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Abitudini in Gioco

Abitudini in Gioco
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Consegna prevista Settembre 2023
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Questo libro nasce con uno scopo ben preciso: quello di aiutare i bambini a credere in se stessi e a portare così il loro meraviglioso contributo nel mondo.
Perché ciò sia possibile, il tuo bambino ha bisogno della meravigliosa potenza dello strumento più incredibile che l’universo gli ha messo a disposizione… i suoi genitori!
Ma come riuscire a essere meravigliosamente potenti senza sentirsi sopraffatti? E’ possibile trovare un equilibrio tra le necessità del tuo bambino e le tue ambizioni, senza soccombere alle incombenze della vita quotidiana?
La risposta a questa domanda è celata tanto nella saggezza contadina quanto nelle storie contemporanee. Questo libro mette insieme tutti i tasselli invitando i genitori a compiere un percorso di riscoperta dell’essere e del potere, per tornare a essere come animali e a riportare l’armonia nel loro branco.

Perché ho scritto questo libro?

Per anni ho vissuto come un’instancabile criceto, sempre presa tra casa, figli, progetti. Tanta ansia, soddisfazioni poche e un nervoso costante. Poi c’è stato il lockdown, la resa dei conti: mi sono fermata, ho capito che non mi piacevo più e che dovevo trovare un equilibrio tra me e la mia famiglia. C’era forse un altro modo di essere madre? Così ho messo in discussione tutto dalle fondamenta. Il libro nasce per condividere la mia esperienza e aiutare altri genitori a uscire dalla ruota.

ANTEPRIMA NON EDITATA

La mia ricerca sulla ciclicità è iniziata circa 11 anni fa, il giorno del battesimo del mio primo figlio. Tra i tanti biglietti d’auguri che abbiamo ricevuto, uno tra tutti ha attirato la mia attenzione. Era il biglietto di Sara, che all’epoca era soltanto una nostra inquilina e che praticamente non avevo mai visto.

Mio marito, amante della convivialità, aveva deciso di invitarla. Di lei sapevo solo che faceva pratiche olistiche al secondo piano di un immobile commerciale che anni prima aveva ospitato una discoteca, e che mio marito era in procinto di  ristrutturare.

In quel biglietto, che conservo ancora oggi per la sua straordinaria profondità, c’era in regalo una sessione per me insieme a Sara. Dopo il battesimo abbiamo organizzato una cena insieme e ci siamo tenute in contatto e alcuni mesi dopo, rompendo gli indugi, ho deciso di lanciarmi e affrontare la seduta.
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Ricordo che in quel periodo mi sentivo sopraffatta e inconcludente. La nascita di Yari era arrivata in un periodo di grandi cambiamenti: dopo la gravidanza non avevo più trovato un lavoro, ero impegnata quotidianamente a scrivere una tesi che non mi appassionava più di tanto e le mie amiche ancora non avevano figli. La solitudine e una sensazione di totale incomprensione da parte del mondo mi avevano travolto e assorbito così tanto che mi sembrava di vivere in una bolla di sapone.

Non ricordo moltissimo di quel momento ma so che ha rappresentato il primo tassello di un cammino di scoperta e di lavoro su di me così lungo, intenso e gratificante che mi ha cambiata profondamente. E non ho il timore di dire che, se non avessi conosciuto Sara, questo libro forse non ci sarebbe, o perlomeno sarebbe molto diverso.

Sara infatti mi ha insegnato ad osservare quanto la ciclicità del tempo nelle sue molte sfumature condizioni la nostra quotidianità e per questo credo fortemente che prendere consapevolezza della ciclicità è qualcosa da cui non si può prescindere quando diventiamo genitori.

Per questo motivo quando ho dovuto scegliere un tema da cui partire per elaborare il percorso Abitudini in Gioco, da cui nasce questo libro, ho immediatamente cercato un modello ciclico a cui ispirarmi. Quel modello, da cui discendono i 12 principi, è l’Oroscopo Cinese.

Poco conosciuto in Italia, l’Oroscopo Cinese rappresenta un ciclo di 12 anni in cui ad ogni anno è associato un animale. Tra i 12 animali sei sono selvatici e sei provengono dalla memoria contadina, sei rappresentano l’energia Yin (quella fredda, associata al femminile), e sei l’energia Yang (quella calda, associata al maschile).

Si tratta di uno strumento intuitivo che offre davvero ottimi spunti di riflessione per analizzare tanto gli eventi esterni quanto le nostre difficoltà quotidiane. Come tutti i  modelli antichi si presta sia ad analisi più profonde, sia a letture più immediate e alla portata di tutti, anche dei più piccoli.

Nonostante questo, per rendere più evidenti e chiari i significati che ognuno degli animali dell’oroscopo cinese porta alla nostra attenzione, ci aiuteremo con diversi ulteriori strumenti.

Parleremo di memoria contadina, naturalmente, ma utilizzeremo soprattutto storie per bambini e cartoni animati.

Questa scelta non è casuale. La nostra famiglia condivide una lunga tradizione di racconti e una grande passione per i cartoni animati, che io uso come spunto per aiutare i miei figli a farsi domande e ad affrontare grandi temi.

Le storie (e le loro morali) fin dall’antichità sono state una risorsa preziosissima per gli educatori di tutte le epoche e lo sono tutt’oggi. Un racconto ben fatto è così coinvolgente, intenso e densamente ricco di sfumature da essere molto più efficace e trasformativo di tantissime lezioni.

Per questo ogni capitolo di questo libro si accompagna alla storia di uno dei personaggi di quel meraviglioso cartone animato che è Encanto, pubblicato da Disney nel 2021.

La storia di Encanto mi ha colpito profondamente perché rende evidente una verità di cui tutti siamo intimamente a conoscenza, ma che per qualche ragione tendiamo a ignorare.

La famiglia, per quanto imperfetta, caotica o disordinata sia, può darci molta forza, accoglierci, come fa casita, trasformandosi per abbracciare le differenze di ognuno. Ma la famiglia può anche tentare di limitarci, bloccarci e renderci piccoli per paura che la nostra luce offuschi quella degli altri. Quando questo accade, ci dice il film, la casita prova a resistere, per un po’. Ma poi, inesorabilmente crolla, e serve l’impegno di tutti perché la famiglia spezzata possa essere ricostruita.

Noi genitori siamo i depositari della candela che dà potere ai nostri figli. Ed è solo permettendo a ognuno di loro di brillare che permettiamo a noi stessi di brillare a nostra volta.

Questo libro si fonda su 12 principi. Ognuno dei principi è ispirato ad uno dei personaggi della famiglia Madrigal e al suo talento. Con Dolores, il topo, apprenderemo l’importanza di fermarci e sentire, perché prima di imbarcarci in ogni impresa  o di affrontare ogni sfida è necessario farsi le domande giuste. Con Luisa, il bue, parleremo di quanto la determinazione, la pazienza e l’impegno siano fondamentali per superare le difficoltà di ogni giorno.

Insieme a Isabella, alla Tigre e alla Dea Afrodite parleremo di rabbia e bellezza (odio e amore) e di come possiamo trovare l’equilibrio tra questi due sentimenti opposti ai quali siamo quotidianamente esposti in quanto genitori.

Mirabel, Alice e il coniglio, ci inviteranno a esplorare la caverna delle meraviglie, mostrandoci come solo scavando in profondità è possibile fare spazio ai nostri talenti.

Grazie a Bruno e al drago impareremo a sviluppare il nostro intuito e grandi poteri predittivi e comprenderemo perché è il futuro a creare il presente e non viceversa.

Camillo e il serpente ci inviteranno a rendere concreti, nella vita quotidiana, i nostri poteri, grazie all’uso delle parole magiche e dei rituali.

Con Pepa e il cavallo scopriremo il piacere della libertà che deriva dal poter esprimere pienamente noi stessi.

Julieta ci mostrerà come la creatività e la cura sono due facce della stessa medaglia e che la collaborazione è un modo per permettere a ognuno di esprimere sé stesso.

Antonio, insieme alla scimmia, ci guiderà alla scoperta del gioco e della leggerezza, strumenti chiave per alleggerire la quotidianità della nostra famiglia.

Abuela, il gallo, ci aiuterà a diventare leader illuminati della nostra famiglia e a riconoscere e valorizzare il ruolo di ognuno, anche dei più piccoli.

Con Augustin e il cane rifletteremo sull’importanza di essere presenti, ma anche distanti, e di coltivare nei nostri figli (e nei nostri cani) la giusta indipendenza.

Infine con Felix e il maiale comprenderemo quanto è importante nutrirsi di stimoli positivi e coltivare una mentalità di abbondanza per godere di quello che si ha.

Lo scopo di tutto ciò è tentare di dare una risposta alla seguente domanda: è possibile davvero conciliare il ruolo di genitori con la realizzazione personale riuscendo a crescere bambini consapevoli, felici e sicuri di sé?

La storia di Encanto

Alma e Pedro, due giovani innamorati, sono costretti a fuggire dalla loro casa in Colombia a seguito di un attacco dei conquistadores.

Per proteggere Alma e i suoi tre figli, Bruno, Pepa e Julieta, Pedro si sacrifica e il suo sacrificio dà vita ad un miracolo, un Encanto, che con una magia crea un villaggio meraviglioso circondato da montagne, nel quale i Madrigal e le persone fuggite con loro trovano rifugio, ed una casa animata per la famiglia, che vive di vita propria e viene soprannominata Casita.

La magia di Encanto è conservata in una candela magica, che protegge il miracolo e dona ad ogni bambino della famiglia un “talento”, un dono magico e speciale che ogni Madrigal utilizza a beneficio di tutta la comunità.

Tutti i bimbi della famiglia ricevono il talento: prima i figli di Abuela Alma, poi i loro figli. Solo Mirabel, la figlia minore di Julieta, resta misteriosamente priva del suo dono. Ma non tutti i talenti sono ben accolti e Bruno, che ha il dono di vedere il futuro, scompare misteriosamente poco dopo la cerimonia di Mirabel e nessuno nel villaggio può nemmeno nominarlo.

Mirabel cresce cercando comunque di aiutare la famiglia come può, nel tentativo di sopperire al suo mancato dono magico, sostenendo durante la cerimonia il piccolo Antonio, suo cugino, che nell’incertezza generale ottiene il dono di comunicare con gli animali. Mirabel, felicissima per lui, non può tuttavia fare a meno di rattristarsi ricordando la sua fallimentare cerimonia, al punto da desiderare che ci sia stato un errore e sperare in un miracolo tardivo che assegni un dono magico anche a lei.

Allontanatasi dai festeggiamenti, Mirabel scorge delle crepe nella Casita e vede la fiamma perenne della candela incantata tremare come sul punto di spegnersi. Allarmata, avverte la famiglia interrompendo la festa di Antonio, ma quando tutti accorrono a controllare non sembra essere successo nulla.

Nella notte però Mirabel scopre che Abuela è preoccupata e la magia è davvero in pericolo. Decisa ad indagare, la mattina seguente la ragazza chiede alla cugina Dolores se abbia sentito qualcosa di sospetto durante la notte, e Dolores dice che Luisa, sorella maggiore di Mirabel, è stata molto inquieta e insonne.

Mirabel parla con Luisa che le rivela di percepire un’enorme pressione su di sé proprio a causa del suo dono (la forza sovrumana) e delle grandi aspettative che ne conseguono, ammettendo anche di sentirsi sempre più debole e vacillante, come se il dono stesse sparendo. Luisa consiglia a Mirabel di visitare la torre chiusa ormai da anni dove Bruno abitava, per cercare indizi.

Nella torre Mirabel scopre una serie di frammenti di vetro  di una visione avuta da Bruno tempo prima, nella quale si vede la stessa Mirabel davanti a casa Madrigal completamente distrutta: questo la porta a credere, con sgomento, di essere la causa di quanto sta succedendo.

La sera stessa quando la famiglia è riunita a cena Dolores, che ha sentito Mirabel confidarsi con il padre Agustín, non riesce a trattenersi dal rivelare il ritrovamento della visione: la casa comincia a creparsi nuovamente e i poteri dei Madrigal perdono il controllo, rovinando il momento in cui Mariano, un giovane del paese, chiede in matrimonio Isabela, sorella di Mirabel e provocando la rabbia di Isabela nei confronti della sorella minore.

Mentre Mirabel tenta di scusarsi, un gruppo di topolini portano via i frammenti della visione infilandosi sotto un quadro nel muro. Mirabel scopre così che dietro al quadro si trova un passaggio segreto dove si nasconde Bruno, che in realtà non se n’è mai andato.

Quindi chiede allo zio di guardare di nuovo nel futuro per aiutarla a capire come fare a sistemare la situazione. I due vengono scoperti e aiutati da Antonio, che offre loro la sua stanza per svolgere il rituale, e la nuova visione di Bruno mostra che, apparentemente, la magia e la casa potranno essere salvate, a quanto pare, da un abbraccio tra Mirabel e Isabela.

Mirabel si reca nella stanza di Isabela per scusarsi con lei che, furiosa, le rivela sfogandosi di sentirsi oppressa dal ruolo di ragazza perfetta, costretta a sacrificarsi per la famiglia. La confessione unisce le due sorelle e scatena la liberazione di Isabela che inizia a creare piante spinose e sgraziate. Con l’abbraccio tra Isabela e Mirabel le crepe nella casa scompaiono ma quando Abuela scopre cosa sta succedendo  rimprovera Mirabel di essere la causa di tutti i danni della loro famiglia, portando la nipote, esasperata e rattristata, a risponderle e ad accusarla di essere lei, con la sua continua pressione su tutti perché ostentino i propri doni, il vero motivo di tutti i problemi.

A quelle parole la Casita comincia a sgretolarsi ma per fortuna Mirabel riesce comunque a salvare la candela magica, la cui fiamma inesorabilmente si spegne determinando la fine dei poteri sia della casa che della famiglia. Mirabel, distrutta dal dolore, scappa oltre le montagne nate dall’Encanto, rifugiandosi lungo il fiume.

Mentre tutti i familiari la cercano disperati, è Abuela a ritrovare la nipote nello stesso posto in cui perse il marito, scusandosi con lei per aver dimenticato la cosa più importante: il legame che unisce tutti i Madrigal.

Le due si abbracciano, rivelando che l’abbraccio previsto dalla visione era tra di loro e non tra Mirabel e Isabela; poco dopo sopraggiunge Bruno, che viene riaccettato dalla madre e dal resto della famiglia.

I Madrigal finalmente riuniti ritornano quindi al villaggio e ricostruiscono a mano la casa, con l’aiuto dei compaesani. A lavoro concluso Mirabel, incoraggiata dai parenti, inserisce la maniglia alla porta d’ingresso di Casita: con stupore e gioia da parte di tutti, la magia ritorna, mostrando raffigurata sulla porta la famiglia Madrigal al completo e restituendo alla casa ed ai componenti della famiglia i propri poteri.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Virginia Montagna
Virginia Montagna è madre di 3 meravigliosi bambini, insegnante di danza, designer, esperta in organizzazione e crescita personale, scrittrice. Ha insegnato a scuola per circa 10 anni per poi capire che l’ambito pubblico non le permetteva di trasmettere davvero la sua visione e per questo nel 2017 ha aperto la sua scuola di danza e movimento. Usa l'arte, la musica, le storie e il gioco per educare i bambini alla scoperta delle loro potenzialità e per aiutare i loro genitori a trovare nuovi modi di comunicare e confrontarsi con loro.
Nel 2021 ha unito tutto ciò nel progetto Family Inspired, un percorso unico in Italia che unisce design, danza, yoga e life skills per aiutare le famiglie a ritrovare l’equilibrio e l’armonia e a vivere la quotidianità con consapevolezza e presenza.
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