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Rinascita

Rinascita
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Consegna prevista Giugno 2021
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Catherine Evans è un’ex cantante newyorkese dai capelli castano ramati e dagli intensi occhi verdi. Dopo un grave incidente che ha cambiato la sua vita, Cath decide di lasciare la Grande Mela per rifugiarsi tra le montagne innevate di Crested Butte dove vive le sue giornate dirigendo la struttura alberghiera e termale dei nonni materni.
Biondo, occhi azzurri, eccellente pianista e produttore di un ottimo rosé, Richard Harris attira l’attenzione di Cath durante un evento organizzato da John, suo ex manager e quanto di più simile ad un padre lei abbia mai avuto. Il comportamento da perfetto gentiluomo di un’altra epoca ammalia la protagonista, spingendola ad abbandonarsi a quel sentimento che la costringerà ad affrontare i ricordi dolorosi di una vita tutt’altro che felice e spensierata. Tra dolcezza, passione, sorprese e gelosia, la storia tra Rich e Cath porterà alla luce i riflessi scuri dell’animo e del passato della ragazza.

Perché ho scritto questo libro?

Questa storia nasce dall’amore per la scrittura e per alcuni tra i fandom più famosi basati per lo più su manga giapponesi. Ho sempre cercato di immaginarmi i personaggi delle mie storie preferite in contesti in cui avrebbero affrontato le complicazioni che una vita vera potrebbe sottoporre a chiunque. L’idea di un passato difficile, di una storia complicata e di un futuro incerto mi hanno spinta a voler toccare tematiche delicate che hanno dato vita a Catherine e Richard.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Avevo sempre immaginato piante senza fascino da cui dipendenti stressati raccoglievano l’uva e invece vidi ettari di terra in cui erano disposte file perfette di viti che avevano raccolto la poca neve caduta a quest’altezza. Era uno spettacolo davvero unico in cui il clima non troppo freddo incorniciava tutto con magia e sentimento.

“Evans” sobbalzai sentendo la sua voce che mi riportava alla realtà.

Mi voltai appena e vidi Harris al mio fianco con un sorriso che accendeva il suo volto di felicità. Indossava un completo casual che gli donava molto, rendendo perfettamente l’età che aveva e facendolo sembrare meno uomo di un’altra epoca. Anche con vestiti poco eleganti, la sua innata gentilezza, educazione e galanteria rimanevano tratti fedeli della sua persona.

“Harris” lo salutai sorridendo a mia volta.

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“Sono rimasta davvero colpita” “Da cosa?” “Da questo” indicai con entrambe le mani il panorama che mi aveva rapita poco prima e mi sorpresi a pensare ad un Harris spensierato che correva per quel vigneto, accorgendomi appena del sorriso ebete che sicuramente avevo in volto. Si capiva che quello era il mondo giusto per lui perché uno sguardo al suo paradiso gli dipinse il volto di perfetta armonia.

“È meraviglioso vero?” “Assolutamente” potevo vedere con la coda dell’occhio il suo sguardo scrutare me invece che il suo vigneto e la cosa non poté che rendermi felice e lusingata. Sarei mai stata in grado di esprimergli tutto il riconoscimento che provavo per avermi ricordato che la vita poteva essere davvero così bella?

“Evans vuoi bere qualcosa di caldo?” mi voltai a sorridergli. Il panorama era davvero magico ma il freddo iniziava a farsi sentire ed il pensiero di una cioccolata mi scaldò immediatamente.

Harris mi invitò a precederlo all’interno della struttura da vero gentiluomo, mi aiutò a sfilare il cappotto e lo lasciò nelle mani del maggiordomo che lo ripose su di un appendiabiti poco lontano. Entrando, notai subito il calore e la sensazione di benessere che emanava quel luogo stupendo. Le pareti erano rese in pietra, come voleva la tradizionale architettura di bassa montagna mentre il pavimento e il tetto erano stati realizzati con legno scuro che perfettamente si intonava all’ambiente.

