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Io sono carne e fuoco

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Consegna prevista Marzo 2025
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Un giovane, Arai, in crisi in un villaggio sperduto. Poi uno strano bosco e un grandioso dipinto di drago, che sembra celare un mistero tanto antico quanto insondabile. Agli occhi del giovane si dischiude un enigma, e la sua mente si apre a frammenti di un’angosciante visione che cominciano a perseguitarlo come eco di un’antica maledizione.
In un caos interiore dominato da paure e sensi di colpa, emerge un desiderio fragile e informe. Un desiderio di vita, che lo porta a lasciarsi tutto alle spalle per intraprendere un lungo viaggio alla ricerca di risposte, attraverso un mondo che sta sprofondando nel caos e su cui si allunga sempre più l’oscura ombra dell’Impero.

“Stelle e mondi nascono dal caos, culla delle infinite possibilità. Trasforma il tuo caos in possibilità di vita!”

E tu, invece, hai il coraggio di affrontare il viaggio lasciandoti cambiare da esso? Oppure sei talmente convinto delle tue idee da credere di poter arrivare alla fine uguale a come sei partito?

Perché ho scritto questo libro?

Per rispondere al mio desiderio di condividere ciò che sento dentro, e le esperienze lavorative con i giovani hanno giocato un ruolo importante. Nello scrivere questo libro non ho preteso di spiegare la vita, eludendone così il mistero, ma mi sono sforzato di mostrarla con verità e autenticità, e ciò mi ha portato a dire: “Io sono carne e fuoco”. Spero che questo libro sia il primo di una serie, che immagino essere una trilogia. Buona lettura a chiunque volesse prender parte a questa avventura!

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

CAPITOLO 1

BATTESIMO DEL BUIO E DEL FUOCO

Il cielo era plumbeo e alcuni raggi solari filtravano dalle nuvole scure, andando a generare qua e là, su quel vasto prato ombroso, delle piccole chiazze luminose. Una figura vagava per quel paesaggio deserto e umbratile, solitaria, quasi persa nell’immensità di quell’altopiano. Era un giovane in abiti scuri, incappucciato, che camminava con passo lento e trascinato tenendo lo sguardo fisso verso terra. Si chiamava Arai, e aveva un’espressione inquieta e pensierosa.

Un venticello freddo gli accarezzò fugacemente il viso. Si fermò di colpo, rimanendo in ascolto: non udì nessun rumore, tuttavia, sentì una profonda tensione nell’aria, ed ebbe come l’impressione che tutt’attorno a sé aleggiasse una grande energia che stentava a sbloccarsi. Si convinse che tale insolita percezione fosse dovuta al tempo. Era infatti tutto il giorno che le nuvole minacciavano tempesta, ciononostante, doveva ancora cadere la prima goccia d’acqua.

Il giovane si strinse nelle spalle e riprese a camminare, immergendosi nuovamente nelle sue inquietudini.

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Passo dopo passo e pensiero dopo pensiero attraversò vasti campi verdeggianti e piccoli boschi, costantemente all’ombra di quel cielo grigio e impenetrabile che, ultimamente, aveva cominciato ad amare. A un tratto, cominciò a intravedere in lontananza dei grandi alberi che portavano sulle proprie foglie i colori dell’autunno. Rimase sbigottito. Nelle terre che era solito frequentare c’erano solamente piante sempreverdi, ciò significava che doveva essersi allontanato parecchio dal suo villaggio.

Proseguì finché non arrivò sin sulle soglie di quello che si rivelò un boschetto di faggi. Una lieve brezza fece vibrare le chiome scarlatte di quegli alberi, rendendole simili a rossastre nubi sospinte dal vento. Quel paesaggio caduco suscitò una strana sensazione in Arai, come una misteriosa assonanza, la stessa che percepiva quando rivolgeva lo sguardo al cielo plumbeo.

S’incamminò a testa bassa sull’infinito tappeto di foglie dalle sfumature rosso-dorate che aveva di fronte, quasi con la volontà di smarrirsi in quel bosco fino a diventare un tutt’uno con esso. All’improvviso, affiorò nel giovane una percezione singolare, che non era la prima volta che sperimentava: era come se qualcosa dentro di lui stesse lentamente morendo. Più camminava per quel luogo tacito e quieto e più quella percezione cresceva, finché, a un certo punto, si dissipò misteriosamente, lasciando spazio al silenzio più assoluto.

Una corrente d’aria tiepida lo avvolse, immergendolo in una delicata fragranza di fiori e trasportando un flebile suono alle sue orecchie, molto simile a un canto lontano. Le foglie sugli alberi attorno cominciarono a frusciare insieme dolcemente, come in coro, seguite a poco a poco da quelle più distanti. Avanzò pieno di stupore in quel luogo che pareva intriso di magia, finché a ciò che già udiva non si aggiunse il riposante gorgoglio del fluire di un ruscello.

Si fermò col cuore straripante di meraviglia. Sembrava che ogni cosa in quel bosco stesse tessendo una segreta melodia, di cui lui non conosceva le note anche se ne intuiva l’armonia. Ascoltò a lungo quella musica boschiva senza rilevare stonatura alcuna, e gli sembrò perfino che il suono del suo respiro trovasse un senso in essa. Riprese ad avanzare esitante, lasciandosi guidare dal profumo di fiori e dal canto lontano.

Fra lo stupore che sentiva cominciò a germogliare qualcosa di fragile e informe, che crebbe in forza man mano che si addentrava nelle profondità di quel luogo, fino ad assumere la forma chiara e inequivocabile di un richiamo. Si arrestò di colpo. Ebbe la netta impressione che una presenza potente e ancestrale lo stesse attirando verso il cuore di quel bosco.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Marvin Mattia
Sono nato nel 1997, in provincia di Bergamo. Sono psicologo e attualmente lavoro come educatore nelle scuole. Mi piace fare sport e giocare ai videogiochi. Ho amato i libri fantasy e ne ho letti molti dall'infanzia all'adolescenza, per poi abbandonarli per alcuni anni a favore di altri, prevalentemente scientifici, riscoprendoli solo nell'ultimo anno.
Fin da giovanissimo nutrivo il desiderio di condividere con altri ciò che sentivo dentro, tuttavia non trovavo né il coraggio né il modo. Acquisita la forza e il coraggio, ho dovuto cercare il mezzo per esprimermi. Ho così scoperto la scrittura come potente strumento per dar corpo e forma alla vita, così concreta e al contempo così sfuggente.
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