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Il ragazzo dagli occhi macchiati

Il ragazzo dagli occhi macchiati campagna
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Consegna prevista Febbraio 2021
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Elisabeth è una ragazza sensibile, a tratti ingenua. Dedica da sempre tutta se stessa alla famiglia, nella quale spesso si è sentita fuori posto: non è semplice seguire le rigide regole di un padre Tenente. Purtroppo, però, un evento traumatico distrugge la realtà alla quale è abituata. In cerca di stabilità, decide quindi di frequentare il “Russell College of Art”, dove potrà finalmente concentrarsi su se stessa. Al college, però, pensare unicamente sullo studio è più difficile del previsto. Elisabeth si trova catapultata in un mondo sconosciuto, quando incontra Christian Harp. Il ragazzo è scorbutico e maleducato. Lui rappresenta tutto ciò da cui Elisabeth vuole stare alla larga, ma questo non le impedisce di perdersi nei suoi occhi macchiati. Christian le insegnerà a vedere tutto da un’altra prospettiva, ma il suo oscuro passato potrebbe costituire un ostacolo per il loro amore.

Perché ho scritto questo libro?

Trovo magico che il frutto della mia immaginazione abbia preso vita sotto forma di inchiostro su carta bianca. Scrivendo questo libro ho imparato a mettere in discussione i miei punti di vista. Ho imparato a sfogliarlo con cautela assaporandone pregi e difetti, a sospendere il giudizio prima di averne letto e impreziosito fino all’ultima pagina. Spero che il mio romanzo faccia appassionare i lettori come è successo a me pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, finanche alla parola “Fine”.

ANTEPRIMA NON EDITATA

2
Elisabeth

L’edificio dove si svolgono le lezioni è di dimensioni indescrivibili. Mi sembra di stare ad Hogwarts.
Ogni finestra, come nella mia stanza, è incorniciata da maestose bifore.
Inutile dire quale espressione da bambina mi illumina il viso appena varco la soglia dell’aula di pittura. E’ un enorme sala quadrata in cui si diramano varie file di maestosi cavalletti in legno. Mi chiedo se siano assegnati a ciascuno studente o se mi debba sedere in una postazione del tutto casuale.
<<Allora? Quanto ancora vuoi restare qui impalata a bloccare l’entrata?>> Una voce dal tono decisamente irritato mi fa sobbalzare. Mi giro e vedo un ragazzo alto poggiato allo stipite della porta.
Ha i capelli castani lunghi fino alle spalle che coprono un paio di piercing all’orecchio sinistro. La barba corta, probabilmente appena ricresciuta, incornicia la mascella squadrata. Un giubbotto di pelle nasconde una semplice canotta bianca, e il jeans è sporco d’inchiostro. Ha un paio di Timberland nere al piede. E’ affascinante, a modo suo.
Probabilmente dovrei solo spostarmi o dire qualcosa, ma devo sicuramente smetterla di fissarlo. <<Scusa, certo io… mi sposto.>> Ora balbetto persino, di male in peggio.
Non mi guarda in viso quindi non riesco a vedere bene i suoi occhi. Sembrano chiari ma mi sfugge qualcosa. Non mi rivolge la parola e si dirige ad un cavalletto in fondo alla sala. Che scostumato!

Continua a leggere

Perfetto. La prima persona che conosco è un insolente, scorbutico, presuntuoso e… <<Salve, sono il professor Daario Bartholoy, ma potete chiamarmi solo Daario. Dopotutto, non sono poi così vecchio!>> Il Professore ha un elegante pantalone scuro con una camicia bianca e un panciotto verde petrolio. Una catenina d’oro è legata alla tasca dalla quale sbuca un fazzoletto bianco ripiegato in modo perfetto. I capelli scuri sono portati elegantemente all’indietro e la barba è accuratamente pettinata. Dalle poche rughe che incorniciano gli occhi scuri non credo superi la trentina.
Ha uno stile particolarmente elegante per essere un professore di Arti Figurative.
A quanto pare non sono l’unica a notare che ha un sorriso ipnotico. Alcuni studenti sono seduti in prima fila con un espressione trasognante.
Ho scelto una postazione leggermente isolata rispetto alle altre. Quando dipingo devo avere la possibilità di isolarmi e credo che la luce che entra dalla finestra alla mia sinistra sia d’aiuto per una maggiore comprensibilità del colore.
Sono affezionata ai miei pennelli in modo morboso. Molti, invece, preferiscono dipingere con qualche scarto trovato nel mobiletto vicino la scrivania.
Come prima lezione mi aspettavo per lo più teoria, invece il Prof. Daario vuole conoscerci artisticamente e siccome, a detta sua, “un po’ di competizione non fa mai male”, il quadro migliore verrà messo in esposizione nella sala principale per due giorni.
Mi sento confusa, non ho mai dipinto per competere.
Mi guardo intorno e vedo studenti che parlano tra loro scambiandosi idee e mostrando i propri lavori in corso. Il professore è impegnato nella lettura di un libro tutto spiegazzato.
Mentre vago con lo sguardo una figura attira la mia attenzione.
Ad un paio di cavalletti di distanza dal mio c’è lui: lo “scontroso”. Prima non avevo notato quanto fossero ampie le sue spalle. I capelli li ha legati in un codino grazie al quale posso vedere bene gli orecchini. Sono tre, di cui uno pendente che sfiora il collo muscoloso ogni volta che muove la testa. Ha le labbra serrate intorno ad un pennello. Da questa angolazione non riesco a vedere cosa sta dipingendo.
Ma perché sono tanto curiosa? Mi ha detto una sola frase ed è stata più che sufficiente.
Inizio finalmente anche io il dipinto e finite le quattro ore a disposizione sono soddisfatta del risultato. Il Professore voleva qualcosa di personale, per cui ho ritratto una delle mie coste preferite della Cornovaglia.
Consegnato il quadro mi affretto ad andare all’appuntamento con Aria al chiosco.

<Come è andata la prima lezione?>
Alla mia domanda risponde raccontando per filo e per segno cosa è successo e descrive a lungo le ottime prestazioni dei numerosi e stupendi computer moderni messi a disposizione degli studenti. Ordiniamo due tè neri e, appena il cameriere si dirige al bar, Aria esclama <Ora tocca a te!>
E’ il mio turno di raccontare, ma evito di parlare del ragazzo svitato e antipatico che purtroppo è nel mio stesso corso. Dopotutto mi sto concentrando su una persona che mi ha rivolto mezza frase e nulla in più.
Aria si mostra sinceramente curiosa di cercare il mio affascinante professore sul sito della scuola, e caccia un Macbook dalla borsa.
<Quando andiamo in stanza ti mostro tutto ciò che vuoi Aria, ma ora dobbiamo andare a prendere gli schemi delle lezioni>, le dico. Raccogliamo le nostre cose e ci dirigiamo al padiglione principale.

Ci infiliamo nella segreteria prima che si faccia una lunga fila di studenti smaniosi di inserirsi nei migliori corsi del college. Il mio orario comprende svariate ore di Teatro e Letteratura. Aria deve correre ad una lezione dal nome impronunciabile per una semplice pittrice novellina, ed io sono in ritardo.
L’aula di Letteratura è diversa da quella d’Arte. Qui prevale il legno color mogano come il parquet. Ci sono eleganti librerie stracolme di cultura di tutti i generi. La Sig.ra Florence è altezzosa e rigida, ma non credo che una professoressa sgradevole possa farmi distogliere l’attenzione da Jane Eyre.

