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Il segreto dello scrittore

Il segreto dello scrittore
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Consegna prevista Luglio 2021
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Riccardo è uno scrittore con un problema particolare e grottesco: la sua testa è affollata da numerosi personaggi che detesta perché li considera troppo banali ed ordinari. Non riesce, però, a scacciarli e per questo decide di rivolgersi ad una psicologa che, con delle indicazioni molto precise, riuscirà a guidarlo a gestire la situazione. A quel punto, però, emerge chiaramente che dietro quel problema ce n’è un altro ben più complicato e difficile da affrontare. Le storie opprimenti che disturbavano Riccardo, infatti, servivano solo a coprire qualcosa di doloroso che aveva rimosso.

Perché ho scritto questo libro?

Era da un po’ che non scrivevo e ne avevo voglia. Mi sono fermata a riflettere e mi sono venute in mente varie idee: questa spiccava rispetto alle altre. Non avevo in mente tutta la storia, ma solo l’inizio. Scrivendo, però, tutto è venuto spontaneo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

«Qual è attualmente la situazione nella tua testa? Quante storie ci sono rispetto a prima?»

«Molte di meno. Penso si siano dimezzate più o meno.»

«Sono sparite tutte quelle che hai scritto?»

«Anche altre credo. È un po’ difficile dire se sono sparite definitivamente.»

«Ok, monitoreremo nel tempo. Quando le storie si presentano quanto sono intense? Quanto sono fastidiose?»

«Sono meno fastidiose.»

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«Ok, quindi potremmo dire che nella tua testa c’è meno affollamento di storie e di personaggi, infatti hai avuto più tempo per riposarti e per fare altro, tanto che hai ripreso a scrivere il tuo libro. Quando le storie si presentano, perché ce ne sono ancora molte, comunque danno meno fastidio.»

«Sì.»

«Hai intenzione di diffondere tutte le storie?»

«Sì, in un certo senso sono tutte opera d’arte in cerca di ammiratori adatti a loro. Non penso che posso farle pubblicare tutte, ho già dovuto chiedere una sorta di favore per questa e poi dietro ci sono anche dei costi, però posso diffonderle in altro modo, ad esempio creando un sito e pubblicandole lì.»

«Ok e se dovessi fare una valutazione di quanto la situazione è migliorata rispetto a quando sei venuto qui la prima volta, che voto daresti oggi da zero a dieci?»

«Mmh…non so forse sei.»

«Bene. Dei sogni cosa mi dici?»

«Quelli sono aumentati. Hanno sempre le stesse caratteristiche: sono immagini molto nitide e sono brevissimi, praticamente la storia non si sviluppa. Uno di questi sogni l’ho fatto più volte.» A questo punto le raccontò più nel dettaglio i sogni e poi disse: «Però questi sogni non mi danno particolarmente fastidio. A volte mi provocano un po’ di inquietudine, ma non sempre e comunque non si tratta di una sensazione forte.»

«Ok, ma questo probabilmente è dovuto al fatto che ti svegli e non penso che questo succede per caso.» (Pausa) «Ti svegli perché se il sogno andasse avanti ti mostrerebbe dei contenuti o ti farebbe vedere delle cose che ancora non saresti pronto ad affrontare perché ti darebbero troppo fastidio.»

«Le storie ora si iniziano a manifestare nei sogni?»

«No, sono due cose diverse, ma sono collegate.» (Pausa) «Le storie che si presentano nella tua testa tu le vivi come fastidiose, ma in realtà hanno una funzione fondamentale.» A questo punto Claudia sapeva che doveva essere molto delicata e graduale. Aveva iniziato a parlare in modo molto lento e rilassato per creare un clima di estrema tranquillità. «Tu hai un’idea di quella che potrebbe essere la loro funzione?»

Riccardo non rispose subito, si prese del tempo per riflettere e disse: «Forse servono per farmi diventare una persona migliore.»

«Spiegati meglio.»

«Non credo di essere una cattiva persona, però sicuramente sono un po’ presuntuoso e molto sicuro di me. Sono molto convinto delle mie idee, dei miei punti di vista, delle mie preferenze e questa penso che sia una cosa positiva, ma a volte sfocia nel non rispettare prospettive diverse dalla mia. Credo che questa storia mi abbia aiutato da questo punto di vista. Ero convinto che quelle storie facessero schifo, oggi non dò più una valutazione così assolutistica, pur rimanendo convinto del fatto che a me personalmente non piacciono. La stessa cosa è successa con quella ragazza di cui ti ho raccontato.»

«Ok, è chiaro, però sembra che tu stai cercando di individuare un aspetto positivo in una brutta vicenda che ti è capitata.»

«Sì.»

«Ok, ma come mai ad un certo punto questo problema si è manifestato? Dio o il destino o la natura hanno deciso che era arrivato il momento che tu diventassi una persona migliore e allora hanno escogitato questo piano?» L’espressione di Claudia era seria, ma nell’ascoltare la domanda Riccardo sorrise e disse: «Ma sai che in alcuni momenti l’ho pensato? Però ora non lo direi.»

«Devi essere una persona davvero importante per far scomodare Dio, il destino, la natura o chi per loro.»

Risero tutti e due. Claudia era bravissima ad utilizzare l’ironia nel modo e nel momento giusti. Usava l’ironia per evidenziare i limiti di certe prospettive, per stemperare la tensione, per incrinare percezioni rigide, per dire cose che non avrebbe potuto dire in altro modo.

Riccardo riprese il discorso e disse: «Forse le storie si sono sviluppate senza motivo. Non è detto che ci debba essere un perché.»

Claudia rimase impassibile e Riccardo disse: «Che vuol dire che queste storie hanno una funzione?»

«Che servono a qualcosa. Non si sono sviluppate per caso.»

«Davvero?»

«Penso proprio di sì. All’inizio non era così chiaro, ma adesso è abbastanza evidente.»

«Ok, a cosa servono?»

A questo punto Riccardo sembrava pronto e Claudia decise di affrontare l’argomento, ma con estrema delicatezza e gradualità e, soprattutto, prestando sempre attenzione alle reazioni dell’altro per capire come calibrare il colloquio. «Questo problema ha catturato tutta la tua attenzione e le tue energie.» (Pausa) «Distogliendole da qualcos’altro che poteva essere troppo difficile e doloroso da affrontare.» (Pausa) «Mano mano che le storie diminuiscono i sogni aumentano.» (Pausa). «Attraverso i sogni si manifestano i contenuti dolorosi che le storie nascondevano.»

«Quindi pensavo a queste storie per non pensare a qualcos’altro di brutto?»

«In un certo senso sì, ma è un meccanismo inconsapevole. Si è venuto a creare un problema che ne copriva un altro, molto più grande e complesso.»

«Però a me questi sogni non dicono nulla. Non capisco quale può essere questa cosa brutta che è stata coperta dai personaggi e dai racconti.»

«È ancora troppo presto, ma se continuerai a scrivere le storie e, di conseguenza, a liberarti di loro, piano piano diventerà tutto più chiaro.»

«Però se questo problema è utile, non dovrei smettere di lavorare per risolverlo?»

«No, dovresti continuare ad impegnarti a risolvere questo problema, a superare quello che c’è dietro e tornare alla bella vita che avevi prima.»

«Ora la situazione è accettabile, potrei anche accontentarmi e rimanere così.»

«Sì, potresti.» L’espressione del viso di Claudia era estremamente perplessa.

«C’è un ma?»

«Ma non mi sembri il tipo di persona che si accontenta, però potrei anche sbagliarmi.»

«E se decidessi di provare a risolvere tutto, ma non ci riuscissi?»

«Perché non ci dovresti riuscire?»

«Si è creato questo problema perché dietro ce n’è un altro più complesso, quindi potrei non essere in grado di affrontarlo.»

«In questo periodo stiamo lavorando per rafforzare le tue risorse.» (Pausa) «E poi con le giuste strategie si può affrontare qualsiasi cosa.»

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Erica Tinelli
Sono nata a Viterbo nel 1990. Sono una psicologa e psicoterapeuta, ma sono anche tante altre cose.
Tra le mie passioni c’è la scrittura nelle sue varie forme. Nel corso del tempo, infatti, ho prodotto tanti testi diversi tra loro: articoli divulgativi, racconti, articoli e testi specialistici. “Il segreto dello scrittore” è il mio primo romanzo.
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