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Realtà è ciò che muta - Introduzione alla Filosofia Clinica

Realtà è ciò che muta Introduzione alla Filosofia Clinica campagna
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Consegna prevista Gennaio 2021
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La rabbia dovrebbe passare, vorrebbe tanto che passasse. Invece, niente. Continua a rivedere la stessa scena, recitata in un mesto teatrino mentale in cui dovrà litigare controvoglia, per mille volte ancora, immaginando sempre un esito diverso ed insoddisfacente.
“E se avessi detto così? Avrei dovuto reagire subito! Si può vincere in un litigio? Come devo comportarmi ora?”.
Come si fa a non pensare a ciò che ci fa del male?
È finalmente l’ora dell’appuntamento. Invece le preoccupazioni sono così tante che fanno persino fatica a guardarsi in faccia. Sono lì, ma non sono davvero l’uno per l’altra. Una serie infinita di velature, i loro pensieri, si mettono tra loro come nuvole che impediscono di vedere davvero il cielo degli occhi dell’altro. Come si evita di passare il tempo a vivere nella propria mente?
Un libro come un dialogo, una proposta di cambiamento, un momento in cui ripensare il rapporto con tutto ciò che ci circonda.
Perché solo attraverso l’impegno la felicità è possibile.

Perché ho scritto questo libro?

Ero molto piccolo. Una grave malattia quasi uccise mia madre e la mia infanzia. La paura fece nascere tante domande, tutte troppo pesanti per le spalle di un bambino.
Molto tempo dopo, ho provato a prenderle per mano e a viaggiare in loro compagnia, verso il luogo, meraviglioso, terribile e mutevole, posto al confine tra filosofia e psicologia, per cercare risposte.

Sono ormai trascorsi più di quindici anni. In questo libro ho provato a descrivere ciò che ho trovato.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Introduzione

Qual è un buon rimedio per le scottature? una crema.
In farmacia ne hanno sicuramente di buone. Mia nonna usava una mezza patata, forse non serviva a molto, ma almeno era fresca. Poi certe erbe: probabilmente aiuteranno a lenire un po’ il dolore.
Il rimedio migliore di tutti però è questo, senza ombra di dubbio: evitare le scottature. Grazie! Sembra facile… In fondo, però, si può imparare: certo ascoltando i consigli di chi ci è già passato ma, soprattutto, diventando bravi osservatori e sviluppando buoni riflessi.
Per la rabbia è più o meno lo stesso: ci sono metodi per provare a stare un po’ meglio, dopo che è successo, ma nulla è davvero risolutivo: il nostro sangue è già pieno di tutte quelle sostanze che ci scivolano dentro non appena la rabbia arriva. Batticuore, ansia, sonno impossibile, divertimento impossibile (non si riesce a guardare nemmeno un film!). Insomma, il modo migliore per affrontare la rabbia è uno soltanto: evitarla. Magari non sempre si può (e non sempre si deve), ma spesso, molto spesso, sì. Come si fa? La risposta è questa: bisogna cambiare. La buona notizia è che il cambiamento in questione (esattamente ciò che vi proporrà questo libro) non avrà a che fare solo con la rabbia, ma comporterà una serie di quelli che potremmo definire “effetti collaterali” (buoni!): nuove capacità in grado di renderci più felici e più attenti ai nostri pensieri, alle nostre azioni ed alle loro conseguenze. Il Pianeta e i suoi abitanti ringrazieranno sentitamente.

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È facile immaginare una alternativa, ma diventare l’alternativa è certamente più complesso (ma molto più efficace). Perché non provarci, insieme?