La struttura era molto semplice, l’ingresso dava sulla sala principale da cui si accedeva ad un piccolo corridoio sulla sinistra ed alle scale che portavano al piano superiore sulla destra. Un tavolino basso in mogano era posto al centro della sala, circondato da un divano che proseguiva su tre lati, rivolti verso il camino in uno stile antico che conferiva un tocco classico ed elegante a tutta la stanza. Non c’era un lampadario unico ma molte lampade da terra verticali che illuminavano lo spazio. Ai lati della sala vi erano alcune librerie colme di racconti di varia tipologia, dai romanzi classici ai moderni, da Jonathan Swift a Dan Brown, da J. K. Rowling a Jane Austen. Molte persone acquistavano una libreria come puro arredo eppure la sensazione che mi ispirò Harris non fu quella di un uomo che badava troppo all’opinione altrui quanto di un giovane che coltivava le proprie passioni.

Il divano era colmo di cuscini soffici e coperte calde ripiegate. Quella sala era così accogliente che immaginai di potermi accomodare per giorni interi a leggere i capolavori di quegli scaffali.

Inevitabilmente mi avvicinai alle librerie, incuriosita dai contenuti dei ripiani.

“Li hai letti tutti?” Harris, che fino a quel momento era rimasto ad osservare il mio stupore sulla soglia della stanza, si avvicinò notando il mio interesse per un romanzo in particolare.

“Quasi. Non ho molto tempo da dedicare alla lettura ma, credimi, passerei ore ed ore tra le pagine di qualche buon libro” prese dal ripiano la ristampa che stavo fissando da qualche minuto e me la porse.

“L’ho trovato su un sito internet e non ho saputo resistere, adoravo la copertina in pelle. Sembra avere ancora più classe ed eleganza di quanto già lo scritto in sé non abbia” persa nelle sue parole sfogliai alcune delle pagine del libro fino a trovare uno dei capitoli più belli di Orgoglio e Pregiudizio.

“Avrò letto questo libro almeno dieci volte ed ogni singola parola che vedo scritta mi fa immergere nella storia come se fosse la prima volta. L’autrice è riuscita a far emergere due caratteri così contrapposti ma simili in una storia di vita quotidiana dell’epoca, facendo risaltare le vicende ed ogni più piccolo particolare al meglio” “Si vede che ti appassiona molto questo racconto” richiusi il libro con un senso di tranquillità addosso ma con la voglia di conoscere meglio quell’uomo che avevo di fronte a me.

“Adoro i racconti della Austen e sicuramente questo è il mio preferito. Ho sempre sognato di poter vivere le sensazioni di Elizabeth” si dipinse sul mio volto il migliore dei sorrisi e riposi il libro con cura. Harris sembrava perso in qualche pensiero quando un uomo vestito di nero si avvicinò al tavolino appoggiando alcune bevande calde tra cui dell’acqua per il thè, una tisana alla camomilla, del sakè, del liquore e della cioccolata con accanto un contenitore colmo di panna montata.

Harris ringraziò il maggiordomo senza staccare gli occhi dai miei ed io mi sentii invadere dalla stessa attrazione che avevo provato la sera del nostro primo incontro.

Quando il domestico scomparve, Harris mi accompagnò al divano, dove ci accomodammo. Lasciò che feci io la prima scelta; anche nei piccoli dettagli dimostrava di essere l’uomo più educato che io avessi mai conosciuto.

Nonostante la teiera mi affascinasse e la scelta delle tisane fosse vasta, preferii la dolcissima cioccolata, dimostrando forse per la prima volta il mio lato infantile a quell’uomo. Decisi però di evitare la panna, pensando di essermi esposta fin troppo come ragazzina golosa per quel primo appuntamento. Anche Harris riempì la sua tazza di cioccolata ma lui abbondò con quella delizia bianca. Se poco prima mi ero chiesta perché ci fosse un intero contenitore pieno di panna montata, adesso potevo capire che non ero l’unica ad essere così ghiotta di quella nota candida.

