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La discendenza di Lilith

La discendenza di Lilith
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Consegna prevista Settembre 2024
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Fin dalla prima infanzia una curiosità ardente ha caratterizzato la mente di Avhram, la quale, per sua fortuna, ha sempre avuto più sostegni che ostacoli nel corso degli anni. C’è da considerare però se questo desiderio di scoperta fosse davvero una cosa positiva nella sua vita e se fosse davvero guidato dalla buona sorte quel cammino. E se questa sua qualità non lo stesse lentamente portando verso verità che farebbe meglio a non conoscere? Specie per i suoi desideri di una vita normale. A prova di ciò, troppe cose intorno a lui appariranno tutto fuorché normali…

Perché ho scritto questo libro?

Ho da sempre desiderato raccontare una storia che fosse amata e appassionasse qualcuno come tante storie hanno fatto con me fin dall’infanzia. Questo è il fulcro del mio sogno di una vita.

ANTEPRIMA NON EDITATA

 

PROLOGO

Londra, fine ottobre 2012.

Il mattino d’autunno sta per giungere al termine. Il sole è oramai allo Zenith e nel cielo cupo e ammantato di nuvole i suoi raggi faticano a farsi strada, privando la metropoli della loro luce. L’aria uggiosa figlia della notte trascorsa, ha ricoperto di un sottile strato di brina le foglie e i rami dei platani, i manti erbosi dei grandi parchi, il grigio asfalto, i mezzi e i palazzi monumentali.

In mezzo al trambusto di anime che si destreggia nel vortice delle proprie Routine un uomo dal portamento distinto volge i suoi passi su Russell Square, lungo il percorso che conduce al prestigioso British Museum.

Raggiunta la struttura oltrepassa l’antico cancello in robusto ferro nero ritrovandosi nell’enorme piazzale che precede l’ingresso della struttura. Nota intorno a lui gruppi di turisti provenienti da ogni angolo del globo che tentano goffamente di adattarsi alla lingua; e, ai lati della scalinata principale alcuni venditori di souvenir che cercano di persuaderli all’acquisto. L’uomo esita ancora un momento prima di entrare, per gustarsi un’ultima boccata di un sigaro al gusto d’anice.
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Nonostante la sua corporatura imponente e il suo abbigliamento particolarmente elegante sembra ch’egli non venga notato da alcuno nella folla, quasi come fosse una nube di fumo che, diradata dal vento, impercettibile, scompare senza essere avvertita dal resto del mondo.

Una volta entrato dentro noleggia per poche sterline un paio di cuffie per l’ascolto di un’autoguida.

L’enorme atrio bianco è gremito di gente.

L’uomo indirizza i suoi passi verso le stanze che conservano i cimeli delle Americhe, fra le numerose teche situate all’interno ve n’è una in particolare in cui si trova custodita una logora lastra in terracotta, un elemento di rilievo nella collezione Norman Colville. La ragione della sua visita al museo.

Nella raffigurazione, rosa dai secoli, s’intravede parzialmente una divinità alata. In alcune culture veniva chiamata Arpia: metà donna e metà uccello. Nei suoi scritti Dante Alighieri la descriveva cosi: “”Ali hanno late e colli e visi umani, Piè con artigli, e pennuto il gran ventre”

Ai lati dei suoi generosi fianchi vi sono due gufi, sotto le sue zampe d’aquila due leoni.

Più in basso, su di una piccola didascalia, vi è un codice composto da poche cifre. Dopo averlo digitato sull’apparecchio elettronico l’uomo indossa le cuffie e una voce registrata inizia a parlare:

“Quello che vi trovate davanti è un altorilievo in terracotta risalente al II millennio a.C. probabilmente di fattura paleo babilonese, ma alcune fonti lo ricollocherebbero ad una più recente civiltà: i Maya. Vi sono vari conflitti sulla possibile identificazione della figura: alcuni la collegano alla dea sumera Inanna o Ištar ma un noto scienziato, Gabriel Sanchez, considera l’opera inerente alla figura di Lilith, figura presente nelle religioni mesopotamiche e nella religione ebraica. Quello che è certo è che vi è più di un velo di mistero che avvolge questo manufatto”

L’uomo toglie le cuffie e le sue labbra si deformano in un sorriso accennato.

Prima di ogni potenziale concezione del mondo e delle civiltà umane, esseri di luce si contendevano già ragioni e giustizia.

La venuta dell’uomo fu semei di ulteriori discordie.

 

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Salvatore de Salvo
Sono cresciuto in un paese in riva al mare. A cavallo fra gli anni ‘90 e 2000, durante l’adolescenza, ho coltivato quelle che sono ancora adesso le mie passioni: letteratura, cinema e videogame. Chi mi conosce presume che quando mi riferisco alla letteratura io intenda il mio essermi soffermato più sui manga che su qualsiasi altra cosa, e per qualche tempo è stato così in effetti, ma ho sempre cercato di spaziare su ogni genere di narrativa. Da quando è nato in me anche il desiderio di scrivere un libro ho cominciato a colmare ogni lacuna possibile su quelli che sono considerati i grandi classici della letteratura, iniziando a rendermi conto davvero cosa intendesse realizzare quel mio desiderio.
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