Quello che state tenendo in mano non è un libro comodo. Non è scritto come un manuale e non parla di qualcosa che vi aiuterà senza che voi dobbiate compiere alcuno sforzo. Non è nemmeno indicato in quarta di copertina che avrete risultati in due o tre settimane, anzi, questo testo presuppone un (bellissimo) impegno che potrebbe, auspicabilmente, essere privo di un termine. Un impegno che non vi deve spaventare. Sì perché, siamo sinceri, vi siete stancati delle cose che non funzionano ed è ora di fare sul serio: avete capito che non ha senso passare la vita meno bene di quanto si potrebbe fare. Sarebbe un peccato davvero: di vita avete solo questa.
Nel corso dei primi capitoli verrete introdotti ad una nuova pratica meditativa, eidosofia, concepita a partire da concetti propri del buddhismo Chan e quindi, considerando l’analisi dei risultati a cui questa conduce, sarà successivamente possibile contemplare se stessi ed il mondo in modo differente, ponendo così le basi per un sistema filosofico completo (il cui nome è filosofia clinica) che possiede anche numerose implicazioni dal punto di vista psicologico.
Questo libro, lo si sarà intuito, si situa nello spazio di confine tra la filosofia e la psicologia, un limite piuttosto labile e conteso, un luogo dal quale possono giungere importanti suggestioni e concetti e alla luce dei quali è possibile considerare diversamente o nuovamente ampi capitoli della cultura e della natura umane.
Quello che andremo ad intessere sarà un rapporto a due, e una relazione di questo tipo non può prevedere un indice che riveli anticipatamente i contenuti con troppa precisione: infatti non lo troverete. In più gli argomenti saranno trattati e poi ripetuti, messi da parte e poi ripresi, ogni volta in modo diverso. Come in una danza, balleremo per un po’ con alcune parole, ne incontreremo altre e quindi torneremo dalle prime: saremo cambiati noi e saranno cambiate loro, le vedremo sotto un’altra luce. Non è quindi possibile immaginare una lettura che contempli lo scorrere il testo per capitoli, magari leggendo solo ciò che interessa davvero, ignorando le altre parti. Purtroppo si è assecondata la necessità, e l’autore se ne scusa con il lettore, di scrivere il testo con l’obiettivo di offrire una esperienza il più possibile simile a quella dell’ascolto: proprio come se qualcuno ci stesse parlando e noi lo stessimo ascoltando, sarà richiesto di avere la gentilezza e la pazienza di seguire il discorso nel suo articolarsi, pena il perdere il senso non di ciò che è scritto, ma di ciò che è ben nascosto al di là di questo.

Per una lettura di questo tipo servono un paio di ingredienti fondamentali: la fiducia, almeno inizialmente, del genere che si accorda a chi ci sta parlando anche se per mezzo di uno scritto, e l’impegno (senza quest’ultimo non si avrà alcun risultato) ma di questo ci occuperemo più avanti e in qualche modo si potrà lavorarci insieme, non c’è da spaventarsi.
Sono qui racchiusi i frutti di quindici anni di studio e di due progetti di ricerca che, come il lettore potrà facilmente immaginare (altrimenti questo testo non sarebbe finito tra le sue mani), hanno dato esito positivo. Lo scopo di questo testo non è però l’adattare o il semplificare ciò che è in realtà un sistema filosofico piuttosto articolato, ma il descriverlo come lo si farebbe colloquiando e non come lo si tratterebbe all’interno di un testo specialistico. Si tratta di una premessa importante: il desiderio dell’autore è quello di comunicare interamente le idee alla base di filosofia clinica e non di fornirne una panoramica semplificata.
Questa visione della realtà (ogni sistema filosofico che si rispetti lo è) mira apertamente a cambiare il nostro modo di concepirla, promuovendo un approccio di conoscenza diretta. Il metodo è costruito sulla base del principio “realtà è ciò che muta” e sulla necessità di sviluppare una conoscenza incarnata dello stesso, in modo da poter modificare di conseguenza il proprio comportamento.
Filosofia clinica è stata per molti anni un sogno da realizzare: il tentativo di creare qualcosa che potesse davvero riferirsi a tutti ed a ciascuno, comprendendo ed insieme non trascurando le diverse esigenze. Lo scopo, come si sarà già intuito, è quello di cambiare il mondo: ammettiamolo da subito, senza mezzi termini o giri di parole. Non si è scelto di estrapolare il senso da una filosofia per poi ridurlo a mero esercizio contro lo stress o l’ansia, ma di comprendere invece quale il senso fosse davvero, così da poter calibrare la pratica sulla base della ricerca di questo.
Si è proceduto a svolgere una lunga ricerca che si è occupata di che cosa fosse illuminazione ed è esattamente questo l’orizzonte di senso in virtù del quale la pratica è stata dapprima considerata e quindi adattata. Se pure va notato come la parte concettuale di insegnamento abbia una sua rilevanza, la pratica è infatti imprescindibile e può aiutarci a cambiare davvero il modo di intendere la vita che conduciamo, influenzando in questo modo direttamente le nostre scelte e i nostri comportamenti.
Questo è come annunciato un libro di cambiamento, di certo non immediato, non facile, ma che sicuramente ciascuno di noi può affrontare nell’ottica di rendere più numerose le sue possibilità di essere felice.
Nella nostra crescita di esseri umani siamo influenzati prima di tutto da ciò che non viene detto ma viene fatto all’interno della nostra famiglia: espressioni facciali, azioni, reazioni, tono della voce. Arrivano poi i dettami della società: dapprima ci giungono dall’interno della famiglia stessa, poi si fanno più tangibili con la scuola ed infine si manifestano per quello che sono durante l’attività lavorativa. Tutto sedimenta in noi e influenza la nostra mente e di conseguenza la nostra vita.
Ciò che abbiamo imparato, infatti, diventa la nostra mappa per interpretare il mondo: quando ci accade qualcosa, ancor prima di potercene rendere conto, proviamo un’emozione, segno che dentro di noi quel dato evento è stato valutato. In che misura ne siamo consapevoli? fino a che punto possiamo intervenire su quella valutazione? durante le nostre giornate, se ci capita, siamo consapevoli del fatto che ci stiamo innervosendo? quanto tempo realmente stiamo passando con le persone a cui vogliamo bene quando siamo in loro compagnia?
Questi sono alcuni degli interrogativi che verranno affrontati nelle pagine che seguono, ma prima di ogni altra questione, prima di cominciare sul serio a fare filosofia, è obbligatorio pensare alla nostra mente: calmarla, riprenderne le redini, comprendere come funzionino i pensieri, fare esperienza di qualcosa che li trascenda. Per parlare di mente è però obbligatorio considerare quali siano le condizioni in cui si trova a vivere oggi una persona: a questo serviranno i primi due capitoli, portate pazienza mentre li leggerete e cercate di coglierne il senso e ciò che per voi può essere utile. Ci permetteremo di generalizzare, ma con ogni probabilità buona parte di ciò che andremo a valutare interesserà piuttosto da vicino ciascuno di noi e, oltretutto, si tratterà di una generalizzazione a fin di bene: cercheremo di capire, insieme, come poter davvero cambiare le cose. La motivazione sarà un concetto chiave di tutto il testo e cercheremo di focalizzare su questa: saranno mano a mano presentate delle ragioni in virtù delle quali non è solo auspicabile, ma dal punto di vista umano è necessario riconsiderare la nostra esistenza e praticare eidosofia.
Una volta giunti al capitolo tre ci occuperemo della pratica vera e propria, il cuore stesso di questo testo. Eidosofia è un metodo per fare esperienza di ciò che abbiamo sempre veduto ma mai guardato davvero: la realtà. Si tratterà quindi, nel capitolo seguente, della mente capace di vivere la realtà: parleremo di realizzazione dal punto di vista di filosofia clinica.
Nel quinto e sesto capitolo la filosofia ci prenderà per mano e cercheremo di comprendere quali siano le conseguenze di una comprensione tanto radicale come quella che riguarda il rapporto pieno con la realtà all’interno della vita di tutti i giorni.

Si comincia.

28 maggio 2020

Aggiornamento

È stato pubblicato oggi un articolo che parla del libro: il giornale è Qdpnews.it.
https://www.qdpnews.it/veneto/37226-daniele-rostellato-propone-la-sua-meditazione-made-in-veneto-facciamo-amicizia-con-la-realta
Si tratta nel complesso di eventi che giungono come testimonianze di fiducia e affetto che spero poi diverranno spunti importanti per future collaborazioni e frequentazioni letterarie e filosofiche.
Un grazie di cuore a chi si è occupato dell'articolo, il giornalista Andrea Berton.
07 maggio 2020

Aggiornamento

Salve a tutti!
Vi informo che su https:https://www.facebook.com/filoclinica/ è stato pubblicato il video integrale dell'intervista che la professoressa Ines Testoni dell'Università degli Studi di Padova mi ha concesso qualche giorno fa. Si tratta di una grande opportunità per il libro, che può così essere spiegato nei suoi concetti fondamentali ed in alcuni degli aspetti che lo rendono diverso da altre pubblicazioni in materia.
Siamo ormai al 50% delle copie ordinate e mi sento di ringraziare tutte le persone che stanno avendo fiducia nel progetto!
www.filosofiaclinica.it è stato letto da migliaia di persone e tutto questo mi fa un grande piacere. Spero che la meditazione, propriamente detta e insegnata, avrà un peso sempre maggiore nella nostra società e che questo porterà a un nuovo modo di intendere i rapporti con gli altri esseri viventi.
22 aprile 2020