Trovato il coraggio che prima mi era mancato, seguii il suo esempio, immergendo il cucchiaino in quella composizione perfetta.

“Sembra piacerti molto, Evans” mi ritrovai a contemplare la bontà di quella sostanza che da tanto tempo non assaggiavo.

“Moltissimo, sono anni che non mi godevo una cioccolata calda con panna montata” vidi sul suo volto il sorriso di un bambino mentre anche lui si gustava la bevanda.

Quando notai che nella tazza era rimasta solo la cioccolata, poggiai il cucchiaino tentando di non sporcare il tavolo, come ero solita fare anni prima ed avvicinai le labbra alla tazza assaggiando un sorso di quel buonissimo composto. Chiusi gli occhi per godermi appieno il sapore dolce ma quello che non potevo immaginarmi era di sentire Harris ridere di gusto.

Mi voltai verso di lui osservando le sue risate farsi sempre più contagiose.

“Cosa c’è di tanto divertente?” sembrava così felice che quasi mi misi a ridere anche io.

“Niente, niente”

La sua risata era cristallina, così genuina e contagiosa che dubitavo qualcuno potesse resistergli. Riuscì a calmarsi solo dopo qualche minuto e, riprendendo fiato, si avvicinò sempre più a me.

“Evans” vidi il suo volto avvicinarsi al mio e le sue mani farsi spazio sul mio viso. Quel tocco era come velluto e le sensazioni che mi provocò furono così forti da farmi girare la testa e sbattere gli occhi più volte.

Quando le sue dita arrivarono sulle mie labbra, pensai di essere prossima ad un infarto, un meraviglioso infarto. Fu un contatto dolce e delicato che riaccese l’amaro che mi era rimasto da quel bacio mancato di poche sere prima. Volevo sentire quelle labbra sulle mie, volevo tastare la loro morbidezza e capire che sapore avessero.

Improvvisamente si allontanò da me e vidi sulle sue dita alcune tracce di cioccolata calda. Mi sentii mancare. Non riuscivo a credere alla figura pessima che avevo appena fatto, non riuscivo ad accettare che il motivo di tante risate potesse essere la mia goffaggine. Mi sarei dovuta sentire offesa, presa in giro ma tutto ciò che provavo era un gran imbarazzo e un senso di divertimento che era il riflesso del suo stato d’animo.

Il gesto che però mi fermò il cuore fu il suo portarsi le dita alla bocca e leccare quelle tracce di cioccolato. Non smise di guardarmi nemmeno per un secondo mentre io ero ammaliata da quelle labbra rosa e attraenti. Potevo vedere in quel gesto tutta la sensualità di cui era capace e sentii un brivido freddo scuotermi dal profondo e provocarmi degli spasmi in tutto il corpo.

“Tutto bene?” sorrideva e sul suo volto vidi che era a conoscenza dell’effetto che aveva su di me. L’aveva capito. Sapeva che volevo baciarlo più di qualunque altra cosa, sapeva l’effetto che quel semplice gesto aveva provocato in me. Mi sorpresi nel constatare che quel pomeriggio avrei conosciuto un Harris differente rispetto alla cena di qualche sera prima, un uomo che sapeva essere sensuale oltre che galante, che godeva nel farmi impazzire. Dal canto mio, adoravo vederlo così spavaldo e sicuro di sé.

Avevo conosciuto un principe che adesso sapevo essere anche un provocatore e mi stavo innamorando di lui sempre più. Sentivo la mia testa farsi sempre più confusa mentre i pensieri vorticavano frenetici. Ero un fremito continuo, piacevoli scosse si alternavano dalla mia nuca fino al fondo schiena. Non riuscivo a recuperare l’uso della parola, ero stregata dalla voracità con cui desideravo quell’uomo. Dopo qualche minuto fu Harris ad interrompere quel silenzio assordante.

