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Tutto sotto controllo...o quasi!

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Consegna prevista Marzo 2021
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Azzurra conduce una vita agli occhi di tutti perfetta. Riesce a trovare il lavoro dei sogni a Firenze, ha accanto un uomo che la ama e i suoi amici Matteo e Ines. Da sempre inseparabili e cresciuti tutti e quattro in un piccolo rione di Napoli, Azzurra, Matteo e Ines si ritrovano a trent’anni, tra segreti, bugie e amori, a far chiarezza nelle loro vite. Eventi inattesi e nuove persone sul loro cammino rompono per la prima volta gli equilibri alla base del loro rapporto; ma soprattutto, ognuno a modo suo, deve fare i conti con una domanda: quella che stanno vivendo è davvero la vita che hanno sempre desiderato? In questo vortice di emozioni contrastanti, solo una cosa è certa: il vero coraggio per poter cambiare parte sempre da noi.

Perché ho scritto questo libro?

È una semplice storia. L’avevo iniziata molto tempo fa e riposta in un cassetto poi ho realizzato che era arrivato il momento di continuare a scrivere e portarla a termine, direi che è stata una necessità. Mentre scrivevo immaginavo il vento che soffia forte sulle onde del mare scuotendole, ecco, quella forza e il coraggio in noi non devono mai mancare anche se ciò comporta dei cambiamenti che possono far male, ma sono il primo passo e necessari per evolvere come persone e trovare la felicità.

ANTEPRIMA NON EDITATA

NOTA DELL’AUTRICE

Questa storia, che potrebbe essere un po’ per certi versi quella di tutti noi, l’avevo iniziata prima che scoppiasse la pandemia e di conseguenza la quarantena.
Avevo deciso di riporla in un cassetto e metterla da parte per un po’.
Poi, però, ho immaginato come questa situazione avrebbe in qualche modo cambiato le nostre vite.
Chi avrebbe deciso di cambiare lavoro, di trasferirsi, chi avrebbe trovato il coraggio di dire basta a delle situazioni logoranti per il cuore e per la mente.
Così l’ho ripresa e ho pensato che in fondo anche da situazioni che sembrano improbabili, che ci spaventano perché ci colgono alla sprovvista può nascere qualcosa di bello.
Proprio come una macchina quando improvvisamente si ferma e ha bisogno di una spinta.
Ecco, siamo noi la nostra spinta.
È da noi che dobbiamo partire, sempre.

INTRODUZIONE
Quanti di noi si sono chiesti se davvero la nostra vita ha già un disegno scritto, fatto apposta per noi, se è già tutto segnato oppure siamo in grado noi di poterlo cambiare…
Ecco, quella domenica mattina a questa sua domanda che ormai diventava sempre più insistente nella sua testa, Azzurra non riusciva a trovare una risposta o il coraggio, forse, di ammettere che qualcosa in lei e intorno era cambiato.
Stavano riaffiorando ricordi, sensazioni che sembravano sopite ma che non l’avevano mai abbandonata.
Sentiva il peso che alcune circostanze sia passate che presenti riflettevano su quelle spalle così esili ma capaci di sostenere le situazioni più complicate.
Lei, che aveva sempre cercato di non rompere gli equilibri si era trovata a vederseli sgretolare lentamente tra le sue mani, ricomporli e poi chiedersi se era quella la felicità che stava cercando.

Continua a leggere

CAPITOLO 1
Trent’anni, Azzurra praticamente conduceva una vita agli occhi di tutti perfetta.
Una laurea che le aveva permesso di trovare il lavoro desiderato fin da bambina.
Si era specializzata nel settore dell’editoria e si era appassionata alla ricerca di piccoli borghi poco noti ma che racchiudevano tesori culinari e artistici sconosciuti ai più riuscendo a descriverli attraverso storie vere ed emozionanti.
Azzurra ha sempre avuto quella positività e quell’allegria contagiosa dosata perfettamente quando serviva, col suo essere anche razionale e a volte intransigente ma perfettamente in linea con la sua idea di “fare squadra”.
I suoi articoli erano letti e apprezzati e ogni qual volta vedeva le sue iniziali a fine pagina sorrideva perché ripensava a quando da bambina si firmava dopo aver riportato su fogli che trovava in giro per casa le ricette della sua amata nonna e che se fosse stata ancora in vita l’avrebbe sicuramente incoraggiata a osare di più.
Perché “se vuoi di più è perché sai di poterlo ottenere”.
Certo, aveva osato ma lontano da casa.
Azzurra amava la sua terra, la sua gente.
Per lei Napoli rappresentava fin da piccola un luogo magico dove si mescolavano colori, sapori, profumi, storia e cultura uniti all’allegria e al divertimento di cui le persone di quei posti non erano mai sprovviste.
E passare da un piccolo paesino sul mare dove l’acqua salata, il sole e la natura erano gli unici rifugi sicuri per lei quando quelle sicurezze e quei punti fermi della sua vita erano venuti a mancare, dove ci si conosce tutti, dove la prima cosa che si sente quando ci si sveglia la mattina e si aprono le finestre della camera sono i gabbiani e “l’odore” della salsedine a una grande città come Firenze all’inizio non era stato facile.
Si era trasferita subito dopo la Laurea, aveva deciso di andare via e che allontanarsi dalla sua famiglia sempre presente (a volte anche troppo) l’avrebbe aiutata a diventare una donna più forte riuscendo anche a elaborare il dolore per la perdita dell’unica persona che era in grado veramente di capirla.
Ma sapere di avere accanto l’uomo della sua vita che la amava da sempre, con il quale riusciva a condividere le cose, aveva sempre fatto sentire Azzurra protetta.
Si, perché lei non riusciva a immaginarsi senza Gabriele.
Cresciuti in quel piccolo rione di Napoli, dove gli amici erano gli stessi dall’asilo, dove ci si conosce tutti e ognuno sapeva cosa succedeva all’altro.
Così si erano conosciuti lei, Gabriele, Ines e Matteo.
Inseparabili; se in Gabriele vedeva l’amore in Ines vedeva la sua “altra parte“, era la sua migliore amica.
Le loro vite si erano intrecciate anche dopo e gli eventi, le persone che poi sarebbero entrate a farvi parte, forse, per la prima volta avevano rotto quegli equilibri che erano in piedi da sempre.
Azzurra in realtà sentiva che stava per succedere qualcosa, quella strana sensazione che improvvisamente sarebbe arrivato una specie di tsunami e avrebbe stravolto completamente ogni cosa.
Ci aveva provato lei a rimettere insieme quei pezzi di vita ma non c’era riuscita.

CAPITOLO 2
– Sveglia dormigliona! –
Ecco, mai che riuscissi a stare a letto un po’ di più la domenica mattina!
– Si mi alzo tranquillo! –
La cosa bella dell’aver trovato lavoro a Firenze e vivere lì era la posizione della nostra casa.
Due passi dal centro Firenze, quando la mattina aprivi le finestre della camera da letto ti trovavi di fronte la cupola del Brunelleschi, venivi trascinata da quella voglia di vivere, quella spensieratezza, quell’allegria che fa parte dei Fiorentini e che mi ricordava il posto dov’ero cresciuta.
Di sicuro non ci si annoiava mai. Per non parlare dei turisti!
Ogni volta che ci passavo accanto mi chiedevano puntualmente di scattargli una foto (chi lo sa magari dalla mia faccia traspariva la mia passione per la fotografia, pensavo tra me) e quando li vedevo in difficoltà molte volte mi offrivo e gliela scattavo io, così oltre al momento immortalato magari si ricordavano anche della ragazza buffa che gliel’aveva scattata.
Per non parlare di quel profumo di croissant appena sfornati che arrivava su ed inebriava tutta la casa.
Tappa fissa tutte le mattine.
Era un locale piccino piccino ma accogliente come nessuno.
Sentivo quel calore degli amici, quella familiarità che mi mancava ma ero riuscita comunque nel mio piccolo a trovare.
Sarà che erano stati anche molto bravi Fiorenza e Francesco, detto “Cecco” a rilevare quella stanza non molto grande e renderla così accogliente e profumata di torte, brioche e pasticcini sfornati di continuo, biscotti e muffin sempre caldi, con uno stile shabby chic che adoravo e quella piccola altalena vintage che avevano messo vicino alla finestra.
Alle volte mi sedevo lì bevendo la mia solita cioccolata calda verso sera e mi perdevo guardando da quel vetro la gente che passava.
Molte persone le conoscevo perché abitavano lì vicino, quando ci si trovava due chiacchiere ce le scambiavano volentieri ma sempre di corsa perché “e bello vedersi ma l’è tardi!”
E tardi quella mattina stavo facendo anche io!
– Dai su sbrigati che ci aspettano Matteo ed Ines.
Non farmi fare sempre delle figuracce! –
Ecco: Figuracce!
Gabriele aveva frequentato la facoltà di economia.

A lui proprio fare brutte figure non piaceva per niente.
Io invece, ero da sempre la regina indiscussa di gaffes, frasi a sproposito e passi falsi.
Senza volerlo alcune volte mi ritrovavo in situazioni di imbarazzo che però riuscivo a superare con maestria utilizzando il sorriso e l’ironia.
Che lui, però detestava.
Preciso, puntuale non amava gli scherzi e le sorprese
( né farle e nemmeno riceverle) e tanto meno gli imprevisti.
Anzi, odiava gli imprevisti! .
Di sicuro anche il suo lavoro col tempo ha accentuato queste sue, come definirle, caratteristiche.
Specialista in contabilità ed analisi di mercato quindi abituato ad avere tutto sotto controllo.
Per lui tutto doveva andare in un certo modo.
Diciamo che si prefissava degli schemi e degli obiettivi e cercava in ogni modo di seguirli.
Aveva preso tutto dal padre.
Apparteneva a una delle famiglie più importanti di Napoli.
Il padre era amministratore delegato di una nota banca, la madre un avvocato.
Il fratello maggiore, invece, si era concentrato sulla carriera notarile.
Lui, abbastanza calcolatore, proprio come suo padre aveva scelto il mondo contorto dei numeri.
E a volte in questi suoi meccanismi complicati mi ci sono ritrovata senza volerlo anche io ma avendo un carattere completamente diverso dal suo riuscivo a vedere il lato bello e positivo delle cose e a trovare sempre una soluzione anche quando sembravano all’apparenza troppo contorte o difficili.
– Guarda, siamo in perfetto orario se non anche in anticipo! Faccio una doccia e sono pronta. –
In realtà sapevo che dovevo sbrigarmi non potevamo arrivare lì giusto per l’ora di pranzo.
– Ok, io nel frattempo finisco un lavoro al computer per domani.
Mi trovi nello studio, appena sei pronta vieni a chiamarmi che andiamo. – Di solito la doccia per me rappresentava un momento di riflessione.
Si, diciamo la verità, tutti noi quando siamo sotto la doccia e sentiamo l’acqua scorrere inneschiamo una sorta di processi mentali su argomenti più disparati e ci poniamo quelle tipiche domande esistenziali, non so tipo: Quanti siamo nell’universo?
Esistono altre forme viventi?
Oppure iniziamo con delle vere e proprie trasposizioni mentali.
Creiamo dei film nella nostra testa su situazioni che sappiamo perfettamente non accadranno mai ma che per noi sono degne di premio Oscar!
Invece quella mattina nulla, il vuoto più assoluto.
Non riuscivo a pensare a niente.
Avvertivo solo una sensazione strana.
Qualcosa che mi spingeva a dover fare velocemente quella doccia e andare via.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Rita Vinci

    (proprietario verificato)

    Un libro leggero, scorrevole ma anche riflessivo su alcuni aspetti della vita.
    Consigliato da leggere in riva al mare o su un prato per poter apprezzare alcune sfumature!
    Lo consiglio 2 volte solo per la citazione finale 🙂 sta a voi scoprire a cosa mi riferisco.

  2. (proprietario verificato)

    Un buon libro cosa deve essere e cosa deve fare? Per rispondere a queste domande è necessario che ognuno di noi abbia chiaro cosa vuole dal libro che decide di leggere in quel preciso momento. Personalmente avevo deciso di leggere qualcosa in cui potermi ritrovare. Che mi facesse riflettere e che mi permettesse di confrontarmi con delle storie vere, reali, potenti. Del resto, chi di noi non ha mai pensato che fosse “tutto sotto controllo…o quasi?”. Consigliatissimo!

  3. Libro molto scorrevole si presta alla facile lettura, dettagliato ma non dispersivo. Ho letto queste poche pagine in un soffio, lo stile e la leggerezza del testo mi ha ricordato il libro ‘il sentiero dei profumi’ di Cristina Caboni, e adesso sono molto curiosa di scoprire come si evolverà la storia. Anche se alla sua prima sfida letteraria trovo che la scrittrice abbia fatto un buon lavoro. Ci vuole coraggio ad affrontare nuove sfide e credo che la giovane Carla le abbia ‘letteramente’ affrontate! Consiglio a chi ama il genere di non farsi scappare questo libro!

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Carla Napolitano
Sono nata e cresciuta in piccolo paese nella provincia di Napoli.
Lavoro per il MIUR ( comparto scuola ) come amministrativa ma sono riuscita nel contempo a portare avanti un’altra mia passione relativa ai social e alla comunicazione.
Ho conseguito vari attestati tra cui quello di Social Media Manager.
Amo Napoli, la mia terra.
Sono appassionata di musica, di arte, di viaggi, serie TV e divoratrice di libri, questa è la mia prima vera esperienza come scrittrice.
Carla Napolitano on Instagram
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