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Quando B.E.D. non significa "letto"

Quando B.E.D. non significa L.E.T.T.O.
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Consegna prevista Marzo 2023

Torino. I ritmi frenetici di questa grande città, il traffico così disordinato e la vita eccessivamente movimentata faranno da sfondo alla storia che ho custodito per qualche anno in un cassetto. Oggi ho deciso di raccontarla a tutti voi, sotto forma di intervista, con la speranza di illuminare gli angoli più bui per sentirsi davvero meno soli. Scelgo quindi di accompagnarvi nel 2010 con una vera autointervista, limpida, cristallina, una serie di domande che andranno a sbrogliare i nodi dell’anima mettendo in luce grinta e voglia di vivere. Un modo genuino per mettermi a nudo davanti ai lettori senza dimenticare la serietà dell’argomento trattato, i disturbi del disordine alimentare, scegliendo così parole giuste, semplici e sicuramente piacevoli.

Perché ho scritto questo libro?

Un po’ come se avessi fotografato con il liquido di contrasto la mia interiorità, quella che custodisce i tasselli del passato, quella che con filo e ago ha avuto il coraggio di rammendare un grande ostacolo, quella che non ha consentito al nemico di lacerare l’inno della vita. Con la matita ho messo nero su bianco la mia storia affinché possa tornare utile alle persone che lottano per trovare con sicurezza la loro opportunità.

ANTEPRIMA NON EDITATA

L’ironia ? Penso sia tra le più alte

forme di intelligenza,

non fa miracoli, ma t’insegna a

ridere davanti agli ostacoli della vita. 

Torino.

Capoluogo del Piemonte, città conosciuta in tutto il mondo per la raffinatezza della sua architettura e per la cucina ricca di tradizione e di radici profonde. Sontuosi edifici barocchi e antiche caffetterie fiancheggiano i viali alberati e le grandiose piazze della città. Il profumo degli agnolotti nonché sinonimo di una classica domenica autunnale, il gusto inconfondibile del gianduiotto e il rumore dei tram sono gli scatti fotografici più preziosi per far tornare a galla momenti felici e spensierati della mia infanzia condivisi con i nonni paterni.

I ritmi frenetici di questa grande città, il traffico così disordinato e la vita movimentata faranno da sfondo alla storia che ho custodito per qualche anno in un cassetto. Oggi ho deciso di raccontarla a tutti voi, sotto forma di intervista, con la speranza di illuminare gli angoli più bui per sentirsi davvero meno soli.

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Scelgo di accompagnarvi nel 2010 con una vera autointervista. Un modo per mettermi a nudo davanti ai lettori senza dimenticare la serietà dell’argomento trattato scegliendo così parole giuste, semplici e sicuramente piacevoli.

GUARDANDO INDIETRO, RIESCI AD IDENTIFICARE IL MOMENTO IN CUI TUTTO HA AVUTO INIZIO ?

Sono decisa e rapida nel rispondere a questa prima domanda. Ricordo perfettamente i primi cambiamenti, fine 2010, inizio 2011. Proprio in questo preciso lasso temporale mi accorgo di un qualcosa che, da un giorno all’altro, inizia a scivolarmi dalle mani. Veloce come un filo d’olio. Rapido come un getto d’acqua che esce dal rubinetto.

E’ proprio l’ultimo anno di università, la mia casa diventa il mio rifugio sicuro, una sorta di tana dove regnano protezione e calore. Il mio passatempo preferito per scaricare la tensione delle giornate trascorse in ateneo ? Pulire e riordinare. O meglio, allineare tutto. Ad ogni oggetto assegno un posto e da lì non sposto più nulla. Un fotogramma fermo nel tempo. Questo ordine eccessivo si sposta velocemente nella mia quotidianità, decido quindi di applicarlo alla vita di tutti i giorni.

Un crescendo di schemi, tabelle e orari. Tutto deve essere controllato e perfettamente rispettato. Le liste contengono quindi tutto quel che deve essere portato assolutamente a termine entro la sera. Un ricordo buffo ? Il tavolo della cucina, lui sì che riesce ad accogliere decine e decine di bigliettini sparsi qua e là: lista delle cose da fare, lista della spesa settimanale, appunti e dispense da sistemare, orari dei treni etc. Prendo nota di tutto quel che mi passa per la mente. Inizio ad applicare questo metodo anche al mondo del cibo. Progetto quindi i pasti in base alla lista della spesa, mi immergo nella programmazione settimanale dei vari menù; una volta stabiliti non posso permettermi di effettuare modifiche. Zero flessibilità. L’organizzazione è un giusto aiuto, ma coincide, nel mio caso, ad una costrizione.

2022-06-10

Aggiornamento

Finalmente sta per uscire dal cassetto ! Ma per avverare e concretizzare a tutti gli effetti questo desiderio è proprio il caso di dire: L'UNIONE FA LA FORZA. Vi aspetto !
2022-06-08

Aggiornamento

Un quaderno bianco ed un taccuino per iniziare a scrivere senza filtro, per mettere nero su bianco le mie sensazioni, le mie emozioni, le mie paure, i miei timori. Parliamone, costruiamo dialoghi, sosteniamo le persone che non hanno ancora trovato la loro giusta opportunità. Pronti per immergervi nella lettura del mio manoscritto ?!? Buon proseguimento di giornata.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Sicuramente una storia da aggiungere alla propria libreria !

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Rebecca Balboni
Rebecca Balboni è nata ad Imperia, classe 1988, ligure da parte della mamma, ferrarese dalla parte del papà, vive in riva al mare dove ama coltivare i propri interessi. Adora i libri, l’eleganza giapponese, il profumo dei croissant appena sfornati. Indissolubili e perennemente validi i legami con la matematica e la musica classica. La valigia è sempre pronta, il desiderio di viaggiare ed esplorare posti nuovi è sempre acceso, Wanderlust è un termine perfetto per descrivere questa passione. “Quando B.E.D. non significa L.E.T.T.O.” è la sua pubblicazione d’esordio.
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