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Ulisse parte di notte

Ulisse parte di notte
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Consegna prevista Giugno 2021
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Ulisse, giovane e promettente regista pubblicitario, parte nottetempo per un inconsueto viaggio, armato di una cinepresa 16 mm, alla ricerca di una difficile libertà. Flash, un intraprendente fotoreporter, il re dei paparazzi, scopre che la sua fotocamera può diventare un’arma letale. Un uomo e la sua cavalla frisona, si perdono, al calar delle tenebre, nella foresta umbra, dove faranno un incontro inaspettato. Andrea, aspirante pilota, ruba un aereo da turismo e si rende conto che la vita, vista da una diversa prospettiva, è meravigliosa e vale la pena di essere vissuta fino in fondo, imparerà però che un vero pilota deve saper ritornare sulla terra.

Perché ho scritto questo libro?

Avevo una dozzina d’anni, quando lessi “Il barone rampante” di Italo Calvino; fu una rivelazione, scoprii un modo di scrivere per me nuovo, la leggerezza e la potenza comunicativa dell’ironia. In seguito lessi di tutto, in modo disordinato, ma fui, in particolare, attratto da Kafka, Cortazar e Buzzati. Devo molto a questi autori e vorrei restituire, nel mio piccolo, una parte della bellezza che mi hanno donato.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Corna da collezione

Eleonora sapeva che Riccardo Cerati, il rampollo di una delle più illustri famiglie della città, l’avrebbe comprata, col suo denaro, così come si fa con un qualsiasi bene di consumo: un elettrodomestico o un’automobile.

Ma lei, di umili origini, conosceva le regole della sopravvivenza ed era consapevole che nel grande souk della vita ogni cosa ha il suo prezzo.

Decise perciò di far fruttare al massimo quello che aveva ricevuto in dote dalla genetica.

Con lei madre natura era stata generosa, fornendole in abbondanza tutte quelle doti fisiche che fanno di una donna l’oggetto del desiderio maschile. Fin da quand’era ragazzina, i giovani della città le ronzavano intorno come mosconi, poi al liceo cominciò la collezione dei fidanzati.

Chi fosse stato il primo non se lo ricordava nemmeno più, ma certamente non aveva dimenticato Filippo, il capopopolo, leader del Movimento Studentesco e rappresentante degli studenti dell’Istituto.

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Quando presiedeva un’assemblea o conduceva un corteo di protesta, il megafono nella destra ed il pugno sinistro levato al cielo a sfidare il mondo intero, lei era sempre al suo fianco, fiera di essere considerata la sua ragazza. Filippo, nella scuola, era un’autorità, teneva testa a preside ed insegnanti come nessun altro suo coetaneo avesse mai osato fare.

D’altra parte gli altri compagni di scuola, al suo confronto apparivano dei mocciosi, marmocchi brufolosi assolutamente privi di qualsiasi attrattiva.

Dopo qualche tempo, però, si rese conto che l’impegno politico non le si addiceva.

L’avventura del ‘68 era stata emozionante ma dove l’avrebbe condotta?

Gli ideali del movimento l’avevano solo sfiorata, senza mai coinvolgerla fino in fondo.

E poi non le andavano più l’eschimo e l’abbigliamento minimalista dei giovani contestatori. Eleonora amava esibire il suo corpo esuberante sfoggiando jeans aderentissimi che alternava a vertiginose minigonne con stivali al ginocchio.

Quei giovani malvestiti e dall’aspetto trascurato, che prospettive potevano mai offrire ad una ragazza esigente come lei?

Fu così che cominciò a frequentare i ragazzi di buona famiglia, quelli che a scuola ci andavano con la moto di grossa cilindrata e in manifestazione erano sempre impeccabili, i jeans di marca e la camicia di sartoria con le cifre ricamate sul taschino.

Erano i figli della borghesia cittadina, che Eleonora avrebbe ritrovato, più tardi, all’università.

Riccardo, unico figlio dei Cerati, una dinastia di imprenditori del settore degli accessori di moda, era un giovane piacente ma senza grandi qualità, se si esclude quella, non certo trascurabile, di essere destinato a succedere al padre nella direzione dell’azienda di famiglia, con tutto quello che ne consegue.

Il fascino che aveva da subito esercitato su Eleonora era firmato con la griffe dei più prestigiosi marchi di automobili, di accessori di abbigliamento, di località turistiche esclusive, dove la sua famiglia possedeva lussuose residenze, e dove lui portava le sue prede per suggellarne la cattura.

Per lui Eleonora non era stata una conquista facile, aveva dovuto attendere che si esaurisse la sua infatuazione per Filippo, e questo lo aveva parecchio seccato. C’era in gioco il suo orgoglio, lui era predestinato ad avere il meglio, non si sarebbe accontentato degli avanzi.

Era sempre stato certo, però, che prima o poi lei avrebbe capitolato, doveva solo piazzare le sue trappole ed aspettare.

In occasione del conseguimento della maturità, calcando un po’ la mano, aveva ottenuto in dono dal padre una spyder inglese: una mitica Jaguar E type rosso fuoco con la capotte di tela nera ed i cerchi a raggi.

La parcheggiava in bella mostra davanti al bar Centrale, che, di pomeriggio, era il ritrovo di studenti e sfaccendati della città, e dove avrebbe costituito un’efficace trappola per la più ambita delle sue prede. Ed Eleonora non mancò di cadere nella rete; così, almeno, lui pensò.

Lei invece era di altro avviso: già dalla prima volta che salì su quell’auto capì che il più era fatto, ora, il figlio di papà, lo avrebbe cucinato a dovere…

2020-10-31

Aggiornamento

"La forma narrativa è decisamente efficace, con periodi molto brevi ed incisivi, tutta legata ai fatti ed alle cose, senza concedere mai spazio, se non l'indispensabile, a commenti "fuori campo". Non è difficile notare che chi scrive è più abituato ad esprimersi con la macchina da presa che non con la penna. Il ritmo della narrazione è intenso e stringente; procede rapido verso la conclusione, senza dare assolutamente spazio a vicende parallele o secondarie. Il contesto culturale di riferimento è immediatamente riconoscibile, perfettamente strutturato nella sua semplicità: il narratore è un giovane che vive negli anni post '68 ed ha fatto pienamente suo il pensiero giovanile dominante del tempo, nei suoi aspetti più romantici e idealizzati. In realtà le 13 vicende sono tutte perfettamente sovrapponibili: al centro della scena un sistema socio-politico plumbeo ed onnipresente, che detta le regole di una società dominata da ipocrisia, violenza e corruzione; in primo piano veleggiano liberi ed incontaminati pochi esseri alternativi - idealisti e/o libertari - che senza fatica riescono a mantenere incontaminata la propria natura di "radicalmente diversi"; sullo sfondo il "popolino inconsapevole". Una realtà umana assolutamente polarizzata e priva di ogni canale di comunicazione fra diversi. I singoli protagonisti non hanno spessore individuale e non si trovano ad assumere scelte personali; parlano ed agiscono all'interno di un sistema di valori dotato di consistenza autonoma e indiscutibile. Infatti i racconti hanno la forma propria di un apologo, più precisamente di un unico apologo che si ripete tredici volte uguale a se stesso. Il grande valore artistico del lavoro consiste nell'aver saputo esprimere una personalità narrativa compiuta, frutto di esperienza autentica e consapevole, che l'autore ha maturato lungo la vita. Il limite, tutto da discutere ma - per la mia sensibilità - piuttosto pesante, è uno sguardo rigorosamente manicheo sugli uomini: tanti cattivi da una parte e pochissimi buoni dall'altra." Franco Viganò

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Pietro Mauri
Nato nel 1953 e cresciuto dai nonni materni in un piccolo borgo sulle rive del fiume Lambro. Dai sei ai dieci anni è ospite di un collegio, in Romagna, le cui finestre si affacciano sul mare, e dagli undici ai quindici si trasferisce in un nuovo collegio, in Brianza. Uscito da questa decennale claustrofobica esperienza, seguono alcuni anni di disorientamento, durante i quali assapora la conquistata libertà, e matura una profonda avversione per l’autorità, e una viscerale anarchia. A vent’anni, dopo un variegato percorso formativo, inizia l’attività di reporter presso alcune emittenti televisive. Durante questi anni si ritrova a documentare i tragici fatti di cronaca degli anni di piombo, per le strade di Milano. Attualmente tiene corsi sulla comunicazione e storia del cinema, e si occupa di anziani.
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