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Come un Bisturi sul Cuore

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Consegna prevista Gennaio 2025
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Cocciutaggine, determinazione e schiettezza sono solo alcuni degli elementi distintivi del “caratterino” di Calliope, studentessa all’ultimo anno del Corso di Laurea in Medicina e chirurgia; Intenta a seguire le orme del suo mentore, nonché primario di Chirurgia Generale, investe tutta sé stessa nel perseguimento del suo obbiettivo. La mattina del suo primo intervento da “2° operatore” però, fa un incontro che sconvolgerà improvvisamente i suoi piani. Uno sconosciuto affascinante, se ben scorbutico, riesce a salvare Calliope dalla strada, per poi liquidarla con qualche battuta sprezzante, lasciandola totalmente senza parole.
Il ragazzo, successivamente si rivelerà essere lo Specializzando-Stronzo appena trasferito, che rubandole l’intervento crea fin da subito una competizione tra loro. L’arrivo di Riccardo però non solo turba l’animo di Calliope, che non riesce più a toglierselo dalla testa, ma anche quello di Luca, che prova subito a mettere in guardia la ragazza da lui.

Perché ho scritto questo libro?

Ho letto e riletto questa domanda almeno mille volte, ci ho riflettuto davvero molto, è davvero impossibile per me rispondere in maniera lineare e univoca a tutto ciò. E’ stata come una folgorazione, come cercare di mettere a tacere una voce che ti sussurra di liberare la tua mente una Storia che ha Forma e Consistenza solo lì. Liberare i personaggi del mio “viaggio” dal groviglio dei pensieri è forse stata una delle cose più difficili e allo stesso tempo più liberatoria che potessi mai fare <3

ANTEPRIMA NON EDITATA

Ai sogni,

perché sono e resteranno per sempre

l’unico vero motore del mondo

Capitolo 1

“Bleàa… Che schifo!
Ma come fanno a fare un lavoro del genere, tutti i giorni senza vomitare?!”
Alzo gli occhi al cielo.
“Se non ti piace ciò che vedi puoi sempre voltarti dall'altra parte,no?
È un semplice intervento di Colecistectomia!”
Chiudo il laptop. Mi volto verso Luna e sorridendo fingo di guardarla male.

“Mi stavo rilassando cinque minuti, ma no !? Ecco la mia coinquilina MISS-ODIO-LA-CHIRURGIA a rompere!”

Le strizzo un occhio e guardo l’ora sul telefono, sono ancora le dieci e mezza. Cerco dei segni rivelatori sul volto della mia migliore amica e coinquilina.

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“Com'è andato l'appuntamento con Sergio?”
Luna guarda improvvisamente la finestra come a voler sviare il discorso; Poi si fa coraggio e cacciando fuori un lungo sospiro, dice:

“Insomma, sinceramente non credo che lui sia il mio tipo. Ha passato tutta la serata a parlare di sé, come se nient’altro e nessun altro fosse degno di essere anche solo menzionato in una discussione. A una certa, mi sono proprio scocciata e con la scusa della tesi, mi sono dileguata! Non credo di volerlo rivedere una seconda volta.

Ma che hanno gli Uomini di questi tempi? Sono così boriosi ed egocentrici.

Sai una cosa? Forse è colpa mia… forse sono io che sono una vera calamita per i Casi Umani!”.
La guardo con attenzione, è davvero una splendida ragazza, intraprendente e forte, ma in questo momento mi sembra più piccola e insicura.  Vederla così avvilita mi fa stare male.

“Lascia stare! Secondo me l'hai scampata bella, uno così meglio perderlo che trovarlo!E poi tu non sei una Calamita per i casi umani, sei una ragazza splendida!”

Anche rendendomi perfettamente conto che suona come il cliché dei cliché, sono purtroppo certa di essere fisiologicamente incapace di far meglio, almeno fin quando si tratta di questioni di cuore.
Diciamo che con la mia scarsa esperienza amorosa, i miei consigli sul campo sono un miscuglio vario di Frasi fatte e parole trita e ritrita che mia madre continua a ripetermi da una vita.
Mi dispiace sinceramente non poterla aiutare come merita, lei per me c’è sempre stata.
Mi alzo dal divano e le do un abbraccio.

“Quello giusto arriverà, devi solo continuare ad avere pazienza.”
Luna si incupisce, ma solo per attimo, poi mi rivolge un sorrisetto malizioso e dice:

“Allora Calliope, il TUO quando arriva?”
AH-AH-AH. Forse me la sono proprio andata a cercare, prima o poi imparerò a tenere chiusa la mia boccaccia !

