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Un Secolo mirabile

Un Secolo mirabile
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Consegna prevista Maggio 2022
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Emilio, Adolfo e Renato, tre fratelli di un paese di montagna, con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, vengono inviati su tre fronti differenti. Solo Emilio sopravvive e, al suo ritorno, scopre che l’amata Clara, da vari anni, è scomparsa quando si è accorta di aspettare un bambino concepito con lui. Emilio decide di cominciare una nuova vita a Torino con l’amico Mauro, conosciuto durante il conflitto. Insieme decidono di costituire un’azienda e produrre televisori. Sono gli anni del miracolo economico e il destino…
Le vicende di Emilio rispecchiano le vicende di tutti gli esseri umani: sul sentiero della vita si cade, ma ci si può rialzare e riprendere il cammino. Il XX secolo è stato straordinario! Le guerre hanno avuto effetti collaterali positivi: i progressi tecnologici e scientifici hanno generato la bomba atomica, ma hanno permesso all’uomo di giungere sulla Luna.
Non bisogna dimenticare che il presente è frutto del passato e, pertanto, è necessario comprenderlo.

Perché ho scritto questo libro?

Ho voluto scrivere questo libro per ricordare le atrocità e le grandi scoperte del secolo scorso: due Guerre Mondiali, il tramonto degli Imperi Coloniali, la miracolosa rinascita economica, successi in ambiti sportivi, progressi nei campi scientifico, tecnologico e medico, sviluppo del cinema e la creazione di un apparecchio definito come una “finestra sul mondo”. La televisione.
Ci sono tanti fatti da scoprire e comprendere. Solo mediante la conoscenza è possibile ampliare i nostri orizzonti.

ANTEPRIMA NON EDITATA

– Ricordati sempre – disse Aldo avvicinandosi al figlio – che ogni cosa in questo mondo ha dei lati positivi e negativi. Sta a noi saper cogliere quello che c’è di buono ed evitare il cattivo. Il fuoco è un elemento purificatore, racchiude in sé il principio della vita e rappresenta l’energia. Anche il fuoco, come ti dicevo, ha una doppia natura: celeste o infernale. Il fuoco ci riscalda e, quando è buio, illumina le nostre piccole abitazioni. È anche strumento di dolore! Gli incendi e le armi come le bombe fabbricate da uomini stolti, sono figlie malvage del fuoco che portano morte e distruzione. La morte, del resto, è uno sguardo verso il cielo, in cerca della luce. La luce, invece, è la figlia buona del fuoco-

– Siete molto saggio padre, e io ho sbagliato a ribellarmi. Perdonatemi.

– Sei perdonato Emilio. Anch’io sono stato giovane e ho provato gli sessi sentimenti.

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Dalle sue macerie dovevano sorgere nuove abitazioni, nelle campagne mutilate dalle esplosioni, bisognava spremere sudore per lavorare la terra e attendere il momento di raccogliere i suoi frutti, le fabbriche smantellate dai tedeschi, oppure sfasciate dalle bombe, dovevano essere ripristinate e riprendere la produzione dei beni necessari alla sopravvivenza. I soldati che avevano avuto la fortuna di tornare a casa in buona salute fisica, erano distrutti psicologicamente: nella loro anima e nei loro cuori, sarebbero rimaste ferite indelebili! Molte scene alle quali avevano assistito non potevano essere cancellate dalla loro memoria, nella quale erano rimaste impresse come un marchio dell’infamia.

La felicità improvvisa, riesce ad accantonare temporaneamente le sofferenze patite, come un fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra. I traumi subiti, purtroppo, restano sepolti nel profondo dell’inconscio e, talvolta, riemergono a galla rammentandoci atrocità e dolori che mai saranno scordati.

I Nazisti, per “giustificare” il loro operato e per dimostrare la loro “innocenza”, arricchirono il vocabolario tedesco con delle frasi ad effetto rivolte ai cittadini tedeschi: espressioni come “superiorità della razza ariana”, “lo spazio vitale”, “il destino dei veri tedeschi” ed altre ancora, purtroppo, raggiunsero l’obiettivo.

Molti tedeschi, sia intellettuali, borghesi e semplici operai ed artigiani, si convinsero di appartenere ad una razza superiore, che non poteva permettersi di convivere con degli esseri inferiori, i quali, non erano degni di respirare la stessa aria e di calpestare lo stesso suolo.

Il vocabolario tedesco fu “addolcito”, poiché, secondo la nuova ed astuta terminologia nazista, il “furto o la confisca dei beni ebraici” fu indicata come “legittimo bottino di guerra”.

Le “esecuzioni di massa” furono definite “interventi sgradevoli per attuare necessarie misure igieniche”.

I “sub-umani” erano ebrei, slavi, zingari, prigionieri politici, clero, criminali, omosessuali ed altri esseri indegni di “contaminare” la purezza ariana. Per liberarsi della sgradita presenza degli “infetti”, era quindi necessario costringerli, con le buone o con le cattive, a compiere un “viaggio verso destinazione ignota”, ossia i “campi di sterminio”, per poter finalmente giungere alla “soluzione finale”, vale a dire il “genocidio di un’intera razza”.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Carlo del Fante
Sono nato a Edolo (BS) il 15 giugno 1979. Sono diplomato in Ragioneria, lavoro e vivo a Ponte di Legno nel settore turistico – sportivo. Da vari anni sono appassionato di storia del Novecento e storia del cinema. Conoscere gli aspetti del nostro passato recente mi ha spinto a scrivere affinché, a modo mio, possa raccontare eventi realmente accaduti.
Un libro non deve essere un semplice passatempo, ma deve permettere alle persone di conoscere i fatti. Solo con la conoscenza si possono effettuare scelte più sagge per l’avvenire.
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