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Cuore di Diamante - Lo scrigno dei Cinque Rubini

Cuore di Diamante - Lo scrigno dei Cinque Rubini
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Consegna prevista Dicembre 2022
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Uno scrigno dalle fauci di drago, contenente i Cinque Rubini colmi d’un sangue imbevuto d’ira e vendetta che vuol ricongiungersi presto ad un corpo, divenuto il più solido e lucente Diamante e custodito in gran segreto. Solo così un principe, divenuto martire per il suo sacrificio in difesa del suo popolo e del mondo, potrà rinascere e sbaragliare le aspettative di Zhalàk, convinta oramai di esser l’assoluta padrona, piegando al suo volere con ogni mezzo, ogni forma di vita.
Trayan, il vampiro e Yuky, la mezzo-sangue, saranno così i primi prescelti, dei Cinque Rubini ritrovati, chiamati anche Woykhotan, indotti così alla ricerca degli altri tre compagni, con l’obbiettivo di ridare speranza per la via della pace.
Un avventura, fatta di fiducia, amicizia, coraggio e sangue versato che ribalteranno ogni sorta di pregiudizio. Un viaggio attraverso nuovi popoli e strane culture, in una Terra da secoli ribattezzata Nàgalmast, ovvero: il Pianeta Rinato.

Perché ho scritto questo libro?

Nel corso della mia vita, mi sono spesso chiesta perché bisogna vivere sempre di pregiudizi, etichettare qualcuno a causa delle sue origini o del ceto sociale a cui appartiene. Quello che infatti ammiro sono gli esseri viventi che ti sanno sbaragliare le aspettative. Per questo ho voluto evidenziare quanto sia importante saper osservare e conoscere. Per questo ho reso creature nate nell’Ombra, individui capaci di combattere per la pace e riuscire a portare messaggi di speranza e salvezza.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Lo stato di Marhak si trovava all’estremo est del mondo, un luogo ricco di vegetazione e di molta fauna. La mano dell’uomo non lo ricoprì del tutto, se non sulle coste occidentali dove sorgeva il piccolo villaggio di Tokad, noto porto commerciale, poiché Marhak era colmo di tessuti e spezie preziose, in cambio acquistava altrettante tipologie di verdure e carni, siccome non vi erano grandi allevamenti e vi erano molti animali da cacciare. Ma il mare offriva loro tantissimo pesce e dunque divennero abili pescatori.

I Torhaka era un popolo molto cordiale e benevolo, non possedeva un vero e proprio esercito, ma un capovillaggio e alcuni uomini un po’ più spessi da riuscire comunque a difendere la città con armi alquanto primitive. Fu per questo che alcuni anni dopo vennero sterminati e sottomessi da una nuova e burrascosa figura molto potente; capace di provocare terremoti ed eruzioni, dando così origine al suo regno.

Un regno, avvolto nelle tenebre, cosparso di fuoco e aria velenosa. Scelse la catena montuosa del Dorem Malha, iniziando a scavare nelle viscere del suo monte più elevato, Tahèd e decise che quel regno si sarebbe chiamato Vhorte. Il suo nome era Zhaldràk, assieme alla figlia Zhalàk; potenti stregoni di cui d’umanità non ve n’era traccia nei loro cuori e neppure nel loro aspetto, anche se Zhalàk era di gran lunga affascinante e “diabolicamente attraente”, come sostenevano i pirati da lei ingaggiati per le sue conquiste. I pirati vennero così sistemati nel porto di Tokad, che da città pacifica, si tramutò nel più grande covo di personaggi al quanto sinistri e rozzi, tutti fedeli ai loro grandi sovrani del Vhorte.

I Torhaka vennero tuttalpiù sterminati e quelli più forti o devoti alla spiritualità, resi suoi schiavi o servitori grazie ad alcuni incantesimi.

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Marhak oltre alla sua preziosa terra, perse anche il suo nome, sostituito da Druvasth, lo stato dove il seme del male assoluto mise radici e crebbe minaccioso al resto del mondo, a parte nell’estremo nord, dove alcuni individui quasi lo veneravano, se pur da sempre erano costretti a vivere nell’ombra. Sentivano che presto il Vhorte sarebbe divenuto il loro riscatto per tornare a compiere le loro crudeli attività, poiché lì vi erano altrettanti furfanti e antichi demoni, pronti ad essere richiamati.

Chi ne rimase impaurito di cotanta malignità, furono gli unici stati che si trovavano al centro del Continente Riunito, ossia il Miryntel e l’Anthayka, costretti a ereggere alte mura ai confini e a rivolgersi ai loro grandi sovrani o grandi maghi che da tempo si presero cura degli indifesi o che sapevano regnare con giustizia e umiltà. 

Con il tempo si sussegguirono diverse battaglie; persino i magici popoli vollero intervenire, nonché gli Yaqrøn, già antichi alleati degli umani che diedero il contributo alla Rinascita del pianeta, ribattezzandolo Nàgalmast. Le forze del bene però, stavano perdendo potere e quando gli Yaqrøn vennero sconfitti ed esiliati. Tutti persero le speranze, tranne le fate di Cristalchiara, che riuscirono così a mantenere vivo il verde e la pace in quelle due terre, se pur l’ombra del male riuscì a infiltrarsi attraverso le mura delle città la Khamras Dhentrya, ovvero la battaglia delle menti perdute, dove misteriosamente tutti i regnanti, si ritirarono nei loro palazzi cambiando pensiero sul nemico.

Tutto ciò sotto gli occhi lacrimanti per il dolore di Dàhilanel, detta anche La Dama Bianca o Genitrice, la quale nonostante il rischio di riperdere il proprio pianeta volle usare tutte le sue forze per poter ancora illudere i due stregoni d’essersi impadroniti del mondo. Così un giorno invocò energia dalle stelle e dalla luna, creando così qualcosa che avrebbe riscosso tutte le speranze. 

Dal Vhorte, sull’alto promontorio di vedetta, Zhalàk vide elevarsi verso sud alcuni fasci di luce, diramandosi poi verso ovest, sino quasi a nord ed ella percepì una grande forza positiva. Era magia bianca ma la cosa non parve turbarla per niente «qualsiasi cosa lei abbia studiato per fermarmi non avrà alcun buon esito! Troppo debole! Ho sconfitto i suoi più fidati alleati, ho annientato ciò che li rendeva invincibili, so quello che mi manca per essere invulnerabile ed è questione di tempo! Il mio regno è incontrastato e tutti a breve cadranno e l’intero mondo sarà mio!» disse la potente strega ritirandosi poi nella dimora.

Ebbe tutte le ragioni di non preoccuparsi di quello strano evento, dopo il quale non accadde nulla che la preoccupasse, continuando indisturbata a mietere vittime e sopprusi; a prendersi gioco dei più deboli; a spargere i suoi soldati ovunque e altrettante orride creature.

2022-04-09

Evento

Alba, h-zone Farò un Aperilibro, dove spiegherò cosa sia il crowdfunding e di cosa parla il mio racconto, il tutto accompagnato da un piccolo aperitivo nel verde di un bel parco.

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Valentina Pavese
Valentina Pavese, nasce il 26-10-1985 ad Acqui Terme, provincia di Alessandria, per poi vivere prima a Nizza Monferrato nell’astigiano, sino a spostarsi nel cuneese, precisamente ad Alba. Diplomata nel campo della pasticceria, decide poi di cambiare strada, cercandola durante svariati lavori e altre passioni artistiche come il cinema, teatro e il disegno, riscoprendo poi il fascino della letteratura, specialmente del genere fantasy. Sin dall’infanzia infatti, dimostra una spiccata voglia di creare storie e personaggi propri, abbandonata poi nel periodo scolastico, ma mai lasciata per sempre. Decide quindi di provare a mettere su carta quelle storie, tanto da crearsi il proprio racconto, il proprio mondo, ispirata dai grandi maestri del fantasy, come J.R.R Tolkien. Georg R.R. Martin e Terry Brooks.
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