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Il fantastico mondo di Wood

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Consegna prevista Novembre 2024

Lucas, un giovane ragazzo, insieme ai suoi quattro amici, trovano un portale che li catapulta nel fantastico mondo di Wood, e qui inizia l’avventura. Attraversano due foreste: la foresta incantata e quella stellare. Li aspettano incontri di strani e buffi esseri, come i due guardiani gemelli che si esprimono in rime cantate, lo spiritello e le sue luminelle e un villaggio di nani. Affrontano prove e difficoltà come la battaglia contro i goblin, un fiume impetuoso, un labirinto che cambia forma, le atalanoe: piante intelligente ma aggressive. I nostri giovani amici attraversano altri portali che li teletrasportano in altri mondi, dove fronteggiano dinosauri, vedono sfingi, esseri alieni, e sostengono altre prove. Assistono alla trasformazione di due esseri alieni luminosi in esseri umani che Lucas riconosce. La madre di Lucas: Claudia, inconsciamente, compie i passi che la catapultano nel mondo di Wood, dove fa delle scoperte straordinarie su sé stessa e sulla sua famiglia di origine.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro, per trasmettere un messaggio e condividere alcuni miei pensieri riguardo ad alcune tematiche che mi stanno a cuore. Mi sono servita della freschezza e della leggerezza di un racconto fantasy, per toccare argomenti come la crescita interiore, la ricerca del proprio scopo di vita, l’importanza di essere determinati nel porsi e nel conseguire i propri obiettivi. Viene inoltre dato risalto a valori importanti quali: la lealtà, la complicità, l’amicizia e l’amore.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

La foresta incantata

Impauriti, confusi e stupiti ci cerchiamo a vicenda. Ci accertiamo di esserci tutti e cinque. Poi ci guardiamo intorno e vediamo alberi ovunque. 

“Ragazzi ma dove ci troviamo?” domanda Robert.

“Ma che razza di posto è questo!” esclama Michael.

“Sembra come trovarsi all’interno di un cartone animato!” afferma Iris.

“Forse ci troviamo all’interno di un film” ipotizza Alice.

“Ragazzi, per capire dove siamo, credo che dobbiamo armarci di coraggio, e attraversare la foresta” suggerisco loro.

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Ci apprestiamo ad addentrarci nella fitta foresta. Mentre camminiamo, d’un tratto ci appare così come dal nulla, un essere che assomiglia a un bambino tenero di tre anni più o meno, vestito di verde, la pelle di colore marrone scuro e piena di venature come quelle del legno, che si possono vedere chiaramente sulla superficie della pelle.

Alice alla vista di quell’ esserino si intenerisce ed esclama: “Ragazzi che carino! Sembra un bambino piccolo!”.

“Ma cos’è?” domanda Iris.

“Non credo sia uno gnomo, neanche un folletto e tanto meno un elfo” sostiene Alice.

“Hai pienamente ragione amica mia, ma non basta lo sforzo della tua fantasia. Un woody io sono, un essere legnoso, il guardiano della foresta in questo mondo meraviglioso”.

“Che bello! Hai anche la voce simile a quella di un bambino!” continua Alice.

“La tua pelle è dura come il legno?” domanda curioso Robert.

“Parli sempre in rime?” domanda anche Iris.

“Queste due domande sono ben formulate, e come mia consuetudine rispondo in rime cantate. Il mio viso che a voi appare legnoso nasconde in realtà uno spirito festante e gioioso. La mia pelle è morbida come quella di un bambino, ma non sono un birichino. Aldo è il mio nome, e senza il mio permesso qui nulla si muove; se volete attraversare questa foresta, dovrete superare tre prove.

Nella prima, per iniziare una fontana nascosta dovrete trovare. Nella seconda dovrete darvi da fare, lo spirito della grotta dovrete convincere a collaborare. Dovrete trovare un albero magico nascosto in un sentiero oscuro, che potrà essere visibile a colui che ha il cuore più puro. Se qualche indizio volete ottenere, domandate alla foresta e ve lo farà avere. Ma non è così semplice, vi dovrete sforzare e con rime alla foresta domandare. Ed ora con gioia e simpatia io vi saluto con allegria”.

Detto ciò, quell’essere tenero e buffo sparisce così come è venuto dal nulla. Riprendiamo il cammino, e a un certo punto ci si presentano davanti tre sentieri.

“Ragazzi credo che per non sbagliare dobbiamo chiedere alla foresta” suggerisce Michael.

“Sono d’accordo!” esclama Alice.

“Dobbiamo chiedere alla foresta qual è il sentiero giusto per trovare la fontana nascosta” aggiunge Robert.