Sono passati un paio di giorni e non mi sono del tutto adattata alla vita da adulta. Fare il bucato non è una delle cose più semplici da fare, ma fortunatamente Aria è più pratica di me, non c’è dubbio.
Ogni tanto mi perdo per il college ma sono sempre in orario alle lezioni. Anticiparsi serve proprio a questo. Oggi mi servirà sicuramente qualche minuto in più siccome sto andando a lezione di Storia dell’Arte ma non trovo l’aula.
Vedo un ragazzo snello con i capelli biondi spettinati e gli occhi castani. E’ appoggiato al muro e sembra essere l’unico che non corre in nessuna direzione. Porta dei jeans neri e una maglietta scura. Ha un giubbino di pelle grigio poggiato sulla spalla, suppongo sia impegnato a messaggiare.
Mi avvicino a passo svelto <<Ciao, scusa il disturbo ma mi sono persa e sono in ritardo, mi sai indicare l’aula di Storia dell’Arte?>>
Alza gli occhi dal cellulare e mi guarda con un sopracciglio inarcato.
<E tu saresti?> Certo che delle centinaia di persone che sono in questo college ho la calamita per gli altezzosi.
<<Beh, io sarei una ragazza che ha tanta voglia di entrare in aula prima che i posti migliori vengano occupati>>, rispondo chiaramente irritata.
Dopo un istante di silenzio il ragazzo scoppia in una risata del tutto fuori luogo.
<<Cos’hai da ridere?>> Lo interrompe una voce che riconosco all’istante: è lui.
<Questa ragazzina vuole indicazioni per l’aula della Prof. d’Arte. Quella sexy, sai… quella con i capelli scuri che le arrivano fino al culo!>
Ma come si permette?! Non solo mi ha appena chiamata ragazzina, ma ha appena offeso esplicitamente una professoressa davanti a me. E questo ragazzo qui dietro che non dice nulla a riguardo, ma che razza di… <Senti un po’ biondino>, sbotto. <Non ti azzardare mai più a chiamarmi ragazzina. Non ti conosco e non ho idea di chi sia questo tizio dietro di me che ti da corda. Ma non puoi permetterti di parlare di un professore in questo modo. Non davanti a me!>
Bene, ha la bocca socchiusa e gli occhi fissi nei miei. Credo che le mie parole stiano avendo il loro effetto, per cui continuo. <Non mi serve sapere il tuo nome per sapere che sei una persona viscida. Chi mai parlerebbe di una professoressa in questo modo. Tu non…>
<Hai finito?>
Vengo interrotta dalla la voce del ragazzo dietro di me, la quale suona come un martello su un incudine dentro il mio petto.
Mi giro per dirne quattro anche a lui, ma non riesco a proferir parola quando i miei occhi incontrano i suoi. Avevo avuto qualche dubbio sul colore quando l’ho incontrato nell’aula di Arti Figurative – non avevo incrociato il suo sguardo come ora -, ma questo mi lascia senza parole. Non ho mai visto nessuno con occhi così.
Sono di un verde intenso, quasi smeraldo. Nonostante non abbia mai visto nessuno con gli occhi di questo colore, ciò che mi impedisce di staccare i miei dai suoi è una macchia blu polvere nella parte alta dell’iride dell’occhio sinistro, proprio sopra la pupilla.
Il mio cuore inizia a battere più forte e non riesco a controllarlo.
Non smetto di guardarlo. Mi sento le guance infuocate. Che strana sensazione!
Il ragazzo, che qualche secondo fa era immobile, socchiude le labbra come se volesse dire qualcosa. Io sono ancora rapita dal suo sguardo intenso quando una scia di luce solare entra dalla finestra del corridoio e gli illumina il volto. La pelle diventa color Terra di Siena – userei questo colore se volessi dipingerlo – e gli occhi cambiano impercettibilmente colore diventando più chiari. La pupilla reagisce alla luce solare restringendosi e lasciando spazio ai colori più belli del mare.
Lo sto fissando da qualche secondo ormai e la rabbia che mi pesava sul petto sembra aver lasciato il posto ad un respiro affannoso.
Sembra infastidito, quindi erompe <In fondo al corridoio a destra.>
Inclina leggermente la testa e mi indica sommariamente la strada da seguire alzando lentamente il braccio.
Il ragazzo biondo sogghigna e aggiunge <Cosa c’è ragazzina, il gatto ti ha mangiato la lingua?>
Finalmente riesco a staccare gli occhi dal ragazzo con il codino e senza dire nulla mi avvio verso l’aula; affretto il passo quando li sento ridere dietro di me.
Quando entra la professoressa non posso non notare che bella donna sia, fine ed elegante. Ma non riesco a seguire la lezione.
Quegli occhi sono impressi all’interno delle mie palpebre. Non riesco a pensare ad altro.

<Elis ma cosa combini?>.
Aria mi trova seduta sul tappeto al centro della stanza con varie matite colorate e fin troppi fogli sparsi sul pavimento. <Scusa il disordine Aria, devo disegnarli prima che me ne dimentichi il colore!>
Mi guarda con espressione confusa e chiede <Mi spieghi cosa ti è preso?> Così inizio a spiegarle per filo e per segno cosa è successo in corridoio.
A risentire il racconto mi sembra di essere pazza. <Ascolta Aria lo so che sembra tutta una follia, ma è stato così strano, intenso e non trovo altre parole.>
<<No, ti capisco, questo tizio con i capelli lunghi e la pelle… come hai detto che era la pelle? Comunque, ha degli occhi straordinari e tu vuoi tanto disegnarli. Ma dimmi un po’: non era uno stronzo scorbutico che non ti ha difesa quando il biondino ti ha chiamato ragazzina? E non dimenticare poi il pessimo comportamento a lezione di Pittura.>> Non ha per niente torto.
<Si beh, è sempre uno stronzo scorbutico. Uno stronzo scorbutico dagli occhi stupendi>, giustifico.
<Che mi dici di quello biondo invece?>
Sbuffo e incrocio le braccia al petto. <Forse mi avrà presa per pazza e in effetti lo sembravo, ma nella mia famiglia non ci si rivolge in quel modo con le persone adulte, tanto meno se insegnanti. Sarei stata punita se avessi usato certi termini.>
La mia compagna mi guarda stranita e risponde <Elis va bene quello che dici, ma qui non ci sono regole così rigide come a casa tua. Fuori le aule ognuno può dire come la pensa nel modo che preferisce, sperando che non ci sia un professore dietro l’angolo. Sono ragazzi, è ovvio che facciano dei commenti simili. Anche tu hai detto che il Prof. Daario è affascinante. Magari quegli energumeni non conoscono il vocabolario come me, te, o chiunque altro su questo pianeta, però c’è da dire che la Prof. Venci fa girare la testa a tutti con quell’area da Dea Greca.> Scoppiamo a ridere rumorosamente.

07 giugno 2020

Evento

Instagram
Domenica, 7 giugno, alle ore 16:00 o 18:00, non perdetevi un’intervista in diretta su Instagram! “Simposio di menti”, un blogger interessato alla scrittura e alla lettura, effettuerà un’intervista in piena regola sul romanzo Il ragazzo dagli occhi macchiati ancora in campagna di crowdfunding con Bookabook! Vi aspettiamo!

Commenti

  1. Un romanzo molto particolare….è piacevole addentrarsi nella personalità dei protagonisti ed accorgersi come bene si integrano tra loro creando una storia davvero interessante. Anche la scelta dei luoghi teatro del romanzo risulta azzeccata. La scrittura è fluida ed intuitiva. Davvero una simpatica ed attraente esperienza.

  2. (proprietario verificato)

    Generalmente non amo leggere, ma questo libro è riuscito a trasportarmi in luoghi che non credevo esistessero dentro di me. L’autrice è stata capace di trasmettermi il dolore, le gioie, le insicurezze e tutte le emozioni contrastanti dei personaggi. Mi sono entrati sotto pelle, e non riuscivo a smettere di leggere. Pagina dopo pagina mi sono immerso in un mondo dove l’amore ti cambia, ti rende vulnerabile e, per una strana combinazione di elementi, anche più forte. Non vedo l’ora di leggere un prossimo capitolo di questa storia. Non vedo l’ora di poter osservare il processo di maturazione dei sentimenti dei protagonisti.
    Attendo una nuova, fantastica avventura!

  3. (proprietario verificato)

    Un libro sensazionale, capace di prenderti sin dalla prima pagina. Le ambientazioni sono descritte in modo impeccabile riuscendo a farti immaginare ogni dettaglio mentre leggi.
    Alcuni personaggi risultano così carismatici e con dei passati alle spalle che vorresti sempre leggerne di più per capire i motivi dei loro comportamenti.
    Insomma è un libro che ti attira e che non ti fa staccare da quelle pagine finché non lo hai finito. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono immergersi in questa fantastica storia.

  4. (proprietario verificato)

    Libro romantico e drammatico, descrizioni degli ambienti e dei personaggi ricche di dettagli come lo sono le peculiarità caratteriali.Leggendo ci si incuriosisce di conoscere il dopo , e ti senti personalmente coinvolto dai personaggi ,né suggerisco la lettura e spero ci sia il seguito

  5. Un libro romantico e travolgente,descritto tutto in modo dettagliato, capace di farti entrare a pieno nella storia di ogni personaggio.Ve lo consiglio!!!!

  6. (proprietario verificato)

    Libro fantastico, non riuscivo a smettere di leggere!
    Travolgente, romantico ma anche misterioso e violento.
    Innamorata follemente del personaggio di Cris, descritto così bene da intrigarmi come se fossi io la protagonista della storia
    Ve lo consiglio e aspetto un secondo capito con ansia

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Emanuela Tammaro
Sin da bambina mi cimentavo a scrivere canzoni, poesie, o piccoli frammenti di storie confusionarie. Ho sempre amato il teatro e il cinema. Quindi ho frequentato un’accademia di recitazione per dodici anni. In quel lasso di tempo ho avuto modo di studiare le diverse forme di scrittura. Così, affascinata, ho fatto un corso di scrittura creativa durante il quale mi sono appassionata alla lettura.
Il mio percorso di studi mi ha portato a conseguire il diploma di Maestro d’Arte. Successivamente sono diventata Educatrice-Addestratrice Cinofila. Malgrado io abbia dovuto interrompere gli studi all’Accademia delle Belle Arti per conseguire il diploma di Dog Trainer, sono pronta per ricominciare.
In questi anni, tuttavia, nonostante io mi sentissi realizzata dal punto di vista lavorativo e culturale, non ho mai smesso di scrivere e di sognare la pubblicazione di un mio romanzo.
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