“Il mio cavaliere dalla scintillante armatura è caduto da cavallo! Magari è ancora agonizzante da qualche parte con una bella emorragia subdurale !”
Lei sgrana gli occhi e scoppia a ridere.

“Sei incredibile! Ti parlo del principe azzurro e tu lo trasformi in un'emergenza medica?”.
“così certamente avrebbe tutta la mia attenzione! E poi pensaci, potrei davvero vedere che ha nella testa! LETTERALMENTE!” Scoppiamo a ridere, entrambe stavolta.
“Cally, non posso credere di dividere l'appartamento con te! Potresti benissimo essere una serial killer!”
“Nah! Sono troppo simpatica per essere una serial killer!”
Felice di aver sollevato almeno un po' il morale di Luna, siedo di nuovo sul divano e tamburellando con la mano il posto accanto al mio, la invito a prendere posto accanto a me.
“Dai su Luly, che ne dici se guardiamo qualche puntata di Suits e divoriamo del gelato? Credo che sia rimasto il tuo preferito, gelato alla fragola !”

Mi guarda come se le avessi appena regalato un viaggio premio alle Bahamas.

“Credimi, in questo momento penso proprio di amarti!”
E così, tra una puntata e l'altra di Suits, incapace di spegnere del tutto il mio cervello, mi ritrovai a pensare: Chissà forse la persona davvero giusta per me non esiste.

Beh, poco male, finché ho la chirurgia la mia vita sarà comunque piena.  Mi basta un bisturi per essere felice.

Non ho davvero bisogno d’altro!

Capitolo 2

Cinque.
Sono cinque.
Cinque passi che mi sembrano impossibili.
Cinque materie che sembrano grattacieli.
Una su tutte si staglia torreggiando sulle altre, “Farmacologia”.

Solo il pensare a questa materia mi mette un'ansia tremenda. Il professore rinomato per stronzaggine e competenza (in quest'ordine) , sembra provare un insano piacere a torturare i suoi studenti agli esami. Nulla di strano quindi se i miei incubi ricorrenti prevedono una dolorosa bocciatura con umiliazione per contorno!
Quella mattina mi vestii di tutta corsa per andare all'università. La notte non era stata proprio delle migliori e guardandomi allo specchio potevo scorgere due occhiaie scure sotto i miei occhi a palla verdi.
Ravvivai e ricci come meglio potevo, un filo di trucco e poi via, verso la metro.
“Accidenti, arriverò in ritardo, proprio oggi!”.
Frequentavo il reparto di chirurgia generale ormai da qualche mese per l'internato.
È proprio QUELLA mattina avrei tenuto la via ottica durante un intervento di Colecistectomia laparoscopica. Diciamocelo, in realtà non è che sia un ruolo così importante, ma per me ancora studentessa del sesto anno è un'occasione unica per iniziare a vivere la Chirurgia a pieno
Uscita dalla metro, con il solo pensiero dell'intervento in testa attraversai senza neanche guardare.
Ormai era tardi.
Dannatamente tardi per scusarsi.
Troppo tardi. Non sarei arrivata da nessuna parte. Portai le mani a riparare la testa come gesto istintivo.
Aspettai l'impatto con la macchina ormai sicura di lasciarci le penne.
Chiusi gli occhi.

Uno strattone mi obbligò a riaprirli.
“Hey, ma a cosa stavi pensando! Guarda che anche i bambini sanno che si guarda a destra e a sinistra prima di attraversare!”
Io apri la bocca ma non ne uscì alcun suono.

Ancora con le gambe tremanti mi sorreggo al ragazzo che mi aveva appena tirato via dalla strada.
“Si, hai ragione. Grazie. Ero in ritardo ed l'unica cosa a cui pensavo.”
“Beh! Arrivarci intera mi sembra una buona idea!Tu che ne dici?!”
“Si beh, non accadrà di nuovo. Ma mi sembra un po eccessivo farmi la paternale. Nemmeno ti conosco!”.
Lo guardai per la prima volta in viso. I suoi occhi scuri avevano un intensità tale da disarmarmi, il volto perfettamente simmetrico e squadrato metteva in evidenza la fossetta sul mento e come se già non fosse abbastanza il piccolo neo sul labbro superiore gli dona un tocco di classe più.
Non si poteva di certo negare che fosse un bel ragazzo.
“Comunque ti ringrazio per avermi aiutato”
“Non l'ho fatto per essere ringraziato. È stato solo istintivo. Ora vado, cerca di non farti investire lungo la strada! 
Mentre stavo per rispondergli, gira i tacchi e se ne va.
Allibita resto a fissarlo per un minuto buono.
“Oddio, l'intervento!” .
Riprendo a correre come se ne andasse della mia vita.

                    * * *

Cercando di non correre tra i corridoi del policlinico, mi dirigo a passo svelto verso il blocco operatorio. Accaldata per la corsa e ansiosa di iniziare percorro il labirinto di corridoi del -1 con insolita agilità. Mentre infilo la tuta da sala nello spogliatoio tuttavia non posso fare a meno di pensare ancora a quel ragazzo. Un sentimento a metà tra il volerlo prendere a schiaffi e la gratitudine si fa spazio in me.
Metto la cuffietta e mi dirigo verso la sala operatoria 5.
Non so neanche il suo nome.

Mi do due colpetti in viso con le mani per riscuotermi dai miei pensieri decisamente poco attinenti.

Oh! Andiamo Calliope devi concentrarti, adesso!
“Calliope, forza dai sbrigati. Non è da te essere così in ritardo. Vai a prepararti!.”
Il professore Cordaro, il mio relatore, è un uomo estremamente calmo e cortese, ogni volta che lo vedo non posso fare a meno di associarlo a Winnie the pooh, vuoi per la pancetta o per i modi ma riesce sempre a trasmettermi grande calma.

“Oggi in sala operatoria con noi ci sarà un nuovo specializzando del secondo  anno”
Lo guardo sorridendo.” Nuovo? Credevo di conoscere tutti ormai.”
“Si, ha chiesto il trasferimento da Messina”.
“Oh.” Entro nella stanza per iniziare il lavaggio chirurgico delle mani in compagnia del professore, che però mi precede in sala per conferire con il ferrista. Rimasta sola, inizio la procedura stando ben attenta a seguire il protocollo alla lettera, quando sento la porta aprirsi alla mia destra.
Mi volto per salutare e rimango di sasso.

È LUI.

Capitolo 3

Calliope fa finta di niente magari, non ti riconosce.
Neanche avesse sentito i miei pensieri dice:

“non credevo che ti avrei rivista, men che meno qui…”
Lo guardo a sottecchi “men che meno qui?”.
Nonostante la mascherina capisco che sta sorridendo. Che rabbia!
“Certo una persona distratta come te non dovrebbe mettere piedi in sala operatoria!”
Calliope calmati! Rispondi a tono!
Una defaillance non fa di me una persona distratta! Piuttosto non sono certa che la tua supponenza riesca a star dentro la sala operatoria!”
“Hey, è questo il modo di rivolgersi al tuo SALVATORE?”
” Beh, se tu non mi avessi risposto in modo così antipatico magari anche i miei toni sarebbero stati più cortesi!”
Fischietta.”Che bel caratterino abbiamo qui!”
Terminato il lavaggio, fletto i gomiti tengo le mani sollevate e con il gomito apro la porta che dà sulla sala operatoria.
Lo ignoro con supponenza e vado dall'infermiera per indossare guanti sterili e casacca.
Lui entra poco dopo di me.
Questo è un giorno speciale! Devo solo ignorarlo e tutto andrà bene.
Il professore Cordaro non si fa attendere e iniziare a chiacchierare del più e del meno con l'infermiere strumentista.
Si avvicina a lui e dice: “Allora Riccardo come ti stai trovando a Catania? Davvero bello il centro vero?”
“Purtroppo non ho ancora avuto modo di visitarlo” mi guarda e aggiunge “però oggi ho avuto un incontro mozzafiato”.
“Già ti dai da fare?! Beata gioventù”
“Sa professore, certe cose non si programmano”
Lo fulmino con sguardo ma lui prosegue come nulla fosse:
“Sa, di questi interventi ne ho visti parecchi se fosse possibile vorrei assisterla come secondo operatore”.
Il professore Cordaro si volta verso di me “in realtà avevo detto a Calliope di assistermi”.
1 a 0 per me. Professore sei grande!
Oh mi scusi, non volevo pestare i piedi a nessuno. Non sapevo che l'avesse già assegnato ad un altro specializzando.”
“In realtà Calliope non è una specializzanda ma un interna; sta scrivendo la tesi in…”
“Qui permettete agli interni di fare queste cose? Siete molto più generosi rispetto il mio vecchio Ateneo ”
Stronzo manipolatore! Vuoi rubarmi l'intervento?!
In realtà di solito non lo facciamo ma Cally ormai è quasi di casa; però in effetti con uno specializzando in sala…” si volta a guardarmi.
No, no no. Ti prego sono quasi morta per questo intervento!.
Cally credo sia meglio farmi seguire da lui per l'intervento, tu comunque puoi stare al tavolo operatorio e richiudere con Riccardo… Non ti dispiace vero?”
Non ci credo ha segnato 2 punti ed ha pure vinto la partita.
Guardo il professore e dico “Certo, capisco bene le gerarchie, nessun problema.”
Nessun problema un paio di palle! Riassumendo: sono in piedi con 4 ore di sonno e mi hanno quasi messa sotto, per cosa? per mettere 2 punti?!
Guardo Riccardo; riduco i miei occhi a due fessure e penso a quanto sarebbe bello se avessero il potere di farlo sparire nel nulla. Guardo il professore farsi spazio verso il tavolo operatorio: “Bene ragazzi iniziamo, bisturi 10, prego”

* * *

L'intervento procede a passo svelto e senza complicanze.
Il mio intervento.
Mi consola solo sapere che la signora Bonfante se la passerà senz'altro meglio dopo.
Mezz'ora più tardi rimaniamo solo io, lui e l'anestesista. Mettiamo i punti in silenzio ma la tensione è palpabile.
Punto dopo punto sento crescere in me la rabbia.
Appena finito metto la medicazione e faccio per andarmene.
Mi rincorre a passo svelto fuori dalla sala operatoria.
“Calliope?! Ti chiami così, no? Facciamo strada per il reparto insieme?”
Non ci posso credere è serio? Mi volto di scatto e rispondo a denti stretti cercando di trattenere la rabbia.
“Sul serio? dopo tutto quello che hai detto per togliermi l'intervento?
Non ci penso nemmeno.”
“Dai, non prenderla sul personale. Lo avrei fatto con chiunque”
“Scusa ma questo non lo fa sembrare più lecito”.
Si avvicina togliendosi la mascherina.
“Che ne dici ricominciare? Piacere mi chiamo Riccardo Fresta.”
Mi porge la mano. Mi tolgo la mascherina e sorrido.
“Oh si certamente, Piacere mi chiamo NON-SONO-AFFARI-TUOI sarà un vero onore ignorarti!”
Giro i tacchi e stavolta sono io a lasciarlo lì impalato, anche se mi è sembrato vederlo sorridere.

2024-04-22

Aggiornamento

È con grande piacere che invito tutti voi, miei sostenitori, alla presentazione del mio "piccolo sogno" che ti terrà il 31 Maggio alle 18 e 30 presso la sede ProLoco di Aci Catena 🩷
2024-04-18

Aggiornamento

Essere a un passo dalla realizzazione di un sogno ti fa sentire come sospeso in un momento di "singolarità gravitazionale"...
Un punto in cui la curvatura dello spaziotempo tende a un valore infinito.
Un punto di inizio e fine.
È tutto immobile e veloce...
Il mio tempo sembra essersi fermato...
Non so se riuscirò a terminare la campagna di crowdfunding con la giusta sanità mentale, ma una cosa voglio proprio farla...
Voglio ringraziare te che mi stai sostenendo e aiutando preordinando una copia del mio libro, perché mi stai aiutando concretamente a portarlo in libreria.
Non è una cosa che do per scontata e per me significa davvero molto, perciò GRAZIE DI VERO CUORE.
Spero di ripagare l'attesa e soprattutto la tua fiducia 🩷.
Un abbraccio
SARA.

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Sara Cantarella
Sara Cantarella amante dei libri, delle pantofole e delle maratone di serie Tv infinite nasce a Catania nel '92.
Cresciuta in un ambiente dove la creatività era la norma si è presto chiusa in un mondo di fantasia e scienza, o per meglio dire ha presto preso una laurea magistrale in "Sogni ad occhi aperti" con specializzazione in "accumulo seriale di libri e amarcord".
L'equilibrio precario tra la sua immaginazione e la voglia di svelare i misteri delle cose la portano a seguire studi scientifici e a scegliere "Medicina e Chirurgia" all'università degli studi di Catania senza però mai smettere di coltivare le sue passioni come la scrittura, la lettura, l'arte del disegno e le Arti Marziali.
Continuando gli studi e lavorando presso la scuola di Danza e Arti Marziali dei genitori, inizia anche un percorso formativo per diventare volontaria della C.R.I. nel 2023.
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