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Consegna prevista Agosto 2021
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Il mondo si divide in due tipi di persone: chi crede che il destino sia già scritto, e chi crede di averlo in mano. Lianne fa parte di quest’ultimo gruppo, ma crescendo nell’abbagliante luce di Lys si renderà conto che la luce illumina, ma allo stesso acceca. Costretta a seguire il destino da cui è stata marchiata ancora prima di nascere, prodigherà tutta sé stessa per difendere la sua fazione e le persone che ama dal buio di Suarì. Nel processo scoprirà che l’amore non è amore, la bugia spesso è verità, c’è chi lotta per vivere e chi sopravvive, il buono non è necessariamente onesto e il cattivo a volte non ha scelto di esserlo ma è stato costretto. Divisa tra sentimenti contrastanti, e spezzoni di vita persi riuscirà Lianne a salvare il suo popolo?

Perché ho scritto questo libro?

Per alcuni scrivere è inventare una storia da lasciare agli altri. Per altri è un’esigenza, un mezzo per evadere dalla realtà, per rendere tramite la parola qualcosa di apparentemente surreale qualcosa che si può vedere chiudendo gli occhi. Simile alla musica, nota dopo nota ascoltando e componendo scopri qualcosa di te. Scrivere è questo, imprimere su carta quel sentimento, tentando di capirlo. Cercavo un modo per essere me, per dar sfogo a chi ero in un momento in cui ero chi dovevo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Si narrava che al principio, il pianeta fosse abitato solo da tre donne e tre uomini. Ognuno di loro era dotato di grandi e candide ali bianche. Vivevano in pace, coltivavano i propri interessi e si prendevano cura del loro mondo insieme. Un giorno, in seguito ad un disguido, non riuscirono a trovare un accordo che soddisfacesse tutti, così decisero che qualcuno doveva amministrare il pianeta in modo universale: il primo di loro che fosse riuscito ad ottenere in sposa la donna che desiderava senza trucchi e marchingegni avrebbe governato. Dopo svariato tempo di corteggiamento e molteplici tentativi da parte di ciascuno di loro, le donne si mostrarono ancora remissive e disinteressate nonostante i tre individui fossero di bell’aspetto.

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Di comune accordo dopo l’ennesimo fallimento, decisero di affidarsi agli astri più potenti che conoscevano per impressionare le loro elette: il Sole e la Luna. Il primo uomo si recò da essi volando con grazia nel limpido cielo azzurro. Sentì il calore del sole bruciarlo tanto da aver paura che le sue ali si sciogliessero davanti tale ardore. Accecato dal bagliore del sole e stregato dalla grazia della luna disse loro:

«Voglio conquistare la mia prescelta per primo, perché so’ che il mio popolo avrà un sovrano che governerà con saggezza e forza nel loro esclusivo interesse.»

«Mostraci la tua saggezza senza usare prepotenza o arroganza, e noi saremo con te.» risposero gli astri incuriositi e guardinghi.

Fu il turno del secondo uomo il quale procedeva verso la Luna intimorito, mentre l’oscurità lo inghiottiva. Quando finalmente fu davanti a quella sfera pallida, frastagliata ed illuminata solo da una fioca luce argentea, con tono servile e leggermente spaventato recitò:

«Signora indiscussa della notte, vorrei che la mia diletta mi accettasse così da poter creare una numerosa stirpe con il quale riempire questo mondo arido. Il nostro desiderio è sentirci un po’ meno soli in queste terre sconfinate e mozzafiato.»

La Luna si sentì addolcita dalla sua richiesta e profondamente toccata dall’altruismo dell’uomo che le parve sincero.
«Colma la stessa solitudine che mi pervade da lungo tempo in questo buio e cupo cielo, affinché io possa aiutarti a porre fine alla tua.»

Il terzo uomo infine, decise di rivolgersi ad entrambi, ma di recarsi prima dal Sole.
«Ardo d’amore per la mia donna e vorrei che lei mi amasse allo stesso modo, vostra luminescenza.»

Per la prima volta il sole venne corroso dallinvidia. Aveva desiderato a lungo di essere ricambiato da colei che fin da tempi remoti regnava nella notte buia, così lontana dal suo calore.

«Voglio provare il tuo stesso amore ancora una volta, voglio rivedere la mia Luna. Se riuscirai in quest’ impresa avrai la mia luce ed il mio calore al tuo fianco mortale.» Gli astri diedero loro tre giorni di tempo e misero a disposizione tutto ciò che sarebbe potuto essere utile agli uomini al fine di esaudire i desideri che i signori indiscussi della notte e del giorno avevano espresso.

Allo scadere del tempo prestabilito, il primo uomo si presentò al loro cospetto. Sembrava tranquillo e sicuro di sé, sul viso perfetto aveva dipinto un’espressione spavalda. «Cosa ci hai portato?» lo sollecitarono i due astri incuriositi. L’uomo tirò fuori una boccetta dalla tasca, tirò via il tappo che la chiudeva e tutto il mondo di colpo cadde nelle tenebre. «Questa è la mia forza!» dichiarò fiero, ergendo verso l’alto la boccetta che risplendeva. «Ciò che mi renderà il sovrano indiscusso di questo pianeta è il vostro bagliore.»

La Luna e il Sole erano amareggiati e divertiti. Come quel mortale poteva aver pensato di essere superiore a loro? Come aveva creduto di riuscire a rubare il loro bagliore? Si era indubbiamente sopravvalutato. Il primo a parlare fu il Sole, che severo, recitò:

«Forza non significa sottrarre al tuo rivale o sottovalutarlo come hai appena fatto, eretico. Forza significa allenarsi duramente e con diligenza per essere al pari di chi avrai davanti.»
Fece una breve pausa mentre la sua voce profonda continuava a risuonare sul mondo sottostante eppur tanto vicino a lui.

