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Dato che Sono Viva

Dato che sono viva

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Aprile 2024

Francesca ha poco più di quattordici anni, e non ha un problema: è il problema.
Per questo ha cercato di uccidersi qualche notte fa.
Da quel giorno in casa la situazione è peggio che mai, e lei si trova in questo limbo di rassegnazione a chiedersi come fare.
Una notte un’altra Francesca, più grande, viene a trovarla in sogno. Cerca di parlarci, di ascoltarla, di raccontarle.
Mentre l’adolescente spera in un miracolo, l’adulta non vuole farle credere che sarà tutto rose e fiori, ma quello che sappiamo è che, alla fine, Francesca è diventata adulta.
Come sarà? Cosa è cambiato?

Perché ho scritto questo libro?

Il numero di ragazzi molto giovani che tentano il suicidio non accenna a diminuire, ed è nobile che figure professionali competenti se ne occupino. questa piccola storia vera vuole accendere una piccola luce su un aspetto che a volte viene messo in secondo piano, rispetto al fenomeno sociologico: il protagonista del gesto. Potrebbe essere chiunque, tra chi incontriamo, non per forza il più triste.
Tutti a parlarne, dopo. Arrivare a quel “dopo” è tutta un’altra cosa, ma a volte si può.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Come si guardano in faccia le persone dopo aver fatto una cosa… diciamo non usuale?

Si sta soltanto con lo sguardo abbassato? Tieni il viso in una posizione particolare?

Prima o dopo però incrocerai gli occhi degli altri: non è che tu sia costretto, è statistica.

In quel caso allora, come si fa? C’è uno sguardo, un’espressione, che magari si possa imparare attraverso un manuale? L’unica cosa certa è che non so come si fa.

Tutto quello che è accaduto dopo il balcone è un imprevisto, un di più, qualcosa cui non avevo pensato. Come quando ti trovi di colpo il pomeriggio libero perché pallavolo oggi non c’è, o cose così. Allora cosa fai? Avevi quell’ora e mezza impegnata, calcolando anche il tragitto. Ora invece è libera: cosa fai? Un tempo che non doveva esistere ora c’è.

Continua a leggere

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Mi sento circa così. Ho un peso enorme addosso, gli sguardi, le urla, le lacrime (lacrime?), tutta quella rabbia.

“Ma non ti vergogni?!”, ha urlato l’accusa, non riesco a non pensarci, e in effetti sì, mi vergogno. Ma non per quel che pensa lui, no: io mi vergogno proprio perché è un ennesimo fallimento. Mi sento troppo giovane per essere una fallita. È presto.

“Voglio vedere se hai coraggio di dirlo alla mamma!”.

Odio avere coraggio. Non doveva andare così, non pensavo che mia madre avrebbe pianto così tanto, non volevo vederlo accadere. Per quello ho promesso di non provarci più, perché me lo hanno chiesto, di prometterlo.

Odio anche la mia lealtà, ora; perché se faccio una promessa poi la mantengo, non so se loro lo sanno, ma lo so io e tanto mi basta.

Ora come faccio?

È un dilemma che non mi permette di seguire le lezioni, di far caso ai compagni, al resto.

Non volevo che andasse così.

La verità è che semplicemente non volevo più. Niente, proprio.

Ma allora cosa ci faccio qui?

Vengo a scuola perché mi costringono, perché se no chissà cosa pensano gli altri.

Come fare, giacché ho promesso di non provarci più?

L’unica carta che posso giocarmi a questo punto è una forza superiore: posso pregare questa sera di non svegliarmi domani, così non sono stata io, signore e signori della giuria, come potrete vedere dai fatti, l’imputata ha tenuto fede alla promessa. È avvenuto non per sua mano.

Per trovare questi cavilli sono in gamba, com’è possibile che non li abbia convinti allora? Devo lavorare di più sulle arringhe.

Mi viene da ridere. Rido perché ho pensato a che effetto farebbe con una sola erre: “Devo lavorare di più sulle aringhe – Confessioni di un pescivendolo” presto nelle migliori librerie.
Ma che razza di pensiero è. Sono in classe, mi trovano già abbastanza strana senza il bisogno di vedermi ridere da sola. Io e la mia passione per i titoli.

Dunque la preghiera, si diceva. Delegare tutto a una forza esterna.

Sembra una buona idea. Stasera provo.

E nel frattempo? Questa sì che è una domanda utile. Nel frattempo?

Ma tanto in questo disinteresse totale, che differenza può fare?

Nel frattempo sto, dato che sono viva.

2023-10-09

Aggiornamento

Questo ringraziamento poteva essere fatto ieri, al raggiungimento effettivo del goal, oppure domani, alla scadenza "ufficiale" della campagna. Invece lo faccio oggi, un pensiero a tutti voi (e uno a John Lennon). Certo, i preordini continuano e c'è tempo, ma intanto Grazie. Ci vediamo in libreria : )
2023-09-05

Aggiornamento

Non manca molto all'obiettivo, sia in termini di copie sia in termini di tempo. Grazie per partecipare a questo. Grazie per partecipare al resto. Alle volte è difficile e bello, ma comunque si va. Ecco una tappa del viaggio a cinque W per arrivare fin qui: https://organismoscrivente.home.blog/2023/07/08/un-dove-preciso/ Enjoy!
2023-09-02

Evento

Cucù Sabato 2 settembre, alle 18.00 vi aspetto da Cucù, in via Torrebianca 13 (Trieste). Insieme a Carolina Di Monte, un'amica e un'attrice meravigliosa, parleremo del libro e ne leggeremo alcuni estratti. Se avrete domande, sarà il momento. Se non avrete domande, sarà un evento. Perché Cucù? Perché è IL luogo. Una cornice perfetta dove stare, confrontarsi e contagiarsi di cose incantevoli. Questo il link all'evento: https://www.facebook.com/events/626505482802959?ref=newsfeed
2023-08-11

Aggiornamento

12 è il posto che occupa il suicidio nella classifica delle cause di morte dai 15 anni in su. 14 sono gli anni della protagonista. 41 quasi i miei, e questo palindromo mi piace non poco. 61 sono i giorni della campagna rimasti per raggiungere l'obiettivo. 45% è la percentuale raggiunta nei primi 39 giorni. Intanto grazie 🤍 Significa molto. Significherà molto di più ancora raggiungere questo obiettivo e, dunque, le persone che hanno "bisogno" di leggere questo libro. In più mi dicono che fino al 16 agosto c'è uno sconto sul preordine, col codice ESTATE2023, che non guasta.
2023-07-05

Aggiornamento

Innanzi tutto un doveroso grazie. Avrei voluto scrivere "ringraziamento", ma mi sembrava distaccato, e allora niente. Sono lieta di comunicare che avrete le vostre copie, e questa è una cosa bella che non immaginavo di poter dire così presto. Le emozioni che trasbordano sono variegate e in alcuni casi contrastanti, però sapere che per ora siamo arrivati fin qua è qualcosa. À la prochaine

Commenti

  1. Tania Polla

    (proprietario verificato)

    Quando si parla di arte creata per attivare un cambiamento concreto nella vita delle persone, penso a Daniela Dellavalle e a questo libro. Lo stile narrativo, incalzante e travolgente, trasporta il lettore in un vortice emotivo che passa da momenti di tensione e riflessione profonda, a momenti delicati e di grande umanità.
    Racconta una storia che potrebbe essere di chiunque, perché non si sa mai quali possano essere le fatiche delle persone che abbiamo intorno. Ognuno di noi ha i propri fantasmi, e questo racconto esprime con profondità l’esperienza di una ragazza, Francesca, che ha appena tentato il suicidio. La prospettiva è unica, ed efficace nell’esprimere cosa significhi il non esserci riuscita, e il dover gestire un presente che non era previsto. L’autrice riesce perfettamente a far entrare il lettore nella mente della protagonista, con tutte le sue sfaccettature. Il senso di smarrimento è tangibile, come lo è l’ironia di tante situazioni che Francesca si trova ad affrontare. Il tutto radicato nella vita quotidiana e in dinamiche familiari, raccontate attraverso una lente specifica e in maniera tutt’altro che scontata, con un pizzico di soprannaturale. Il lettore è immediatamente risucchiato nella realtà della vita di Francesca, e ne esce rinvigorito da una lettura stimolante ed emozionante, che lascia spazio all’auto riflessione.
    Questo è un libro che può condizionare in positivo chiunque si trovi a combattere contro le proprie ombre in silenzio; e permette di identificarsi e di trovare la forza di vivere la vita a pieno.

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Daniela Dellavalle
Daniela Dellavalle scrive più o meno da sempre.
Il teatro ha reso la cosa irreversibile, e la collaborazione con le realtà di volta in volta incontrate anche molto interessante, itinerante e sempre più bella.
Da qualche anno accompagna alla scrittura corsi di scrittura, drammaturgia, teatro per trasmettere e condividere questa passione con quante più realtà possibili.
Al momento vive a Roma, fino a data da destinarsi.
O fino a quando Robert Downey jr verrà a prenderla.
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