“Piaciuta la cioccolata?” aveva ancora sul volto quell’aria da conquistatore e decisi di giocare con lui come lui stava facendo con me. Rispolverai le doti recitative sepolte nel passato e assunsi una posa accattivante sperando di risultare più una donna seducente che una ragazzina imbarazzata. Appoggiai una gamba sul divano e accavallai l’altra mentre portavo un braccio distrattamente sullo schienale. Ricordo che anni prima ero stata costretta ad imparare a recitare per accontentare il mio pubblico ed i fan; mi avevano più volte detto che fossi portata anche per la recitazione ma in quel momento pensai di non essere più così talentuosa. Più cercavo di apparire accattivante e più mi sentivo sciocca ed impacciata.

Cercai di dare un tono convinto alla mia voce ma il mio corpo trasudava tensione.

“La migliore cioccolata della mia vita” lo vidi sgranare gli occhi per un istante per poi riprendere lucidità. Se voleva giocare con me, mi sarei divertita molto a rendergli il favore.

“Bene, perché io adoro il cioccolato” in quello sguardo azzurro c’era un lampo di eccitazione e divertimento che mi avevano completamente stregata. Lui mi spronava, sfidandomi ad essere tutto ciò che una donna dovrebbe essere: dolce, gentile, rispettosa e, quando serve, maliziosa e sensuale.

“Peccato che sia finita allora” Harris posò la sua tazza sul tavolino e fece lo stesso con la mia.

“Signorina, cosa vuole fare adesso?” il mio cervello si bloccò, invaso da mille pensieri. Cosa intendeva? Cos’avrei dovuto rispondere ad una domanda così generica? Il panico si impadronì di me e non riuscì a rispondergli. Voleva sapere cosa volevo fare con lui? Oppure voleva che decidessi cosa fare al vigneto?

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Nonostante non sia mai stato coinvolto dai romanzi sentimentali ammetto che dopo aver sentito parlare di questo libro, mi sono incuriosito. Sono rimasto piacevolmente colpito nell’aver trovato una storia basata non solo dal classico ”grande amore” idealizzato, ma anche su tematiche profonde che creano grande empatia con la protagonista Catherine. Questo è sicuramente uno di quei libri che merita un posto nella vostra libreria: ben scritto, con una trama che ti coinvolge sempre di più in un misto tra dolcezza e sofferenza.
    Consigliatissimo a tutti i veri romantici, ovviamente.

  2. (proprietario verificato)

    Era da tempo che cercavo una storia che trattasse di amore e vita vera, di problemi oltre che di romanticismo, finalmente l’ho trovata! Catherine riesce a coinvolgerti nelle sue sensazioni: dolore, amore, gioia, sorpresa e tanto altro. Ho adorato questo libro dalla prima all’ultima pagina e non vedo l’ora di stringere tra le mani la mia copia!

  3. “Rinascita” è sicuramente una delle storie più romantiche che io abbia mai letto! Una volta iniziato a leggere il libro, fermarsi è stato impossibile poiché risulta coinvolgente e dolcissimo. L’autrice del libro riesce, pagina dopo pagina, a farti immergere nel mondo di Cath e a regalarti emozioni di ogni tipologia.
    Consiglio assolutamente questo libro a chi come me “ama l’amore” e vuole perdersi nella lettura di un ottimo libro.

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Morgana Zaltron
Morgana Zaltron nasce a Gattinara, in provincia di Vercelli nel 1993. All’età di undici anni si trasferisce con la famiglia in Emilia-Romagna per poi laurearsi nel 2016 in Industrial Design. Amante di libri fantasy, sentimentali e di manga giapponesi, inizia a scrivere fanfiction all’età di quindici anni. Dalle sue prime pubblicazioni su forum e siti di scrittura, il suo sogno nel cassetto è sempre stato chiaro, stringere tra le mani una copia del suo libro, dal profumo di carta stampata. Solo grazie al sostegno dei suoi più grandi affetti ha deciso di provare a realizzare questo suo desiderio, dando vita a “Rinascita”.
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