“Io me la cavicchio con le rime” dice Alice.

“Ok Alice inizia pure”.

“Cara foresta tre sentieri immaginiamo nella testa”. Dopo un po’ di silenzio continua Iris: “Dov’è la fontana nascosta? Ci puoi dare la giusta risposta?”

E immediatamente davanti a noi notiamo uno scoiattolo, ci guarda e poi si avvia verso il sentiero centrale. Lo seguiamo e ci porta proprio davanti alla fontana nascosta.

“Wow ragazzi abbiamo superato la prima prova!” esclama Michael.

“Ora dobbiamo trovare la grotta dove vive lo spirito della foresta” ricordo loro.

Proseguiamo nel camminare, e a un certo punto ci troviamo circondati da grotte ovunque.

“Ragazzi dobbiamo chiedere di nuovo aiuto alla foresta”. Suggerisce Iris.

Si fa avanti Robert dicendo: “Cara foresta se la grotta giusta ci indicherai, tanta gioia ci darai”.

Continua Alice: “Esulteremo come se fosse un giorno di festa, se ci condurrai al cospetto dello spirito della foresta”.

Dopo un po’ vediamo delle luci provenire da una grotta. Ci accingiamo ad avvicinarci, entriamo e vediamo tantissime creaturine simili a lucciole, che illuminano la grotta emanando luci di tanti colori diversi. Tutte insieme si muovono verso una direzione, le seguiamo ed esse ci conducono all' entrata di un’altra piccola grotta, dove le creaturine si fermano e iniziano a muoversi come se ballassero, creando una coreografia ipnotica.

Rimaniamo incantati dai loro movimenti. Continuo a guardarle e mi sento rapito, cullato, percepisco i muscoli che si rilassano, gli occhi sempre più pesanti e un alone di torpore invade tutto il mio essere e sento come se una parte di me si staccasse dal corpo.

D' un tratto la magia svanisce, tutto viene interrotto dalla presenza improvvisa di un esserino piccolo, tanto da poter stare sul palmo di una mano. Ha la testa rotonda, un po’ più grande del corpo, anche gli occhi rotondi e grandi, pelle di colore rosa, le braccia lunghe in proporzione alle gambe corte, le orecchie grandi e rotonde. Un esserino strano ma tenero come un pupazzetto. Lo vediamo in piedi su di una roccia che ci osserva e poi dice: “Spero che le mie creaturine: le luminelle, vi abbiano distratto nell’attesa, ma ditemi pure giovani umani, di cosa avete bisogno?”.

Con ancora un po’ di torpore addosso dichiaro: “Abbiamo bisogno del tuo aiuto per trovare l’albero magico e poter quindi uscire dalla foresta”.

“Ascoltatemi bene” dice lo spiritello. “Le luminelle vi faranno strada e continuerete a camminare all’interno di questa grotta. Vi condurranno all’ uscita e davanti a voi avrete il sentiero oscuro. Esso si illuminerà per ogni frase e gesto di amicizia, lealtà e sincerità. Colui che mostrerà maggiori qualità, sarà colui dal cuore puro che vedrà l’albero magico e condurrà anche gli altri fuori dalla foresta. Inoltre, gli sarà dato un dono dall’albero”.

Detto ciò, lo spiritello si dissolve come la nebbia.

Le luminelle ci conducono all’uscita, dove troviamo davanti a noi il sentiero oscuro, dopodiché si allontanano e noi rimaniamo nel buio più profondo. Ci avviciniamo l’uno all’altro impauriti e confusi.

“Ragazzi teniamoci tutti per mano e iniziamo a muovere qualche passo in avanti” suggerisco loro.

Una piccola illuminazione ci si presenta davanti. Proseguiamo e a un certo punto sentiamo Iris esclamare: “Ahi!”, la quale si sente strattonare la maglietta da Alice che inciampa, cade perdendo l ' equilibrio, e ruzzola giù verso la discesa che si trova alla sua destra. Sentiamo scricchiolii di ramoscelli secchi e a un certo punto un silenzio assordante.

“Alice? Alice? Mi senti?” Urla Iris.

Alice si ritrova sdraiata a terra e sente Iris chiamarla.  Cerca di rispondere, ma le parole gli si soffocano in gola. Si sente dolorante, tremante e impaurita lì sotto, sola e al buio. Lentamente cerca di reagire e trovare le forze per rialzarsi.

“Ragazzi non risponde” afferma con agitazione Iris.

Immediatamente dopo, sentiamo una voce debole dire: “sono qui giù ragazzi”.

“Cosa facciamo? Come possiamo aiutarla? Non si vede nulla! “.

“Tranquilla Iris, vado io” rispondo prontamente.

Detto ciò, la luce che ci illumina il cammino si espande, aumentando la nostra visibilità e arrivando un po’ ad Alice, cosicché riesco ad andarle incontro per poi risalire insieme. Una volta su, emaniamo tutti un sospiro di sollievo. Ci abbracciamo felici di essere tutti insieme e incolumi. Ci incoraggiammo a vicenda e dopodiché riprendiamo il cammino. A questo punto la luce si diffonde ulteriormente, riuscendo a vedere anche un po’ in lontananza.

Successivamente, scorgiamo un cespuglio con dei frutti, ci avviciniamo e vediamo che è pieno di fragole.

“wow ragazzi, fragole!” esclama entusiasta Alice.

“Pancia mia fatti capanna!” aggiunge Michael.

Osservo I miei amici divorare le fragole una dopo l’altra, ne fanno una strage come se non ci fosse un domani.

“E tu Lucas, non le assaggi?”

“No Robert, sono allergico alle fragole”.

Dopo un po’ i miei amici incominciano a parlare di alcuni avvenimenti passati, e iniziano a esprimere i loro pensieri in maniera sconsiderata e confusa. Michael a un certo punto polemizza: “Iris spesso sei apparsa permalosa, e tu Alice ogni tanto hai mostrato una dolcezza fuori luogo”.

Robert dal canto suo ridacchia e dice: “Hai ragione Michael, ma anche tu sei permaloso sai? E anche brontolone”.

“Vero, e aggiungo che a volte ti comporti come un bambino piccolo” sentenzia infastidita Iris.

All' improvviso Michael dice: “Mi sento la testa pesante”.

“Si anch’io” aggiunge Alice.

“Avviciniamoci a quell’albero e riposiamoci un po'” suggerisce Robert.

I miei amici come ubriachi barcollano e lentamente raggiungono l’albero, si siedono a terra e poggiano la schiena al tronco e subito dopo si addormentano. Penso che quelle fragole abbiano procurato effetti strani su di loro. Decido di toccarli e strattonarli per svegliarli, ma niente nessun accenno, così preoccupato chiedo aiuto alla foresta.

“Cara foresta, ho un pensiero fisso in testa. Vedo i miei amici caduti in un sonno profondo, e io giro in tondo.  Chiedo a te cosa è meglio per il loro risveglio”.

Detto ciò, cala una nebbia fitta e in mezzo a essa si manifesta Aldo.

“Ciao Lucas, la foresta mi ha inviato la tua richiesta. Non ti agitare, ho con me l’antidoto che li potrà risvegliare. Sotto la loro lingua queste foglie metterai, così che i tuoi amici salverai”.

Afferro quelle foglie e mi precipito verso i miei amici, metto le foglie nella loro bocca e dopo qualche minuto si svegliano. Felice li abbraccio e mi commuovo. Loro confusi mi chiedono cosa è successo perché, dopo aver mangiato le fragole non ricordano nulla. In breve, gli racconto dei loro atteggiamenti strani, di come si lamentavano l’uno dell’altro.

Contriti i miei amici si chiedono scusa a vicenda. Consolidiamo la nostra amicizia con un caloroso abbraccio di gruppo. A questo punto il sentiero si illumina completamente. A pochi metri di distanza vedo un albero di un verde intenso e scintillante.

“Amici, lì giù c’è un albero diverso dagli altri!”. Esclamo con meraviglia.

“Io non vedo nulla” afferma Alice. Anche gli altri non vedono niente.

“Lucas l’albero ha scelto giustamente te”. Dichiara Robert. “Tu sei un leader, vero ragazzi?”

I miei amici annuiscono felici e orgogliosi. Poi mi invitano a dirigerci verso l’albero. In mezzo alle foglie intravedo un oggetto, lo afferro.

“Sembra essere un semplice yo-yo” affermo incuriosito.

Lo faccio esaminare ai miei amici e concordano con me nel dire che è uno yo-yo.  Mi domando a cosa possa servirmi. Lo metto in tasca e decido di pensarci poi.

“Ragazzi ora seguitemi andiamo verso l’uscita”.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Alessandra Petriglia
Alessandra Petriglia vive a Montelanico: un piccolo paese di montagna nella provincia di Roma. I primi pensieri su questa sua prima opera letteraria, li ha avuti mentre raccontava storie fantasy, inventate al momento, per le sue figlie la sera prima di andare a dormire. Nel corso del tempo, ha letto vari libri sulla crescita personale e sulla spiritualità. Libri che gli hanno permesso di aprire la mente a molte conoscenze e alla ricerca interiore. Questa sete di conoscenza le ha permesso di essere ispirata nel creare quest'opera.
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