«Saggezza non significa tradire e derubare chi ti sta offrendo aiuto, ma saper usare con astuzia la mano che ti porge!»
«Tu vivrai nel fondo di questo pianeta, il tuo popolo sarà sommerso dalle ombre, non vedrà mai nessun tipo di luce. Il vostro emisfero si chiamerà Suarì e sarà considerato dagli altri abitanti del mondo l’abisso più oscuro e orripilante. Uno dei tuoi discendenti sarà maledetto ed immortale, egli vivrà per vedere la lenta caduta del suo popolo e sarà marchiato dall’oscurità che tu stesso hai creato. Al suo fianco il suo generale pagherà per gli errori dei suoi antenati, proteggendolo in eterno animato dal fuoco della rabbia e dal rancore per il continuo fallimento del suo Governatore.» concluse greve la Luna comple- tando la frase dell’astro del mattino.

L’uomo di colpo iniziò a mutare perdendo se stesso: la sua carnagione una volta rosea assunse un colorito pallido e malaticcio. Il suo fisico scolpito si trasformò in un ammasso di muscoli più prorompenti ed ingombranti, facendolo diventare un gigante grottesco. Le sue ali, prima candide e grandi, ora erano diventate scheletriche e nere. Erano aperte sulla schiena ingobbita, mentre i suoi linea- menti si contrassero in una smorfia rabbiosa, cancellando così la sua espressione soddisfatta. La boccetta cadde dalle sue mani e nella discesa si aprì restituendo ai legittimi proprietari il loro bagliore. L’ uomo urlando e ingiuriando contro i due astri iniziò a sprofondare nell’abisso oscuro. Il secondo uomo si fece avanti, fissando la luna fiducioso, che alla sua vista si mostrò impaziente.

«Allora che compagnia hai trovato per me?»
Egli aprì il piccolo barattolino pieno di porporina argentea che teneva fra le mani. Lo strinse agitandolo e tante piccole scintille ne uscirono issandosi al fianco della luna, illuminate da un fioco bagliore.
«Queste sono quelle che io ho pensato di chiamare stelle, mia sovrana.» La Luna si sentì pervasa da affetto e adorazione per quel nuovo cielo lucente quasi quanto il mattino. Piacevol- mente colpita decise:
«Tu, mio caro amico sarai l’origine di una stirpe prosperosa, proprio come desideravi. Uno dei tuoi successori sarà baciato dal potere delle Stelle nel quale sarà scritto l’avvenire. Egli sarà illuminato dall’eterna gioventù ed esisterà in eterno. In questo viaggio sarà accompagnato da colui che lo difenderà e saprà leggere il futuro negli astri. Governerai la terra di mezzo, che prenderà il nome di Siyah.»

L’uomo si sentì allertato dal silenzio della luna, che quando ebbe finito di riflettere gli rivolse un’espressione triste e mortificata.
«Tuttavia il sole non è stato coinvolto nella tua impresa e così ha deciso che nel tuo regno non ci saranno giorni caldi e luminosi, solo notti limpide e mattine fredde.» L’uomo si sentì fortunato nonostante il sole non avesse gradito la scelta di accantonarlo. Le sue ali diventarono argentee, le aprì ed inizio il lungo volo verso la terra promessa mentre la sua promessa sposa lo attendeva con ansia.

E così fu il turno dell’ultimo, che con il suo fare intraprendente anticipò il sole.
«Eccomi al vostro cospetto, signore. Per farvi assaporare un sentimento simile al mio amore ho deciso di farvi incontrare il vostro corrispondente notturno e altrettanto luminoso e solitario.»

Così la luna comparve al segnale dell’uomo sovrapponendosi al sole, che per un attimo fu oscurato, ma continuò a riscaldare ed emanare luce su tutto il creato.
«Il mio amore è così, lei è davanti a tutto, davanti a me; ma nonostante ciò posso continuare ad essere me stesso.

Il vostro incontro è ciò che ho pensato di denominare Eclissi, miei astri.»
Il sole che per la prima volta nella sua esistenza si sentì felice e compiaciuto, più radioso che mai dopo aver ricevuto un regalo così grande dall’uomo, sentenziò:

«Tu vivrai nel punto più alto di questo mondo, che assumerà il nome di Lys. Il tuo popolo vedrà sole e luna in egual misura. Uno dei tuoi futuri eredi rappresenterà la Luna e governerà in eterno sulla tua terra, al suo fianco il sole sarà a sostenerlo indicandogli la giusta via. Entrambi potranno viaggiare nelle epoche passate, così da non scordare mai il momento in cui il nostro accordo è stato sancito.» L’uomo ringraziò i due astri e sbattendo le candide ali planò sul terreno, al fianco della sua amata che non vedeva l’ora di riabbracciarlo.

Il Sole e la Luna decisero che tutti gli immortali dovevano nascere nella stessa epoca e nello stesso anno. Infine si congedarono salutandosi con la tacita promessa di rincontrarsi al più presto.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Angela Zara
Zara Angela Maria, laureanda all’accademia di belle arti di Roma in grafica editoriale e fotografia. Nasce a Napoli nel 1994 per poi trasferirsi a Latina dove trascorrerà il resto dell’infanzia e adolescenza. Sceglie una formazione tecnica, per poi dedicarsi all’arte in età adulta frequentando la scuola Romana del Fumetto e l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Da sempre affascinata dalla lettura e scrittura in cui sfoga la sua creatività, fantasia e essere interiore. A 16 anni inizia così la stesura del suo primo romanzo e in età adulta ne curerà anche il progetto editoriale, la grafica e l’impaginato così da fondere tutte le sue passioni in un solo progetto.
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