Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Cento sfumature di schiuma

Cento sfumature di schiuma
2%
196 copie
all´obiettivo
67
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Aprile 2023
Bozze disponibili

Crescere in una periferia del napoletano per i più porterebbe inevitabilmente al degrado, a perdere e vanificare sogni e speranze, in un luogo che priva i giovani del posto di ogni possibilità di illuminare il terreno su cui camminano. Eppure, può bastare semplice “no” a cambiare la propria e Maria quel “no” lo ha pronunciato. Maria ha detto “no” a certe abitudini del popolo, all’impossibile e ha detto “sì” che le ha aperto un mondo nuovo.
Vivere nel mondo del teatro e del cinema non è semplice ma, se si è disposti a giocare d’azzardo con la propria vita, convivere con quel mondo può divenire una delle esperienze più belle, definire luoghi dove lasciare un pezzo di cuore. Vincendo tutte le battaglie che si presentano sul proprio cammino. Maria rispecchia l’immagine di una sognatrice che guarda al mondo da un’astronave, sganciata per sempre dagli ormeggi dei pregiudizi, e pronta ad atterrare sui territori del “successo”. Saggia come la luna della notte e raggiante come il sole che sorge.

Perché ho scritto questo libro?

Il libro è nato dopo 4 anni di terapia dalla psicologa. Era in origine una pila di foglietti sparsi nel mio mobile dove scrivevo i miei pensieri durante la terapia. Creai una sorta di mio zibaldone leopardiano. Parlandone con amici, colleghi e qualche familiare mi hanno incentivato a renderlo pubblico. Ho sempre scritto per me. La scrittura è il mio rifugio. Ma durante il primo lockdown mi armai di coraggio per mettere il tutto in ordine e creare il mio manuale di sopravvivenza.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prefazione

di Roberta Russo

Chi è Maria?

Maria è tante cose: il profumo della pizza appena sfornata, il retrogusto amaro ma intenso del caffè, la freschezza, l’imprevedibilità delle onde del mare e della sua schiuma che da sempre accompagnano lo scenario napoletano.

Leggendo tra le righe, si può intuire come la sua storia abbia sicuramente influenzato la sua personalità: crescere in una periferia del napoletano, dover rispettare quelle tradizioni che tendono a plasmare menti e cuori ancora acerbi, dover silenziare le proprie emozioni e stringere i denti per essere ‘’forti’’ e continuare a vivere…non è facile.

L’aspetto strabiliante della personalità di Maria è la sua capacità di lottare, reinventarsi sempre dopo ogni fallimento, più forte e più determinata di prima.
Continua a leggere

Continua a leggere

Maria riesce sempre a vedere il mondo con occhi diversi, restando la piccola bambina sognatrice di sempre.

Il suo senso critico, che ha da sempre caratterizzato la sua personalità tra le mura domestiche, come tra i banchi di scuola, l’ha spesso aiutata a capire quali effettivamente fossero le sue aspirazioni nella vita e che persona sarebbe diventata da ‘’grande’’, per riuscire a svincolarsi dalla piccola realtà in cui è nata ed cresciuta.

Chi conosce Maria sa delle difficoltà incontrate nel raccontarsi, mettendosi completamente a nudo, raccontandoci delle sue prime pappine, le coccole di mamma e papà, i primi passi, la scuola e il suo omino di plastilina, l’università e i primi amori… senza veli, com’è sempre.

Maria è una ragazza cresciuta a ‘’pane e Pino Daniele’’, semplice e molto legata alle tradizioni di famiglia ed agli amici. Sempre attratta dal vero e dalla giustizia, ha sempre voluto combattere le ingiustizie. Molto indecisa tra l’intraprendere la carriera forense oppure seguire e realizzare il suo sogno nel cassetto: diventare attrice, riuscendo a dare

voce alle sue emozioni, specie quelle inespresse, quelle che ancora oggi non riesce a descrivere.

Alla fine, armata di coraggio, Maria sceglie di intraprendere la carriera artistica ed oggi è finalmente un’attrice, vogliosa di crescer nel suo campo così come nel cinema e nella televisione, e con “transit” si riscopre, rinasce, come non l’abbiamo mai vista: riesce così ad andare “oltre”.

Maria è femminista, combatte per affermarsi nel mondo e, grazie al percorso intrapreso, conosce altre ragazze come lei, ragazze che condividono la sua passione, lavorano sodo per raggiungere i propri obiettivi e per far crescere il progetto ‘’Mujeres nel Cinema’’.

La mia Maria è una bomba ad orologeria: non si ferma!

Tra le mille vicissitudini affettive, scolastiche e lavorative, Maria riesce a reinventarsi, impara l’arabo e l’inglese, perché vuole viaggiare – e non solo con la mente! Non si ferma alle apparenze, alle ingiustizie, ai litigi: Maria è anche voglia di crescere, di splendere.

Vive di amore, amore che riesce a mettere in tutto quello che fa, nelle tante cose che vuole essere.

Maria, una migliore amica perfetta, confidente leale, spalla forte alla quale appoggiarsi ed anche muro col quale scontrarsi; Maria è così testarda che la ami o la odi!

È un uragano di energia e di sorrisi.

È tante cose per me: occhi nei quali guardarmi e ritrovarmi, quella risata che riempie le giornate buie, quella persona capace di prendersi cura della mia barca quando questa rientra in porto, attraccando al gavitello del molo dopo un naufragio o una burrasca…Maria sa come ripararla.

È la sorella che non ho mai avuto, non una sorella di sangue, ma tale per desiderio e scelta di tenerci e volerci bene.

Maria è tante cose, anzi è tutto: è il mio “tanto così” dei bambini!

CAPITOLO 1 – LA MIA INFANZIA

MAMMA LOREDANA RACCONTA…

Maria nasce a Napoli sotto il segno del Capricorno, nel Gennaio del ’98, all’ospedale Loreto Mare di Via Marina, alle spalle delle Case Nuove, non lontano dal Borgo Orefici.

Da piccola Maria era una bambina al tempo stesso irrequieta e molto dolce.

A 6 mesi Maria già mangiava il “lontuorno”, un tipo di carne tenera che si dà in fase di svezzamento.

Maria aveva 8 mesi e durante le festività natalizie già mangiava il Roccocò, incredibile e precoce bambina che era: a 4 mesi, a svezzamento iniziato, non gradiva particolarmente omogeneizzati, crema di riso e pappine varie e quando glieli davo emetteva suoni gutturali riversandosene il contenuto sul capo, come un vero e proprio shampoo, impastandovi spaghetti, sugo e poltiglie varie.

A nove mesi cominciò a camminare, cimentandosi nei primi, piccoli passi. Un giorno, mentre mi accingevo a riassettare casa, le cosiddette faccende domestiche, Maria era lì per rovesciarsi la fruttiera di metallo addosso, quella tinteggiata di giallo, e la nonna paterna Maria disse: – lasciala stare, lasciala stare!

Non ti preoccupare, è piccola, non la toccare!

Si era in inverno, faceva un freddo cane e Maria, rigida come non mai, non fece cadere nulla. – Ma comme è bella, ‘a nipote mia, fece la nonna e mi mise sedere sulle sue gambe, cantando una filastrocca: “Toppe toppe, cavalluccio”.

A 9 mesi Maria mangiava di tutto e di più, le piaceva la “scarpetta” con pane e sugo, al ritorno dalle giostrine del parco comunale di San Sebastiano al Vesuvio – dove andava a trascorrere un paio di ore nelle calde domeniche estive con il padre, il fratello Giuseppe e la nipotina Katia, figlia di sua cugina Giulietta.

Le piaceva la cioccolata, ci navigava in essa, anche per il sugo e quando era terminata la pietanza nel piatto si rimetteva sul capo il sugo, per farsi il consueto shampoo.

La cosa bella di Maria, quando vedeva i neonati, era che le piacevano molto le braccine, dove dava i suoi morsi con i dentini piccoli, piccoli, piccoli e mi faceva litigare con i genitori a causa di questi morsetti: era un po’ cannibale (non è uno scherzo).

Chiunque la vedeva in strada se ne innamorava, diceva: “Maronna, comme è bellella, questa bambina”.

Si fermava l’orologio, quando Maria camminava in mezzo alla strada, sia nei bar, nelle pizzerie, “uà o’ rilogge se fermava, erano incantati dalla sua bellezza e spontaneità. Maria è una ragazza molto spontanea, molto grintosa e piena di gioia, felicità, ha tutto lei, per me è una figlia modello e lo dico veramente con orgoglio perché le voglio veramente bene anche se a volte non le vado vicino, non l’accarezzo o cose del genere perché Maria diciamo, a volte è un pochino scontrosa, ha un po’ il caratterino mio, oltre a delle sfaccettature del carattere paterno.

Però è una ragazza molto ma molto in gamba.

La chiamavano – e tutt’ora la chiamano – “salsiccia e friarielli”, in particolare mio fratello Salvatore, meglio conosciuto come Chiocchio, che ora vive in Svizzera a San Gallo; Maria è innamorata di questa pietanza, quando la vede le brillano gli occhi; le piacciono anche altre pietanze, ma per quest’ultima ha una simpatia particolare.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Cento sfumature di schiuma”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Maria Musella
Maria Musella nasce a Napoli nel 1998 sotto il segno del Capricorno da madre siciliana e padre napoletano. È fin da bambina determinata,caparbia e fragile. Si appassiona alle arti sceniche all'età di 10 anni dopo una vana carriera sportiva. Ama viaggiare,conoscere nuove persone,suonare la chitarra e trascorrere il suo tempo libero con i suoi amici. Avezza ad apprendere le lingue straniere. Ha una buona conoscenza della lingua inglese e se la cava con il francese ma durante il lockdown si è cimentata ad imparare l'arabo. Maria è partenopea fino al midollo basti pensare che mangia la pizza almeno 2 volte a settimana, non può fare a meno di guardare il mare anche di inverno ed è molto scaramantica. Ha un pizzico di sicilianità materno nei colori e nel legame familiare. Ama aiutare chiunque si trovi in difficoltà sul suo cammino; desiderando la felicità delle persone che la circondano.
Maria Musella on EmailMaria Musella on FacebookMaria Musella on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie