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Intramondi - Terra e altri Mondi sulla Pietra di Bismantova

Intramondi - Terra e altri Mondi sulla Pietra di Bismantova
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Consegna prevista Maggio 2023
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Una montagna che da sempre è circondata da un alone di sacralità e mistero. Un avvenimento del 1600 con esorcisti, cavalieri e messe nere. Anno 2012 – l’ultimo frate dell’eremo della Madonna della Pietra di Bismantova che nasconde un segreto. Due bambini con alcuni segni particolari, un nonno e una madre ad aiutarli. Una rovinosa frana. Altri mondi paralleli con guardiani, paesaggi incredibili e creature fantastiche. Curiosi di sapere come queste storie si intrecciano? Io sono pronto a raccontarle e tutti le possono ascoltare.

Perché ho scritto questo libro?

Dopo aver scritto e adattato commedie teatrali avevo il desiderio di esplorare il genere che amo leggere: il Fantasy. Iniziai a scrivere questa storia nell’estate del 2019 e volevo che fosse legata al territorio. Descrivere altri mondi ma anche luoghi bellissimi che conosco. Volevo parlare dei problemi che ci circondano: guerre, inquinamento e brutture visti da una prospettiva diversa. È anche una metafora dei nostri tempi dove i problemi del presente vengono scaricati sulle nuove generazioni.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Prologo

Anno Domini MDCXX (1620) – l’Italia non era come la conosciamo oggi, era ancora lontano lo sbarco dei 1000 e l’unità d’Italia, tutta la penisola era divisa da guerre tra Ducati, Marchesati, Casate e Chiesa. In ogni sua parte vi erano lotte e guerre per il potere e il denaro. Al centro sud c’era il Regno di Napoli, che comprendeva Sicilia e Sardegna. C’era lo stato della Chiesa che dal centro Italia arrivava fino a Bologna, i Medici in Toscana, la Repubblica di Venezia che si espandeva nel nord est, la Repubblica di Genova che comprendeva anche la Corsica, i Savoia in Piemonte, gli Estensi a Ferrara e i Visconti-Sforza in Lombardia e parte dell’Emilia. Da poco, nemmeno duecento anni, era stata scoperta l’America, il “nuovo mondo” che allargava gli orizzonti e le possibilità anche per quello che fino ad allora era il mondo conosciuto, diventato da quel momento il “vecchio mondo”. Ma poco importava a questi piccoli regni di gente ottusa dalla sete di potere, dove tutto era un continuo di piccole e grandi guerre, accordi tra casate, matrimoni combinati, sotterfugi, imboscate… tutto questo per dominare, comandare e arricchirsi. Se avessero saputo quanti altri mondi c’erano! Non si potevano raggiungere come aveva fatto Colombo con le tre caravelle, oltrepassando l’oceano, erano meno distanti ma noi non avevamo più i mezzi per arrivarci.

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Due casate, i Visconti-Sforza e gli Estensi, si contendevano Reggio Emilia, passata di mano più volte. Era prospera da quasi cento anni, grazie ai suoi commerci e la produzione della seta. Era stato l’intuito di Lucrezia Borgia, che il 2 febbraio 1502 era entrata in Ferrara come sposa del duca Alfonso I d’Este, e il 2 agosto dello stesso anno con una lettera al Capitano Ducale e agli anziani di Reggio Emilia aveva raccomandato il “sedaiolo mastro Antonio da Zenua (Genova)” per la produzione di tessuti di seta innovativi nei colori e nelle fantasie dell’epoca. Si sviluppò in breve tempo l’artigianato della seta in tutta la città, ovunque si piantarono gelsi per l’allevamento dei bachi e fiorirono botteghe per la lavorazione e la tessitura dietro la guida degli artigiani che avevano imparato l’arte e la tecnica sotto la guida di mastro Antonio. Queste attività diventarono fondamentali a Reggio Emilia per moltissimi anni.

Nell’appennino reggiano dove ora sorge Castelnuovo né Monti c’era poco o nulla, non arrivò in collina e tantomeno in montagna l’artigianato della seta, qui vi erano soltanto contadini che allevavano bestiame e coltivavano la terra, mercanti che attraversavano l’appennino con le loro merci. Un borgo di case lungo i tornanti sterrati dell’appennino con poco o nulla oltre l’agricoltura. Di fianco a questo borgo di case si ergeva e si erge tuttora la Pietra di Bismantova, montagna strana per la sua forma che da sempre l’aveva accomunata a leggende e miti, citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia:

„Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su Bismantova in cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;
dico con l’ale snelle e con le piume del gran disio, di retro a quel condotto che speranza mi dava e facea lume„

(Dante, Purgatorio, canto IV, vv.25-30)

Sotto la Pietra, incastonato nella roccia della parete a strapiombo che lo faceva sembrare protetto e allo stesso tempo in pericolo imminente, sorgeva l’eremo dei frati Francescani, eretto qualche anno prima. Un luogo di preghiera e meditazione, tranquillo e isolato anche perché la strada che conduceva all’eremo finiva lì e non portava da nessun’altra parte.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Armando Malmusi
Mi chiamo Armando Malmusi ho 54 anni e sono nato a Modena, quarto figlio di una famiglia di mezzadri che coltivavano con passione la terra. Vivo a Scandiano (RE), sposato con due figlie di nove anni. Operaio in fonderia per dodici anni e da ventidue anni presso IP Cleaning, con il ruolo di Production Assistant.
Ho iniziato per caso i corsi di Teatro nel 2005 grazie alla compagna della vita e mai più sceso dal palcoscenico. Sono stato consigliere della Proloco di Scandiano (RE) ed ora dell’ANCeSCAO dove, con l’aiuto di mia moglie ed alcuni amici abbiamo creato un gruppo teatrale con l’intento di portare cultura nella nostra città. Nel 2018 ho partecipato ad un progetto di scrittura di favole in collaborazione con la scuola Holden.
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