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Volevo essere una groupie

young woman in front of crowd on woodstock style rock concert waving hand to music.
Overgoal! Un ufficio stampa curerà la visibilità sulla stampa tradizionale e su quella online. Un promotore professionale proporrà il libro ai librai, una strategia dedicata di marketing online consiglierà il libro a nuovi potenziali lettori.
Goal! Il manoscritto passerà alla fase di editing, revisione, progetto grafico e stampa. Una volta pronto, il libro verrà pubblicato in formato cartaceo e ebook, e reso disponibile all'interno del circuito di Messaggerie Libri e nei più importanti store online.
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Volevo essere una groupie nasce dall’esperienza seguita alla pubblicazione del libro Sette notti con Liga. Un’esperienza bellissima, forte, che mi ha regalato, attraverso la conoscenza di moltissimi fan come me, amicizie e non, esperienze bellissime e non, soddisfazioni e qualche disillusione. Che non è questo che qui andrò a raccontarvi, quanto il mondo, quello sì, il mondo dei fan visto da dentro.
Perché sì, il mondo dei fan è bellissimo, e io davvero ne ho conosciuti tanti. Così tanti e così speciali che mi è venuta voglia di fotografarli e fissarli in categorie: non sono tutte, sono le più eclatanti, quelle più visibili e riconoscibili.
Volete sapere come sono i fan? Venite, ve li presento.
Alla mia maniera però: ironicamente, e ridendoci su.

Perché ho scritto questo libro?

Questo libro è nato in un modo, finito in un altro.
Parte da un progetto più ampio e ambizioso, che prevedeva un lavoro quanto più possibile vicino a uno studio sociologico sui fan.
Per realizzarlo, però, e soprattutto perché avesse un valore statistico effettivo, avrei dovuto procedere attingendo all’intero bacino dei fan, al loro campionamento, a un’estrazione di dati amplissima, spesso sensibili.
Alla fine ci si è chiesti se davvero fosse così indispensabile, e la risposta è venuta da sé.
Ma certi dati raccolti, certe conoscenze, mi hanno spinto a fare altro: ho iniziato a spulciare sui blog, le chat, i gruppi; ho iniziato a leggere che cosa si diceva, come, a chi. A esplorare le dinamiche comportamentali. E ho visto che erano ripetitive, schematizzabili. Che, insomma, si poteva tirar giù, con ampio beneficio di inventario, il fan di tipo x e il fan di tipo y, e parlarne.
È stato divertente, ma anche faticoso: tante esperienze simili tra loro da riassumere, di volta in volta, in una sola, cercando di farne un esempio dimostrativo.
Il libro, chiaramente, in questo modo perde il suo interesse statistico, per emergere per quello che è: uno spaccato sul mondo dei fan, a volte ironico, a volte impietoso, spesso divertente, sicuramente fedele a chi certe cose se le vive, le racconta, le dà a bere.
Mi piaceva farlo conoscere, questo mondo di cui faccio parte anche io.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Chimena Palmieri

Sono Chimena Palmieri, classe 1963.

Vengo da Ancona, attualmente abito a Carpi, dove vivo con il mio compagno.

Madre orgogliosissima di Francesco, velista prossimo alla laurea in Ingegneria aerospaziale.

Lavoro nell’Università da 32 anni, passando per Ancona e finendo a Bologna.

Ho studiato da ragioniere, mi sono laureata in Sociologia.

Leggo e scrivo dai 4 anni. Esigente, amo ridere e chi mi fa ridere.

Nel 1997 ho pubblicato per Nuoviautori “Due mondi”, una raccolta di racconti brevi e poesie.

Nel 2010 ho pubblicato con Sonzogno Editore “Sette notti con Liga”: sette racconti su incontri improbabili di una fan con il suo idolo Luciano Ligabue.

Nel 2015 ho pubblicato con Bookabook “Raval”, una storia di temi difficili e poco inclini all’ipocrisia: invidia, bellezza e la violenza che si scatena da parte di chi bello non è nemmeno dentro.

Adesso sono qui con “Volevo essere una groupie”.


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