Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Bambina dall’abito blu

Copia di 740x420 (3)
20%
160 copie
all´obiettivo
47
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Dicembre 2024
Bozze disponibili

Milano 1977. Guido Ruggeri, famoso musicista, torna nella città della sua gioventù attirato da una misteriosa telefonata che gli ricorda una donna, di cui era molto innamorato, svanita da oltre trent’anni, musa ispiratrice delle sue più belle canzoni. Mentre sta passeggiando per la Galleria del Corso una giovane ragazza si avvicina e senza dire una parola gli spara, colpendolo a una gamba, poi si dilegua. Chi è quella donna e perché lo ha colpito?
Ricoverato in ospedale i ricordi incominciano ad affluire come le onde sulla spiaggia, si fermano poi ne giunge un’altra con nuovi rimpianti. Possibile che quel ferimento sia causato da eventi capitati tanti anni prima? Il musicista ripercorre i suoi primi passi nel mondo musicale e ricorda un grande amore perduto, la tragedia della guerra con le viltà e gli eroismi, le sue melodie e i successi artistici, e finirà per trovarsi di fronte a un’incredibile e inaspettata sorpresa.

Perché ho scritto questo libro?

È stato un viaggio bellissimo dentro e fuori di me di cui ho goduto il cammino insieme ai personaggi, una vera e propria esplorazione della mia fantasia, una sorta di evasione dalla realtà quotidiana che grazie alle parole diventa puro divertimento. Scrivere è stato, appassionarsi, illudersi, perdersi per amare, soffrire, vivere.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

Ottobre 1936

Nella mia testa sembra che ronzino milioni di api impazzite, che sbattono contro la parete del mio cranio e che tutte insieme vogliano cercare una via di uscita. Provo a rigirarmi nel letto ma non riesco a trovare pace. Vorrei continuare a dormire, il mio corpo continua a dirmi che ne ho bisogno, ma gli insetti continuano a vorticare dentro di me. Ieri sera ho bevuto troppi liquori di cattiva qualità, poi ci si mette anche lo stomaco, che brontola, brontola. Ho necessità di recuperare o stasera crollerò sul pianoforte.

Provo a richiudere gli occhi, le tempie pulsano, cerco di rilassarmi. Il respiro rallenta, forse ce la faccio.
Continua a leggere

Continua a leggere

No! La tubatura dell'acqua del vicino del piano di sotto esplode in un continuo gorgoglio. Sembra una cascata che ha trovato una tromba per ripete a tutti: sveglia, sveglia!

Basta, mi alzo, nonostante braccia e gambe si rifiutino. Avrei bisogno di un caffè, quello vero, quello che preparava mia madre, con la napoletana, con quel profumo che inondava tutta la casa e risuscitava anche i morti più morti. Bevo un bicchier d'acqua, ha un sapore amaro, rugginoso. Cerco di tornare alla normalità con molta fatica. Mi lavo e mi vesto, indosso la solita camicia bianca un po' stazzonata ma almeno l'abito è in condizioni accettabili. Cosa voglio fare? E’ meglio se vado in centro. È da diverso tempo che non ci passo. Forse riesco a ottenere qualche nuova scrittura; sono stanco di strimpellare per poche lire nel casino di via Canonica.

Ho deciso, vado in Galleria del Corso. Qualcosa troverò.

Esco dal mio sottotetto e un penetrante odore di broccoli o di verdura lessa uccide ogni fantasia. Vado verso la fermata del tram che mi porterà in piazza del Duomo.

Quando giunge il mezzo è pieno nonostante l'ora non sia quella di punta. Ci sono molti giovani e anche molte ragazze. Studenti? forse. Una giovane dai capelli chiari, con un cappello rosso messo di traverso, mi guarda per un momento. Lancia lo sguardo poi lo ritrae. Faccio finta di niente ma di sottecchi la osservo: carina è carina. Porta una gonna a fiori, leggermente svasata, e una giacca con un piccolo collo di pelliccia. Ha le scarpe con il tacco di sughero e le calze con la riga. Non mi sembra proprio una studentessa. Purtroppo scende alcune fermate prima della mia. La guardo dal finestrino e lei si volta e sorride. Una promessa o una minaccia?

Arrivato al Duomo mi rendo conto che la giornata è grigia, intonata con le pareti della chiesa e dei palazzi adiacenti. Sento anche dei brividi di freddo, non mi starò ammalando? L’estate se ne è andata e si sente.

Affretto il passo, anche per scaldarmi e vado verso un bar dove mi accolgono un piacevole tepore e l'odore di pasticceria. Ordino un surrogato e mi siedo su un tavolino esterno. Davanti a me passeggiano molti uomini e donne, sembrano tutti indaffarati. Ma sono convinto che stanno facendo solo avanti e indietro. Vanno fino a piazza Beccaria e poi tornano, una vasca dopo l’altra.  cercando di trovare qualcuno che proponga loro un ingaggio. Le sale cinematografiche insieme ai film presentano esibizioni di avanspettacolo; ballerine, comici e cantanti sono richiesti. Qualche volta anch'io sono andato a suonare il piano in una orchestrina, ma solo per sostituire il titolare che era ammalato.

Mi perdo nei miei pensieri pessimistici e non osservo più le persone che passano. Mentre tengo gli occhi sulla tazza del caffè vengo attratto da un passo femminile che diffonde una cadenza quasi musicale, un passo di danza leggero. Alzo lo sguardo e vedo una giovane ragazza, con un abito di colore blu. Il suo sguardo è sereno ma anche fiero.

Passa tra la gente con sicurezza ma senza insolenza. I miei occhi la isolano e mi sembra che una luce particolare la circondi, quasi un alone mistico. Si avvicina al mio tavolo e sto per alzarmi; voglio conoscerla, ma all'ultimo devia verso il portone dove risiedono alcuni uffici. Mi sento smarrito, come se avessi perso improvvisamente qualcosa di molto importante. Chi è quella donna? Come si chiama? Da dove viene? La mia testa è completamente persa e sto trasformando quella visione in una melodia che esprime il mio desiderio. È stata come l'apparizione di una cometa tutta blu. Sento già delle note che girano nella mia testa. È l'ispirazione perfetta per una canzone d'amore, un omaggio alla femminilità. Una donna? Una ragazza? No, una bambina dall'abito blu!

 

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Bambina dall’abito blu”

Condividi
Tweet
WhatsApp
Roberto Redi Pulci
Roberto Redi Pulci
Sono nato a Milano, oltre settant’anni fa, e ho vissuto in quella città i miei primi 15 anni. Ho tanti ricordi legati alla musica, mio padre era un noto musicista, che mi ha circondato di magia e desiderio. Le lezioni di pianoforte sono state un incubo e poi un rimpianto. La famiglia si è trasferita a Roma dove ho concluso gli studi, laureandomi in Giurisprudenza. Ho lavorato per un breve periodo come giornalista sportivo e poi in vari settori industriali e commerciali, occupandomi spesso di comunicazione. Dopo essere andato in pensione ho seguito un corso di scrittura creativa che ha stimolato il mio desiderio di mettere a frutto l’insaziabile voglia di leggere. Questo è il mio primo romanzo.
Roberto Redi Pulci on FacebookRoberto Redi Pulci on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors