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Splendente Maestro

copertina splendente maestro
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Kurt Egger è un giovane revisore contabile sull’orlo del licenziamento, ha una fidanzata che sta per sposare senza che lei ne sia al corrente e un secondo lavoro che gli consente a malapena di pagarsi un alloggio. Svagato quanto basta da risultare irresistibile per le donne di ogni età, appassionato di jogging e allergico ai libri, mediamente sereno e mediamente perturbato, sembrerebbe un ragazzo normale se un episodio della sua adolescenza non ne avesse condizionato irreparabilmente la maniera di intendere la vita e i sentimenti.

Inviato dal suo capo per una missione in Toscana, la mattina dell’appuntamento arriva con oltre quattro ore di ritardo, perdendo in un solo colpo contatto e lavoro. Ma la città che lo ospita ha straordinarie e misteriose risorse, e Kurt lo scoprirà ben presto. Santa Dea è conosciuta come la città dell’amore, nelle sue vene scorre una sensualità che attrae turisti, coppie in crisi oltre che a personaggi dalle tendenze ambigue, e il suo convento – fondato dalla Compiuta Donzella, la misteriosa poetessa duecentesca – ha mantenuto nei secoli una caratteristica unica.

Kurt, bello, affascinante, un po’ ingenuo, è un boccone ideale per un luogo del genere. La città lo assapora. Lo inghiotte attraverso una serie di personaggi viziosi e pervertiti. Sta per fare anche di lui una creatura di Santa Dea. Ma qualcosa va storto. Il suo nuovo incarico, condotto tanto sul filo dell’analisi finanziaria quanto su quello della ricerca storica, lo porta più lontano di quanto non si aspetti, e forse va oltre le stesse speranze dell’uomo che gliel’ha conferito, lo Splendente Maestro, appellativo col quale da secoli si definisce il priore della confraternita locale. “L’onestà è forza”, afferma lo Splendente Maestro, nella sua esangue ricerca di nuova linfa per le sue attività. L’indagine di Kurt si innesta come un cuneo in un meccanismo che mescola sacro e profano, scoperte filologiche, interessi economici leciti e illeciti, impegno umanitario e depravazione.

Un meccanismo corroso dai suoi stessi eccessi e consumato dal tempo, già destinato comunque alla sconfitta, perché onestà, gioventù e amore vincono sempre. Ma siamo certi che sia davvero una vittoria?

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto Splendente Maestro perché ero ossessionato dalla figura della Compiuta Donzella e imbestialito dal fatto che non se ne conoscesse la reale identità. Dovevo fare qualcosa. Non aggiungo altro.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. formica.enrico

    Splendente maestro è un’opera originale, che riesce a inserire sentimenti comuni e condivisi – l’amore, la sfiga, le domande esistenziali – in una dimensione quasi esotica, ambientando la storia in una Toscana allucinata e stravolta dal turismo, ma sempre affascinante. La trama è fitta e densa di oscurità fino al progressivo scioglimento dei tanti misteri. Colpi di scena e avventurose peripezie sono governati da uno stile immaginifico e creativo, che alterna più registri all’insegna del pathos e dell’umorismo.

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Cesare Frezza
Frezza ha lavorato per molti anni nel commercio, dopodiché ha deciso di vivere di rendita, cosa che gli è riuscita per una intera settimana. A parte qualche piccola esperienza giovanile nel giornalismo, sostiene che la sua vera fonte di iniziazione alla letteratura siano state le lettere commerciali. Ne ha scritte parecchie, però ora ha smesso.
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