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Tre ipotesi

Tre ipotesi
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Consegna prevista Giugno 2022
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Un uomo cade nel cielo, un gorilla discute di Pollock, un medico, un operatore ecologico. E dei misteriosi avvenimenti per un commissario di città d’arte; un commercialista e la sua moglie famosa regista teatrale, un revisore contabile. Capitoli surreali di un romanzo che esiste sotto la superficie. Racconti, a volte solo tracce, estratti, voci fuori campo, momenti che si susseguono: per spiegarsi reciprocamente e che non dicono necessariamente tutto. Perché non sempre è tutto concluso, non sempre è tutto chiaro. Personaggi che probabilmente non vorremmo incontrare mai; a volte disgustosi e indisponenti, altre ingenui e altruisti, malati o razionali. Personaggi che esemplificano tre ipotesi tanto semplici da enunciare, quanto complesse da sentire addosso.

Perché ho scritto questo libro?

A volte arrivano al cervello delle suggestioni. Nel tempo – e grazie a chiunque le abbia aiutate – si strutturano e poi provano a diventare qualcosa di più. Da lasciare libero di andare dove può e vuole, quando il tempo sembra giusto. Per creare nuovo spazio ad altre suggestioni, che a loro volta diventeranno forse qualcosa.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il signor Lucio un giorno cominciò a cadere. Non sappiamo, né sapremo mai esattamente, cosa successe quel dì. Sappiamo solo che un mattino – dello stesso identico tipo di quelli che si erano rincorsi uguali fino ad allora – il signor Lucio cominciò a cadere.

Nel tempo, il signor Lucio, qualche spiegazione di come un evento tanto curioso successe la diede pure. Raccontò che un mattino stava scendendo dal letto come aveva fatto ogni giorno della sua vita fino a quel giorno ma, nel tentativo di calzare le sue morbide ciabatte, troppo tardi si accorse di come gli mancasse sotto i piedi l’aderenza al pavimento in parquet color nocciola e guardando verso il basso, forse colto da vertigine, forse da sorpresa, all’atto di sollevarsi ritto sulle gambe cadde, come la palla che si lancia nell’aria e pur sempre ritorna verso il basso.

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Francamente non sappiamo se questa storia corrisponda alla verità dei fatti realmente accaduti. Il signor Lucio, in ogni occasione in cui descrisse l’anomala situazione, omise un particolare e un altro aggiunse, ricamò quest’aspetto e piallò quell’altro. Alcuni sembravano plausibili, altri certamente molto meno: stava suonando la sveglia con un trillo particolarmente brillante, gli pareva di aver udito in casa un rumoretto mai sentito prima, nella stanza erano improvvisamente apparsi degli arcangeli alati, un drago dalle fauci infuocate lo aveva aggredito di sorpresa nel letto. Ma la verità vera è che, quando cadde, non v’era nessuno a documentare la scena e perciò non possediamo testimonianze, né prove, circa la verità dei racconti che negli anni il signor Lucio imbastì. Di certo vi è che quel giorno, alzandosi come sempre dal letto poco dopo le sette, il signor Lucio cadde nel vuoto.

Non esitiamo a credergli quando ricordò che fu colto da uno spavento irraccontabile: chi non avrebbe avuto paura in quell’istante. Certo ebbe paura anche se, probabilmente, non fu l’unica sensazione che provò in quel primo secondo di assurda avventura. È ragionevole credere che una ridda di pensieri affollò la sua mente certamente confusa. Per esempio non si fatica affatto a credere che si stupì un poco non trovando il pavimento nella sua camera. Tutto sommato il signor Lucio era un uomo ordinato e metodico e non gli era mai occorso per la testa di eliminarlo. In effetti qualche volta, a dire il vero, aveva meditato di sostituire lo scendiletto con qualcosa di più confacente all’età. Credeva infatti utile sostituire l’attuale stuoia in cotone con un peloso tappetino di lana pecorina, più adatto a riscaldare i piedi nei giorni invernali in cui le ciabatte, per qualche motivo difficile da comprendere e spiegare, si fossero allontanate dalla solita posizione in cui le lasciava coricandosi. Talvolta aveva anche pensato che sarebbe stato meglio eliminarla del tutto quella guida per piedi stanchi la sera – o ancora assonnati al mattino – poiché riteneva fondata la teoria che sosteneva la pericolosità di tali armamenti per una persona dalle efelidi color caffè arabico sul dorso delle mani. Si sa, si rischia sempre di scivolare su d’un tappeto in cotone. “E pure di lana di pecora pelosetta”, aggiungeva dubbioso tra sé. Ma sicuro è che mai e poi mai si era risoluto di spostare o eliminare il pavimento.

Possiamo anche credere che nell’istante della caduta, oltre allo sgomento di cadere dal letto in un inconsueto profondo vuoto e oltre alla sorpresa del fatto in sé, abbia anche pensato alla morte. Cadere in un baratro alzandosi dal letto fa venire in mente che, non appena si toccherà terra, ci si sfracellerà come un maturo rosso pomodoro lanciato da un’altissima torre merlata. Una prospettiva, al di là del bel colore eventuale, ragionevolmente assai poco entusiasmante.

E probabilmente, insieme alla paura della morte, saranno corse alla mente del signor Lucio le memorie di tutta la vita. Il famoso condensato di immagini che riassumono il nostro passato per il giudizio finale. La famosa vita come in un film. Molto breve e veloce, va detto.

Possiamo anche supporre che oltre allo sgomento, la paura e la sorpresa, sia anche sorto un improvviso istinto di sopravvivenza. E con esso, ipotizziamo, abbia anche provato ad agire per trarsi in salvo inventando qualche arguzia istantanea, magari cercando di rimanere appeso al letto, forse alle ciabatte, con l’unghia di un mignolino. Possibilmente alla copertina del libro che usualmente lasciava cadere a terra prima di addormentarsi. Oh ben sapeva quanto fosse più faticoso al mattino recuperarlo dal pavimento legnoso, cercarlo da qualche parte sotto il letto perché, si sa, i libri lasciati cadere, seppure non cadano mai lontano dall’albero da cui si sono staccati, possono pure rotolare un poco più là. Tuttavia gli piaceva lasciarlo scivolare dolcemente nel momento di prendere congedo dalla veglia, una leggera e innocua concessione all’improvvisazione.

Insomma possiamo credere che, in quel primo momento di caduta, siano spuntate nell’animo e nella mente del signor Lucio molte sensazioni diverse e contrastanti e magari anche qualche moto e azione non del tutto usuale. Non lo sappiamo con certezza e mai lo sapremo. Quello che però è certo, ne abbiamo in fondo la sua credibile prova grazie al diario autografo, è che il signor Lucio cadde nel vuoto.

E che continuò a cadere.

E trascorsi i primi istanti di scoramento, sgomento, paura, sorpresa e brama di sopravvivere, il signor Lucio cominciò pure a farsi qualche domanda. Come era possibile cadere dal proprio pavimento e, sopra di tutto, continuare a cadere? Il pensiero che al primo istante pareva un fulmine a bloccare il respiro, dopo qualche momento si tramutò in riflessione che quello stesso respiro restituiva. Cadeva in un mare celeste che non lasciava intuire d’avere una fine, un oceano di un blu tendente all’avio che a prima vista sembrava, ma nel tempo capì che proprio di quello si trattava, il cielo azzurro.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Luca Zanus Fortes
MI occupo di marketing e ho spesso scritto per clienti appartenenti ai rami industriali più disparati. Pagine web, articoli, etichette, monografie, pubblicità… Il famoso storytelling di cui tanto discutiamo spesso. In segreto, quasi nel senso letterale del termine, scrivo anche molto altro, da molto tempo. E infine, in linea con questa serie di racconti, il verificarsi di tre ipotesi mi ha portato qui. Chissà, magari ad aggiungere alcune nuove righe alla mia biografia.
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