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Socrate: l'uomo dietro al mito

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Socrate non è stato solo uno dei più importanti filosofi della Grecia Antica, ma anche un rinomato politico. E proprio a causa della sua posizione pubblica e della sua forte influenza, Socrate si è sempre attirato numerose antipatie, come quelle di Anito, figura di spicco e uno dei membri più importanti del Consiglio dei Cinquecento. Ma col tempo la semplice invidia diviene odio, e Anito inizia a elaborare un piano per sbarazzarsi di Socrate. Con l’aiuto di Santippe, moglie del filosofo, anch’ella logorata dall’odio per il marito, riuscirà a imbastire un processo-farsa basato su accuse del tutto false. Nel giorno del processo, Socrate dovrà mettere la propria oratoria al servizio della verità, affinché prevalga sulla menzogna e su meschini interessi.

CAPITOLO UNO

L’Astro Re era sempre stato lì, fisso in cielo come uno spettatore in una postura solenne e ordinata, a comporre il disegno degli dèi tanto misericordiosi quanto temibili. Eppure, quando mi conobbe, il giovane Socrate vide il creato squarciarsi, il castello delle certezze crollare in un’accozzaglia di macerie.

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Era stato l’unico uomo, a eccezione di Gesù di Nazareth, ad aver incontrato un qualcosa di divino e demoniaco prima di trapassare: i meandri della morte non l’avevano stretto in una morsa dissacrante, lo avevano piuttosto lasciato libero di conoscere quel che dopo c’è e c’è sempre stato, senza rinunciare alla vita. Ma, possiamo immaginarlo, per un giovane non è così facile conoscere i segreti del creato senza abusarne o senza fare di un’occasione una necessità, per cui l’adolescente che poi sarebbe diventato il padre della filosofia fece di me un servitore e un padrone, un amico e una guida, un mezzo e una fonte. Fu nel trascorrere dei mesi, quando la frutta maturava e i fiori si schiudevano cullati dalla calda luce di Madre Sole, che Socrate, in un giorno come un altro, dopo aver indossato la tunica e i sandali, si decise a fare domande sulla mia natura. E mentre io, che provenivo da una dimensione dove nessuno può nascere o morire, che non conosce la fame e la sete come il tempo e lo spazio, mentre lo vedevo evolversi nella pubertà, mi ritrovavo a rispondere a domande del tipo: «Come possono un dio buono e uno cattivo condividere la stessa forma?».«Io ho forma solo nella tua testa e non sono né l’uno né l’altro» dicevo.«Mi stai dicendo che non esistono dèi buoni e cattivi?»«Ti sto dicendo che buono e malvagio sono sinonimo di ingenuo e stolto.» E ad altro, capitemi, non potevo rispondere. Non posso nemmeno, dal canto mio, pretendere di annoiarvi con queste digressioni sul buono e il cattivo, giacché è una verità universalmente riconosciuta che la giustizia divina non corrisponde a quella umana. C’è da dire anche che al giorno d’oggi gli dèi non esistono più, se non in poche culture ancorate ai dettami antichi, e che la sacralità è stata incentrata tutta nella figura di dio, che viene pensato, venerato e santificato come uomo, come per sentirsi più vicini all’onnipotente. Ma se alcuni di voi fossero stati trasportati in un tempo lontano, diciamo al tempo di Socrate, tra le vie di un’Atene omertosa e villana, nelle menzogne quanto nella verità, avrebbero visto quanto il culto fosse importante e quanto l’uomo può cambiare dèi di continuo, pur rimanendo ancorato a un credo. E perdonatemi se non sono abbastanza chiaro nell’esposizione dei fatti, ma abbiamo così tanto di cui parlare che prima di Socrate bisognerebbe inquadrare il contesto in cui è cresciuto. Una volta, un uomo saggio, di cui non rivelerò il nome perché non c’è identità nella saggezza ma solo nell’arroganza, mi disse che i vizi e le virtù di un uomo derivano da tre cause: i genitori, gli studi e le compagnie. E guai, ragazzi miei, ad avere compagnie sbagliate, come capitò al buon vecchio Socrate, che crebbe con un talesenso del dovere verso la cultura da oscurargliene il piacere. M’ero presentato come qualcosa di divino e demoniaco e il fanciullo che non è stato conservato nella memoria del mondo sgattaiolò lontano in preda a spasmi di terrore.

28 maggio 2020

Aggiornamento

Cari amici,
finalmente abbiamo superato il 50% di pre-ordini e io sono qui incredula, perché pubblicare per me è sempre stato un sogno, uno dei più belli che si possano fare. Mi fa sorridere pensare che abbiamo cominciato solo pochi giorni fa e, pian piano (si spera!) ci si avvia verso la fine di questa campagna. Il fatto che abbiate scelto e, mi auguro, sceglierete il mio romanzo è per me fonte di grande stimolo e mi rende orgogliosa, perché evidentemente, come è successo a me, anche a voi Socrate è arrivato prepotente e meraviglioso, con quel suo fare a volte inesperto altre sapiente. È un personaggio che ho creato circa un anno e mezzo fa, che mi ha letteralmente stravolto la vita. Quando ho concepito Socrate e il Daimòn, in particolar modo, non pensavo che avrei dovuto lasciar andare il mio romanzo come si fa con un figlio al primo giorno di scuola, tutt'altro. Credevo che l'avrei sempre tenuto con me, tra le mie braccia di "mamma", che nessuno avrebbe mai letto il frutto della mia fatica. Invece eccovi qui, a sostenermi, a supportarmi e, questo è il caso di molte persone, a sopportarmi.
24 maggio 2020

Aggiornamento

Questo romanzo per me non è stato facile. E' nato davanti a un camino, davanti al fuoco che zampillava con quel suo fare dolce e mostruoso. Ho immaginato un demone che, con lo stesso tendere delle fiamme verso il cielo, si contorceva in sé per innalzarsi, "elevarsi" alla perfezione, evadendo dal buio. E mentre immaginavo, a un tratto mi sono resa conto che le mie dita scrivevano da sole, spinte se vogliamo dal profumo della legna che si diffondeva in tutta la stanza. Nessuno era accanto a me, ero sola. Non esisteva più nessuna delle persone con le quali prima mi ero intrattenuta a scambiare qualche chiacchiera di circostanza. Chiudo gli occhi adesso che il libro è qui, in campagna per bookabook e cerco di rimembrare quei momenti lontani, quando il mio cuore portava nel grembo delle sue dita impalpabili una delle opere che mi avrebbero cambiato la vita. Chiudo gli occhi e ripenso alla pelle che, a contatto con quel calore quasi materno delle fiamme in autunno, percepivano dei brividi di piacere. Le palpebre si stringono, perché non riesco a smettere di sentire quel godimento ch'è la scrittura. Nella mia vita mi sono sempre criticata, ho sempre cercato di trovare il difetto nel pregio, ma grazie a quest'opera, forse per la prima volta, mi sono data una pacca sulla spalla e mi sono detta "Brava Carlotta, ce l'hai fatta".
19 maggio 2020

