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Un Covo di Libri

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A Milano sta per aprire una nuova libreria. L’hanno chiesta i lettori e la sua Libraia, che tutti chiamano la Ladra, ha deciso di disegnarla proprio con il loro aiuto. Dalla campagna di crowdfunding alla comunità on line, giorno dopo giorno prende forma il disegno di quello che sarà il Covo della Ladra. Ma c’è qualcuno che, nascosto nell’ombra, osserva. Qualcuno pronto a fare il possibile perché i lettori dimentichino tutti i libri letti e quelli ancora da leggere. Qualcuno che potrebbe mettere a rischio l’impresa della Ladra. Le possibili scelte sono due: lottare o soccombere. E così la Libraia decide di mettersi sulle tracce del serial killer della lettura. Raccoglie indizi e testimonianze e, con l’aiuto di un misterioso personaggio letterario, anche lui ladro gentiluomo, cerca di arrivare al cuore del problema: se la lettura sta morendo, chi è il colpevole?

1. A CACCIA DI INDIZI

La storia di ogni libreria potrebbe cominciare con un “c’era una volta”. C’era una volta una persona che amava così tanto i libri da decidere, un giorno, di aprire una libreria. A questo punto, la strada che la nostra storia può prendere dipende da una lunga lista di fattori: la simpatia del libraio, il posto in cui la libreria ha aperto, la scelta dei libri a scaffale, la voglia di leggere e di raccontare ciò che si legge e molto altro. Di fatto, ogni libreria è un racconto a sé e sarebbe praticamente impossibile riuscire a tracciare dei confini netti che parlino di successo, di business o di imprenditorialità e che possano andare bene per tutti. Tra le “imprese” possibili, quella del libraio sembra essere la più difficile da inquadrare e, quindi, per molti diventa impossibile.

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Quello che dobbiamo chiederci, però, da lettori e da librai, è se davvero bastano i libri a definire una libreria. Se basta il profumo inconfondibile delle pagine stampate per darle vita. Se basta avere la novità editoriale del momento in bella vista per creare quell’atmosfera impalpabile, sottile e rarefatta, che si respira tra gli scaffali.
La risposta è no. Non bastano scansie traboccanti per dare vita a un luogo simile. Non basta neppure un bravo libraio. L’elemento cardine di questa storia, quello attorno al quale tutto ruota, è il lettore. E allora, se dobbiamo parlare di “impresa” possibile, non dobbiamo dimenticarci che l’unica certezza è proprio lui: l’insaziabile, esigente, folle lettore.
A questo punto, la storia dovrebbe suonare grosso modo così: “C’era una volta una persona che amava così tanto i libri da decidere, un giorno, di aprire una libreria. E c’era una volta un lettore che, insieme ad altri, scelse quella libreria come casa, perché tra quegli scaffali aveva trovato tutto ciò di cui aveva bisogno”.
Ora dovremmo chiederci di cosa abbia bisogno un lettore per poter trasformare una libreria nella propria dimora. Le risposte sono tante e molti, prima di noi, hanno espresso teorie e ipotesi nel tentativo di normalizzare il comportamento e le necessità dei clienti. Una buona fetta della stessa editoria si basa su elaborati studi di marketing, indagini di settore, statistiche che cercano di fissare su carta questi comportamenti. E c’è un’altra buona fetta che ci racconta di come i lettori non esistano più, tracciando il contorno di un mercato così morente da non fare neppure più notizia. Ed ecco spuntare una nuova domanda, più annosa della prima. Se la lettura sta morendo, chi è il colpevole? Chi sta sferzando il colpo fatale?
Quasi verrebbe da dire, ancora una volta, l’ostinato lettore. La verità è che questa domanda non ha una sola risposta, ma se vogliamo scendere nel cuore del problema, possiamo cominciare raccogliendo indizi e ascoltando la testimonianza di una delle tante librerie che vivono nel cuore pulsante di una metropoli caotica e incostante come Milano.
Questa è la sua versione e se vogliamo scoprire il vero colpevole che sta uccidendo la lettura, vale la pena iniziare da qui.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Mariana Marenghi
si è scoperta una ladra di storie dal novembre 2016. Da allora la sua vita è cambiata radicalmente e da social media specialist è tornata alle sue origini e ora è Libraia del Covo della Ladra. Ama ripetere che “alle volte capisci chi sei veramente solo dopo un lungo viaggiare”.
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