Aggiornamento

Grazie a tutti! Abbiamo raggiunto il 40% delle copie necessarie per la pubblicazione in 25 giorni: questo insperato risultato è stato possibile grazie all'affetto che sta circondando il testo, alle persone che si stanno mettendo in gioco leggendolo.
Sicuramente la strada del crowdfunding, per un "saggio", è un po' più in salita, ma continuiamo ad essere fiduciosi: stiamo capendo che il libro può effettivamente rappresentare un'occasione di cambiamento per i suoi lettori e questo è esattamente la ragione per cui è stato scritto. Grazie!
27 marzo 2020

Aggiornamento

Oggi si comincia, ufficialmente! Per questo ho deciso di affrontare una questione spinosa: che senso hanno le cose belle in questo periodo di sofferenza? Che valore può avere il tentare di pubblicare un testo, davanti a tutto quello che sta succedendo? Ho provato a dare delle risposte, le potete leggere qui:
http://www.filosofiaclinica.it/2020/03/27/lettera-ai-miei-dubbi/

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    E’ un libro per tutti, è un libro per tutti i momenti della vita. E’ un cammino che, come tale, ha le sue tappe, i suoi paesaggi, gli stacchi a perdifiato, le fermate ristoranti, i ritorni sui propri passi, per ritrovare quel dettaglio che si era perso tra le parole lette avidamente. E’ un libro che spinge ad agire, a smettere di passare i giorni a cercare di afferrare le nubi dei pensieri, per ricominciare ad avvertire le proprie radici affondare nella fresca terra, i propri rami a farsi percorrere dal vento. Un’investitura per un viaggio verso la realtà: un andare che è un tornare, per essere completamente presenti in ogni relazione, in ogni attimo, vivendo, davvero. E’ più di ogni cosa un libro integro, ma non ipocrita: non ci racconterà di quanto siamo bravi o belli così come siamo, ma ci accompagnerà, se avremo la pazienza di seguirlo, verso la consapevolezza di quanto potremmo essere felici semplicemente prendendosi l’impegno coraggioso, ma doveroso, di esistere. Cambiare per essere reali, senza più impersonare il disperato Don Chisciotte che combatte contro le tempeste di terrori ed aspettative. Le pagine sono una guida, calda, paterna, che mostra da subito di aver già intrapreso quella strada da molto tempo e di poter quindi condurci anche nel buio. Il tutto portato avanti con semplicità e delicatezza, senza sofismi, nè discorsi involuti, per rendere la lettura piacevole ed allo stesso tempo attenta. Se siete alla ricerca della felicità dovete comprare questo libro. Leggerlo, praticare, rileggerlo ancora, praticare. E dedicarvi poi alla meraviglia del reale.

  2. Il libro si legge sembra con facilità, ma poi ad un tratto ci si ferma e si pensa, e si torna indietro, si analizzano le frasi, si riconoscono i meccanismi, si pensa. Si prende a rileggere con una mente più sgombra, ma pronta ad aprirsi a nuovi concetti, pronta a vivere la realtà. Questa lettura mi ha accarezzato e coccolato in un terribile momento. Grazie.

  3. (proprietario verificato)

    Accessibile anche a chi non ha alle spalle uno studio filosofico e psicologico. Un modo per avvicinarci un po’ ad un pensiero orientale autentico, a farci fare lo sforzo di considerare altre prospettive diverse da quelle a cui siamo abituati a pensare. Un ulteriore strumento per allenarci a porci delle domande. Lo consiglio assolutamente.

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Daniele Rostellato
Daniele Rostellato nasce a Padova nel 1975 e proprio presso l’Ateneo Patavino completa gli studi in filosofia della mente e in psicologia cognitiva. Si dedica da oltre quindici anni allo studio della filosofia buddhista, in particolare Chan e Zen, e si interessa al problema mente-cervello. Negli ultimi tre anni è stato impegnato nella sperimentazione scientifica in ospedale di Filosofia Clinica, il metodo che ha sviluppato. Coltiva la terra, suona la chitarra e ama osservare le stelle.
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