmente e tarpa le ali alla nostra immaginazione. “Nella vita l’importante non è volare ma sognare di farlo”.

Aggiungere un Commento

Share on facebook
Condividi
Share on twitter
Tweet
Share on whatsapp
WhatsApp
Romano Augusto Fiocchi
Romano Augusto Fiocchi, nato a Pavia nel 1961, vive tra Pavia e Milano ed è giornalista pubblicista. Ha pubblicato il romanzo veneziano Il tessitore del vento (2006), le raccolte di racconti Capricci pavesi (1986), PazzaPavia (1989), Dipinto a testa in giù (1994), Un mistero in via Cardano (2004). Ha vinto il premio Le Storie del Novecento 2013 con il racconto Opernplatz, e il premio Inedito Città di Chieri e Colline di Torino 2009 con il racconto Il gatto del soldato.
Romano Augusto Fiocchi on FacebookRomano Augusto Fiocchi on TwitterRomano Augusto Fiocchi on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie