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SOLILOQUIO DI GUARIGIONE

SOLILOQUIO DI GUARIGIONE
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Consegna prevista Febbraio 2022
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Un carillon magico in lingua d’amore per la trasformazione del veleno in medicina.
Per ogni vita in cui l’evoluzione si è interrotta facendo avanzare l’invasione indegna e lo sfruttamento.
Alda è la vita che trova la strada per uscire dalla sconfitta.
Maschere, favole, storie della sera, canto rituale e pratiche d’amore, drammaturgia per corpo e scenografia, che ci fa un clown in scena?… Ogni tanto se lo chiede anche Alda, ma solo all’inizio del cammino…
Una vita intera di non detti si salva dall’ordito standard, che non ha prospettive diverse dall’accettabilità.
La vera trasgressione erotica è rivelare la propria parola senza opinione, è rivoluzione senza vendetta.
La rivoluzione è non considerare più il silenzio una virtù.
Viaggio dall’oltretomba dello scontato all’universo sempre mutante della parola pura e senza paura.

È finito il tempo delle faide. Mi disarmo. Mi rendo alla Bellezza, profuga e marsupiale.
Non ho paura, so che innanzitutto mi sbriciolerò.

Perché ho scritto questo libro?

L’urgenza era quella di una drammaturgia, la prima scritta per essere anche leggibile, che incarnasse la mia personale distillazione dei codici, la mia filosofia insomma. I Maestri sempre vicini come monito, mai come modello. Per realizzare un testo compiuto che conservasse il carattere di canovaccio per attori e non dimenticasse il debito dei guitti verso i poeti, i narratori e i musici.
Il vecchio pigro teatro egocentrico è una figura in silhouette seduta sul water a leggere un quotidiano.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prologo

La scena iniziale prevede un velo a coprire la struttura lasciando visibile solo il proscenio. Un velo a separare dal mondo una donna incistata dentro un tinello.

Un velo di lycra teso in verticale forma una parete (io lo vedo azzurro ceruleo ma non impongo un cromatismo): lei pratica dei tagli, delle fessure, una alla volta, dalle quali fa passare i suoi arti nudi, inizia un contatto parziale, un’esposizione a tocchi, prima sono le braccia e le gambe a farsi largo, infine la testa. Che si sporge ed in un primo approccio muto è pura dinamica facciale. Si aggiunge il suono del respiro, del riso, di articolazioni arbitrarie, versi onomatopee e articolazione vocale ma non parola.

La mano ricaccia dentro quel viso nudo, che ostinato esce di nuovo allo scoperto, ride e sfida la mano che lo ricaccia dentro.

Continua a leggere

Continua a leggere

Lei, tornata dietro il velo, sente la necessità di vestirsi.

Si accende una luce e lei è visibile in silhouette. La mano l’aiuta, mentre la testa rilutta ancora. C’è un piccolo battibecco tra mano e resto del corpo. E finisce che Alda si traveste, ancora non raggiunge un suo abito personale, trova una maschera. E il velo non si sposta, quindi deve praticare un taglio più grande dove poterci passare tutta intera e presentarsi all’uditorio. Compare in veste di affiliato mafioso siciliano della metà del XX secolo, con giacca e pantaloni neri di velluto, camicia bianca, coppola. Voce della minaccia e della lusinga. Tratti soprasegmentali siculi. Voce di tutte quelle intenzioni aggressive che sussistono come scudo, come unghie. È il lato oscuro dello spirito maschile che parla autoritario, strafottente, infelice, predatore. 

Carissime Signore e Gentili Signori, voi che ammogliati non siete, voi che cercate una stabilità emotiva e un nucleo familiare, voi che vi asservite al caso senza sapere di che morte morirete: non vi preoccupate più! 

Non disperdetevi più per il mondo alla ricerca dell’anima gemella, abbiamo la soluzione alle vostre ansie.

La ditta Lapace – Invoi mette a vostra disposizione una lunga vita al riparo dall’angoscia e dallo spreco di preziosa energia vitale, non perdete tempo!

SCEGLIAMO NOI PER VOI DI CHE MORTE DOVETE MORIRE!

E per dimostrarvi che siamo dalla vostra parte, che il nostro è un servizio pubblico d’eccellenza, vi  incoraggiamo a venire a trovarci!

Approfittate dell’offerta limitata: pacchetto matrimoniale completo consorte + bara annessa con tutti i comfort. Per essere sereni e non farvi mai sorprendere dalla fine!

Un affare irripetibile Signore e Signori.

Potrete ordinare la perfetta compagna su misura, il maschio che più vi è congeniale, potrete stabilire a tavolino di che colore i vostri figli faranno la cacca e a quale età entreranno in pubertà, potrete comodamente ricevere a casa una famiglia bella pronta con donna o uomo già perfettamente sterilizzati per non incorrere in alcun incidente probatorio, perché possiamo sfornare noi i figli per voi se non avete il tempo di occuparvene, e recapitarveli già svezzati e sverminati!

Un servizio all’avanguardia a un prezzo irripetibile che dico inimmaginabile carissime Signore e gentili Signori!

Tante volte vi sorprendete ancora, come i nostri antenati, a porvi delle domande? Vi trovate a parlare da soli e a chiedervi il perché della morte, della vita e della vostra sofferenza?

Nuovi studi rivelano che l’angoscia va estirpata, ascoltate il consiglio spassionato di un amico, scegliete Ditta La Pace – Invoi!

Ditta La Pace – Invoi: siamo in grado di guidarvi attraverso un processo di autocompiacimento che vi troverà in salute e liberi dal pensiero! Capiste?

Recenti studi hanno confermato: le domande sono tossiche. Un’alta concentrazione di domande guida la mente a impantanarsi in oceani di pensieri dai quali potreste non liberarvi più!

Non usatele, pensiamo noi a offrirvi la più preziosa delle regalìe, a dotarvi del bastone per la vostra vecchiaia, il conforto ad una esistenza insignificante, una spalla nelle difficoltà, un appoggio emotivo e parentale, un supporto, una serenità progettata e per sempre!

Non c’è alcuna utilità, smettete di pensare, è un’attività che ingorga la mente ed il cuore e non è ben vista dai vostri colleghi, dai vostri familiari, nemmeno dai vostri amici.

Solo i vostri nemici vi fanno pensare ancora, per vedervi sfiniti e prossimi alla morte.

Regalate loro il nostro pacchetto base di cremazione e vaso di ceramica standard con tumulazione in loculo e affidate tutti i vostri restanti pensieri a noi.

Saremo felici di costruire il vostro futuro per distrarvi dalla pratica deleteria della consapevolezza.

Appropinquatevi! Non esitate, la serenità con noi è una certezza.

(anche queste informazioni, anche il sito web, fanno chiaramente parte del suo discorso, vanno anzi scandite molto bene come un finale ad effetto, come le reclàme radiofoniche)

Ditta La Pace – Invoi, Viale del Tramonto, 13 – Roma  www.unatombaperlavita.com

Camere di sicurezza

Si ritira pronunciando le ultime indicazioni camminando all’indietro e sparendo lentamente attraverso la fessura nella lycra, si abbassano le luci e quando si accendono sulla scena dietro, visibile in silhouette attraverso il velo, il personaggio è scomparso. Alda siede a un piccolo tavolo, schiena curva, con una caffettiera e una tazzina (con piattino) davanti a sé.

Parleremo sempre di interprete, al neutro, non deve mica essere per forza una donna intesa biologicamente! Serve una Signora. Una vera. La conformazione delle sue gonadi non fa testo.

Buio in scena che lentamente si allùmina rendendo corpo ad Alda e il resto della scena.

Si tratta di una struttura che parte da un piccolo e robusto carretto assicurato da corde legate a bitte sul terreno, una barca di terra ancorata.

Struttura mondo, habitat, planisfero. Sul carretto è apparecchiato un tinello al completo, cucina, credenze, elettrodomestici, montati su di esso mediante piani terrazzati e divergenti, quasi a mo’ di torre e anfiteatro insieme, spazio di iniziazione, esperienza e spazio di operazione.

Il tinello è in realtà un albero tinello, luogo sacro e casa insieme, la torre slarga alla base e stringe in altezza, le sue chiome sono create da un ballatoio in cima, su cui una porta si affaccia dall’alto a sinistra, l’intera struttura somiglia visivamente a una grande quercia: Alda risale il suo tinello come monte di purgatorio per raggiungere quella balconata in alto a sinistra, una balaustra dietro cui si ripara una porta a vetro smerigliato.

Grazie ad una luce bianca dall’interno, è visibile la silhouette di un uomo seduto sul water che legge un giornale. La porta ha un pomello dorato. L’uomo a volte si muove per il bagno (barba, doccia etc.), a volte tira lo sciacquone, ma il più delle volte legge il giornale seduto.

È importante che in questa struttura ci siano alcuni elementi fondamentali per il tinello di Alda: la finestra e la luna, i fornelli, il lavabo, la lavatrice, posizionati in snodi dell’albero così da costringerla a fare su e giù tra gli impegni domestici.

Lei scopre e abita l’albero come esercizio di lettura e fedeltà a sé.

A volte arriva il suono del mondo da fuori la finestra, al piano terra, gazzarre notturne, traffici mattutini del mercato dietro l’angolo, animali, il silenzio interrotto a piccoli tratti.

Lei canta a volte, ogni canzone rappresenta un momento di autentica patetica rivista italiana, in cui lei è tutta intera, nel canto si trova calma e afferra la gioia di possedersi. Ed ogni volta il fine dell’interprete è nella captatio benevolentiae, portare l’uditorio sul binario dell’attenzione, è una macchina certo rivolta prima di tutto a se stessa, da usare tutta sull’uditorio. Fa eccezione il brano “Luna Rossa” (vedi scena omonima), con annesso spartito originale, che invece è un’ode personale, un rito avanzato, una invocazione alle energie lunari. Arcaico e contemporaneo.

Dopo la scena “Camere di sicurezza”, Alda inizierà la propria rigenerazione come albero dopo l’inverno, eleborando una pratica di disinfezione interiore con la scena HOME.

Ora lo sento

non uscirai mai più allo scoperto

Avrei voluto tenerti segreto e mio come la morte.

Lui esce dal bagno, un bell’uomo. Sbuca nel tinello. Il modo in cui lo raggiunge è un compito dell’interprete. Jeans, maglia e piedi nudi, si accosta alla dispensa saltando le gambe di lei, prima con una gamba poi con l’altra come un ostacolo, tira fuori una baguette. Lei si alza e si avvicina per fare il caffè. Lui indifferente. Lei troppo protesa verso di lui (nessun effetto comico) lei inciampa distratta, lui ride, lei afferra la baguette e inizia a ingozzarsi con pezzetti di pane. Lui le dà una pacca sul sedere mentre si avvicina solo per rubarle il cibo. Poi la abbraccia, come a farsi perdonare. Finiscono a far l’amore sul cucinotto ma lui arriva subito al punto di non ritorno, si chiude i pantaloni e s’infila ancora una volta in bagno. Suono della doccia. Dopo la doccia lui rimane come al solito sprofondato nella tazza con il suo giornale, lo si vede in silhouette dalla porta a vetri.

Lei prende una cassetta di legno da un canto e torna a sedere sulla poltrona a braccioli. Tiene la cassetta sulle gambe, lui sempre in bagno curvo sul giornale.

Lei fissa un punto.

Silenzio   tremante   scontato silenzio   profondo caustico     Folle silenzio secco silenzio tombale

secolare  silenzio   imposto   notturno e diurno  silenzio  assolato     Silenzio.

a scacchi  relativo silenzio contrito   silenzio    infranto  acuto silenzio stordito

mestruato accorato

silenziosamente accordato

silenzio.

C’era l’albero delle cose non dette c’era chi ne mangiava il frutto chi si convinceva di non esserne patito chi eiaculava sui fogli quella porcheria

chissà perché in mezzo ai pensieri sei sbucato di nuovo tu stasera.

Le parole vogliono solo parlare con te.

Dimmi solo questo: perché non ti decidi ad andare?

Ogni volta che mi rivolgo a te arriva in picchiata un rapace e mi cava il cuore dal petto. Ma quello ricresce e ha voglia di palpitare più di prima, d’irrorarmi le vene e viene di nuovo quella bestia alata e sfondandomi il petto ne strappa un cuore appena nato

senza mai riposo io con te do alla luce un cuore da razziare, senza requie aspetto di ricevere

[…]

Apre in uno scatto la cassetta, guarda dentro per un lungo attimo, richiude veloce.

[…]

Non ho nulla da rimproverare.

C’è chi ascolta perché condivide e chi ascolta perché vuole dividerti.

Mi hai fatto scoperchiare pietanze raffinate per te, avresti potuto avvisarmi che avevi solo fame! Avevo quello che faceva al caso tuo, una minestra di ceci delle migliori.

Una stella mi riporta da te appena butto indietro la testa. In questa notte fredda. Cungelada.  ( la NOTA A MARGINENAM-, vedi subito sotto, espone il contenuto)

Qui nasce un nuovo personaggio, La Nota a Margine, – NAM.

È un clown, non parla, il suo compito sarebbe proporre tramite cartelli le note a margine del testo e inizierà a inventarsele, pur di essere parte creativa della storia, spiazzando il pubblico nel rivelare anche una estraneità all’altro personaggio e agli accadimenti, si guadagna a tutti i costi il suo posto in scena. Sarà un elemento di bilanciamento ed equilibrio timbrico con Alda. Un punto luce, il rovescio, il tragicomico che assicura la stabilità e la verità del mondo mitologico dell’opera. Ai lettori consiglio di rivestirne i panni durante la lettura.

Le note di esplicazione di un testo drammaturgico prendono vita perché prima di tutto siamo dentro un’esperienza linguistica compositiva senza filtri, tutto è personaggio, perfino le note a fondo pagina e il personaggio è il nucleo vitale di qualunque drammaturgia, è un viaggio dell’essere in metamorfosi creativa senza limiti, senza discriminazioni su valori primari e secondari, il tutto si compone di dettagli, qui per l’appunto anche i dettagli prendono vita, e magari restano iconici elementi, co-determinanti del ponteggio portante della drammaturgia in atto. L’azione di una nota a fondo pagina è certo svelta, lucida, simpatica, rapidissima ma molto chiara nel permettere la lettura, poi via.

Mi manca il respiro.

I lombi chiedono spiegazioni. È il loro pianto notturno. Ai sogni desti mandati al diavolo.

Ave Maria tu che sei nei cieli e di lì non ti muovi, dimmi come si fa a restare immobili!

[…]

[…] Alda danza libera, ma lentamente i suoi movimenti si irrigidiscono e si spengono. La trasformazione è all’inizio, la liberazione richiede altri rituali verbali e di comportamento.

Lui si muove nel bagno, forse si fa la barba.

Arrampicandosi veloce come un gatto, Alda raggiunge la porta del bagno si spinge contro la vetrata da cui si intravede lui seduto che legge il giornale.

Non sopporto che tu mi abbia sempre voluta prima di avermi vista per avere poi la faccia  di dire che mi avevi vista

momento di passaggio dall’alto fino al tinello

La mia amica Frenzy mi ha raccontato cosa succede nel mattatoio al paese. Appena le mucche sono pronte per essere accoppate vengon raccolte nel recinto grande, loro sono vicine, strette strette, non si capisce più dov’è il pavimento, ognuna sente il proprio ventre pressato da qualche compagna, le mammelle fanno male, tutte sentono un certo sollievo e sono felici di essere state staccate da quelle maledette macchine tiralatte, sembra la tortura si sia interrotta. Che abbiano capito? Eppure c’è una strana vibrazione nell’aria, gli umani sono particolarmente calmi ma hanno una voce buia, danno ordini a destra e sinistra, si sentono rumori come se fosse ferraglia che rotola dalla montagna sfaldandosi contro le rocce, nell’aria grava lo stesso odore rosso che riempie il naso quando spariscono in massa i vitelli, un odore di legna bruciata mista a sangue, si spera soltanto non sia un marchio. Il recinto ha una porta. Che dà su un lungo corridoio largo appena quanto una vacca adulta.

Ma succede sempre qualcosa: una di loro più intelligente, più resistente, che non ha perso l’istinto nonostante i farmaci, gli ormoni, la cattività, avvisa le altre che c’è un pericolo imminente. E nonostante si apra il cancello, nessuna di loro muove un passo per uscire. A quel punto ecco come l’uomo gioca la sua carta, […].

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Mixa Fortuna
Che lavoro faccio? Mi alzo ogni giorno e combatto per tenere accesa una luce. Sono una performer teatrale indipendente e cantante. Per me il teatro è un potere da condividere, è l'assemblea da cui può rinascere una società attenta all'umanità nella sua misteriosa meraviglia, senza più prediligere il becero interesse utilitaristico. Mi occupo di drammaturgia contemporanea e sperimentazione vocale. Scrivo come respiro e promuovo la scrittura a mano e il bookcrossing. Grazie all'incontro con mio marito e compagno d'arte, da cinque anni la famiglia e il lavoro coincidono – e adesso siamo in tre! Nel 2020 un'occasione di lavoro ci ha permesso di arrivare in Finlandia, dove abbiamo deciso di vivere. Tra le nostre ultime produzioni: l'album "Moira Chant"; in uscita a giugno la prima puntata del radiodramma in inglese del Simposio di Platone, mia traduzione, regia e interpretazione.
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