Aggiornamento

Dall'articolo di "La Voce":
"C’è da dire che voi mi sentite (o leggete?) parlare in una lingua comprensibile a Socrate e che in futuro sarà anche capibile al lettore (se qualcuno sarà così gentile da tradurla), ma le mie lingue erano molteplici e il silenzio era una di queste. Era nel silenzio che mi raccoglievo con Socrate, essendo questo un prolungamento della voce che non tutti sanno adoperare a dovere, senza incappare in false rivelazioni e dissacranti accettazioni”
Questo è il punto d’avvio del romanzo ‘Socrate: l’uomo dietro al mito’, romanzo della nostra redattrice Carlotta Casolaro, pre-ordinabile da oggi, 19 Maggio, sul sito della casa editrice bookabook nella sezione Crowdfunding.
Certamente questo metodo di pubblicazione, nuova frontiera dell’editoria in Italia, non vi sarà nuovo: da qualche anno a questa parte, infatti, per risolvere la crisi in cui gli editori versano da tempo, si è deciso di ricorrere al metodo secondo cui è il lettore a decidere il romanzo da pubblicare. Il romanzo di Carlotta Casolaro, al contrario del già conosciuto e apprezzato metodo del Crowdfunding, decide di trattare di un argomento pressocchè sconosciuto al grande pubblico. Chiariamoci, Socrate è conosciuto da tutti, il primo filosofo che inaugurò la tradizione del pensiero come modo per controllare ogni emozione superflua, ma l’autrice sceglie di parlare di Socrate inteso dal punto di vista umano, dunque un uomo come tutti, dotato di sentimenti incontrollabili al punto di dover fare di tutto per dominarli, con pregi e difetti.
Carlotta, tu collabori con noi de ‘La Voce’ e altre importanti testate sia nazionali che internazionali, pur essendo molto giovane e oggi è uscita l’anteprima della tua opera. Come ti senti?
Emozionata, molto. La cosa mi sembra ancora strana, perché in un periodo come questo, tragico per il nostro paese e non solo, non mi aspettavo che la mia vita sarebbe cambiata così. Ho 20 anni, ma pretendo sempre molto da me stessa, quello che ho me lo godo, ma non mi basta mai.
Cosa rappresenta per te ‘Socrate: l’uomo dietro al mito’?
Per me questo romanzo rappresenta un po’ una consacrazione di un sogno, di tutti i sacrifici che ho fatto e che farò, rappresenta una nuova prospettiva di questo meraviglioso personaggio storico che è Socrate. La gente ha bisogno di vederlo non più solo come una figura scolastica o “pesante”, ma come un uomo come tutti.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo romanzo?
Tanto, tutto. Introspezione, intrighi amorosi, mistery thriller, insomma tutti i dietro le quinte del processo contro Socrate, raccontati in un modo diretto ma rappresentativo, di modo da riscontrare i gusti di un’ampia fetta di lettori.
Ma c’è un’altra novità che fa ben sperare per il futuro di questo titolo: è il primo romanzo, in Italia, a parlare di questo aspetto inedito di Socrate dal punto di vista del Daimòn, quel qualcosa di Divino e demoniaco che lo accompagnava da tutta una vita.
“Come possono un Dio buono e uno cattivo condividere la stessa forma?”domandò il giovane Socrate.
“Io ho forma solo nella tua testa e non sono né l’uno né l’altro” risposi.
“Mi stai dicendo che non esistono Dèi buoni e cattivi?”
“Ti sto dicendo che buono e malvagio sono sinonimo di ingenuo e stolto”.
Carlotta Casolaro mette a disposizione del lettore, a fine di ogni capitolo, le differenze inventive e storiografiche del processo contro Socrate e ci svela un retroscena sull’anteprima di copertina, che sarebbe stata appositamente disegnata per la sua opera da Stefano Calluori, artista polivalente che ha rappresentato la figura di Socrate come in uno specchio, proprio per indicare questa sua duplice natura di filosofo e uomo: “Sapevo che solo lui, per l’anteprima, sarebbe riuscito a mettere su carta Socrate come lo avevo sempre immaginato ed ecco qui: il lavoro è perfetto”.

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Carlotta Casolaro
nata a Foggia nel 1999, ha collaborato con svariate realtà editoriali e giornalistiche importanti. Collabora tuttora come giornalista freelancer con TPI (The Post Internazionale) e con il Gruppo Gedi, lavora inoltre in redazione nel quotidiano nazionale e internazionale La Voce e scrive per la rivista Pulplibri. In passato ha collaborato anche con Foggia Reporter, Lettoquotidiano, Meteoweb ed Exibart. Un suo racconto è stato pubblicato dalla Laura Capone Editore nell’antologia Scrittori Contemporanei quando aveva soli 15 anni. Nel 2019 ha aperto un blog letterario La Dottoressa SchiacciaLetture con un team di professionisti, registrando in meno di un mese più di 5000 visitatori.
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