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Storia di Libero e Tzatziki

liberoetza
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Tzatziki, gatto greco indipendente e giramondo, è arrivato da qualche mese in una città di provincia dell’Italia settentrionale. Quando non è a spasso per il centro, oppure sotto la finestra di Aida, la micetta amata, ad attenderne la comparsa, trascorre il suo tempo da Ester – l’anziana gattara del quartiere – in un casolare diroccato appena al di fuori della città, al centro di un’area nelle mire degli immobiliaristi.

Libero è un sedicente cane da guardia che passa le giornate nel giardino curato di una delle villette a schiera del suo quartiere residenziale, dal quale esce solamente in occasione della passeggiata serale. Ad accompagnarlo è Giada, la sua giovane padrona, bella e un po’ viziata. Questa è la sua unica occasione di svago, oltre alle rimpatriate di Carlo – il padre di Giada – con i vecchi amici, compagni delle lotte politiche di un tempo ormai lontano e quasi dimenticato.

Dopo le prime incomprensioni, i due iniziano a stringere una sorprendente amicizia. Tzatziki racconta al cane dei suoi viaggi e di quanto accade oltre la siepe e la recinzione che ne delimitano la quotidianità, aiutandolo ad ampliare il suo sguardo sulle cose. Condivide con lui gli avanzi del ristorante di Enzo, energico e vitale cuoco meridionale, racconta le scorribande dell’amico Julius, gatto playboy, prende in giro Bacucco Donosor, il padrone di Aida, da lui considerato solamente un vecchio conservatore con la mania dell’opera.

Libero spiega al gatto di quanto è importante avere una terra da sentire “propria” e dei padroni che lo accudiscono e gli vogliono bene. Da Tzatziki impara però che la terra, a volte, bisogna anche saperla difendere. Insieme a lui guarda passare gli altri cani del quartiere, in particolare la bellissima ed inarrivabile cagnetta Lucy ed il rozzo rottweiler Himmler, discutendo sul loro bizzarro mondo di animali e su quello ancora più assurdo degli uomini.

Come in ogni amicizia, ognuno dei due trasmette qualcosa all’altro. Lentamente in Tzatziki si fa largo la nostalgia della Grecia, lasciata parecchio tempo prima: lì lo aspetta l’amico Ioannis (Tzatziki rifiuta la parola “padrone”). In Libero invece cresce la voglia di fuga da un orizzonte ormai troppo limitato e la disillusione verso le regole imposte dagli uomini, che aveva sempre accettato senza porsi troppe domande.

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Valerio Gamba

Mi chiamo Valerio Gamba e vivo in un paese della campagna cremonese. Sono laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e nel corso degli anni ho svolto vari lavori: geometra, impiegato, consulente tecnico, tutor d’aula, docente… Nel tempo libero scrivo su alcuni blog e riviste cartacee.


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