Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Cinque casi per l'Ispettore Quinti

Cinque casi per l'Ispettore Quinti
11%
179 copie
all´obiettivo
79
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Febbraio 2023
Bozze disponibili

Dopo una cena goliardica, una donna viene trovata senza vita sul terrazzo di casa. I sospetti ricadono sul marito ma, l’Ispettore Quinti, comprende subito che non è il colpevole…

Un giovane si improvvisa investigatore ma si caccia nei guai e diviene origine di una catena di eventi, che daranno del filo da torcere all’Ispettore.

Uno scrittore scopre che, quel che descrive nei suoi thriller, si avvera. Problema: il suo nuovo libro è potenzialmente autobiografico e lui farà di tutto per non ricalcarne il finale ma, ogni sua scelta, lo porterà nella direzione opposta.

Un mago decapita la sua assistente davanti al pubblico, durante uno spettacolo d’illusionismo. Quinti scoprirà una serie di ripicche che si nascondono tra gli artisti di un circo.

A coadiuvare le sue indagini vi sono l’agente Modica, giovane e tecnologico, il collega Fiorìca, prossimo alla pensione e la procace criminologa Valeria Bono alla quale, grazie all’utilizzo della PNL, nessun criminale può mentire.

Perché ho scritto questo libro?

Una mattina, in un bar, è entrato un ragazzo suonando con la sua fisarmonica, un brano di Astor Piazzola, famoso musicista argentino.
Dopo trenta secondi, si fermò in attesa di qualche mancia.
Prima di donargli le monete che avevo in tasca però, gli feci una richiesta: e cioè che quel brano lo facesse ascoltare per intero.
Sorridendo annuì e lo eseguì ad occhi chiusi. Lui, lo suonava con il cuore…
Fu in quel momento che decisi di scrivere il giallo dal titolo: “Il talento nascosto…”

ANTEPRIMA NON EDITATA

Un omicidio quasi perfetto

Premessa

Esistono cittadine nelle quali tutto funziona in maniera perfetta: nel senso che gli abitanti sono benestanti e le persone vivono in comunità serenamente e senza conflitti.

Non si sente mai parlare di rapine, di omicidi, non vi è nemmeno traffico e non ci sono palazzi sovraffollati.

Tanto è vero che, quasi tutti i cittadini, abitano in villette a schiera con ampi giardini, piscine e barbecue, che permettono di trascorrere piacevoli ore all’aperto in compagnia dei vicini, senza doversi recare chissà dove, per cercare un pò di svago.

Ma chi può asserire con certezza, che la vita e le cose siano realmente come appaiono al turista di passaggio?

Insomma, siamo alle solite: tutta apparenza. In realtà, ogni famiglia ha i suoi problemi e le sue vicissitudini. In quelle dove il marito o la moglie vengono traditi dal partner, l’interessato non sospetta nulla ma lo sa tutto il paese; in quelle che paiono perfette agli occhi del vicinato, tra le mura domestiche si nascondono ire, rancori e vendette, che possono sfociare anche in un omicidio.

Continua a leggere

Continua a leggere

Come quello accaduto a Bellavista, cittadina nella quale l’Ispettore Quinti, poliziotto di mezza età dal carattere scontroso e di poco tatto, ma dotato di intelligenza ed  intuito straordinari, è stato chiamato ad investigare una sera d’ottobre…

Finalmente a casa…

“Bentornato amore, non hai fatto tardi stasera, come è andata la giornata?”

Silvia, una bionda e bella donna di mezza età, era sempre affettuosa nei confronti del marito, quando rientrava dopo una lunga giornata di lavoro.

“Ma si, oggi abbastanza bene” rispose Manuel, informatore farmaceutico poco più che quarantenne,  già brizzolato, barba corta e curata in maniera quasi maniacale: ”al ritorno, alla barriera dell’autostrada, c’era meno traffico del solito  è così ho finito prima.

Tu piuttosto, non mi dici niente? Sei riuscita  ad avere quella benedetta promozione?”

“Certamente! Del resto ho dato il massimo al fine di ottenerla ed ora vi sarà anche un aumento di stipendio. Non che mi interessino solo i soldi, per carità, ma dopo tutto lo sbattimento che ho dovuto affrontare e per l’impegno che richiederà la nuova mansione, mi sembra il minimo! Comunque dai sbrigati, lo sai che tra un pò arriva Sarah…”

“Ah già, verrà con quel tipo strano col quale stava uscendo ultimamente?”

“Chi Luigi? Lascia perdere, è già finita.”

“Come già finita?”

“Ma non ne abbiamo mai parlato?

Ah sì scusa, sono stata così presa per via di quel concorso, che neanche mi sono ricordata di dirtelo: appena consciuti, era premuroso ed affettuoso, o così perlomeno me lo aveva decantato lei, ma già dopo pochi, giorni era diventato così geloso, che le stava rendendo la vita impossibile.

Tutte le mattine passava a prenderla a casa, per accompagnarla sul lavoro, prima di andare in ufficio.”

“Beh, fin qui  non ci vedo nulla di  anormale…”

“Si ma alla sera, quando passava a prenderla, se all’uscita la vedeva sorridere con qualche collega, le faceva l’interrogatorio di terzo grado, manco fossero tutti spasimanti che volevano portarsela a letto!”

“Effettivamente tua sorella è una donna molto attraente, e lo sai…”

“Grazie amore, lo prendo come un complimento; sta di fatto che lei non ne poteva più di quelle scenate così, anche se è stata una decisione sofferta, settimana scorsa lo ha lasciato.”

“Mi spiace, la loro relazione è durata veramente poco… e come l’ha presa il tipo?”

“Non bene ovvio, pensa che Sarah mi ha riferito che l’ultima cosa che le ha detto prima di lasciarsi è stata:”senza di me non potrai vivere!”

“Mamma mia che tipo! Chi se lo aspettava, pareva una persona così a modo… certo che ha una spiccata propensione nel trovare tipi fuori di testa tua sorella!”

“Piantala dai! Sarà qui a momenti e se ti sente ci rimane male; sta già affrontando un periodo  difficile…”

“Vabbè vado a darmi una rinfrescata, dieci minuti e sono pronto.”

Giù dal divano!

Alle ventitré e trenta di quello stesso giorno, l’Ispettore Quinti stava dormendo davanti alla televisione, sul divano di casa sua.

Gli piaceva guardare film gialli, con i piedi appoggiati sul tavolino del soggiorno; tanto una moglie che lo riprendesse per quella sua pessima abitudine, non l’aveva.

O perlomeno, un tempo in casa una donna c’era, ma dopo anni di sopportazione si era stufata sia dei suoi orari sballati, che del fatto che lui volesse sempre comandare, come in effetti faceva, sul luogo di lavoro.

L’Ispettore non aveva mai capito che, perlomeno in casa, il capo non era lui e una sera, rientrando dal lavoro, non l’aveva trovata ad aspettarlo.

Così,  una volta compreso che non sarebbe più tornata, da bravo investigatore quale era, non l’aveva mai più cercata.

Adesso, quando stava tra le mura domestiche, non aveva più nessuno che lo tenesse sveglio sino al termine di un  thriller; così non riusciva mai a comprendere chi fosse l’assassino, poiché si svegliava sempre alla sigla finale, per poi trasferirsi puntualmente arrabbiato, dal divano in soggiorno al letto in camera ancora sfatto.

Questa volta però, quando il suo telefonino si mise a squillare, l’episodio  era ancora in corso, per cui venne svegliato di soprassalto.

“Pronto Ispettore è la questura, deve recarsi immediatamente in via Mazzini 10,  è stata assassinata una donna e bisogna fare un sopralluogo prima possibile.

Anche i RIS stanno per arrivare…”

“Porca miseria!” Imprecò l’uomo appena chiusa la comunicazione, “proprio ora che stavo per capire chi è l’assassino!”

Giunto sul luogo del delitto, la scena che gli si presentò era quella di una donna sui quarant’anni e dalla capigliatura bionda, il cui cadavere era  riverso in posizione supina, sul pavimento della veranda di una villa a schiera.

Accanto al corpo, una sigaretta incenerita, ma ancora intiera.

“Uhm, la morte deve essere stata improvvisa,” disse  parlando tra se e sé ad alta voce, poi rivolgendosi ai presenti chiese: “la vittima ha una fede nuziale, c’è qualcuno che sa dirmi dove posso trovare il marito?”

“È in cucina in stato di shock,” rispose un collega, “non so se sarà in grado di rispondere alle sue domande Ispettore”.

“Stupidaggini!” disse Quinti mentre si dirigeva all’interno dell’appartamento: ”dov’è la cucina?”

Una volta raggiunto il luogo desiderato, senza nemmeno degnare di uno sguardo il marito della vittima, iniziò a curiosare in giro.

Prima aprì il frigo, poi diede un’occhiata nel lavandino, quindi alla lavastoviglie nella quale notò tre eleganti bicchieri da spumante, due dei quali con  tracce di rossetto.

“Pare vi sia stata una cena a tre signor…”

“Monti” rispose l’uomo che, ancora sconvolto, guardava nel vuoto.

“Signor Monti, è sua moglie la donna a terra nella veranda all’ingresso di casa sua?”

L’Ispettore era famoso per la sua mancanza di tatto e anche questa volta non si era smentito.

“S…sì “ rispose il padrone di casa”.

“Sa mica dirmi se soffriva di cuore per caso?”

“No, che io sappia…”

“Riferisca per filo e per segno, come si è svolta la serata con gli orari degli avvenimenti e si ricordi che, tutto quello che dirà, potrà essere usato contro di lei. Cominci pure grazie”.

“Ehm… sono tornato dal lavoro un pò prima del solito, diciamo verso le 19.20 e Silvia mi ha ricordato che, prima delle 20.00, sarebbe venuta a cena sua sorella Sarah, così sono andato di sopra a darmi una rinfrescata. Quando poi sono sceso, lei era già arrivata.

Abbiamo bevuto un aperitivo che saranno state le 20.15 all’incirca.

La cena si sarà protratta sino alle 22.00 se ricordo bene, poi abbiamo chiacchierato ancora fino alle 22.30 più o meno, dopodiché ci siamo salutati. 

Subito dopo sono salito in camera a leggere un libro, mentre attendevo Silvia che stava fumando una sigaretta in veranda.

Quando dopo circa mezz’ora, ho visto che non saliva, sono sceso a controllare cosa stesse facendo e l’ho trovata nella stessa posizione di adesso…” concluse il marito scoppiando a piangere.

“E quei flute nella lavastoviglie?”

L’Ispettore incalzava sempre negli interrogatori, senza farsi mai commuovere dagli avvenimenti: “mi sembrano un pò troppo eleganti per un aperitivo e tantomeno per pasteggiare ad una cena”.

“Si, mi scusi, dimenticavo. Silvia, prima che Sarah si congedasse, ha voluto  festeggiare la sua promozione; ma ora non le servirà più un lavoro…”

“Agente Modica!” disse L’Ispettore, “si ricordi di dire a quelli del Ris che voglio sapere il prima possibile il risultato delle analisi della sigaretta che si trova  vicino al cadavere della vittima, dei bicchieri  nella lavastoviglie e dei residui di cibo nella pattumiera.

Tutto è sotto sequestro in questa casa sino a nuovo ordine e lei, signor Monti, ci consegni il passaporto; sino a che non saranno chiarite le cause della morte di sua moglie, le suggeriamo di non allontanarsi dal paese. Domattina interrogheremo la sorella della vittima; la voglio in sede per le otto e trenta!”

Chi ha ucciso mia sorella?

Il giorno seguente, di buon ora come al solito, l’Ispettore era già in ufficio con gli stessi vestiti del giorno prima.

Quando vide arrivare la sorella della vittima, scortata dagli agenti, gli cadde la sigaretta di bocca per lo stupore.

La  donna che giaceva in terra la sera prima, in realtà non era morta ma stava lentamente entrando, con le sue stesse gambe, in Questura. 

Aveva un viso acqua e sapone e stava attendendo l’Ispettore nella sala attigua.

“Agente Modica! Stavo per avere un infarto… perché nessuno mi ha detto che la vittima ha una sorella gemella?”

“Non lo sapevamo, Ispettore. Lo abbiamo scoperto stamane.”

Ma l’ispettore se ne era già andato e si era diretto verso la donna: ”signora Bellotti buongiorno, sono Quinti. Mi spiace doverla interrogare dopo quello che è successo…”

L’ispettore, se pur abbastanza grezzo, davanti al gentil sesso si rivelava sempre un pò meno irruente del solito.

“Ispettore, cosa vuole che le dica… era mia sorella! Sospetta anche di me? “

“Fino a prova contraria siete tutti colpevoli: lei e suo cognato intendo. Mi segua in ufficio, devo farle qualche domanda.

Riferisca per filo e per segno, come si è svolta la serata con gli orari degli avvenimenti e si ricordi che, tutto quello che dirà, potrà essere usato contro di lei in tribunale.

Cominci pure, grazie.”

Dopo un lungo sospiro la donna iniziò a parlare: “dunque,  sono arrivata a casa di Silvia e Paolo poco prima delle 20.00; abbiamo bevuto un aperitivo e poi ci siamo seduti a tavola.

Ci saremo rimasti tra una chiacchierata e l’altra sino alle ventidue, ventidue e trenta, dopodiché sono tornata a casa.”

Il commissario intanto pensava: “se anche la cognata si è dimenticata di riferirmi della promozione e soprattutto del brindisi,  qualcosa non quadra.

Va bene signora, può andare. La faccio accompagnare a casa da uno dei miei agenti al quale dovrà però consegnare il suo passaporto”.

A questo punto, nella testa dell’ Ispettore, si erano messi in moto mille ingranaggi.

“Dunque: ”pensava, “è chiaro che, per qualche motivo, l’assassino potrebbe essere il cognato.

Certo però che, eliminando la moglie in casa, si sarebbe accollato immediatamente tutti i sospetti. Per quel poco che gli ho parlato, non mi è sembrato così stupido e poi pareva veramente sconvolto.

La cognata invece, mi ha dato l’impressione di essere un pò ingenua; non credo che abbia potuto organizzare un omicidio in casa altrui da sola, se non con l’aiuto di un complice…

Agente Modica! Voglio delle indagini discrete ma a tutto campo sul signor Monti e la signora o signorina Bellotti.”

“Signorina,” rispose  Modica, suo fedele e soprattutto paziente collaboratore”.

Come l’ispettore, aveva scuri capelli tendenti ad arricciarsi e per questo motivo li teneva sempre molto corti mentre, quelli del suo superiore, erano lasciati a se stessi e di media lunghezza.

“Bene, voglio sapere cosa possono avere in comune quei due e se per caso, tra le sorelle, c’era in ballo un’eredità o qualche interesse del genere. Chiaro? E mi avvisi quando arrivano i risultati della scientifica!”

“Va bene, Ispettore”.

Due giorni dopo, Quinti mostrava segni di impazienza:”pronto sezione RIS? Sono Quinti e sto aspettando i risultati del caso Bellotti; ci vuole ancora molto?”

“No, ma tenga presente che ieri era domenica e che ci vuole il suo tempo”.

“Va bene, verrò domattina di persona”.

“Come non detto… fu la risposta dall’altra parte del telefono, ma Quinti non l’aveva sentita; aveva già riagganciato la comunicazione.

Il mattino dopo, alla sede della scientifica, l’Ispettore venne finalmente a conoscenza dei risultati.

“Allora, Ispettore: sappiamo con che cosa probabilmente è stata assassinata la signora  Bellotti” esordì il tecnico appena lo vide entrare. “Dico probabilmente, poiché stiamo ancora attendendo i risultati dell’ autopsia, per una conferma.

Purtroppo la sigaretta era incenerita completamente e non siamo riusciti a ricavare nulla di utile,  neanche dal filtro.

Le analisi sugli avanzi della cena inoltre, non hanno rivelato sostanze velenose, mentre nella lavastoviglie uno dei bicchieri, probabilmente quello usato dalla vittima, presenta tracce di Landix. Abbiamo scoperto essere un farmaco, ancora in fase di sperimentazione, di uso esclusivamente medico e vi sono anche le impronte del signor Monti sul bicchiere.

Ah, piccolo particolare: ”riprese l’agente del RIS “uno dei nostri tecnici si è accorto  che,  a causa di una perdita dalla pompa dell’acqua, si era attivato il sistema antiallagamento.  Se l’elettrodomestico fosse partito, molto probabilmente addio prova! Direi che in questo caso la fortuna è dalla sua parte Ispettore”.

“Sì sì vedremo, ma qualcosa ancora non mi convince: se lo spumante, diciamo per fare il cavaliere, lo avesse servito il marito, le sue impronte dovrebbero trovarsi tranquillamente su tutti i bicchieri, giusto?”

“Ehm, giusto ispettore”.

“Quindi il signor Montii dovrebbe essere due volte scemo per assassinare la moglie in casa sua e lasciare pure le impronte; o sbaglio?”

“Effettivamente…”

“No! C’è un particolare che mi sta sfuggendo.

L’ho notato l’altra sera stessa alla villa, ma per ora è smarrito nei meandri della mia mente”.

Il venerdì mattina, dal reparto investigativo, arrivarono notizie interessanti.

“Mi dica agente Fiorica, che cosa ha scoperto?”

“Dunque: innanzitutto la mamma delle gemelle risiede attualmente nella casa di riposo “De luxe” non molto lontano da qui, ma non ne avrà per molto; di giorni di vita intendo. Ho anche verificato in catasto i suoi possedimenti e pare che ammontino a parecchie migliaia di euro tra appartamenti e terreni.

Ma la cosa più interessante che abbiamo scoperto, è che la signorina Sarah è da tempo l’amante stabile del Monti.

Pare si incontrassero spesso in un motel, proprio dietro la casa di riposo.

In paese qualcuno sapeva, tranne  la sorella ovviamente…”

“Ecco un movente!” Esclamò l’ispettore, “anzi due!

I piccioncini, potrebbero aver premeditato l’omicidio della signora Bellotti per poi, dopo aver ereditato, mettersi insieme quando le acque si sarebbero calmate…

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Cinque casi per l’Ispettore Quinti”

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Jean Luca Pinna
Jean Luca Pinna (classe 1967) di professione odontotecnico, nasce come scrittore di
canzoni per la band nella quale milita dal 2008 al 2014, distinguendosi per la qualità
dei testi.
Nel 2015, dopo lo scioglimento del gruppo musicale, spinto l'irrefrenabile necessità
di dire "qualcosa", trasmuta la scrittura dei brani musicali in poesie e nel 2017 ottiene
la pubblicazione della composizione "La scelta di Michele" inserita nella raccolta
"Scuola Autori di Mogol".
In quello stesso periodo inizia a cimentarsi nella scrittura narrativa di vario genere.
L'anno successivo nasce il suo primo personaggio: l’Ispettore Quinti le cui indagini
sono ambientate in una cittadina benestante del nord Italia, negli anni 2000.
Jean Luca Pinna on FacebookJean Luca Pinna on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie