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Tre seduzioni dell'incubo

Tre seduzioni dell'incubo
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Consegna prevista Aprile 2022
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In “L’ ultimo racconto del Grande Buster” un manoscritto, riletto mediante un’ originale procedura basata sull’ autoinduzione di un’ amnesia temporanea, innesca un effetto incontrollabile che condurrà ad una rovinosa e terrificante progressione di eventi. In “Quando Melissa conobbe la crudeltà” il protagonista diventa vittima di un’ inquietante forma di ostracismo da parte degli abitanti della cittadina in cui vive, ritrovandosi a vivere un incubo ad occhi aperti; e quando una possibile soluzione finalmente si profila all’ orizzonte, potrebbe essere troppo tardi. In “Edus e Victor” contro la morte i due protagonisti, rimasti da poco vedovi delle loro giovani mogli, cominciano ad essere visitati da apparizioni misteriose. Non si tratta di fantasmi: la caparbietà dell’ amore ha forzato i limiti della morte, malgrado si tratti di una battaglia impossibile, con conseguenze in bilico tra la rovina definitiva e la sconvolgente intensità di un miracolo rivestito dei riflessi dell’ oscurità.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro è innanzitutto un tributo: al racconto, che considero una forma letteraria dotata di un potenziale enorme, e ad una vasta area della narrativa che ho amato oltre ogni limite, che ha l’ Ottocento come baricentro. I tre racconti che costituiscono il libro sono una reinterpretazione personale, basata su una serie di elementi narrativi per i quali sento una propensione particolarmente naturale, dell’essenza letteraria di quel periodo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Sulla morte del Grande Buster è stato scritto davvero molto, tanto che essa, a dispetto dei pochi anni trascorsi, è già diventata una sorta di leggenda. Sono ormai certo di conoscere perfettamente questo eterogeneo corpus di versioni, e debbo dire che mai mi era capitato di leggere qualcosa anche solo lontanamente paragonabile quanto a falsità, superficialità ed imbecillità. Sebbene sia da considerare che si tratta di un episodio che fin dall’ inizio apparve ineluttabilmente avvolto da un alone misterioso ed oscuro, resta il fatto che per giungere a certe conclusioni, quali ne ho lette più volte, si deve essere dei mediocri ragionatori, o, e quest’ unica alternativa risulta ancora più grave, degli avvoltoi in perfetta malafede; d’ altra parte, ho avuto modo di appurare personalmente la pochezza, in tutti i sensi, di taluni figuri che chiesero di intervistarmi sulla vicenda, essendo io non solo imparentato con Buster, ma anche implicato in essa.

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È anche vero che autorevoli personalità del mondo della cultura si sono levate contro alcune delle versioni più manifestamente fantasiose, ridicolizzandone pubblicamente gli autori ed ottenendo, a dire il vero, che tale proliferazione di sciocchezze subisse un rallentamento. Ma ciò non può bastare; ed è soprattutto per questo motivo, per mandare all’ aria definitivamente tutto il ciarpame che è sorto sulla vicenda, che ho deciso di rivelare la verità, mettendo per iscritto quello che accadde realmente riguardo alla drammatica e straordinaria morte dello scrittore conosciuto come il Grande Buster. Come si vedrà, anch’ io ho fornito su questa vicenda una versione ben lontana dalla realtà; ma ad indurmi a ciò furono ragioni decisamente al di là dell’ ordinario. Cupamente, terribilmente straordinarie.

Una mattina di gennaio del 18** mi fu recapitata una lettera del mio famoso parente, che ormai da un paio d’ anni viveva in un’ antica e suggestiva villa, ribattezzata spiritosamente con il nome della cittadina immaginaria di uno dei suoi più famosi racconti. Provai subito la sensazione che si trattasse di qualcosa di urgente e riservato, sicché aprii la busta con un misto di curiosità ed inquietudine. Il messaggio che lessi accrebbe entrambe, determinando, tuttavia, uno scarto nettamente in favore della seconda.

Caro Charles

Se ho deciso di chiederti quanto sei in procinto di leggere, approfittando della tua disponibilità e correndo fortemente il rischio di creare scompiglio nei tuoi impegni di lavoro e privati, è per una ragione indubitabilmente seria; d’ altronde, non saprei a chi altro rivolgermi per tentare di venire a capo di quello che sta accadendo qui da qualche giorno a questa parte. Ciò che ti chiedo è di venire a Bronar prima possibile. È davvero importante, Charles: data la situazione mi risulta terribilmente arduo mantenere il controllo, e temo, malgrado i miei sforzi di restare lucido, di essere sul punto di crollare.

Non posso dire di più. Scusami ancora per il disturbo e la preoccupazione che ti do, ma sono costretto dagli eventi a ricorrere a questi modi che non sono mai stati i miei.

Il tuo affezionato

Buster

2021-07-18

Aggiornamento

Raggiunto il 33 %, con 65 pre-ordini in tre giorni! Non posso fare altro che ringraziare sentitamente tutte le persone che hanno deciso di sostenere in questo modo "Tre seduzioni dell' incubo". Quando ho deciso di lanciare questo progetto letterario, chiaramente destinato a lettori interessati ad una narrativa densa ed impegnativa per tematiche, moduli stilistici ed atmosfere, ero assolutamente convinto che questa categoria di pubblico non fosse solo "di nicchia", ma vasta, che anche in questo periodo ci fossero tantissime persone che desiderano questa tipologia di essenza letteraria. Il risultato di questi primi tre giorni appare come una conferma di questo mio convincimento. Grazie ancora!

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Lorenzo Rugiero
Mi chiamo Lorenzo Rugiero, classe 1967, e vivo a Roma. Ho una laurea in Scienze Naturali, mi occupo di ricerca in campo scientifico, con all' attivo numerose pubblicazioni su periodici internazionali peer review di zoologia ed ecologia animale, e collaboro a progetti riguardanti il sociale, in particolare per il recupero delle autonomie di persone con disabilità intellettive. La letteratura costituisce non solo uno dei miei principali interessi, ma anche una passione irrinunciabile, che nel tempo non ha mai conosciuto flessioni o ripensamenti.
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